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	<title>RSF Italia &#187; @ INTERNET</title>
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		<title>Forbidden Voices, film-omaggio a tre donne e blogger eccezionali</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 12:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Reporter senza frontiere è lieta di annunciare che &#8220;Forbidden Voices&#8221;, un film diretto da Barbara Miller che sottolinea l’impatto di Internet sulla libertà di informazione, è uscito il 10 maggio nelle sale cinematografiche della Svizzera. Due anni per la realizzazione, il documento si concentra su tre coraggiose donne blogger, provenienti da Iran, Cuba e Cina: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6141&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="center"><a href="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/05/slideshowfvoices-0c9b7.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6142" title="slideshowfvoices-0c9b7" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/05/slideshowfvoices-0c9b7.jpg?w=468&h=164" alt="" width="468" height="164" /></a>Reporter senza frontiere è lieta di annunciare che <em>&#8220;Forbidden Voices&#8221;</em>, un film diretto da Barbara Miller che sottolinea l’impatto di Internet sulla libertà di informazione, è uscito il 10 maggio nelle sale cinematografiche della Svizzera. Due anni per la realizzazione, il documento si concentra su tre coraggiose donne blogger, provenienti da Iran, Cuba e Cina: tutti i tre Paesi si trovano nella lista di RSF dei <a href="http://rsfitalia.org/2012/03/12/rsf-il-nuovo-elenco-dei-nemici-di-internet-tra-controlli-e-filtri-la-piccola-breccia-dei-cyber-attivisti/">“Nemici di Internet”</a>.</p>
<p><a href="http://www.desdecuba.com/generaciony/">Generazione Y</a>, un blog della residente ad Avana <strong>Yoani Sánchez </strong>(@yoanisanchez), è stato lanciato nel 2007 ed è velocemente diventato molto popolare. <a href="http://cultura.elpais.com/cultura/2008/08/29/actualidad/1219960806_850215.html">Premiato</a> nel 2008 dal quotidiano spagnolo <em>El País</em>, i suoi lettori sono aumentati costantemente, soprattutto all’estero. Attraverso il suo blog, Yoani Sánchez offre una visione critica ai quotidiani problemi economici e sociali che i cubani devono affrontare. Per diffondere i suoi articoli a Cuba, <a href="http://en.rsf.org/cuba-cuba-12-03-2012,42058.html">dove la maggior parte della popolazione è confinata a una rete Intranet altamente censurata</a>, occorrono metodi ingegnosi, tra cui l’utilizzo di chiavette USB e cd. Sánchez è soggetta a una severa censura governativa e a campagne diffamatorie, oltre ad essere stata fisicamente aggredita. La rivista <em>Time Magazine </em>l’ha classificata come <a href="http://www.time.com/time/specials/2007/article/0,28804,1733748_1733756_1735878,00.html">una delle cento persone più influenti del mondo nel 2008</a>, così come <a href="http://www.time.com/time/specials/2007/article/0,28804,1595326_1615754_1616169,00.html">Zeng Jinyan</a> (v. sotto) nel 2007.</p>
<p>Nonostante la <a href="http://en.rsf.org/chine-authorities-step-up-harassment-of-20-06-2011,40496.html">censura governativa</a> e i <a href="http://rsfitalia.org/2011/06/09/cina-minacciata-di-sfratto-zeng-jinyan-moglie-dell%e2%80%99attivista-hu-jia/">metodi repressivi</a>, la blogger e attivista cinese <strong>Zeng Jinyan</strong> (@zenjinyan) usa il suo blog e account Twitter dal 2006 per descrivere la sua vita e la detenzione di suo marito Hu Jia, attivista per i diritti umani, famoso per aver difeso i malati di AIDS e l’ambiente. Quando Hu è stato arrestato, Zeng e sua figlia piccola sono state messe agli arresti domiciliari, con la polizia stazionata intorno alla casa per impedire loro di uscire, ma lei ha continuato a scrivere circa la lotta per le libertà fondamentali in Cina. Quando “l’avvocato a piedi nudi” <a href="http://rsfitalia.org/2012/05/05/cina-chen-guangcheng-in-grande-pericolo/">Chen Guangcheng</a> è fuggito dagli arresti domiciliari per rifugiarsi presso l’ambasciata degli Stati Uniti due settimane fa, Zeng <a href="http://www.theatlanticwire.com/global/2012/05/meet-zeng-jinyan-chen-guangchengs-twitter-spokeswoman/51813/">ha riferito che i suoi parenti avevano subìto violenze </a>durante la “battaglia” tra USA e autorità cinesi per decidere del suo destino, e ha messo in discussione la versione ufficiale degli eventi.</p>
<p>Censurata e minacciata, <strong>Farnaz Seifi, </strong>la blogger iraniana attivista online per i diritti delle donne, <strong>ha dovuto alla fine andarsene all’estero e attualmente vive in Germania. Lei e altre attiviste per i diritti delle donne iraniane sono un esempio di come la Rete possa essere usata per influenzare il governo. Farnaz Seifi è un membro di </strong><a href="http://www.we-change.org/">Change for Equality</a>, un sito lanciato a settembre 2006 da un gruppo di 20 donne, soprattutto blogger e giornaliste, per promuovere una campagna di cambiamenti delle leggi che sono discriminatorie nei confronti delle donne. È diventata un’autorevole fonte d’informazione sui diritti delle donne in una società governata da fondamentalisti, e tra i risultati raggiunti si annoverano la rimessa in discussione di un progetto di legge che faciliterebbe la poligamia e il contributo dato allo sviluppo della società civile iraniana. Centinaia di attivisti di vari movimenti sono stati finora convocati, arrestati e imprigionati.</p>
<p><a href="http://en.rsf.org/beset-by-online-surveillance-and-13-03-2012,42061.html">In questi ultimi anni, i social network online si sono definitivamente affermati come strumenti per organizzare proteste e far circolare informazioni, e sono sempre riusciti a respingere i limiti imposti dalla censura</a>. Sono (stati) proprio gli internauti al centro dei cambiamenti politici che stanno avendo luogo in tutto il mondo. Combattono i tentativi di imporre i blackout di notizie ma al tempo stesso pagano spesso un prezzo troppo alto, a causa dei regimi che non tollerano il dissenso. <em>&#8220;Forbidden Voices&#8221; </em>mostra fino a che punto Internet è diventato uno straordinario strumento per combattere la propaganda dei regimi dittatoriali, ma anche i rischi corsi dalle donne che sono impegnate nella difesa della libera espressione online.</p>
<p>Per guardare il trailer e ottenere maggiori informazioni sul film, potete andare su questo sito: <a href="http://forbiddenvoices.net/">http://forbiddenvoices.net/</a>. <em>&#8220;Forbidden Voices&#8221; </em>è stato prodotto da Philip Delaquis e Das Kollektiv für audiovisuelle Werke GmbH ed è distribuito da Filmccopi.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione a cura di Tatiana Camerota</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/6141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/6141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/6141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/6141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/6141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/6141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/6141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/6141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/6141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/6141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/6141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/6141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/6141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/6141/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6141&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>INTERNET &#8211; I 2 blogger vincitori del premio “Reporter senza frontiere”: “bdnews24” di Abu Sufian e “Tibet invisibile” di Tsering Woeser</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 23:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[- INIZIATIVE di RSF]]></category>
		<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog di Abu Sufian, giornalista del Bangladesh, è stato proclamato vincitore della categoria “Reporter senza frontiere” dalla giuria del BOBs (Best of Blogs competition) di quest’anno, evento organizzato dalla stazione radiofonica tedesca Deutsche Welle. Il vincitore è stato scelto tra 11 finalisti da una giuria internazionale formata da blogger e da un rappresentante di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6119&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="center"><a href="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/05/arton42509-077ce.png"><img class="alignleft size-full wp-image-6120" title="arton42509-077ce" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/05/arton42509-077ce.png?w=468" alt=""   /></a><a href="http://blog.bdnews24.com/author/abusufianIR">Il blog di Abu Sufian</a>, giornalista del Bangladesh, è stato proclamato vincitore della categoria “Reporter senza frontiere” dalla giuria del BOBs (Best of Blogs competition) di quest’anno, evento organizzato dalla stazione radiofonica tedesca Deutsche Welle. Il vincitore è stato scelto tra 11 finalisti da una giuria internazionale formata da blogger e da un rappresentante di Reporter senza frontiere.</p>
