Mercoledì 27 gennaio verso fine giornata, gli uscieri sono piombati negli uffici del Journal Hebdomadaire, in avenue Far a Casablanca, per cambiare le serrature e porri i locali sotto sigilli. Si è a fine giornata, la redazione è accerchiata. Il tribunale del commercio di Casablanca ha appena ordinato la liquidazione giudiziaria di Media Trust, ex società editrice di Journal hebdomadaire fino al fallimento del 2003, e di Trimedia, attuale società editrice di Journal hebdomadaire e ex agenzia pubblicitaria.
Durante un colloquio con Reporters sans frontières, Aboubaker Jamai, uno dei tre fondatori e azionisti del Journal hebdomadaire nel 1997 e direttore di pubblicazione fino al 2007, conferma i debiti di più di cinque milioni di dirhams (450 000 euro) nei confronti della Cassa nazionale per la sicurezza sociale, delle imposte e di alcune banche. Ma insiste sul fatto che “le autorità hanno fatto di tutto per indurre il Journal hebdomadaire alla asfissia financiaria, grazie ad una strategia mirata al boicottaggio finanziario”.
“In seguito alla chiusura definitiva del Journal nel dicembre 2000, abbiamo dato origine al Journal hebdomadaire nel gennaio 2001. Questa nuova pubblicazione è stata interrotta in due riprese, prima in aprile e poi nel dicembre 2001. A causa del boicottaggio e delle due chiusure i nostri introiti pubblicitari sono precipitati dell’80% tra il 2000 e il 2001.”
Nel corso dello stesso anno, il Journal hebdomadaire è stato condannato in primo grado nel caso Benaissa a pene di carcere duro e a versare 2 milioni di dirhams tra danni e interessi. “In appello, ce la siamo cavati con 500 000 dirhams di danni e interessi. Ma non eravamo in grado di pagare, non avevamo i soldi. Così il tribunale ha ordinato il pignoramento dei nostri beni, imponendo alla società Media Trust di pignorare i nostri stipendi e di versarli al tribunale. Media Trust si è rifiutata di ottemperare e Benaissa ha fatto condannare Media Trust.”
Aboubaker Jamai decide allora di affidare la gestione del giornale alla società Trimedia, per rilanciare il giornale e sistemare i conti.
“Ogni volta che eravamo in grado di rimborsare una parte dei nostri debiti, l’abbiamo fatto. Abbiamo rimborsato fino a 3 milioni di dirhams a fine 2007 ai creditori di Trimedia”, assicura Aboubaker Jamai.
Dopo la condanna del 2007 a pagare 3 milioni di dirhams inflitta a Claude Moniquet per il caso Esisc, Aboubaker Jamai ha lasciato la direzione del Journal hebdomadaire ed è andato in esilio negli Stati Uniti. La direzione del giornale è stata allora affidata ad Ali Amar. Nella primavera 2009 Aboubaker Jamai si era trasferito in Spagna, riprendendo la penna come editorialista e collaboratore di Journal hebdomadaire.
Secondo lui, nella primavera 2009, Mounir Majidi, segretario particolare, del re Mohammed VI ha riunito i principali inserzionisti del paese, soprattutto del settore immobiliare, per imporre loro il boicottaggio del Journal hebdomadaire e i titoli si Success Publication di Hassan Alaoui (come Economie & Entreprises, Essor…). E’ stato l’annuncio della morte di Journal hebdomadaire”. Da notare infatti che Economie & Entreprises il 30 giugno 2009 è stato condannato a pagare una multa di 5,9 dirhams (531 000euro) tra danni e interessi nel caso della holding della famiglia reale.
In seguito c’era stato un progetto di riscatto per il Journal hebdomadaire da parte di un importante uomo d’affari marocchino, che si è arenato però all’ultimo minuto.
Perchè questa liquidazione finanziaria è messa sotto sequestro stavolta? Aboubaker Jamai dichiara:”Questa sanzione arriva in un momento in cui il potere si sente senza via di scampo, soprattutto per quanto riguarda la situazione nel Sahara occidentale e gli affari del re.” Ricorda infatti la posizione di Journal hebdomadaire nel “ caso Aminatou Haidar”, militante indipendentista del Sahara occidentale espulso dal Marocco agli inizi di novembre 2009 nelle isole Canarie, e che ha fatto uno sciopero della fame di diverse settimane prima di poter finalmente ritornare in Marocco.
“La politica di asfissia finanziaria messa in atto dalle autorità si scontra con la stampa indipendente. Questa liquidazione giudiziaria suona la fine della principale testata indipendente del Marocco, fondata nel 1997 sotto il regno di Hassan II. Principale simbolo della libertà di stampa, il Journal hebdomadaire è uno dei pochi media di opposizione del paese”, ha dichiarato Reporters sans frontières.
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