Classifica della Libertà di Stampa 2008

FREEDOM 2008

Reporters sans frontières pubblica la classifica mondiale della Libertà di Stampa, ogni anno, dal 2002.

Nel sito internazionale di RSF si possono consultare tutte le edizioni della Classifica, incluse tutte le schede-paese (in inglese).

Cliccando su questa frase, si può raggiungere la sezione del sito www.rsf.org relativa alla Classifica della Libertà di Stampa del 2008.

Di seguito è riportata, in italiano, la scheda 2008 relativa all’Italia e la classifica dei 173 paesi presenti nell’Indice 2008.


_______________________

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Repubblica Italiana

44a su 173 nell’ultima classifica della Libertà di stampa (2008), nel 2007 era 35a

Lo stato della libertà di stampa in Italia, tra progetti di riforme draconiane e minacce della mafia, preoccupa sempre più i vicini europei. L’aumento dell’invadenza della criminalità organizzata sul settore dei media costringe un gran numero di giornalisti alla prudenza. Il ritorno al potere di Silvio Berlusconi rinnova la questione della concentrazione dei mezzi di comunicazione ed il loro controllo da parte del potere esecutivo. Le riforme legislative avviate, con il divieto di pubblicazione di alcuni atti processuali, sono incompatibili con gli standard democratici dell’Unione europea.


I giornalisti che indagano sulle attività mafiose nelle terre in cui opera la criminalità organizzata, in particolare nel sud della penisola, lo fanno a loro rischio e pericolo, anche della loro vita. Circa una decina di loro (tra i quali Roberto Saviano, Lirio Abbate, Rosanna Capacchione e altri) vivono ancora sotto scorta della polizia. Un fenomeno che interessa il mondo dello sport è l’aumento delle minacce nei confronti di giornalisti sportivi da parte gruppi di tifosi violenti spesso espresse da canti e striscioni all’interno degli stadi di calcio.
I mezzi di ritorsione contro la stampa sono diversi: automobili o porte di casa incediate, lettere di minaccia, pressioni sulle famiglie, questi sono i “consigli” dati a coloro che si ostinano a denunciare il cattivo funzionamento della società italiana. La morsa della criminalità organizzata sui media è diventata così minacciosa che nel 2009 questi gruppi sono stati aggiunti da Reporters sans frontières nell’elenco dei “predatori” della libertà di stampa.
In una situazione anomala all’interno dell’Unione Europea, il primo ministro Silvio Berlusconi detiene ancora il controllo, da una parte sulle tre reti televisive pubbliche RAI, e dall’altra, sul principale gruppo radiotelevisivo privato nazionale Mediaset. Una predominanza che amplifica le ingerenze politiche nell’editoria, e che favorisce l’auto-censura di una parte della professione.

La televisione, che rimane la principale fonte di notizie per l’80% della popolazione, attira anche la maggiore quota di entrate pubblicitarie nazionali. La legge promulgata dal governo italiano, su iniziativa del ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri, ha eliminato tutti i limiti alla distribuzione degli introiti pubblicitari, aprendo la porta spesso a un massiccio “riorientamento” a favore delle reti televisive nazionali, in particolare quelli appartenenti alla famiglia Berlusconi.
Restano altri problemi ricorrenti, quali l’accesso alla professione, che rimane molto regolamentato. In Italia, per diventare giornalisti, bisogna passare un concorso e iscriversi obbligatoriamente ad un ordine professionale. La diffamazione è ancora reato e l’accesso ai dati pubblici o privati resta, di fatto, non rispettato.

Il nuovo progetto di legge sulla pubblicazione degli atti giudiziari contiene gravi minacce per il giornalismo investigativo, ipotizzando tra l’altro il divieto di pubblicazione, fino al completamento di un’indagine, di intercettazioni telefoniche ordinate dal pubblico ministero. Il divieto di pubblicazione si applica anche al lavoro delle commissioni di inchiesta.

Se tale progetto di legge dovesse essere adottato, i giornalisti non saranno più in grado, di informare il pubblico su eventuali arresti, perquisizioni o sequestri ordinati dai giudici. La pubblicazione di passi, di conversazioni o comunicazioni – la cui distruzione fosse stata ordinata da un procuratore – resterebbe vietata. In caso di violazione di questo segreto, il giornalista, o il mezzo incriminato, rischierebbe pene di detenzione, multe molto pesanti e l’interdizione all’esercizio della professione per tre mesi.

(pubblicato ad Ottobre 2008)

_______________________

Indice Libertà di Stampa 2008

Posizione

Paese

Note

vs 2007

1

Islanda

1,50

=

-

Lussemburgo

1,50

nc

-

Norvegia

1,50

=

4

Estonia

2,00

-

Finlandia

2,00

-

Irlanda

2,00

7

Belgio

3,00

-

Lettonia

3,00

-

Nuova Zelanda

3,00

-

Slovacchia

3,00

-

Svezia

3,00

-

Svizzera

3,00

13

Canada

3,33

14

Austria

3,50

-

Danimarca

3,50

16

Repubblica Ceca

4,00

-

Lituania

4,00

-

Olanda

4,00

-

Portogallo

4,00

20

Germania

4,50

=

21

Giamaica

4,88

22

Costa Rica

5,10

23

Ungheria

5,50

-

Namibia

5,50

-

Regno Unito

5,50

26

Surinam

6,00

nc

27

Trinidad e Tobago

6,13

28

Australia

6,25

=

29

Giappone

6,50

30

Slovenia

7,33

31

Cipro

7,50

▲▲

-

Ghana

7,50

-

Grecia

7,50

-

Mali

7,50

▲▲

35

Francia

7,67

36

Bosnia e Erzegovina

8,00

-

Capo Verde

8,00

-

Sud Africa

8,00

-

Spagna

8,00

-

Taiwan

8,00

-

Stati Uniti d’America

8,00

▲▲

42

Macedonia

8,25

43

Uruguay

8,33

44

Italia

8,42

45

Croazia

8,50

46

Israele (territorio d’Israele)

