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	<title>RSF Italia &#187; @ INTERNET</title>
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		<title>RSF Italia &#187; @ INTERNET</title>
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		<title>INTERNET: Reporter senza frontiere scrive a Jack Dorsey di Twitter per chiedere di rinunciare a collaborare con i censori della rete</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[- INIZIATIVE di RSF]]></category>
		<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito all’annuncio del 26 Gennaio 2012 sulla nuova politica di regolamentazione di Twitter, che ha deciso di mettere in atto una censura geo-localizzata del network, Reporter senza frontiere scrive una lettera aperta a Jack Dorsey, Amministratore Delegato di Twitter, per dimostrare profonda inquietudine e chiedere di rivedere questa decisione liberticida. Parigi,  27 Gennaio 2012 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5944&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-5945" title="twittergb-9eac3" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/01/twittergb-9eac3.gif?w=300&#038;h=106" alt="" width="300" height="106" />In seguito all’annuncio del 26 Gennaio 2012 sulla nuova politica di regolamentazione di Twitter, che ha deciso di mettere in atto una censura geo-localizzata del network, Reporter senza frontiere scrive una lettera aperta a Jack Dorsey, Amministratore Delegato di Twitter, per dimostrare profonda inquietudine e chiedere di rivedere questa decisione liberticida.</strong></p>
<p><em>Parigi,  27 Gennaio 2012</em></p>
<p><em>Egregio Signore <span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;">Dorsey</span>,</em></p>
<p><em>Reporter senza frontiere, organizzazione internazionale per la libertà di informazione, desidera metterla a conoscenza della profonda inquietudine provocata dall’annuncio pubblicato su Twitter il 26 Gennaio 2012, circa la nuova politica di regolamentazione del social network che consentirà di censurare alcuni tweet in base a criteri variabili a seconda del paese. Chiediamo di  fare un passo indietro su una decisione che danneggia la libertà di espressione e che va contro corrente rispetto ai movimenti di denuncia della censura associati alla primavera araba, che ha visto Twitter protagonista e cassa di risonanza per la divulgazione delle informazioni.</em></p>
<p><em>Scegliendo la censura, Twitter priva di fatto i cyberdissidenti dei paesi dove vige una repressione di uno strumento fondamentale di mobilitazione.</em></p>
<p><em>Siamo molto preoccupati per questa decisione, che non è altro che una forma di censura su scala locale, in collaborazione con le autorità e in conformità di leggi locali troppo spesso in contraddizione con gli standard internazionali che reggono i principi della libertà di espressione.</em></p>
<p><em>L’argomentazione di Twitter, che lascia intendere che ci sarebbero diverse interpretazioni della libertà di parola a seconda del paese, è inaccettabile. Questo principio fondamentale è infatti riportato nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.</em></p>
<p><em>Vi chiediamo prova di trasparenza in quanto alle modalità di tale censura. La pubblicazione di richieste di soppressione di contenuti sul sito Chilling Effects non è sufficiente ad attenuare il danno subito per il ritiro di informazioni. Nelle condizioni di utilizzo di Twitter, c’è scritto che qualsiasi richiesta “valida e ragionevolmente calibrata” inoltrata da un “ente autorizzato” sarà esaminata e potrà risultare nella soppressione di alcuni contenuti, di cui gli autori verranno informati.</em></p>
<p><em>Tali definizioni sono troppo vaghe e lasciano la porta aperta a ogni tipo di abuso. Agirete secondo giustizia? O, come accaduto in Cina, una semplice telefonata di un rappresentante ufficiale o di un commissario locale saranno sufficienti a far sparire un contenuto? Vi accontenterete di una censura a posteriori, o di fronte all’afflusso di richieste da parte delle autorità metterete in atto una censura a priori sulla base dei soggetti trattati o di parole predefinite dai censori?</em></p>
<p><em>Avete anche annunciato che determinati profili di utenti potranno essere integralmente bloccati in alcuni paesi. Chiuderete quindi gli account dei cyberdissidenti siriani se le autorità ve lo chiederanno? E questo significherà forse che l’account di </em><em>Reporter senza frontiere</em> su Twitter (@RSF_RWB) potrebbe essere reso inaccessibile in quei paesi di cui denunciamo regolarmente pratiche repressive e violazione della libertà di informazione e che non aspettano altro che metterci a tacere?</p>
<p><em>La vostra nuova politica è il prezzo per le menzogne della rivoluzione araba e delle manifestazioni a Manama su Twitter in Bahrein? E i vietnamiti che utilizzano la vostra rete potranno ancora denunciare le conseguenze nefaste dello sfruttamento delle miniere di bauxite? E bloccherete quei messaggi legati alle rivendicazioni della minoranza curda in Turchia ? Gli internauti russi troveranno spazio in ambienti moderati per denunciare le critiche al potere?</em></p>
<p><em>L’elenco delle discussioni e dei temi che potrebbero scomparire dalla rete è lungo. Il fatto che tali contenuti sarebbero disponibili al resto del mondo e agli utenti capaci di utilizzare degli strumenti di contro-censura, non ha niente a che vedere con il danno che la censura stessa può causare.</em></p>
<p><em>La vostra decisione è motivata dalla volontà di entrare ad ogni costo nel mercato cinese? Recentemente vi siete recati in Cina ed avete espresso il desiderio di poter un giorno avere Twitter in questo paese. Ma conoscete senza dubbio il successo di piattaforme di micro-blogging come Sine Weibo, obbligate a collaborare con le autorità per imporre una censura costante.</em></p>
