Il 15 aprile il Consiglio di coordinamento provvisorio della regione d’Och, a sud del paese, ha deciso di instaurare un nuovo sistema di censura. Mentre l’opposizione rimproverava al presidente Bakiev e alla sua amministrazione di non rispettare le libertà fondamentali, il nuovo governo kirghizio sembra aver intrapreso la stessa strada. Reporters sans frontières denuncia questa deriva e fa appello ancora una volta al governo di Rosa Otunbaieva, presidente ad interim, a rispettare le proprie dichiarazioni in favore dello stato di diritto.
Le autorità impediscono a giornali e televisioni di pubblicare informazioni senza autorizzazione preventiva. Le azioni politiche, le manifestazioni popolari o altre riunioni, così come i punti di vista dei cittadini diventano argomenti tabù agli occhi del Consiglio di coordinamento. E’ stato inoltre stabilito che in caso d’infrazione di questa decisione, i responsabili dei media coinvolti saranno puniti in base alle leggi del governo provvisorio.
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Il Kirghizistan da più di un anno è testimone di un continuo degrado della condizione della libertà di stampa, che va di pari passo con le tensioni politiche interne. Mentre questo paese era considerato come un’oasi di pace rispetto alle dittature dei paesi limitrofi, le aggressioni dei giornalisti si sono moltiplicate negli ultimi mesi. Si annovera persino un omicidio, in cui sarebbero coinvolti membri della sicurezza nazionale.
Il tribunale di Bichkek ha sospeso temporaneamente, giovedi 18 marzo, e condannato ad una multa di 5 milioni di soms (82 000 euro) due giornali con l’accusa di “attentato all’onore del presidente kirghizio”, Kurmanbek Bakiev.