<p style="text-align:left;">Reporter per il sito <a href="http://www.bdnews24.com/">bdnews.24.com</a>, Sufian si espone spesso a minacce e pericoli considerevoli per fornire una dettagliata copertura investigativa delle <a href="http://www.hrw.org/news/2011/05/10/bangladesh-broken-promises-government-halt-rab-killings">esecuzioni extragiudiziali</a>, un problema che il governo nega e che i media tradizionali ignorano ampiamente, nonostante migliaia di vittime. Sufian aveva già <a href="http://dev.bdnews24.com/details.php?id=44679&amp;cid=2">vinto un premio</a> conferitogli nel 2006 da DRU (<em>Dhaka Reporters&#8217; Unity</em>), un’organizzazione nazionale di giornalisti.</p>
<p>Tra i suoi report troviamo anche la copertura dell’omicidio, avvenuto lo scorso febbraio, dei giornalisti &#8211; marito e moglie -<a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-16997187"> Sagar Sarowar e Meherun Runi</a>, omicidio che ha scatenato <a href="http://www.huffingtonpost.com/2012/02/27/sagar-sawar-meherun-runi-bangladeshi-journalists-protest_n_1303436.html">proteste</a> senza precedenti e richieste congiunte di giustizia da parte di giornalisti e blogger del Bangladesh.</p>
<p>La vita non è semplice per i giornalisti in Bangladesh, che nell’ultima <a href="http://rsfitalia.org/classifica-della-liberta-di-stampa-2011-2012-3/">Classifica per la Libertà di Stampa</a> pubblicata da Reporter senza frontiere lo scorso gennaio, si è classificato al 129° posto su 179 Paesi. Alcuni esempi. I direttori di due quotidiani sono stati recentemente <a href="http://en.rsf.org/bangladesh-death-threats-and-reprisals-26-04-2012,42378.html">minacciati di morte e rappresaglie</a>, le stazioni televisive private vengono perseguitate e <a href="http://en.rsf.org/bangladesh-authorities-turn-up-the-heat-on-19-03-2012,42149.html">le autorità non hanno esitato a minacciare giornalisti</a> lo scorso marzo.</p>
<p>Un secondo premio, nella categoria “Reporter senza frontiere”, è stato assegnato sulla base dei voti espressi dal pubblico tramite il <a href="http://thebobs.com/english/">sito web BOBs</a>, dal 13 marzo al 2 maggio. La scelta è ricaduta su <a href="http://woeser.middle-way.net/">Tibet Invisibile</a>, un blog sulla situazione in Tibet che la scrittrice e poetessa <strong>Tsering Woeser </strong><strong>tiene a Pechino nonostante il <a href="http://en.rsf.org/chine-tibet-cut-off-from-the-rest-of-the-23-02-2012,41930.html">costante blackout di notizie</a> che le autorità cinesi cercano di imporre sul Tibet.</strong></p>
<p>Critica franca ed esplicita delle politiche adottate dal governo in Tibet, Woeser si occupa dei molti casi di auto-immolazione dei monaci tibetani e dell’ondata di arresti di intellettuali tibetani nella Cina occidentale. A Tsering Woeser è stato recentemente <a href="http://en.rsf.org/chine-tibet-cut-off-from-the-rest-of-the-23-02-2012,41930.html">impedito di lasciare la Cina</a> per ricevere un premio internazionale e da marzo si trova agli arresti domiciliari.</p>
<p>L’anno scorso, la scelta della giuria nella categoria “Reporter senza frontiere” è andata a <a href="http://juarezenlasombra.blogspot.com/">Ciudad Juárez, en la sombra del narcotráfico</a> (Città Juarez, [una città] nell’ombra del narcotraffico, <em>ndt</em>), un coraggioso blog tenuto dalla giornalista spagnola <strong>Judith Torrea </strong><strong>sulle attività del cartello della droga, sulle repressioni governative e sulla corruzione della polizia nel Messico settentrionale.</strong></p>
<p>Il pubblico, invece, nel 2011 ha scelto il <a href="http://novayagazeta.livejournal.com/">blog</a> tenuto dallo staff editoriale del quotidiano indipendente <em>Novaya Gazeta</em>, che ha sede a Mosca. Trattando molto chiaramente storie come gli avvenimenti del Caucaso e gli abusi della polizia, il giornale e il suo blog sono diventati un’istituzione in Russia e all’estero, ma i suoi giornalisti hanno dovuto pagare un caro prezzo.</p>
<p>I premi di quest’anno saranno presentati  e consegnati al Deutsche Welle <a href="http://www.dw.de/dw/0,,30956,00.html">Global Media Forum</a>, che avrà luogo a Bonn il prossimo 26 giugno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione a cura di Tatiana Camerota</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/6119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/6119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/6119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/6119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/6119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/6119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/6119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/6119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/6119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/6119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/6119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/6119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/6119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/6119/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6119&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>FRANCIA: Il disegno di legge che punisce la consultazione di siti “terroristi” adottato in Consiglio dei ministri.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 19:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporter senza frontiere rinnova le proprie preoccupazioni per il disegno di legge teso a punire la consultazione di siti Internet “che incitino al terrorismo o ne facciano apologia” adottato dal Consiglio dei ministri l&#8217;11 aprile 2012. “Prendiamo atto delle modifiche adottate e delle precisazioni inserite nel testo” ha dichiarato l’organizzazione. “Ma troppe domande restano tuttora [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6073&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6074" title="arton42177-74686" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/04/arton42177-74686.jpg?w=468" alt=""   />Reporter senza frontiere rinnova le proprie preoccupazioni per il disegno di legge teso a punire la consultazione di siti Internet “che incitino al terrorismo o ne facciano apologia” adottato dal Consiglio dei ministri l&#8217;11 aprile 2012.</p>
<p>“Prendiamo atto delle modifiche adottate e delle precisazioni inserite nel testo” ha dichiarato l’organizzazione.</p>
<p>“Ma troppe domande restano tuttora senza risposta, giustificando i nostri timori:</p>
<ul>
<li>Chi raccoglierà i dati sui siti visitati dagli internauti, e come?</li>
<li>Chi censirà i siti penalizzati, e quali forme di tutela verranno garantite?</li>
</ul>
<p>È particolarmente urgente che le modalità di attuazione contenute in questo testo siano rese pubbliche, per rispondere al timore che si instauri una sorveglianza generalizzata basata sull’utilizzo dei fornitori di servizi internet.”</p>
<p>Il disegno di legge adottato dal Consiglio dei ministri è stato rifocalizzato sui siti “che contengano immagini di atti di terrorismo che attentino alla vita [a fini di incitamento o apologia]&#8220;. Chiunque li consulti sarà passibile di due anni di carcere. Eccezioni sono previste ora per quanti visitano questi siti per “motivi legittimi”, cioè giornalisti, universitari, criminologi o avvocati che necessitino di consultarli per motivi professionali.</p>
<p>“Noi insistiamo nel ritenere che la penalizzazione della consultazione di siti Internet pone un problema di principio: si può visitare un sito senza per questo aderire alle idee che propugna&#8221; ha ricordato Reporter senza Frontiere.</p>
<p>L&#8217;organizzazione spera di ottenere rapidamente chiarimenti e impegni da parte dei legislatori e delle autorità coinvolti, ai quali tra l&#8217;altro intende proporre delle consultazioni.</p>
<p>Il disegno di legge dovrebbe essere trasmesso all&#8217;Assemblea nazionale ed esaminato alla ripresa dei lavori parlamentari, a giugno 2012. Secondo il ministro della giustizia, potrebbe essere “il primo testo votato dalla nuova legislatura&#8221;, se l&#8217;attuale maggioranza dovesse essere confermata.</p>