<p><em>E’ certamente deplorevole che le autorità cinesi blocchino Twitter o Facebook ma quale sarebbe il valore del network se il prezzo per entrare in Cina fosse quello di essere comunque “purgati” da contenuti proibiti? E’ pensabile una versione di Twitter in Cina, ripulita ad esempio di qualsiasi riferimento al premio Nobel per la pace Liu Xiaboo?</em></p>
<p><em>Questa decisione va in senso contrario rispetto a un movimento che nega le richieste di censura, notoriamente del governo cinese, iniziato da Google e da GoDaddy (link) e allorché le aziende che lavorano nel settore di Internet debbono sempre più spesso render conto in quanto a l’esportazione di materiale che potrebbe essere utilizzato per facilitare la repressione dei dissidenti.</em></p>
<p><em>Avevamo lodato l’iniziativa Speak2Tweet lanciata nel Febbraio 2011 in Egitto per permettere ai dissidenti di continuare a twittare nonostante i blocchi sulla rete. Oggi, siamo profondamente delusi da questo cambio di direzione. Vi chiediamo di rivedere le conseguenze di questa politica sulla libertà di espressione ma anche le strategie di sviluppo della vostra azienda. I profitti legati all’ingresso nel mercato cinese, non dovrebbero rappresentare gli unici criteri di cui tener conto. Ed è in gioco anche l’immagine di Twitter presso tutti i vostri utenti.</em></p>
<p><em>Ringraziandovi per l’attenzione che vorrete concedere alla nostra richiesta, e nell’attesa di una risposta da parte vostra, vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.</em></p>
<p><em>Olivier Basille, Direttore internazionale di </em><em>Reporter senza frontiere</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Eleonora Albini, Pressenza International Press Agency</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5944/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5944&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>USA: Reporter senza frontiere chiude il suo sito in lingua inglese per 24 ore in segno di protesta contro SOPA e PIPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una mossa senza precedenti, Reporter senza frontiere spengerà il suo sito in lingua inglese per 24 ore dalle ore 14 di oggi 18 gennaio in segno di protesta contro i due progetti di legge USA contro la pirateria online, &#8220;Stop Online Piracy Act&#8221; (SOPA) e &#8220;Protect IP Act&#8221; (PIPA), attualmente in esame al Congresso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5829&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5830" title="arton41695-74222" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/01/arton41695-74222.png?w=468" alt=""   />Con una mossa senza precedenti, Reporter senza frontiere spengerà il suo sito in lingua inglese per 24 ore dalle ore 14 di oggi 18 gennaio in segno di protesta contro i due progetti di legge USA contro la pirateria online, &#8220;Stop Online Piracy Act&#8221; (SOPA) e &#8220;Protect IP Act&#8221; (PIPA), attualmente in esame al Congresso degli Stati Uniti.</p>
<p>In questo modo, Reporter senza frontiere si unisce a molte altre organizzazioni del Web, come Wikipedia, il social network Reddit ed il gruppo francese &#8220;hactivist&#8221;, il &#8220;Partito Pirata&#8221;, che renderanno i loro siti inaccessibile come forma di protesta contro la proposta di legge.</p>
<p>&#8220;Abbiamo deciso di chiudere il nostro sito in lingua inglese per 24 ore a simboleggiare il bavaglio oppressiva che diffonderebbe su Internet se fossero adottatti SOPA e PIPA nella loro forma attuale,&#8221; ha dichiarato Reporter senza frontiere. &#8220;Questi progetti di legge incidono su un numero incalcolabile di utenti Internet che non hanno nulla a che fare con le violazione della proprietà intellettuale forzando i siti web a bloccare l&#8217;accesso ad altri siti sospettati anche solo vagamente di violazioni del copyright.</p>
<p>&#8220;Queste due proposte di legge eccessivamente repressive porterebberoInternet ad un livello di censura senza precedenti e porta al sacrificio della libertà di espressione online in nome della lotta alla pirateria. Non è giusto che il paese che ha dato vita a Internet debba ora fornire il colpo di grazia alla libertà digitale.</p>
<p>&#8220;Questa normativa scerditerebbe in tutto il mondo le azioni del governo americano a favore della libertà di espressione e colpendo i &#8220;cittadini della rete&#8221; che usano strumenti di elusione della censura e le comunità open-source. Chiediamo ai senatori e ai rappresentanti degli Stati Uniti di respingere questi disegni di legge repressivi e di trovare altri modi per proteggere i diritti di proprietà intellettuale. &#8220;</p>
<p>Presentato nel Senato degli Stati Uniti nel maggio 2011,  il &#8220;Protect IP Act&#8221; (PIPA) userebbe il filtraggio in linea per bloccare i siti sospettati di violare i diritti di proprietà intellettuale. Sarebbe come creare un &#8220;muro elettronico&#8221; in stile cinese in cui i rischi di overblocking dei contenuto sarebbero considerevole. Siti web come YouTube e Facebook sarebbero costretti alla pulizia dei loro contenuti per evitare le sanzioni.</p>
<p>I detentori del copyright potrebbero ottenere ordinanze del tribunale per costringere i motori di ricerca e di eliminare dai  risultati i siti web in questione. Agli inserzionisti e ai servizi di pagamento online sarebbe anche vietato di fare affari con questi siti, sottoponendoli quindi alla asfissia finanziaria. Gli strumenti di elusione della censura, che attualmente ricevono decine di milioni di dollari di finanziamento da parte del Dipartimento di Stato americano, sarebbero dichiarati illegali, privando i cyber-dissidenti in molti paesi di una protezione vitale.</p>
