UCRAINA: Un giovane fotogiornalista assassinato

Reporters sans frontières è sotto shock per l’assassinio, questa notte, di Vitaly Rozvadovsky, foto-corrispondente del settimanale ucraino 2000.
“Inviamo le nostre sincere condoglianze alle persone vicine alla vittima, e assicuriamo ai suoi colleghi di tutta la nostra solidarietà. Speriamo che le numerose zone di ombra che circondano questo crimine si possano dissipare al più presto. Incoraggiamo le forze di polizia ad esaminare seriamente tutte le piste, ivi compreso il motivo professionale. Sembra ancora troppo presto per tirare dei conclusioni definitivi su ciò che si è realmente successo”, ha dichiarato l’organizzazione.

Vitaly Rozvadovsky è stato attaccato da uno o parecchi sconosciuti verso le 11 della sera nella notte tra il 28 e il 29 novembre 2011, davanti al pianerottolo del 168 Kharkovskoe chossé, a Kiev. Ha ricevuto parecchi colpi di coltello al viso ed al collo. Il fotografo è morto quattro ore più tardi all’ospedale, a causa delle sue importanti perdite di sangue.

“Les notizie di cui disponiamo sono per ora estremamente limitate, ha dichiarato a Reporters sans frontières il direttore di 2000, Mikhaïl Denisenko. Niente è certo, vari testimoni danno versioni contraddittorie” Per quanto in sua conoscenza, il fotografo non lavorava ultimamente su argomenti sensibili né aveva ricevuto di minacce.

La polizia ha aperto un’inchiesta per “assassinio con premeditazione” sulla base dell’articolo 115 del Codice Penale. Privilegia per ora la pista di una disputa privata. Un rappresentante della polizia, Vladimir Dmitrenko, ha dichiarato che un indiziato era stato identificato già e che “secondo le testimonianze raccolte, si può dire all’80% che la causa dell’assassinio non è legata con l’attività giornalistica” di Vitaly Rozvadovsky.

Secondo certe testimonianze, il fotografo non era venuto solo sui luoghi del crimine. Era accompagnato, e se sì, da chi? Che cosa è accaduto a questa persona? Il giornalista Mustafa Naïem riporta sul suo profilo facebook una testimonianza secondo cui gli aggressori di Vitaly Rozvadovsky avrebbero voluto rubargli un chiavetta USB che si troverebbe ora in possesso della polizia. Cosa c’è dentro?

Vitaly Rozvadovsky, conosciuto anche sotto il pseudonimo di Vitaly Sitchen, lavorava da nove anni per il giornale 2000. Secondo certe fonti, collaborava anche con l’agenzia PHL ed utilizzava anche lo pseudonimo di Viktor Vedomy. Aveva trent’ anni.

traduzione realizzata dai traduttori di Pressenza Italia http://www.pressenza.com

UCRAINA: I giornalisti si uniscono contro la censura sistematica

Giovedì 6 maggio 2010 diversi giornalisti del canale televisivo popolare 1+1 hanno pubblicato una lettera aperta per denunciare l’introduzione della censura in seno alla loro redazione.

“Noi giornalisti di TSN (servizio di informazione del canale) vogliamo annunciare che la censura è stata introdotta a 1+1!” Secondo i giornalisti è loro proibito occuparsi di certi argomenti e i reportages che attualmente criticano le autorità sono stati ritirati per ragioni politiche. Denunciano il fatto che non è più il direttore di pubblicazione a dare autorizzazione alla diffusione, ma il direttore generale del canale, Oleksander Tkachenko. I giornalisti rivendicano di poter fare il loro mestiere al di fuori di qualsiasi considerazione politica. Non vogliono fare alcuna propaganda per un partito o per un altro, ma soltanto informare i telespettatori. “La libertà di espressione non è un guscio vuoto, è la base della nostra professione. E’ la ragione per cui esprimiamo il nostro disaccordo categorico nei confronti della pressione esercitata su di noi.”

I giornalisti esigono che il controllo sui loro servizi di informazione cessi immediatamente. Chiedono che sia ponga fine alla pratica vergognosa delle direttive e delle istruzioni

UCRAINA: Lettera aperta al ministero degli Interni

Primo ministro Anatoliy Mohlyov, Kyiv

Parigi, 23 aprile 2010

Signor Ministro,

Reporters sans frontières desidera attirare al sua attenzione sul degrado del diritto all’informazione nel suo paese, in ragione del moltiplicarsi degli arresti e delle intimidazioni degli ultimi mesi verso i reporters che lavorano per i media tradizionali o online.

Queste pratiche, attuate da poliziotti che abusano del loro potere, hanno per scopo spaventare i giornalisti e  indurli all’autocensura. Reporters sans frontières è particolarmente preoccupata per il fatto che le forze di polizia comincino a prendersela anche con i giornalisti online. Per la prima volta una blogger è stata vittima di ripetuti tentativi di intimidazione. Olena Bilozerska ha parlato di una manifestazione del movimento Auotonomous durante il quale sono state lanciate uova, candelotti lacrimogeni e pittura all’interno di un magazzino di pellicce. La polizia ha subito perquisito il suo appartamento, il 27 marzo, senza mandato e poi ha requisito del materiale. E’ stata interrogata il 30 marzo e il 13 aprile, in condizioni inaccettabili. Messa di fronte ad uno pseudo-manifestante che l’ha accusata di aver partecipato all’organizzazione della manifestazione, si è vista privata dei suoi diritti fondamentali: non ha potuto parlare con il suo avvocato e si è vista rifiutare cure, di cui aveva avuto bisogno. Inoltre il portavoce della polizia di Kiev, Volodymyr Polishchuk, l’ha accusata di non aver informato la polizia che ci sarebbe stata la manifestazione, per permettere di arrestare i manifestanti.