<p>Il Consiglio nazionale del digitale ha reso pubbliche le sue raccomandazioni a proposito di questo testo: <a href="http://www.cnnumerique.fr/avis11/" target="_blank">http://www.cnnumerique.fr/avis11/</a></p>
<p style="text-align:right;"> <em>Traduzione di Giuseppina Vecchia, </em><em>Pressenza International Press Agency</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/6073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/6073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/6073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/6073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/6073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/6073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/6073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/6073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/6073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/6073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/6073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/6073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/6073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/6073/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6073&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Reporter senza frontiere, con il supporto di Google, assegna il premio di &#8220;CyberCittadino&#8221; 2012 al Centro media dei Comitati di coordinamento locale degli attivisti siriani in Siria</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 12:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I centri mediatici dei comitati di coordinamento locale in Siria, raggruppano giornalisti-cittadini e attivisti che raccolgono e diffondono in tempo reale informazioni sulla rivolta popolare siriana. Jasmine, una giovane militante di 27 anni che risiede in Canada, ha accettato di ricevere questo premio in nome di tutti gli attivisti che continuano la loro lotta nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6045&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lccsyria.org/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><img class="size-medium wp-image-6046 alignleft" title="slide-show_12mars-2-779d0" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/03/slide-show_12mars-2-779d0.jpg?w=300&h=105" alt="" width="300" height="105" />I centri mediatici dei comitati di coordinamento locale in Siria</span></a>, raggruppano giornalisti-cittadini e attivisti che raccolgono e diffondono in tempo reale informazioni sulla rivolta popolare siriana. Jasmine, una giovane militante di 27 anni che risiede in Canada, ha accettato di ricevere questo premio in nome di tutti gli attivisti che continuano la loro lotta nel paese.<br />
“Il premio di Cybercittadino dimostra che la nostra voce è stata ascoltata e che siamo riusciti a far conoscere la storia di milioni di siriani che si battono per ottenere ciò che desiderano da sempre: vivere in una condizione di libertà e dignità” ha dichiarato Jasmine. “Vi ringrazio per questo premio che rappresenta il riconoscimento ai nostri comitati locali come veri e propri strumenti di informazione”.</p>
<p>I giornalisti e i blogger siriani subiscono minacce e arresti da parte delle autorità governative. Alla maggior parte dei media internazionali è negato l’accesso nel paese. In loro assenza, questi comitati rappresentano praticamente l’unico mezzo di informazione per diffondere le notizie relative alle violenze in atto. Ormai presenti nella maggior parte delle città siriane, sono emersi spontaneamente con il principio della rivolta siriana nel Marzo 2011 e raccolgono militanti dei diritti umani e giornalisti locali.</p>
<p>Gli informatori locali inviano le informazioni ai comitati che le confermano attraverso varie fonti. Un terzo gruppo è incaricato delle traduzioni in inglese e della pubblicazione sul <span style="text-decoration:underline;">sito internet</span>. Video e foto sono pubblicate su Facebook e nel blog. “Da quando la rivolta è iniziata, riceviamo milioni di storie che ci fanno sorridere, piangere, che ci emozionano” spiega Jasmine. “Una mamma siriana ci ha raccontato dei suoi tre figli, tutti agli arresti, e ci ha fatto promettere che accada ciò che accada, non smetteremo di raccontare gli eventi della nostra amata Siria”.</p>
<p>Il premio di cybercittadino è stato assegnato in occasione della <span style="text-decoration:underline;">Giornata Mondiale contro la cyber censura</span>, nel corso di una cerimonia che si è svolta a Parigi. Per questa edizione 2012, i nominati venivano da varie parti del mondo, dalla Russia alla Siria, passando per Brasile e Cina. Una diversità geografica che riflette l’impatto sempre più diffuso di Internet.  Una volta collegato, ognuno di noi ha il potere di condividere le proprie opinioni e osservazioni con il resto del mondo.</p>
<p>RSF ricorda che la libertà di informazione resta fragile e sempre più minacciata. 200 cybercittadini sono stati arrestati nel 2011, un 30% in più rispetto all’anno precedente, 5 sono stati uccisi e più di 120 si trovano ancora in carcere per aver espresso le loro opinioni on line.</p>
<p>“Il fatto che siano perseguitati a tal punto, dimostra quanto siano divenuti indispensabili alla divulgazione delle informazioni” dichiara <strong>Dominique Gerbaud, presidente di Reporter senza frontiere</strong>.</p>
<p>“Chi comanda lo ha capito e ha messo in pratica meccanismi di censura e di controllo sempre più sofisticati e una repressione sempre più pesante. Oggi più che mai RSF è fiera di aver istituito un premio, con il supporto di Google, che elogi e ricompensi il coraggio dei cybercittadini”.</p>
<p>Oggi, la censura su Internet si applica in 40 paesi, contro i 4 di 10 anni fa. I prodotti e i servizi Google sono bloccati in 25 tra i 125 paesi in cui il motore di ricerca è presente.</p>
<p>« Internet permette ai singoli coraggiosi di poter raccontare la loro storia al mondo intero, in qualsiasi paese si trovino” dichiara <strong>Jean-Marc Tassetto, Direttore Generale di Google France</strong>. “Il premio al cybercittadino, frutto della collaborazione con Reporter senza frontiere, testimonia perfettamente la nostra più forte convinzione: l’accesso all’informazione permette più libertà e favorisce lo sviluppo economico e sociale”.</p>
<p>Reporter senza frontiere ha inaugurato per la prima volta nel 2008 la Giornata Mondiale contro la cyber censura con lo scopo di preservare una rete unica, libera e accessibile a tutti. Google si è associato all’organizzazione nel 2010 per assegnare il premio annuale di cybercittadino che ricompensa l’internauta, il blogger o il cyberdissidente che si è distinto per le sue attività di difesa della libertà di espressione su Internet. Una giuria internazionale composta da professionisti dell’informazione, blogger e rappresentanti di Reporter senza frontiere, ha votato per scegliere il candidato, che riceve tra l’altro un premio di 2.500 Euro.</p>
<p>Nel 2012, il premio era stato assegnato a un gruppo di <a href="http://rsfitalia.org/2010/03/12/alle-cyberfemministe-iraniane-del-sito-%E2%80%9Cchange-for-equality%E2%80%9D-il-primo-premio-netizen%E2%80%9D-organizzato-da-reporters-sans-frontieres-con-il-sostegno-di-google/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">cyber femministe iraniane</span></a>. L’anno successivo a <a href="http://www.nawaat.org/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Nawaat.org</span></a>, un blog indipendente tunisino.