Irina Vardanean, moglie di Ernest Vardanean, giornalista in carcere dal 7 aprile a Tiraspol, nella regione separatista della Transnistria, è preoccupata per lo stato fisico e mentale del marito.
Interrogato all’inizio di aprile, è attualmente in carcere con l’accusa di altro tradimento e spionaggio.
In due mesi Irina ha potuto vedere il marito solo due volte. L’ha trovato molto indebolito e depresso. In base alle sue dichiarazioni avrebbe subito ore e ore di interrogatori, che hanno per unico scopo quello di stancarlo ed indurlo a confessare cose che non ha commesso.
Le autorità di Tiraspol inoltre rifiutano tuttora l’intervento di un avvocato, violando così un diritto fondamentale.
Secondo Ion Manole, direttore dell’associazione Promo Lex, non è insolito che la magistratura in Transnistria accusi gli oppositori di tradimento o di spionaggio: è il mezzo per Tiraspol di intimidirli e costringerli al silenzio.
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