Temiamo che il trattamento riservato a Olena Bilozerska diventi una pratica sistematica. Reporters sans frontières vi chiede di intervenire per far cessare un tale comportamento. I giornalisti e i blogger che sono impegnati ad informare la popolazione, non sono dei gregari della magistratura.

In questo caso, i poliziotti hanno agito illegalmente, violando l’articolo 17 della legge ucraina sulla protezione dei giornalisti. Questa legge prevede che le attività di un giornalista non possano divenire motivo d’arresto ne motivo di confisca del materiale.

I tentativi d’intimidazione e le aggressioni ripetute verso i giornalisti da parte delle forze di polizia si sono moltiplicate, dopo la recente elezione presidenziale. Andriy Vey, direttore del giornale Express, Ihor Myrishnychenko, giornalista di Poverkhnost e Andriy Mokhnyk, giornalista di Svoboda sono stati arrestati. Borys Brahinskiy, giornalista di TV 9 Kanal, è stato aggredito senza motivo. Il canale televisivo Avtor-V è stato completamente sospeso. Lei ha personalmente promesso, durante la nomina, di proteggere i diritti dei giornalisti. Il 25 marzo ha lanciato una direttiva per migliorare la collaborazione con i giornalisti. Reporters sans frontières la invita a rispettare gli impegni presi e a prendere le misure necessarie per permettere ai professionisti dell’informazione di lavorare serenamente.

Ringraziandola per l’attenzione che dedicherà alla nostra richiesta, in attesa di una risposta, le esprimiamo, signor ministro, la nostra massima considerazione.

Jean-François Juillard

Segretario generale

UCRAINA: Degrado allarmante della situazione della libertà di stampa

Negli ultimi anni il paese aveva guadagnato parecchie posizioni nella classifica mondiale per la libertà di stampa. Ma da tre mesi la situazione sta peggiorando progressivamente. All’autocensura, che persiste, si vanno ad aggiungere dei metodi per far pressione sui giornalisti che il paese aveva cominciato a dimenticare.  Reporters sans frontières è preoccupata per il ritorno alle  intimidazioni e alle aggressioni ripetute ai giornalisti e denuncia inoltre i recenti abusi di potere da parte delle autorità ucraine verso i media.

L’organizzazione condanna questa successione di violazioni della libertà di stampa, che solo in aprile hanno visto l’aggressione di più di sei giornalisti, e condanna il comportamento delle autorità verso i media. Si unisce ai diciassette giornalisti televisivi di TVI che hanno indirizzato una lettera aperta al nuovo presidente ucraino. In questa lettera Viktor Ianoukovytch è invitato a ridurre l’ingerenza dei servizi di sicurezza ucraini nei media. Sembra infatti che la televisione abbia subito delle pressioni da parte dei servizi affinché il capo di Stato “monopolizzi il panorama televisivo del paese”, come è scritto nella lettera. Altri due canali televisivi hanno subito forti minacce e pressioni, al punto che hanno dovuto chiudere le attività.

UCRAINA: Tentativi d’intimidazione: giornalisti interrogati dalla polizia, perquisite le loro abitazioni e requisiti documenti e materiale di lavoro

La giornalista online e blogger Olena Bilozerska e il fotoreporter Olixiy Furman, dell’agenzia di stampa “Photolenta” sono stati convocati al commissariato. Sono stati interrogati in merito alle manifestazioni dei militanti del movimento di opposizione di cui si erano occupati il mese scorso. I loro appartamenti e computer sono stati perquisiti da poliziotti in possesso di un mandato. Un paio di CD contenenti delle fotografie sono stati requisiti alla Bilozerska. A Furman invece i poliziotti hanno confiscato due processori, quattro macchine fotografiche e una cinquantina di CD. Tutto questo materiale è stato poi restituito.

Secondo i giornalisti, la polizia cercava in particolare dei documenti, foto e video relativi a “Autonomous”, il movimento radicale di opposizione. La polizia ha recuperato delle foto di manifestanti che avevano gettato uova, pittura e fumogeni all’interno di un magazzino di pellicce il 18 febbraio a Kiev, per protestare contro il massacro degli animali. Uno di loro è stato arrestato.

Secondo l’avvocato della Bilozerska la confisca di materiale giornalistico va contro l’articolo 17 della legge ucraina sui media, in base alla quale un “giornalista non può essere arrestato o

UCRAINA: Gli esperti ucraini affermano che il teschio trovato è di un giornalista assassinato nel 2000

arton34319-3a546Ukrainian forensic experts have concluded that the skull that was found with the help of Gen. Olexy Pukach, a former interior ministry intelligence officer who was arrested on 21 July, is that of Georgy Gongadze, a journalist who was murdered in September 2000.

This was announced at a news conference today by Valentyna Telychenko, the lawyer of Gongadze’s widow, Myroslava Gongadze.

“We take note of the results of the forensic examination and we await the continuation of the investigation,” Reporters Without Borders said. “It is vital that a DNA test should be now be carried out abroad, so that it should be above all suspicion and so that the Ukrainian judicial system can move forward on this case.”

This is what Reporters Without Borders requested in a letter to Ukraine’s prosecutor general on 10 August.

“If this finding is confirmed, we could soon see a final outcome to case that rightly shook Ukrainian society,” the press freedom organisation added.

Telychenko said today: “A part of the expert evaluation has been finished. It has already been confirmed that the skull is Georgy Gongadze’s. The next step will be a DNA examination, which must be carried out by a foreign institution with Ukrainian forensic experts in attendance. Most probably, the DNA examination will be carried out in the United States.”

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