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Eleonora Albini, Pressenza International Press Agency</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/6045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/6045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/6045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/6045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/6045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/6045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/6045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/6045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/6045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/6045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/6045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/6045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/6045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/6045/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6045&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>RSF: La mappa mondiale della cyber-censura</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 15:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6037&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6038" title="La mappa mondiale della cyber-censura" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/03/la-mappa-mondiale-della-cyber-censura.jpg?w=468&h=335" alt="" width="468" height="335" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/6037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/6037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/6037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/6037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/6037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/6037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/6037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/6037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/6037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/6037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/6037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/6037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/6037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/6037/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6037&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>RSF: Internauti invitati a lasciare messaggi “Cyber tag” alle ambasciate dei paesi “Nemici di Internet”</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 14:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[- Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[www.cyber-tag.net Ogni anno, il 12 Marzo, Giornata Mondiale contro la Censura su Internet, RSF pubblica un rapporto aggiornato sulla situazione della libertà di informazione nel mondo chiamato “Nemici di Internet”. Un utilizzatore della rete su tre ha accesso limitato a internet. Circa 60 paesi nel mondo sono censori della rete a vario livello o perseguono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6030&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="www.cyber-tag.net" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6031" title="cybertag" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/03/cybertag.gif?w=468" alt=""   />www.cyber-tag.net</a></p>
<p>Ogni anno, il 12 Marzo, Giornata Mondiale contro la Censura su Internet, RSF pubblica un rapporto aggiornato sulla situazione della libertà di informazione nel mondo chiamato “Nemici di Internet”.</p>
<p>Un utilizzatore della rete su tre ha accesso limitato a internet. Circa 60 paesi nel mondo sono censori della rete a vario livello o perseguono i cyber cittadini. Almeno 120 persone si trovano attualmente in carcere solo per avere usato la rete per esprimere liberamente le proprie opinioni. Queste cifre sono sconvolgenti. Mentre internet ha avuto un ruolo chiave nelle proteste della Primavera Araba, è sempre più frequente il ricorso alla manipolazione delle informazioni on line e alla rimozione di contenuti da parte di vari paesi.</p>
<p>Quest’anno, per informare e sensibilizzare su questo problema, l’agenzia di Parigi JWT ha ideato un sito temporaneo dedicato alla lotta contro la censura on line chiamato Cyber Tag (<a href="www.cyber-tag.net" target="_blank">www.cyber-tag.net</a>); il sito consente agli utilizzatori della rete di postare messaggi su versioni virtuali delle ambasciate di ben 10 paesi che RSF ha definito “Nemici di Internet”.</p>
<p>Ispirato allo slogan “Deve scorrere inchiostro, non sangue” che gli attivisti di RSF hanno dipinto <a href="http://en.rsf.org/syria-reporters-without-borders-protests-03-05-2011,40214.html" target="_blank">durante una protesta</a> avvenuta di fronte all’Ambasciata siriana di Parigi nel Maggio 2011, il sito invita gli utenti a protestare virtualmente fuori dalle ambasciate e a postare i propri messaggi sulle facciate delle ambasciate stesse.</p>
<p>Lanciato questa mattina, il sito temporaneo è stato creato per guidare gli internauti che desiderino partecipare a queste dimostrazioni virtuali e fornire fatti che riguardino le violazioni alla libertà di informazione on line.</p>
<p>E’ altresì un tributo e un gesto di solidarietà tra cyber cittadini.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Eleonora Albini, Pressenza International Press Agency</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/6030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/6030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/6030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/6030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/6030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/6030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/6030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/6030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/6030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/6030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/6030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/6030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/6030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/6030/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6030&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">cybertag</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>RSF: Il nuovo elenco dei Nemici di Internet – Tra controlli e filtri, la piccola breccia dei cyber attivisti.</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2012/03/12/rsf-il-nuovo-elenco-dei-nemici-di-internet-tra-controlli-e-filtri-la-piccola-breccia-dei-cyber-attivisti/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 13:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della Giornata mondiale contro la cyber-censura, il 12 Marzo, Reporter senza frontiere pubblica un nuovo elenco dei « Nemici di Internet » e dei paesi « sotto sorveglianza ». Questo rapporto rappresenta un aggiornamento rispetto a quello pubblicato nel 2011. Due paesi, Bahrein e  Bielorussia, passano dalla categoria « paesi sotto sorveglianza » a quella « Nemici di Internet ». Venezuela [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6026&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6028" title="arton42061-f93ea" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/03/arton42061-f93ea.jpg?w=468" alt=""   />In occasione della Giornata mondiale contro la cyber-censura, il 12 Marzo, Reporter senza frontiere pubblica un nuovo elenco dei « Nemici di Internet » e dei paesi « sotto sorveglianza ». Questo rapporto rappresenta un aggiornamento rispetto a quello pubblicato nel 2011.</p>
<p><strong>Due paesi, Bahrein e  Bielorussia, passano dalla categoria « paesi sotto sorveglianza » a quella « Nemici di Internet ». Venezuela e Libia escono dalla lista “paesi sotto sorveglianza” mentre vi entrano India e Kazakistan. </strong></p>
<p>« I cambiamenti apportati all’elenco riflettono le recenti evoluzioni in seno alla libertà di informazione on-line”, ha dichiarato RSF. I cyber cittadini sono stati nel 2011 i protagonisti dei mutamenti politici che hanno riguardato il mondo arabo. Insieme ai giornalisti hanno tentato di limitare la censura, pagandone in alcuni casi il costo.</p>
<p>« Il 2011 resterà un anno di violenza senza precedenti nei confronti dei cyber cittadini. In 5 sono stati uccisi mentre gli arresti sono stati ben 200,  includendo i blogger, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Un bilancio record che rischia di divenire ancor più pesante tenuto conto anche della cieca violenza adoperata dalle autorità siriane. A oggi, sono 120 i cyber dissidenti ancora in prigione ».</p>
<p>«In occasione della Giornata mondiale contro la cybercensura RSF vuole rendere omaggio a questi semplici cittadini che in alcuni casi rischiano la propria vita o la propria libertà per diffondere informazioni e far sì che gli atti di repressione non avvengano “a porte chiuse” bensì vengano denunciati ».</p>
<p>L’organizzazione ha aggiunto: «Mentre la censura e il filtraggio accentuano la divisione del web e la segregazione digitale, la solidarietà tra i difensori della rete libera e accessibile a tutti è quanto mai vitale per costruire o preservare quei ponti che permettano ai cyber cittadini di continuare a far circolare le informazioni ».</p>
<p><strong><em>Tra controlli e filtri, la piccola breccia dei cyber cittadini .</em></strong><br />
Il precedente rapporto pubblicato nel 2011, sottolineava la consacrazione dei social network e del ruolo della rete come strumento di mobilitazione e di circolazione di informazioni nel contesto dei movimenti di sollevamento popolare nel mondo arabo. I mesi successivi sono stati caratterizzati da un aumento della violenza da parte dei regimi repressivi nei confronti di ciò che è stato percepito come tentativo di destabilizzazione.</p>