<p>L&#8217;equivalente della proposta di legge PIPA alla Camera dei Rappresentanti, la proposta &#8220;Stop Online Piracy Act&#8221; (SOPA), va ancora oltre, consentendo ai detentori del copyright per chiedere il ritiro di contenuti online, senza neanche dover fare riferimento a un giudice.</p>
<p>Secondo l&#8217;accademico americano Mark Lemley, SOPA e PIPA imporrebbero una &#8220;sentenza di morte&#8221; ai siti web. Il co-fondatore di Reddit Alexis Ohanian ha definito i due disegni di legge come chi &#8220;cerca di prendere provvedimenti contro la Ford Mustang solo perché è stata utilizzata in una rapina in banca.&#8221;</p>
<p>Tre consiglieri del presidente Obama sui diritti di proprietà intellettuale hanno dichiarato ieri che la Casa Bianca &#8220;non sosterrà una normativa che riduce la libertà di espressione, aumenta il rischio di sicurezza informatica, e mina le basi per una rete Internet dinamica, innovativa e globale&#8221;.</p>
<p>Anche se il sostegno a questi progetti di legge sembra essere in calo nel Congresso, è  necessaria la vigilanza. Una seduta della Camera sul SOPA che si doveva tenere domani è stata rinviata. Il Senato dovrebbe votare PIPA il 24 gennaio.</p>
<p>I sostenitori e gli oppositori di SOPA e PIPA stanno conducendo una battaglia campale, con da un lato Hollywood e l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento e dall&#8217;altro la Silicon Valley, le ONG e i &#8220;padri di Internet&#8221;, che condannano la proposta di legge come un attacco tombale all&#8217;innovazione e integrità di Internet.</p>
<p>Nel novembre del 2011, Reporters sans frontières e 40 gruppi per la libertà di informazione e la difesa dei diritti umani avevano scritto ai legislatori degli Stati Uniti per chiedere loro di riconsiderare questi disegni di legge.</p>
<ul>
<li>Per firmare la petizione EFF: <a href="https://blacklists.eff.org/" target="_blank">https://blacklists.eff.org/</a></li>
<li>Il sito web Blackout SOPA: <a href="http://www.blackoutsopa.org/" target="_blank">http://www.blackoutsopa.org/</a></li>
<li>È possibile seguire gli sviluppi della protesta su Twitter a @BlackoutSOPA , e si può ritrasmettere le informazioni utilizzando l&#8217;hashtag #BlackoutSOPA.</li>
<li>Video&#8221;lotta per il futuro&#8221;: <a href="http://fightforthefuture.org/pipa/" target="_blank">http://fightforthefuture.org/pipa/</a></li>
<li>Informazioni in grafica: <a href="http://americancensorship.org/infographic.html" target="_blank">http://americancensorship.org/infographic.html</a></li>
</ul>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5829&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>EGITTO: Il blogger Maikel Nabil Sanad condannato a due anni di carcere: un insulto allo spirito della rivoluzione egiziana.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 11:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières denuncia con forza la condanna del blogger Maikel Nabil Sanad a due anni di prigione e un’ammenda di 200 sterline egiziane, circa 300 dollari, per “insulto al Consiglio supremo delle forze armate”. La Corte suprema militare ha emesso con un giorno di anticipo il suo verdetto, previsto per il 15 Dicembre, approfittando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5766&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5767" title="arton41301-d5b5d" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/12/arton41301-d5b5d.jpg?w=468" alt=""   />Reporters sans frontières denuncia con forza la condanna del blogger <strong>Maikel Nabil Sanad</strong> a due anni di prigione e un’ammenda di 200 sterline egiziane, circa 300 dollari, per “insulto al Consiglio supremo delle forze armate”. La Corte suprema militare ha emesso con un giorno di anticipo il suo verdetto, previsto per il 15 Dicembre, approfittando delle elezioni in corso per ridurre la copertura mediatica sul caso.<br />
Il blogger dovrà anche pagare le spese legali per un importo di 300 sterline egiziane (50 dollari). Citando ritardi amministrativi, i capi d’accusa esatti non sono stati comunicati dal tribunale.</p>
<p>” Siamo scioccati da questa condanna e profondamente sdegnati per l’atto codardo del tribunale militare. La Corte ha approfittato delle elezioni in corso per occultare intenzionalmente la condanna. Colmo dei colmi, il blogger dovrà anche pagare le spese legali per i suoi avvocati che non hanno fatto assolutamente niente per difenderlo in un processo iniquo e politico. Esortiamo le autorità ad annullare tale verdetto e a liberare Maikel Nabil Sanad immediatamente, considerando anche il precario stato di salute dell’uomo che peggiora giorno per giorno” ha dichiarato Reporter Sans Frontierès.</p>
<p>Sanad, 26 anni, si trova in carcere dal 28 Marzo 2011 per aver pubblicato sul suo blog un articolo dal titolo “Il popolo e i militari non sono mai stati una sola cosa” negando il fatto che i militari avessero appunto preso le difese del popolo durante la rivoluzione. Sanad, in sciopero della fame da più di 100 giorni, la settimana scorsa si è rifiutato di scusarsi pubblicamente nei confronti delle forze armate.</p>
<p>Secondo il fratello, Mark Nabil, con il quale Reporters Sans Frontières ha potuto parlare oggi telefonicamente, Sanad non farà appello perché “contesta la legittimità del tribunale militare”. Nabil ha inoltre detto che porterà il caso di fronte ad un tribunale internazionale. Ha riferito di essere profondamente preoccupato per lo stato di salute di Maikel ed ha aggiunto: “La nostra famiglia considererà direttamente responsabile il Consiglio supremo delle forze armate se dovesse accadere qualcosa a mio fratello durante la detenzione”.</p>
<p>Primo prigioniero di coscienza dopo la caduta del regime di Hosni Moubarak, il caso di Maikel Nabil Sanad è emblematico della situazione post-rivoluzionaria in cui le autorità proseguono di fatto la dura repressione nei confronti di blogger e giornalisti. Intoccabile, la giunta militare continua a mettere in pratica gli stessi metodi di censura e intimidazione attuati precedentemente dall’ex presidente Moubarak.</p>
