Reporter sans frontières
e
La rete euro-mediterranea dei diritti umani
La federazione internazionale delle leghe dei diritti umani
L’ organizzazione mondiale contro la tortura
L’ istituto del Cairo per i diritti umani
condannano la repressione violenta dei movimenti sociali in Tunisia e invitano la comunità internazionale ad una forte reazione per difendere i diritti umani.
Le nostre organizzazioni, la Rete Euromediterranea dei diritti umani, la Federazione Internazionale delle Leghe dei Diritti dell’Uomo, l’Organizzazione mondiale contro la tortura, l’Istituto del Cairo per lo studio dei diritti dell’uomo e Reporter sans frontières hanno espresso la loro profonda preoccupazione per la drammatica evoluzione della situazione in Tunisia, attualmente sede di repressione cieca e violenta di un movimento di protesta su scala nazionale senza precedenti, denunciando le ingiustizie sociali, la corruzione, la negazione delle libertà fondamentali e il diritto alla dignità.
Le nostre organizzazioni condannano nei termini più forti la seria, sistematica e sproporzionata violazione dei diritti umani perpetrate dalle autorità contro il movimento di protesta. In particolare, le nostre organizzazioni condannano l’uso di armi da fuoco da parte della polizia contro i civili disarmati che ha già ucciso almeno 23 persone, fatto centinaia di arresti arbitrari e usato ripetutamente abusi e tortura.
Le nostre organizzazioni hanno ripetutamente denunciato il deterioramento della situazione dei diritti umani in Tunisia dopo le elezioni legislative e presidenziali dell’ottobre 2009 e chiedono alla Unione Europea (UE) di trarre le conseguenze del rifiuto, da parte del governo tunisino, di rispettare i suoi impegni internazionali, in particolare per quanto riguarda la libertà di espressione, di associazione e riunione. Ci dispiace ancora di più la mancanza di reazioni rapide e adeguate da parte dell’Unione Europea e mentre se si sta negoziando un miglioramento delle relazioni con la Tunisia tramite la concessione di uno “status avanzato” nel quadro della politica di vicinato.
Le gravi violazioni del diritto internazionale commesse dalle autorità tunisine non possono essere ignorate dalla UE dagli stati membri; le nostre organizzazioni fanno un appello all’Unione Europea perché condanni esplicitamente queste violazioni.
In questo contesto, sollecitiamo la comunità internazionale, e soprattutto l’ONU e l’Unione Europea, ad adottare una posizione ferma nei confronti delle autorità tunisine perché rispetti gli impegni in materia di diritti umani e chiedere Tunisia:
- il rispetto per la libertà di riunione pacifica, con la fine immediata della spirale di violenza e il tiro a bersaglio da parte della polizia sui manifestanti;
- il rilascio immediato e incondizionato di tutte le persone, compresi i difensori dei diritti umani, avvocati, giornalisti, blogger, sindacalisti e personaggi politici scelti arrestati arbitrariamente durante la protesta e l’immediata cessazione di qualsiasi tortura e maltrattamento;
- l’istituzione di una commissione nazionale d’inchiesta, indipendente e imparziale, competente per individuare le violazioni dei diritti umani commesse, compresi i casi di esecuzioni extragiudiziali e arresti arbitrari, identificando i responsabili e portandoli, se del caso, davanti alla giustizia, con risarcimenti alle vittime e/o alle loro famiglie;
- la revoca del blocco della possibilità di coprire gli eventi da parte dei media tunisini e stranieri;
- il rispetto degli impegni internazionali in materia di diritti umani assunti dalla Tunisia con l’invito immediato, senza alcuna riserva, ai relatori speciali delle Nazioni Unite sulla tortura;
- il rispetto dell’indipendenza dei giudici e degli avvocati, della libertà di espressione, dei difensori dei diritti umani e la cessazione di ogni esecuzioni extragiudiziali.
Inoltre, sollecitiamo la comunità internazionale alla costituzione di una commissione indipendente di inchiesta internazionale sotto l’egida di ONU e UE, la sospensione dei negoziati per uno “status avanzato” UE-Tunisia fino a quando non siano stati effettivamente compiuti progressi concreti da parte del governo tunisino a rispettare i diritti umani, in particolare per quanto riguarda la libertà di espressione, associazione e riunione pacifica, il pluralismo politico e unione, il rispetto dell’autonomia delle organizzazioni della società civile, l’indipendenza del potere giudiziario, la fine di ogni censura di Internet e il rilascio dei prigionieri di coscienza. Il progresso su questi temi dovrebbero essere valutati da esperti indipendenti, prima della ripresa dei negoziati.
E’ fondamentale che il governo tunisino rispetti i diritti umani e delle libertà fondamentali, e che rinunci a qualsiasi misura che possa aggravare ulteriormente la violenza. In caso contrario, questa crisi non troverà via d’uscita.
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