<p>Parallelamente, alcuni paesi considerati democratici continuano a cedere alla tentazione della censura per questioni di pubblica sicurezza oppure all’applicazione di misure sproporzionate per proteggere il diritto d’autore. La pressione si fa pesante nei confronti degli intermediari tecnici, incoraggiati in certi paesi a giocare il ruolo di polizia della rete.</p>
<p>Le società di controllo divengono i nuovi mercenari di una vera e propria corsa all’armamento on line. Gli hacker-attivisti apportano la loro esperienza tecnica ai cyber cittadini intrappolati tra le spire dei sistemi repressivi. Anche i diplomatici entrano in gioco. La libertà di espressione on line rappresenta sempre di più una scommessa per la politica interna ed estera.</p>
<p><strong><em>Due nuovi Nemici di Internet: Bahrein e Bielorussia<br />
</em></strong>Bahrein e Bielorussia si uniscono ad Arabia Saudita, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Iran, Uzbekistan, Siria, Turkmenistan e Vietnam nella lista dei paesi “Nemici di Internet”. Qui si coniugano problemi di accesso alla rete, filtraggi pesanti, controlli per individuare i cyber dissidenti e propaganda on line.<br />
Il Bahrein è l’esempio di una repressione riuscita grazie al black-out dell’informazione reso possibile da un impressionante arsenale di misure repressive: bando dei media stranieri, molestie nei confronti dei difensori dei diritti umani, arresti di blogger e cyber cittadini (tra i quali si è verificato un morto durante la detenzione), persecuzioni giudiziarie e campagne diffamatorie contro i militanti della libertà d’informazione, disturbi e interruzioni ai mezzi di comunicazione avvenuti soprattutto durante le grandi manifestazioni.<br />
In Bielorussia, mentre il paese affronta l’isolamento politico e il marasma economico, il regime del Presidente Loukachenko tenta di imporre delle regole alla rete. Internet ha subito la violenta reazione da parte delle autorità nei confronti della “rivoluzione dei social network”. La lista nera dei siti inaccessibili si è allungata, il web è stato parzialmente bloccato nel corso delle “proteste silenziose”. Alcuni internauti e blogger sono stati arrestati, altri richiamati dalla polizia per “colloqui preventivi” al fine di spingerli a rinunciare a diffondere le informazioni sulle proteste; altri siti sono stati vittime di cyber attacchi. Infine, la legge n. 317-3 entrata in vigore il 6 Gennaio scorso ha approvato ufficialmente i controlli su internet e rafforzato il dispositivo di sorveglianza con un vero e proprio arsenale di censura.<br />
<strong><em>India e Kazakistan entrano nell’elenco dei paesi “sotto sorveglianza”. </em></strong><br />
Dopo gli attentati di Bombay del 2008, le autorità indiane hanno rafforzato la sorveglianza su internet e la pressione sugli intermediari tecnici, tra l’altro rifiutando pubblicamente le accuse di censura. Di fatto, la politica di sicurezza nazionale della più grande democrazia del mondo indebolisce la libertà d’espressione in rete e la protezione dei dati personali degli internauti.<br />
Il Kazakistan, modello regionale dopo l’assunzione nel 2010 della presidenza all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), sembra dimenticare le belle promesse nell’impegno alla lotta alla censura su internet. Nel 2011, un movimento sociale inedito si è posto in contrapposizione alle autorità spingendole a rafforzare il controllo dell’informazione. Il regime ha bloccato alcuni siti internet, interrotto le comunicazioni intorno alla regione di Janaozen nel momento delle proteste e imposto nuove regole liberticide per la rete.<br />
<strong><em>Venezuela e Libia escono dalla lista dei paesi sotto controllo</em></strong><br />
In Libia le sfide sono ancora molte ma con la sparizione di Gheddafi e la caduta del suo regime si è messo fine alla censura. Prima della sconfitta, il colonnello aveva tentato di attuare un blackout dell’informazione, bloccando l’accesso alla rete.<br />
In Venezuela l’accesso a internet è libero. L’autocensura è difficile da valutare ma l’adozione nel 2011 di leggi potenzialmente liberticide per la rete non sembra, per il momento, aver sortito effetti nefasti. RSF resta vigile dato che i rapporti tra il potere e i media sono tesi.<br />
<strong><em>Thailandia e Birmania vicine a diventare Nemici di Internet</em></strong><br />
Se la Thailandia continuerà con questa politica di filtraggio e di condanna nei confronti dei cyber cittadini in nome del crimine di lesa maestà, potrebbe unirsi al gruppo dei paesi più liberticidi nei confronti della rete.<br />
D’altro canto la Birmania, se adottasse le misure necessarie, potrebbe essere tolta dall’elenco dei « Nemici di Internet ». Il paese è impegnato in un’apertura incoraggiante, caratterizzata dalla liberazione di giornalisti e blogger e dalla fine dei blocchi sui siti di informazione. Deve ora concretizzare le riforme, abbandonare completamente la censura, liberare i giornalisti e i blogger ancora detenuti, smantellare l’apparato di sorveglianza della rete e abrogare l’Electronic Act.</p>
<p><strong><em>Altri paesi oggetti di inquietudine</em></strong><br />
Altri paesi sono oggetto di inquietudine; qui si sono verificati arresti di cyber cittadini o altre forme di censura di Internet. In Pakistan ad esempio si è recentemente lanciato un appello per l’impiego di un sistema nazionale di filtraggio della rete comparabile ad una grande muraglia elettronica. Anche se non figurano nell’elenco, RSF resta comunque vigile nei confronti della situazione della libertà di informazione on line in paesi come l’Azerbaijan, il Marocco e il  Tadjikistan.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Eleonora Albini, Pressenza International Press Agency</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/6026/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/6026/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/6026/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/6026/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/6026/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/6026/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/6026/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/6026/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/6026/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/6026/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/6026/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/6026/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/6026/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/6026/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6026&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Reporter senza frontiere: 12 marzo 2012 &#8211; Giornata Mondiale contro la cyber-censura, i finalisti del Premio RSF</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 13:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[- INIZIATIVE di RSF]]></category>
		<category><![CDATA[- Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>

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		<description><![CDATA[Lanciata nel 2008 da Reporter senza frontiere, il 12 marzo 2012 si terrà la Giornata Mondiale contro la cyber-censura, con l’intenzione di mobilitare tutti a sostegno di un’unica Rete, libera e accessibile a ciascuno di noi. La lotta per la libertà di espressione online è più importante che mai. La Primavera Araba ha chiaramente dimostrato, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6014&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6015" title="12marzo" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/03/12marzo.jpg?w=300&h=105" alt="" width="300" height="105" />Lanciata nel 2008 da Reporter senza frontiere, il 12 marzo 2012 si terrà la <strong>Giornata Mondiale contro la cyber-censura</strong>, con l’intenzione di mobilitare tutti a sostegno di un’unica Rete, libera e accessibile a ciascuno di noi. La lotta per la libertà di espressione online è più importante che mai. La Primavera Araba ha chiaramente dimostrato, creando nuovi spazi per lo scambio di idee, che la Rete è un veicolo per la libertà. In Paesi dove i media tradizionali sono controllati dal governo, le uniche notizie indipendenti si possono trovare su Internet, che è ormai diventato un forum di discussione e un rifugio per coloro che vogliono esprimere liberamente le loro opinioni.</p>