<p>In rete, esiste un <a href="http://www.freemaikel.com/" target="_blank">sito di sostegno</a> a Maikel Nabil Sanad così come un <a href="https://www.facebook.com/FreeMaikelNabil" target="_blank">gruppo su Facebook</a> e una <a href="http://www.change.org/petitions/help-free-maikel-nabil-sanad" target="_blank">petizione</a>. Gli utenti di twitter possono postare utilizzando l’ashtag <a href="https://twitter.com/#!/search/%23FreeMaikel" target="_blank">#FreeMaikel</a> oppure seguire il caso su <a href="https://twitter.com/#!/freeMaikel" target="_blank">@freemaikel</a>.</p>
<p>Reporters Sans Frontières ha pubblicato il primo dicembre 2011 un <a href="http://en.rsf.org/bahrain-media-in-the-eye-of-the-storm-as-01-12-2011,41492.html" target="_blank">rapporto intitolato «Rivoluzione araba : i media, testimoni chiave e spina nel fianco del potere»</a> nel quale analizza i metodi utilizzati dalle autorità per impedire la libera circolazione dell’ informazione nel corso delle rivolte popolari che vanno dal 17 Dicembre 2010 a metà novembre 2011. Un capitolo è dedicato proprio all’Egitto.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Eleonora Albini, Pressenza International Press Agency</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5766/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5766/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5766/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5766/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5766/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5766/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5766/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5766/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5766/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5766/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5766/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5766/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5766/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5766/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5766&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>PARADISI DELLA CENSURA: Una nuova campagna di Reporters sans frontières</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non chiudere gli occhi sulla censura. Scopri cosa c’è dietro le quinte della tua prossima vacanza. Questo è lo slogan della nuova campagna che Reporters sans frontières lancia per richiamare l’attenzione dei turisti sulla libertà di parola e sulla libertà dell’informazione in Tailandia, Messico e Vietnam. Per saperne di più, visita il sito dedicato alla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5677&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em><strong></strong></em><a href="http://rsfitalia.wordpress.com/wp-admin/www.paradisidellacensura.it"><em><strong><img class="size-full wp-image-5681 aligncenter" title="Paradisi della censura" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/10/paradisi-della-censura-orizzontale.jpg?w=468&#038;h=105" alt="" width="468" height="105" /></strong></em></a><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Non chiudere gli occhi sulla censura.<br />
Scopri cosa c’è dietro le quinte della tua prossima vacanza.</em></strong></p>
<p style="text-align:left;">Questo è lo slogan della nuova campagna che Reporters sans frontières lancia per richiamare l’attenzione dei turisti sulla libertà di parola e sulla libertà dell’informazione in <a href="http://paradisidellacensura.wordpress.com/tailandia-2/">Tailandia, </a><a href="http://paradisidellacensura.wordpress.com/messico/">Messico</a> e <a href="http://paradisidellacensura.wordpress.com/vietnam/">Vietnam</a>.<br />
Per saperne di più, visita il sito dedicato alla campagna: <a href="http://www.paradisidellacensura.it" target="_blank"><strong>www.paradisidellacensura.it</strong></a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5677&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Paradisi della censura</media:title>
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		<title>Mondo: BlackBerry cede alle pressioni dei governi</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2011/10/12/mondo-blackberry-cede-alle-pressioni-dei-governi/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières è preoccupata per le concessioni che Research in Motion (RIM), l&#8217;azienda canadese che produce lo smartphone BlackBerry, sta facendo ai governi che vogliono accedere ai dati cifrati trasmessi sulle sue reti. RIM ha recentemente raggiunto accordi segreti con diversi paesi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti e l&#8217;Arabia Saudita, che avevano minacciato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5674&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5675" title="arton41159-9c22e" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/10/arton41159-9c22e.jpg?w=468" alt=""   />Reporters sans frontières è preoccupata per le concessioni che Research in Motion (RIM), l&#8217;azienda canadese che produce lo smartphone BlackBerry, sta facendo ai governi che vogliono accedere ai dati cifrati trasmessi sulle sue reti.</p>
<p>RIM ha recentemente raggiunto accordi segreti con diversi paesi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti e l&#8217;Arabia Saudita, che avevano minacciato di sospendere i propri servizi di telefonia mobile.</p>
<p>Le pressioni su RIM sono cresciute dopo che la stessa ha fornito informazioni alle autorità britanniche durante la rivolta a Londra nel mese di agosto, quando fece grande scalpore la affermazione che i rivoltosi utilizzavano il servizio di messaggistica BlackBerry per comunicare tra loro.</p>
