KIRGHIZISTAN: Regione d’Och: il potere cambia, la censura riprende

Il 15 aprile il Consiglio di coordinamento provvisorio della regione d’Och, a sud del paese, ha deciso di instaurare un nuovo sistema di censura. Mentre l’opposizione rimproverava al presidente Bakiev e alla sua amministrazione di non rispettare le libertà fondamentali, il nuovo governo kirghizio sembra aver intrapreso la stessa strada. Reporters sans frontières denuncia questa deriva e fa appello ancora una volta al governo di Rosa Otunbaieva, presidente ad interim, a rispettare le proprie dichiarazioni in favore dello stato di diritto.

Le autorità impediscono a giornali e televisioni di pubblicare informazioni senza autorizzazione preventiva. Le azioni politiche, le manifestazioni popolari o altre riunioni, così come i punti di vista dei cittadini diventano argomenti tabù agli occhi del Consiglio di coordinamento. E’ stato inoltre stabilito che in caso d’infrazione di questa decisione, i responsabili dei media coinvolti saranno puniti in base alle leggi del governo provvisorio.

KIRGHIZISTAN: “E’ urgente salvaguardare i mezzi di informazione della gente e il dibattito pubblico, soprattutto in un momento di problemi politici” dice RSF

Il Kirghizistan da più di un anno è testimone di un continuo degrado della condizione della libertà di stampa, che va di pari passo con le tensioni politiche interne. Mentre questo paese era considerato come un’oasi di pace rispetto alle dittature dei paesi limitrofi, le aggressioni dei giornalisti si sono moltiplicate negli ultimi mesi. Si annovera persino un omicidio, in cui sarebbero coinvolti membri della sicurezza nazionale.

Per quanto riguarda i media, un numero considerevole che ha rivolto critiche di nepotismo o di affarismo verso le autorità sono stati chiusi o condannati a multe che ne mettono a rischio la sopravvivenza. Anche i media stranieri e Internet non sono sfuggiti a pressioni, anche se di breve durata. La televisione online Stan ha dovuto cessare le proprie attività dopo che i suoi locali sono stati messi sotto sigillo da parte della polizia finanziaria, dopo la trasmissione di informazioni relative all’implicazione di un agente dei servizi segreti nella morte del giornalista Guennady Pavliuk.

Il Kirghizistan è 125simo nella classifica per la libertà di stampa 2009 di Reporters sans frontières.

KIRGHIZISTAN: Sospesi altri due giornali

Il tribunale di Bichkek ha sospeso temporaneamente, giovedi 18 marzo, e condannato ad una multa di 5 milioni di soms (82  000 euro) due giornali con l’accusa di “attentato all’onore del presidente kirghizio”, Kurmanbek Bakiev.

Achyk Saiassat e Nazar, le due testate incriminate, sono accusate di aver pubblicato il comizio di un oppositore in esilio, in cui affermava che il presidente, arrivato al potere dopo un colpo di stato, non aveva alcuna legittimità.

I due giornali hanno deciso di ricorrere in appello contro questa decisione. Il proprietario, Babirbek Djennbekov ha dichiarato che in attesa dell’istruttoria, usciranno con un altro nome.

KIRGHIZISTAN: Ritorno in pieno alla censura: dove si arriverà?

Da una settimana i principali siti  Internet di informazione indipendente e le trasmissioni radiotelevisive dei servizi in lingua kirghiza di Radio Free Europe/Radio Liberty sono inaccessibili e la lista dei media perseguitati dall’autorità si allunga di giorno in giorno.

Dal 9 marzo gli internauti kirghizi sono privati dell’accesso ai portali ferghana.ru, centrasia.ru et paruskg.info (il cui redattore capo, Guennady Pavlyuk, è stato assassinato il dicembre scorso). Il 10 marzo i media locali che hanno ritrasmesso i programmi in lingua kirghiza di Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL) sono stati obbligati ad interrompere le loro attività. Il canale televisivo privato nazionale Echos de Manas ha giustificato la rottura del suo contratto con RFE/RL menzionando le minacce ricevute dalle autorità di non rinnovare la licenza se continuava a trasmettere le trasmissioni Inconvenient Questions e Azattyk Plus. Quattro stazioni radio locali di Bichkek (la capitale) e Naryn (a nord del paese) che trasmettevano regolarmente le trasmissioni di RFE/RL da quando erano state escluse dagli audio-video pubblici, hanno dovuto smettere di farlo. Infine il 15 marzo, le trasmissioni di informazione della BBC sono a loro volta state sospese dal canale pubblico NTRK, ufficialmente per problemi tecnici. Tutti questi media aveva riferito dell’arresto avvenuto in Italia di  un uomo d’affari vicino all’amministrazione presidenziale, Yevgeny Gourevitch, sospettato di avere legami con la mafia.

Altri giornali indipendenti sono stati confiscati e alcuni giornalisti sono stati interrogati e altri aggrediti.

Tutto questo per evitare che si denunci il monopolio del potere dell’entourage del  presidente Bakiev, alimentato da una gestione corrotta e in mano a clan.

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