<p>Tuttavia, sempre più governi si sono resi conto di ciò e stanno reagendo cercando di controllare la Rete e rinforzando la sorveglianza sugli utenti. Gli internauti sono perciò oggetto di rappresaglie governative. Oltre 120 di loro sono attualmente in carcere per aver espresso la loro opinione online, soprattutto in Cina, Iran e Vietnam. La Giornata Mondiale contro la cyber-censura intende quindi rendere omaggio a loro e alla loro lotta per la libertà di Internet. Con il supporto di Google, RSF conferirà il premio <strong>“Cittadino della Rete”</strong> lunedì 12 marzo alle ore 18, con una cerimonia che avrà luogo a Parigi. Il premio viene vinto annualmente da un giornalista online, blogger o cyber-dissidente che ha contribuito a promuovere la libertà di espressione online. Nel 2011, il premio è stato vinto dai membri del blog tunisino collettivo e indipendente <em>Nawaat</em>.</p>
<p>Il vincitore riceverà un premio in denaro di 2500 €.</p>
<h3><strong>I finalisti del premio “Cittadino della Rete” 2012 sono:<br />
</strong></h3>
<ul>
<li><strong>LEONARDO SAKAMOTO, BRASILE</strong><strong><br />
</strong>Giornalista e Dottore in Scienze Politiche, si è occupato di varie storie tra cui la guerra d’indipendenza del Timor Orientale e la guerra civile in Angola. Ha insegnato giornalismo e ha lavorato in diversi organi d’informazione. Nel suo blog, si occupa di conflitti ambientali e sociali con particolare attenzione per le minoranze indigene del Brasile e per la schiavitù contemporanea, tematiche molto poco trattate dai media. Sakamoto si è inoltre opposto alla costruzione della diga idroelettrica di Belo Monte, che avrebbe inondato un’ampia striscia di terre indigene e sfollato circa 25000 residenti.<br />
Ha poi criticato lo sfratto del popolo Guarani dalla loro terra a vantaggio di ricchi proprietari terrieri e industriali. È infine coordinatore dell’Ong Reporter Brazil, che rappresenta presso la Commissione nazionale per l’abolizione del lavoro degli schiavi (<em>Conatrae)</em>.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong></strong><strong>GLI ABITANTI DEL VILLAGGIO DI WUKAN, CINA</strong><strong></strong><strong><br />
</strong>Wukan è un villaggio di 13000 abitanti nella provincia meridionale di Guandong. Le proteste di alcuni mesi fa contro la confisca di terreni coltivabili sono sfociate in violente repressioni da parte delle autorità locali. Quando, lo scorso 11 dicembre, uno dei portavoce del villaggio, Xue Jinbo, è morto durante la custodia cautelare, i residenti di Wukan hanno invaso le strade in migliaia, cacciando la polizia dal villaggio e chiedendo indagini imparziali sulla morte di Xue. Le autorità, per contro, hanno reagito accerchiando il villaggio e impedendo la diffusione su Internet e sui social networks &#8211; usati dagli abitanti per denunciare l’accaduto e il fatto di essere stati circondati dalla polizia &#8211; di informazioni relative agli incidenti occorsi. Niente è stato lasciato al caso. La parola-chiave “Wukan” è stata bloccata dai motori di ricerca, gli “hot tweets” attentamente monitorati e tutte le foto e i video che mostravano le proteste dei residenti del villaggio sono stati rimossi dai siti <em>Sina</em> e <em>Tencent.</em><br />
La reazione alle proteste del Wukan non rappresenta un caso isolato. Le autorità provano spesso a nascondere casi di corruzione locale censurando le proteste online, e tale atteggiamento è indicativo del livello di nervosismo del governo circa le ripercussioni in Cina della Primavera Araba e circa il ruolo giocato da Internet a dai social networks come cassa di risonanza. I residenti di Wukan sono infatti riusciti a far sentire la loro rabbia e a raccogliere il supporto pubblico grazie alla Rete, soprattutto tramite il social network <em>Weibo</em>. Il governo centrale ha finito col negoziare con loro e Liu Zulian, il leader delle proteste di Wukan, lo scorso 16 febbraio è stato nominato capo del Partito Comunista locale. <strong>  </strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong></strong><strong>MAIKEL NABIL SANAD, EGITTO</strong><strong></strong><strong><br />
</strong>Primo prigioniero di coscienza egiziano dopo la rivoluzione, il giovane blogger Maikel Nabil Sanad è diventato il simbolo di una nuova fase di repressione, messa in atto dopo il rovesciamento del governo di Mubarak. 26 anni, Sanad ha pubblicato sul suo blog post critici sul trattamento offensivo riservato dall’esercito nei confronti dei manifestanti, la scorsa primavera. Arrestato il 28 marzo 2011, è stato processato da un tribunale militare e condannato a tre anni di carcere con l’accusa di “insulto all’esercito” attraverso un post in inglese pubblicato sul suo blog, dal titolo “The army and the people wasn’t ever one hand” (“L’esercito e il popolo non sono mai dalla stessa parte, <em>ndt</em>). Sanad ha rifiutato di presentarsi all’udienza davanti al tribunale militare e ha continuato lo sciopero della fame protestando contro la “parodia della giustizia” in riferimento al suo processo e contro i maltrattamenti subìti durante la detenzione, descritti nei suoi articoli sul carcere. È stato infine graziato insieme ad altri 2000 detenuti processati da tribunali militari. Una volta libero, il 24 gennaio scorso Sanad non ha perso tempo a sfidare nuovamente la legittimità delle forze armate e a criticare il loro operato alla vigilia del primo anniversario della rivoluzione egiziana.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong></strong><strong>GRIGORY MELKONYANTS E IL TEAM DI <em>GOLOS</em>, RUSSIA</strong><strong></strong><strong><br />
</strong>KartaNarusheniy.ru è una mappa interattiva contenente irregolarità elettorali. Risultato di un’iniziativa dell’Ong <em>Golos </em>(“Voice”) in partenariato con il sito d’informazione Gazeta.ru, la mappa consente agli utenti della Rete di denunciare qualsiasi broglio elettorale di cui sono testimoni caricando foto, video e registrazioni audio; i brogli vengono poi segnalati in una mappa per mezzo di link rossi posizionati nel luogo in cui avvengono. Inizialmente pubblicata su Gazeta.ru, tale mappa è stata rimossa alla fine di novembre 2011 per lasciare più spazio alla pubblicità dato l’avvicinarsi delle feste di fine anno, secondo quanto ha dichiarato la direzione del sito. Il vice-direttore di Gazeta.ru Roman Badanin si è dimesso per protesta lo scorso 30 novembre. Sembrerebbe che le autorità abbiano fatto pressioni sul gestore del sito per rimuovere la mappa, sulla quale appariva quotidianamente un numero sempre maggiore di macchie rosse relative alla corsa per le elezioni parlamentari. Il Cremlino ha rifiutato categoricamente le accuse di brogli elettorali. Il progetto è stato tuttavia ripreso dal sito d’informazione <em>Slon</em> e dal settimanale <em>The News Times</em>.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong></strong><strong>I CENTRI DEI MEDIA DEI COMITATI LOCALI DI COORDINAMENTO, SIRIA</strong><strong></strong><strong><br />
</strong>Questi centri mediatici sono stati creati dai comitati locali di coordinamento della Siria (LCCSyria) per raccogliere velocemente e far circolare in tutto il Paese informazioni, foto e video sulle rivolte siriane e sul giro di vite messo in atto dal governo. Composti per la maggior parte da cittadini comuni e da attivisti per i diritti umani, rivestono, insieme ad altri gruppi di giornalisti, un ruolo particolarmente importante nella diffusione e nella circolazione di informazioni di prim’ordine a livello internazionale, in un momento in cui giornalisti e bloggers siriani vengono vessati e arrestati e i media internazionali estromessi.<br />
Sul sito web di LCCSyria e sui social networks vengono regolarmente pubblicati aggiornamenti. Reporters senza frontiere propone questa nomination come tributo a tutti i cyber-dissidenti siriani che hanno corso grandi rischi per documentare la tragedia avvenuta in Siria.  <strong></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong></strong><strong>PAULUS LÊ VAN SON, VIETNAM </strong><strong></strong><br />
Blogger vietnamita di 26 anni che scrive di tematiche politiche e sociali &#8211; soprattutto questioni religiose e diritti umani &#8211; Paulus Lë Van Son si è recentemente occupato delle manifestazioni anticinesi e della violenza della polizia. Arrestato a Hanoï il 3 agosto 2011, solo il giorno precedente si era occupato di un’udienza d’appello del caso di un suo collega internauta, Cu Huy Ha Vu, per il cui processo era già stato precedentemente in carcere ad aprile. Son scrive anche per il blog collettivo <em>Baokhongle</em> e per <em>Vietnam Redemptorist News</em>, un quotidiano cattolico per il quale ha organizzato workshops e corsi di formazione per bloggers. È attualmente detenuto nella prigione B14 di Hanoï con l’accusa di aver tentato di rovesciare il governo, secondo quanto afferma l’articolo 79 del codice penale. È infine uno dei 22 internauti totali attualmente detenuti in Vietnam per aver espresso le loro opinioni su Internet.</li>