<p>Reporters sans frontières ribadisce il suo invito a RIM di mettere al primo posto la protezione dei dati personali e la riservatezza dei messaggi.</p>
<p><em><strong>Kuwait: </strong></em><em><strong>blocco</strong></em> <em><strong>siti porno </strong></em></p>
<p>Il quotidiano Jarida riferito ad agosto che RIM aveva raggiunto un accordo con il Ministero della comunicazione del Kuwait per bloccare i siti porno su smartphone BlackBerry a partire dalla fine del 2011. Reporters sans frontières avverte che anche i siti web legali potrebbe essere bloccati dal fenomeno dell&#8217; &#8220;overblocking&#8221; e chiede pertanto al governo di revocare questa misura.</p>
<p><strong><em>India: l&#8217;accesso ai instant messaging ed e-mail</em></strong></p>
<p>In India, RIM e il governo hanno rafforzato la loro cooperazione. Il Ministro delle telecomunicazioni R. Chandrasekhar ha dichiarato il 3 ottobre che i tecnici del governo stavano testando la &#8220;soluzione di intercettazione&#8221; che RIM aveva fornito loto per il BlackBerry Enterprise Server (BES), il suo servizio più sicuro di posta elettronica aziendale.</p>
<p>Chandrasekhar ha detto che i risultati dei test dovrebbero essere pronti per la fine del mese. Se sembrerà funzionare, il governo permetterà a RIM di continuare ad operare il servizio BES mentre continuerà il monitoraggio. Reporters sans frontières teme che il governo intenda intensificare il monitoraggio degli utenti ed estendere questa pratica ai servizi di altri produttori di smartphone come Nokia.</p>
<p><strong><em>Indonesia: server locale in futuro?</em></strong></p>
<p>Dopo aver accettato di bloccare i siti porno a gennaio, il Governo indonesiano nel mese di agosto ha detto a RIM che, entro dicembre, tutti i messaggi tra i Blackberry in Indonesia dovrebbero essere canalizzati attraverso un server indonesiano. Fino ad ora, i messaggi sono trasmessi attraverso i server per lo più situati in Canada, cosa che rende impossibile il controllo del governo. L&#8217;uso di un server locale in Indonesia potrebbe consentire il monitoraggio e consentirebbe al governo di interrompere i servizi quando ne avrà bisogno.</p>
<p><strong><em>Sud Africa: controllo rinforzato?</em></strong></p>
<p>Il vice ministro delle comunicazioni Obed Bapela ha dichiarato il 5 settembre che criminali stavano usando il BlackBerry Messenger per pianificare ed eseguire i crimini, e che il governo ha dovuto rivedere &#8220;il servizio BBM, come nel Regno Unito e in Arabia Saudita.&#8221; L&#8217;affermazione è preoccupante in un paese dove i proprietari di telefoni cellulari sono già tenuti a registrare le loro proprietà al fine di &#8220;agevolare la lotta contro la criminalità&#8221;.</p>
<p><strong><em>Russia: software per &#8220;crackare&#8221; le password BlackBerry</em></strong></p>
<p>Il governo russo ha ripetutamente espresso il desiderio di accedere ai dati personali degli utenti dello smartphone. Ora la società di software di sicurezza russa Elcomsoft ha rilasciato un aggiornamento al suo software mobile per rivelare la password di un telefono che può violare le password anche degli smartphone BlackBerry, precedentemente considerate impossibile da &#8220;crackare&#8221;, permettendo quindi l&#8217;accesso a tutti i dati contenuti.</p>
<p>Il software viene venduto a 199 dollari, il che significa che chiunque puà acquisire la capacità di entrare in uno smartphone. Anchese sembra che il Governo russo non abbia avuto alcun ruolo diretto nello sviluppo di questo software, Reporters sans frontières teme che il suo uso in un paese che Reporters sans frontières ha già classificate come &#8220;sotto sorveglianza&#8221; avrà conseguenze disastrose per la riservatezza dei dati degli utenti dello smartphone.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5674/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5674&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>WIKILEAKS: Reporter Sans Frontières sospende temporaneamente il suo mirror al sito Wikileaks</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 15:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sito mirro di Wikileaks  che Reporters sans frontières aveva lanciato il 21 dicembre 2010 è stato temporaneamente sospeso a causa di due principali problemi derivanti dalla recente pubblicazione di oltre 100.000 nuovi cablo diplomatici degli Stati Uniti sul sito Wikileaks. Da un lato, alcuni dei nuovi cablo mostrano i nomi degli informatori in vari [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5632&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-5633 alignleft" title="moton286-4092c" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/09/moton286-4092c.png?w=468" alt=""   />Il sito mirro di Wikileaks  che Reporters sans frontières aveva lanciato il 21 dicembre 2010 è stato temporaneamente sospeso a causa di due principali problemi derivanti dalla recente pubblicazione di oltre 100.000 nuovi <em>cablo</em> diplomatici degli Stati Uniti sul sito Wikileaks.</p>
<p>Da un lato, alcuni dei nuovi cablo mostrano i nomi degli informatori in vari paesi tra cui Israele, Giordania, Iran e Afghanistan. Anche se non è stato dimostrato che le vite di costoro sono statei messe ancora in pericolo da queste rivelazioni, le ripercussioni che potrebbero avere per gli informatori, quali licenziamento, aggressioni fisiche e rappresaglie di altri, non possono essere trascurate.</p>
<p>Al tempo stesso, un file criptato ccontenente tutti i cablo di Wikileaks e stato reso disponibile su Internet, sulle reti peer-to-peer, insieme con la password che permette di aperlo.</p>
<p>Come Reporters sans frontières non ha le risorse tecniche, umane e finanziarie per controllare ogni cable e deve agire su certezze. Quando ha lanciato il suo sito mirror, RSF affermà di voler difendere &#8220;il libero flusso di informazioni online e il principio della protezione delle fonti, senza la quale il giornalismo investigativo non può esistere.&#8221; Siccome la protezione delle fonti è ora in discussione, Reporters sans frontières ha deciso di sospendere il sito in attesa di ulteriori chiarimenti.</p>
