Reporter senza frontiere, Le Monde e TV5Monde sono lieti di conferire il Premio per la Libertà di Stampa 2012 a Mazen Darwish, presidente del Centro Siriano dei Media e della Libertà di Espressione (SCM), e al quotidiano afghano 8Sobh (“ore 8 del mattino”). Lacerimonia di premiazione si è celebrata martedì 18 dicembre presso l’auditorium di Le Monde, a Parigi.
“Quest’anno nella Giuria del Premio per la Libertà di Stampa erano presenti prestigiosi difensori dei diritti umani, quali Taslima Nasreen, Harry Wu e Alpha Oumar Konaré”, ha dichiarato il segretario generale di RSF Christophe Deloire. “La giuria ha deciso di rendere omaggio al giornalista siriano Mazen Darwish, che ha mostrato un coraggio straordinario nell’affrontare i pericoli corsi e ha alla fine dovuto pagare con la sua stessa libertà. Reporters senza frontiere continua a chiederne il rilascio alle autorità siriane. Il vincitore della categoria “media”, il quotidiano afghano 8Sobh, rappresenta la testimonianza concreta che un giornalismo di qualità si può produrre anche nei paesi più difficili del pianeta.”
Darwesh è stato dichiarato “Giornalista dell’anno 2012” per il suo coraggio e il suo impegno a favore della libertà d’informazione. Arrestato da membri dei servizi segreti delle forze aeree durante un raid nel quartier generale del SCM a Damasco il 16 febbraio scorso, è stato da quel momento detenuto in totale isolamento. Secondo diverse fonti attendibili, ha subìto dure torture nel corso della detenzione e la sua vita è seriamente in pericolo, soprattutto perché soffre di gravi problemi di salute che richiedono un trattamento medico e che stanno peggiorando la sua condizione. Le autorità siriane si rifiutano di rivelare il luogo della detenzione e di presentare Darwesh di fronte a un giudice. Non gli è consentito avere contatti con la famiglia né con avvocati, e tutto ciò avviene in totale violazione della legge internazionale.
8Sobh è un quotidiano fondato a Kabul nel marzo del 2007 da un certo numero di giornalisti noti e attivisti per la libertà di stampa. Diretto da Sanjar Sohail, che ne è anche il proprietario, pubblica report e notizie analizzando tutti i principali temi che riguardano il popolo afghano, tra cui democrazia, diritti umani e sviluppi politici. Temi trattati in maniera obiettiva non solo per fornire un’informazione equilibrata e indipendente ma anche con lo scopo di promuovere la democratizzazione e lo sviluppo di uno Stato in grado di garantire la libertà di espressione e di informazione. È inoltre l’unico quotidiano afghano distribuito in sei province: la capitale Kabul, la provincia settentrionale di Balkh, la provincia orientale di Nangarhar, la provincia occidentale di Herat, la provincia centrale di Bamyan e quella meridionale di Ghazni. Giornale laico che cerca di fornire un’informazione neutrale e obiettiva, è per questo perseguitato sia dai talebani che dalle autorità.
Il Premio di Reporter senza frontiere viene consegnato ogni anno sin dal 1992 a un giornalista e a un media dell’informazione, per onorare il lavoro di coloro che, in qualsiasi parte del mondo, hanno dato un contributo significativo alla difesa e alla promozione della libertà di stampa e di informazione in genere.
Il quotidiano Le Monde e l’emittente televisiva TV5Monde sono dall’anno scorso i partner di questo premio. Il direttore di Le Monde, Alain Frachon, ha spiegato le ragioni per le quali, nel 2011, il suo predecessore Erik Izraelewicz aveva deciso di sostenere tale iniziativa: “Da Sidi Bouzid a Sanaa, da Rangoon a Benghazi, da Damasco al Cairo, il 2011 non è stato privo di grandi eventi. I media internazionali ne hanno dato conto e se ne sono occupati, non dimenticando che i giornalisti locali, spesso mettendo a rischio la loro stessa vita, combattono da anni le violazioni costanti della libertà d’informazione messe in atto in queste zone.”
Yves Bigot, direttore generale di TV5Monde, ha dichiarato: “Un canale televisivo internazionale come il nostro non può che essere in prima linea nella difesa della libertà di informazione, i cui valori universali vengono quotidianamente diffusi nei 200 Paesi dove siamo presenti e operiamo.”
Traduzione a cura di Tatiana Camerota
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