8,83

47

Mauritius

9,00

▼▼

-

Polonia

9,00

-

Romania

9,00

-

-

Corea del Sud

9,00

-

51

Hong-Kong

9,75

▲▲

-

Liberia

9,75

▲▲

53

Cipro (Nord)

10,00

-

Montenegro

10,00

-

Togo

10,00

-

56

Cile

11,50

- -

57

Panama

11,83

58

Kosovo

12,00

59

Bulgaria

12,50

-

Nicaragua

12,50

▼▼

61

Kuwait

12,63

62

El Salvador

12,80

63

Burkina Faso

13,00

64

Serbia

13,50

65

Timor-Leste

13,75

▲▲

66

Botswana

14,00

-

Libano

14,00

▲▲

68

Argentina

14,08

▲▲

69

Emirati Arabi Uniti

14,50

70

Benin

15,00

▼▼

-

Malawi

15,00

▲▲

-

Tanzania

15,00

▼▼

73

Haiti

15,13

74

Bhutan

15,50

▲▲

-

Ecuador

15,50

▼▼

-

Qatar

15,50

-

Seychelles

15,50

▲▲

-

Zambia

15,50

79

Albania

16,00

-

Fiji

16,00

▲▲

81

Guinea-Bissau

16,33

▲▲

82

Brasile

18,00

-

Repubblica Dominicana

18,00

▼▼

-

Tonga

18,00

▲▲

85

Repubblica Centrale Africana

18,50

▼▼

86

Senegal

19,00

87

Ucraina

19,25

88

Guyana

19,75

nc

89

Comore

20,00

90

Mozambico

20,50

▼▼

-

Paraguay

20,50

=

92

Congo

20,75

▼▼

93

Mongolia

20,83

▼▼

94

Burundi

21,00

▲▲

-

Madagascar

21,00

▼▼

96

Bahrein

21,17

▲▲

97

Kenya

21,25

▼▼

98

Moldova

21,38

▼▼

99

Guinea

21,50

-

Honduras

21,50

▼▼

101

Guatemala

22,64

102

Armenia

22,75

▼▼

-

Turchia

22,75

104

Maldive

23,25

▲▲

105

Mauritania

23,88

▼▼

106

Tajikistan

25,50

107

Uganda

26,00

▼▼

108

Perù

26,25

109

Costa d’Avorio

26,50

▼▼

110

Gabon

26,75

111

Indonesia

27,00

▼▼

-

Kyrgyzstan

27,00

113

Venezuela

27,33

114

Sierra Leone

27,75

115

Bolivia

28,20

▼▼

116

Angola

29,50

▼▼

-

Lesotho

29,50

▼▼

118

India

30,00

119

Stati Uniti d’America (extra-territorio)

31,00

120

Georgia

31,25

▼▼

121

Algeria

31,33

122

Marocco

32,25

▼▼

123

Oman

32,67

nc

124

Tailandia

34,50

▲▲

125

Kazakhstan

35,33

=

126

Cambogia

35,50

▼▼

-

Colombia

35,50

=

128

Giordania

36,00

129

Camerun

36,90

▼▼

130

Niger

37,00

▼▼

131

Nigeria

37,75

=

132

Malesia

39,50

133

Chad

41,25

▼▼

134

Gibuti

41,50

135

Sudan

42,00

136

Bangladesh

42,70

137

Gambia

42,75

138

Nepal

43,25

139

Filippine

45,00

▼▼

140

Messico

46,13

141

Russia

47,50

142

Etiopia

47,75

143

Tunisia

48,10

144

Singapore

49,00

145

Rwanda

50,00

146

Egitto

50,25

=

147

Swaziland

50,50

148

Repubblica Democratica del Congo

51,25

▼▼

149

Israele (extra-territorio)

51,50

▼▼

150

Azerbaijan

53,63

▼▼

151

Zimbabwe

54,00

152

Pakistan

54,88

=

153

Somalia

58,00

154

Bielorussia

58,33

155

Yemen

59,00

▼▼

156

Afghanistan

59,25

▼▼

-

Guinea Equatoriale

59,25

158

Iraq

59,38

159

Siria

59,63

160

Libia

61,50

161

Arabia Saudita

61,75

▼▼

162

Uzbekistan

62,70

163

Territori Palestinesi

66,88

164

Laos

70,00

165

Sri Lanka

78,00

166

Iran

80,33

=

167

Cina

85,50

168

Vietnam

86,17

169

Cuba

88,33

170

Birmania

94,38

171

Turkmenistan

95,50

172

Corea del Nord

96,50

173

Eritrea

97,50

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