<p>Reporters sans frontières continuerà a pubblicare -sulla pagina speciale WikiLeaks sul suo sito web- le informazioni su nuovi cable relativi alla libertà dei media e sugli sviluppi riguardanti il ​​sito Wikileaks, che ha comunque contribuito alla diffusione libera delle informazioni.</p>
<p>Reporters sans frontières ritiene che Wikileaks abbia fatto qualcosa di molto utile per rendere  informazioni vitali disponibili al pubblico americano e internazionale, in particolare sulle gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà civili commesse sotto l&#8217;amministrazione Bush in nome della &#8220;guerra al terrore&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5632/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5632/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5632/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5632/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5632/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5632/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5632/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5632/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5632/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5632/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5632/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5632/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5632/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5632/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5632&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>ITALIA: AGCOM rinvia il progetto di filtraggio Internet e ne rivede le regole</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2011/07/07/italia-agcom-rinvia-il-progetto-di-filtraggio-internet-e-ne-rivede-le-regole/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 21:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières valuta positivamente la decisione dell&#8217;agenzia di telecomunicazioni AGCOM di rivedere la sua proposta di risoluzione sulla tutela del copyright in linea con l&#8217;obiettivo di dare maggiore attenzione al rispetto delle libertà fondamentali. I nuovo progetto di regolamentazione per la &#8220;protezione del copyright su reti di comunicazione elettronica&#8221;, approvato dalla agenzia di ieri, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5608&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5605" title="arton40595-1d1a4" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/07/arton40595-1d1a4.jpg?w=468" alt=""   />Reporters sans frontières valuta positivamente la decisione dell&#8217;agenzia di telecomunicazioni AGCOM di rivedere la sua proposta di risoluzione sulla tutela del copyright in linea con l&#8217;obiettivo di dare maggiore attenzione al rispetto delle libertà fondamentali.</p>
<p>I nuovo progetto di regolamentazione per la &#8220;protezione del copyright su reti di comunicazione elettronica&#8221;, approvato dalla agenzia di ieri, sarà oggetto di una consultazione pubblica per 60 giorni. La decisione definitiva sarà presa solo dopo questa fase.</p>
<p>Reporters sans frontières studierà la nuova proposta nel dettaglio ed è pronta a contribuire alla stesura degli emendamenti a partecipare alla consultazione,  offrendo la propria esperienza in materia di libertà di espressione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5608/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5608&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ITALIA: Agenzia italiana pronta a deliberare poteri arbitrari di filtraggio Internet</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 17:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières si rammarica del fatto che la agenzia per le telecomunicazioni Italiana, AGCOM,  ha intenzione di votare domani una risoluzione che darà il potere di bloccare siti web e rimuovere i contenuti online che si presume violino il copyright e questo senza nessun coinvolgimento della Magistratura. &#8220;Le autorità italiane stanno per creare un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5604&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5605" title="arton40595-1d1a4" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/07/arton40595-1d1a4.jpg?w=468" alt=""   />Reporters sans frontières si rammarica del fatto che la agenzia per le telecomunicazioni Italiana, AGCOM,  ha intenzione di votare domani <a href="http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=5413" target="_blank">una risoluzione</a> che darà il potere di bloccare siti web e rimuovere i contenuti online che si presume violino il copyright e questo senza nessun coinvolgimento della Magistratura.<br />
&#8220;Le autorità italiane stanno per creare un sistema di filtraggio di Internet che non coinvolge i tribunali, dimenticando così che il diritto di ricevere e diffondere informazioni ai sensi dell&#8217;articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo comprende Internet, e ignorando le garanzie che dovrebbero essere insite nell&#8217;esercizio di un diritto fondamentale”</p>
<p>&#8220;Dopo diversi tentativi falliti di imporre questo tipi di controllo fallito a livello parlamentare, le autorità italiane stanno ora cercando di eludere il processo democratico e di farli adottare da un organo il cui presidente è nominato su proposta del primo ministro italiano&#8221;.</p>