</ul>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/6014/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/6014/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/6014/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/6014/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/6014/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/6014/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/6014/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/6014/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/6014/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/6014/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/6014/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/6014/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/6014/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/6014/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=6014&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Reporter senza frontiere crea “siti specchio” per combattere la censura online</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2012/02/09/reporter-senza-frontiere-crea-siti-specchio-per-combattere-la-censura-online/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[- INIZIATIVE di RSF]]></category>
		<category><![CDATA[- Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>

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		<description><![CDATA[Filtraggio, attacchi con blocco dei servizi web, contenuti rimossi: i censori possono utilizzare molti metodi differenti per mettere a tacere i siti d’informazione online. Oltre a richiamare l’attenzione su questi atti di censura e a fornire alle vittime assistenza legale, materiale e finanziaria, Reporter senza frontiere ha ora deciso di fornire loro anche assistenza tecnica. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=5991&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-5992" title="op-mirroring-c-4a87c" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/02/op-mirroring-c-4a87c.jpg?w=300&h=108" alt="" width="300" height="108" />Filtraggio, attacchi con blocco dei servizi web, contenuti rimossi: i censori possono utilizzare molti metodi differenti per mettere a tacere i siti d’informazione online. Oltre a richiamare l’attenzione su questi atti di censura e a fornire alle vittime assistenza legale, materiale e finanziaria, Reporter senza frontiere ha ora deciso di fornire loro anche assistenza tecnica. </strong></p>
<p>Per far sì che i siti d’informazione indipendenti oggetto di cyber-attacchi e blocchi governativi possano continuare a pubblicare le informazioni online, Reporter senza frontiere ha lanciato una nuova iniziativa e ha dato inizio alla duplicazione dei siti, creando dei siti speculari (<em>mirror sites</em>) a quelli originali. I primi siti duplicati sono quelli della rivista ceca <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://doshdu.ru/">Dosh</a></span> e del quotidiano dello Sri Lanka <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://lankaenews.rsf.org/">Lanka e-news</a></span>.<br />
RSF lancia inoltre un appello agli utenti di Internet di tutto il mondo, affinché si mostrino solidali con questa iniziativa e si moltiplichino le duplicazioni dei siti interessati.</p>
<p>Se un cyber-attacco dovesse rendere nuovamente inaccessibile <a href="http://doshdu.fr/">Doshdu.ru</a>, ad esempio <a href="http://rsfitalia.org/2011/12/06/russia-il-dibattito-politico-ostacolato-da-attacchi-cibernetici-e-arresti-di-giornalisti/">com&#8217;è successo lo scorso dicembre durante le elezioni parlamentari in Russia</a>, gli utenti delle Rete saranno in grado di accedere ad una copia identica del sito, creata da Reporter senza frontiere: <a href="http://dosh.rsf.org/">http://dosh.rsf.org</a>. Questo sito specchio sarà regolarmente e automaticamente aggiornato.</p>
<p>I siti specchio (mirror sites, in inglese) possono anche essere utilizzati per eludere i blocchi governativi. Per esempio, il sito srilankese <a href="http://lankaenews.com/">http://lankaenews.com</a>, nello Sri Lanka <a href="http://en.rsf.org/sri-lanka-censored-website-s-editor-talks-26-10-2011,41277.html">è bloccato dall’ottobre 2011</a> (attraverso il blocco del dominio del sito o dell’indirizzo IP del server ospitante), ma gli utenti Internet nello Sri Lanka saranno in grado di accedere al sito specchio <a href="http://lankaenews.rsf.org/">http://lankaenews.rsf.org</a>, ospitato su un altro server e con un altro dominio.</p>
<p>Se anche questo sito specchio venisse poi bloccato, la creazione di ulteriori duplicazioni, sostenuta da una lista regolarmente aggiornata, continuerà a rendere i blocchi inefficaci e provocherà l’effetto contrario: il cosiddetto effetto Streisand (<em>L&#8217;effetto Streisand</em> <em>è un fenomeno di Internet in cui un tentativo di censurare o rimuovere una informazione provoca al contrario l&#8217;ampia pubblicizzazione dell&#8217;informazione stessa, maggiori informazioni su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Streisand" target="_blank">Wikipedia</a></em>)</p>
<p>Reporter senza frontiere creerà presto altri siti specchio. Nel frattempo esorta gli utenti di Internet che vogliono contribuire a combattere la censura, e che hanno la possibilitò di ospitare un sito su un web-server, a partecipare. La lista dei siti specchio sarà costantemente aggiornata <a href="http://rsfitalia.org/2012/02/09/reporter-senza-frontiere-crea-siti-specchio-per-combattere-la-censura-online/">su questa pagina</a>. Per partecipare, inviate l’URL del sito specchio da voi creato all’indirizzo <a href="mailto:wefightcensorship@rsf .org" target="_blank">wefightcensorship@rsf .org</a>: verrà aggiunto alla lista sottostante. Le prossime operazioni di duplicazione attuate da Reporter senza frontiere sarannno comunicate sugli account Twitter <a href="https://twitter.com/#%21/rsf_rwb">@RSF_RWB</a> e <a href="https://twitter.com/#%21/rsfnet">@RSFNet</a> tramite l’hashtag  #RSFmirror.</p>
<h2><em>Lista dei siti duplicati da Reporter senza frontiere </em></h2>
<ul>
<li><span style="color:#ff0000;"><strong><a href="http://doshdu.ru/"><span style="color:#ff0000;">doshdu.ru</span></a></strong><strong> </strong></span><br />
Dosh, una rivista che si occupa dell’attualità socio-politica dell’intera regione del Caucaso russo, nel 2009 ha ricevuto da Reporter senza frontiere il premio per la libertà di stampa per il coraggio dimostrato e per la qualità del suo lavoro. Nonostante i frequenti tentativi di intimidire il suo staff, Dosh è una delle poche fonti indipendenti di notizie riguardanti la Cecenia, l’Inguscezia e il Daghestan, vittime di una guerra civile a bassa intensità. Il sito web è spesso oggetto di attacchi DDos (<em>Distributed Denial of Services attack, chi attacchi che portano un sito web al limite delle sue prestazioni, moltiplicando gli accessi, fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio</em>). gli ultimi dei quali messi in atto durante le conflittuali elezioni parlamentari del 4 dicembre 2011. Nel 2010, il contenuto del sito e tutti i suoi archivi erano stati completamente cancellati.</li>
</ul>
<p style="padding-left:30px;"><span style="color:#ff0000;"><strong>  Mirror site 1: <a href="http://dosh.rsf.org/"><span style="color:#ff0000;">http://dosh.rsf.org</span></a></strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color:#ff0000;"><strong><a href="http://lankaenews.com/"><span style="color:#ff0000;">lankaenews.com</span></a>  </strong><strong><br />
</strong></span>Lanka e-News è uno dei pochi mezzi d’informazione indipendenti dello Sri Lanka, un paese dove è necessaria un’autorizzazione del governo per pubblicare notizie online. Poiché Lanka e-news non possiede tale autorizzazione, il sito è stato bloccato fin dall’ottobre 2011. Il suo quartier generale, situato nella periferia di Colombo, è stato inoltre  <a href="http://en.rsf.org/sri-lanka-outspoken-news-website-s-01-02-2011,39438.html">devastato da un incendio doloso avvenuto nel gennaio 2011</a></li>
</ul>
<p style="text-align:left;padding-left:30px;"><strong><span style="color:#ff0000;">   Mirror site 1: <a href="http://lankaenews.rsf.org/"><span style="color:#ff0000;">http://lankaenews.rsf.org</span></a> </span></strong></p>
<h2><em>Come creare un sito specchio</em></h2>
<p>Per duplicare uno dei siti della suddetta lista, potete:</p>
<ol>