<p>Se la AGCOM adotta la risoluzione, ad un sito web sospettato di violare i diritti d&#8217;autore verrà chiesto di rimuovere i contenuti contestati entro 48 ore. Se non ubbidisce, il sito e l&#8217;azienda che sostiene il possesso dei diritti d’autore sui contenuti contestati devono comparire davanti alla AGCOM entro cinque giorni. Nessun giudice viene coinvolto e nessun appello contro la decisione dell&#8217;AGCOM sarà possibile. Al termine del periodo di cinque giorni, l&#8217;AGCOM potrà decidere la rimozione del contenuto controverso o, se è coinvolto un sito straniero, di bloccarne l&#8217;accesso.</p>
<p>L&#8217;obbligo di rimuovere i contenuti Internet potrebbe quindi portare gli operatori a praticare una censura preventiva al fine di evitare procedimenti AGCOM, dando quindi luogo ai privati del settore ​​un ruolo di polizia di Internet. Un progetto di decreto del governo francese con intenzioni simili è stato <a href="http://en.rsf.org/un-rapporteur-presents-report-on-03-06-2011,40399.html" target="_blank">condannato il mese scorso dal Consiglio Digitale Nazionale della Francia</a>.</p>
<p>Consentendo all&#8217;AGCOM a darsi questa autorità, il governo italiano sta aggirando la cautela del Parlamento italiano e violando il principio della separazione dei poteri.</p>
<p>AGCOM, i cui poteri sono regolamentati da una legge del 1997, sta quindi per regalarsi il potere di imporre sanzioni e di porsi come centro di tutti i procedimenti, in qualità di attore e giudice al tempo stesso. Già nelle consultazioni avvenute nei mesi scorsi, la maggior parte delle associazioni interpellate si sono opposte al provvedimento.</p>
<p>La creazione di un ente governativo con il potere di filtrare Internet senza un controllo giudiziario è stata già condannata dal relatore speciale delle Nazioni Unite Frank Larue in un <a href="http://en.rsf.org/un-rapporteur-presents -report-su-03-06-2011, 40399.html" target="_blank">rapporto sulla libertà di espressione online</a>.</p>
<p>Reporters sans frontières esorta l&#8217;AGCOM ad abbandonare questo progetto e, al contrario, operare per  garantire la neutralità della rete.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5604/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5604/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5604/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5604/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5604/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5604/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5604/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5604/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5604/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5604/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5604/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5604/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5604/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5604/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5604&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>INTERNET: Deludenti proposte dell’OCSE su Internet</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 22:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 28 e 29 giugno scorsi si è tenuta a Parigi la conferenza dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sull’impatto che Internet ha sull’innovazione, l’economia e lo sviluppo sociale. La CSISAC (Civil Society Information Society Advisory Council), rappresentante della società civile e composta da oltre 80 Ong, ha partecipato a tale conferenza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5600&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="center"><img class="alignleft size-full wp-image-5601" title="arton40562-88ced" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/07/arton40562-88ced.jpg?w=468" alt=""   />Il 28 e 29 giugno scorsi si è tenuta a Parigi la conferenza dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sull’impatto che Internet ha sull’innovazione, l’economia e lo sviluppo sociale. La CSISAC (Civil Society Information Society Advisory Council), rappresentante della società civile e composta da oltre 80 Ong, ha partecipato a tale conferenza e ha <span style="text-decoration:underline;"> rifiutato di firmare</span> le conclusioni finali dell’OCSE.</p>
<p style="text-align:left;">Reporters sans frontières si unisce alla CSISAC per chiedere all’OCSE di rivedere le proposte pubblicate in un <span style="text-decoration:underline;">comunicato stampa </span>alla fine della conferenza.</p>
<p style="text-align:left;">L’organizzazione della libertà di stampa chiede inoltre che i paesi membri dell’OCSE riaffermino il loro impegno per una Rete libera e aperta approvando <span style="text-decoration:underline;">la Dichiarazione Congiunta sulla Libertà di Espressione e di Internet</span>, pubblicata l’1 giugno da alcuni rappresentanti delle Nazioni Unite, dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dall’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) e dalla Commissione Africana sui Diritti dell’Uomo e dei Popoli (ACHPR).  <span style="text-decoration:underline;">  </span></p>
<p>Reporters sans frontières insiste soprattutto sulla necessità di modificare la posizione dell’OCSE riguardante le violazioni del copyright. L’OCSE, infatti, non ha escluso la possibilità di negare agli individui l’accesso a Internet sebbene ciò violi il diritto all’informazione. In un report del 16 maggio sulla libertà d’espressione online, il relatore speciale delle Nazioni Unite Frank La Rue ha definito la posizione dell’OCSE una forma di punizione sproporzionata. Ogni limitazione che riguarda l’accesso a Internet deve essere soggetta a una severa legislazione e regolamentazione e deve sempre essere approvata da un giudice, per evitare decisioni arbitrarie.</p>
<p>Il comunicato finale dell’OCSE invita gli stati membri ad adottare legislazioni interne che rendano responsabili del contenuto che circola online le compagnie che forniscono a Internet il servizio tecnico. In sostanza, questo costringerebbe i cosiddetti intermediari tecnici a decidere sull’opportunità e sulla legalità di ciò che viene pubblicato in Rete, e verrebbe in tal modo violato il diritto ad un processo equo aprendo la strada ai meccanismi di filtraggio arbitrario.</p>
<p>Le compagnie del settore privato non possono essere reclutate come polizia del web. Meccanismi così restrittivi vanno contro la promozione della neutralità della Rete e contro quella rete mondiale aperta e interconnessa che la stessa OCSE evoca nel suo comunicato.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5600/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5600&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>SIRIA – Continuiamo a supportare i veri blogger siriani che, per informarci, corrono rischi concreti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 22:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporters sans frontierès deplora l’irresponsabilità di uno studente americano che sul web si è fatto passare per la blogger siriana residente a Damasco. Azioni del genere non devono essere consentite, in quanto vanno a minare la credibilità dei veri bloggers e attivisti siriani che, nonostante il violento giro di vite del Presidente Bashar Al-Assad, stanno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5578&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5579" title="arton40447-d7979" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/06/arton40447-d7979.jpg?w=468" alt=""   />Reporters sans frontierès deplora l’irresponsabilità di uno studente americano che sul web si è fatto passare per la blogger siriana residente a Damasco. Azioni del genere non devono essere consentite, in quanto vanno a minare la credibilità dei veri bloggers e attivisti siriani che, nonostante il violento giro di vite del Presidente Bashar Al-Assad, stanno facendo tutto il possibile per continuare a informare i loro connazionali e il resto del mondo.</p>
<p><a href="http://damascusgaygirl.blogspot.com/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">In un post del 12 giugno</span></a>, Tom MacMaster, uno studente americano residente in Scozia, ha ammesso di essere stato l’unico autore di “<a href="http://damascusgaygirl.blogspot.com/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">A Gay Girl in Damascus</span></a>”, un blog in cui ha finto di essere Amina Abdallah, una giovane donna con doppia nazionalità, siriana e americana.</p>
<p>“Mentre la voce narrativa può essere stata inventata e immaginaria, i fatti raccontati su questo blog sono veri e non ingannevoli rispetto a quella che è la realtà”, ha dichiarato MacMaster. “Io non credo di aver fatto del male a nessuno, credo anzi di aver dato una voce importante a questioni che a me stanno particolarmente a cuore”.</p>
<p>Lanciato a febbraio e scritto unicamente in inglese, il blog aveva subito ottenuto un buon seguito. In un post del 6 giugno scorso, una persona che si identificava come la cugina di Amina aveva scritto che Amina era stata rapita e che i suoi genitori erano molto preoccupati. La notizia era ampiamente circolata online e molti attivisti, giornalisti e internauti avevano subito cercato di rintracciare informazioni circa il suo rapimento, mettendo spesso a rischio la loro stessa incolumità. Una pagina a supporto di Amina lanciata su Facebook aveva ottenuto 15000 membri. Anche Reporters sans frontières aveva partecipato alla richiesta del suo rilascio.</p>
<p>I primi dubbi circa l’identità dell’autore del blog si erano manifestati quando una giovane donna aveva riferito che la foto di Amina pubblicata sul blog era stata rubata dal suo account personale di Facebook. Gli inquirenti e il sito web Electronic Intifada sono così riusciti a ricondurre tutto a MacMaster, che ha inizialmente negato di essere l’autore del blog. Dopo molti giorni di silenzio e di crescenti polemiche, MacMaster ha alla fine reso pubblica la sua ammissione.</p>
<p>La storia di Amina adesso viene usata dal regime siriano e dai suoi supporters nel tentativo di minare la credibilità delle informazioni postate online dagli oppositori del governo sul movimento di protesta in Siria e sul violento giro di vite del regime.</p>
<p>Va detto, tuttavia, che l’anonimato aiuta a garantire la sicurezza in Siria e lo stesso vale per molti altri paesi. In Vietnam, Burma e Iran, i bloggers utilizzano una falsa identità per esprimere i loro punti di vista su Internet, perché sanno che la trasparenza online può essere molto pericolosa. A prova di ciò, un totale di <a href="http://en.rsf.org/press-freedom-barometer-netizens-imprisoned.html?annee=2011" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">125 internauti sono attualmente in carcere in tutto il mondo </span></a>a causa delle notizie o delle loro idee postate online.</p>
<p>I media di tutto il mondo avevano citato il blog “A Gay Girl in Damascus” sin dal suo lancio, avvenuto lo scorso febbraio. Questo caso illustra perfettamente la sfida che i giornalisti devono affrontare nel verificare le informazioni fornite loro dai bloggers e dai mass media.</p>
<p>Ma questi stessi bloggers e internauti sono spesso l’unica fonte d’informazione, quando ai media “ufficiali” viene impedito di fare il loro lavoro. Ne sono stati un buon esempio, durante le rivolte tunisine, Astrubal del blog <a href="http://www.nawaat.org/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Nawaat</span></a> e Lina Ben Mhenni (<a href="http://atunisiangirl.blogspot.com/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">A Tunisian Girl</span></a>).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5578/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5578&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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