<li>Installare un <a href="http://www.httrack.com/">software per la copia di siti web</a> sul vostro server e lanciarlo a intervalli regolari in modo da avere una versione aggiornata del sito duplicato (raccomandiamo di copiare il contenuto del  sito duplicato già esistente invece di copiarlo dal sito originale, al fine di non sovraccaricare quest’ultimo);</li>
</ol>
<p><em>OPPURE</em></p>
<ol>
<li>Scaricare un file compresso del sito duplicato (disponibile per tutti i siti specchio creati da Reporter senza frontiere all’indirizzo <a href="http://mirroradress/archive.tar">http://mirroradress/archive.tar</a>), decomprimerlo e usare un programma FTP per trasferire tutti i files sul vostro server.</li>
</ol>
<p><img class="size-medium wp-image-5992 aligncenter" title="op-mirroring-c-4a87c" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/02/op-mirroring-c-4a87c.jpg?w=300&h=108" alt="" width="300" height="108" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5991/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=5991&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>INTERNET: Reporter senza frontiere scrive a Jack Dorsey di Twitter per chiedere di rinunciare a collaborare con i censori della rete</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2012/01/27/internet-reporter-senza-frontiere-scrive-a-jack-dorsey-di-twitter-per-chiedere-di-rinunciare-a-collaborare-con-i-censori-della-rete/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[- INIZIATIVE di RSF]]></category>
		<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito all’annuncio del 26 Gennaio 2012 sulla nuova politica di regolamentazione di Twitter, che ha deciso di mettere in atto una censura geo-localizzata del network, Reporter senza frontiere scrive una lettera aperta a Jack Dorsey, Amministratore Delegato di Twitter, per dimostrare profonda inquietudine e chiedere di rivedere questa decisione liberticida. Parigi,  27 Gennaio 2012 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=5944&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-5945" title="twittergb-9eac3" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/01/twittergb-9eac3.gif?w=300&h=106" alt="" width="300" height="106" />In seguito all’annuncio del 26 Gennaio 2012 sulla nuova politica di regolamentazione di Twitter, che ha deciso di mettere in atto una censura geo-localizzata del network, Reporter senza frontiere scrive una lettera aperta a Jack Dorsey, Amministratore Delegato di Twitter, per dimostrare profonda inquietudine e chiedere di rivedere questa decisione liberticida.</strong></p>
<p><em>Parigi,  27 Gennaio 2012</em></p>
<p><em>Egregio Signore <span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;">Dorsey</span>,</em></p>
<p><em>Reporter senza frontiere, organizzazione internazionale per la libertà di informazione, desidera metterla a conoscenza della profonda inquietudine provocata dall’annuncio pubblicato su Twitter il 26 Gennaio 2012, circa la nuova politica di regolamentazione del social network che consentirà di censurare alcuni tweet in base a criteri variabili a seconda del paese. Chiediamo di  fare un passo indietro su una decisione che danneggia la libertà di espressione e che va contro corrente rispetto ai movimenti di denuncia della censura associati alla primavera araba, che ha visto Twitter protagonista e cassa di risonanza per la divulgazione delle informazioni.</em></p>
<p><em>Scegliendo la censura, Twitter priva di fatto i cyberdissidenti dei paesi dove vige una repressione di uno strumento fondamentale di mobilitazione.</em></p>
<p><em>Siamo molto preoccupati per questa decisione, che non è altro che una forma di censura su scala locale, in collaborazione con le autorità e in conformità di leggi locali troppo spesso in contraddizione con gli standard internazionali che reggono i principi della libertà di espressione.</em></p>
<p><em>L’argomentazione di Twitter, che lascia intendere che ci sarebbero diverse interpretazioni della libertà di parola a seconda del paese, è inaccettabile. Questo principio fondamentale è infatti riportato nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.</em></p>
<p><em>Vi chiediamo prova di trasparenza in quanto alle modalità di tale censura. La pubblicazione di richieste di soppressione di contenuti sul sito Chilling Effects non è sufficiente ad attenuare il danno subito per il ritiro di informazioni. Nelle condizioni di utilizzo di Twitter, c’è scritto che qualsiasi richiesta “valida e ragionevolmente calibrata” inoltrata da un “ente autorizzato” sarà esaminata e potrà risultare nella soppressione di alcuni contenuti, di cui gli autori verranno informati.</em></p>
<p><em>Tali definizioni sono troppo vaghe e lasciano la porta aperta a ogni tipo di abuso. Agirete secondo giustizia? O, come accaduto in Cina, una semplice telefonata di un rappresentante ufficiale o di un commissario locale saranno sufficienti a far sparire un contenuto? Vi accontenterete di una censura a posteriori, o di fronte all’afflusso di richieste da parte delle autorità metterete in atto una censura a priori sulla base dei soggetti trattati o di parole predefinite dai censori?</em></p>
<p><em>Avete anche annunciato che determinati profili di utenti potranno essere integralmente bloccati in alcuni paesi. Chiuderete quindi gli account dei cyberdissidenti siriani se le autorità ve lo chiederanno? E questo significherà forse che l’account di </em><em>Reporter senza frontiere</em> su Twitter (@RSF_RWB) potrebbe essere reso inaccessibile in quei paesi di cui denunciamo regolarmente pratiche repressive e violazione della libertà di informazione e che non aspettano altro che metterci a tacere?</p>
<p><em>La vostra nuova politica è il prezzo per le menzogne della rivoluzione araba e delle manifestazioni a Manama su Twitter in Bahrein? E i vietnamiti che utilizzano la vostra rete potranno ancora denunciare le conseguenze nefaste dello sfruttamento delle miniere di bauxite? E bloccherete quei messaggi legati alle rivendicazioni della minoranza curda in Turchia ? Gli internauti russi troveranno spazio in ambienti moderati per denunciare le critiche al potere?</em></p>
<p><em>L’elenco delle discussioni e dei temi che potrebbero scomparire dalla rete è lungo. Il fatto che tali contenuti sarebbero disponibili al resto del mondo e agli utenti capaci di utilizzare degli strumenti di contro-censura, non ha niente a che vedere con il danno che la censura stessa può causare.</em></p>
<p><em>La vostra decisione è motivata dalla volontà di entrare ad ogni costo nel mercato cinese? Recentemente vi siete recati in Cina ed avete espresso il desiderio di poter un giorno avere Twitter in questo paese. Ma conoscete senza dubbio il successo di piattaforme di micro-blogging come Sine Weibo, obbligate a collaborare con le autorità per imporre una censura costante.</em></p>
<p><em>E’ certamente deplorevole che le autorità cinesi blocchino Twitter o Facebook ma quale sarebbe il valore del network se il prezzo per entrare in Cina fosse quello di essere comunque “purgati” da contenuti proibiti? E’ pensabile una versione di Twitter in Cina, ripulita ad esempio di qualsiasi riferimento al premio Nobel per la pace Liu Xiaboo?</em></p>
<p><em>Questa decisione va in senso contrario rispetto a un movimento che nega le richieste di censura, notoriamente del governo cinese, iniziato da Google e da GoDaddy (link) e allorché le aziende che lavorano nel settore di Internet debbono sempre più spesso render conto in quanto a l’esportazione di materiale che potrebbe essere utilizzato per facilitare la repressione dei dissidenti.</em></p>
<p><em>Avevamo lodato l’iniziativa Speak2Tweet lanciata nel Febbraio 2011 in Egitto per permettere ai dissidenti di continuare a twittare nonostante i blocchi sulla rete. Oggi, siamo profondamente delusi da questo cambio di direzione. Vi chiediamo di rivedere le conseguenze di questa politica sulla libertà di espressione ma anche le strategie di sviluppo della vostra azienda. I profitti legati all’ingresso nel mercato cinese, non dovrebbero rappresentare gli unici criteri di cui tener conto. Ed è in gioco anche l’immagine di Twitter presso tutti i vostri utenti.</em></p>
<p><em>Ringraziandovi per l’attenzione che vorrete concedere alla nostra richiesta, e nell’attesa di una risposta da parte vostra, vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.</em></p>
<p><em>Olivier Basille, Direttore internazionale di </em><em>Reporter senza frontiere</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Eleonora Albini, Pressenza International Press Agency</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&#038;blog=8283870&#038;post=5944&#038;subd=rsfitalia&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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