FRANCIA: Il disegno di legge che punisce la consultazione di siti “terroristi” adottato in Consiglio dei ministri.

Reporter senza frontiere rinnova le proprie preoccupazioni per il disegno di legge teso a punire la consultazione di siti Internet “che incitino al terrorismo o ne facciano apologia” adottato dal Consiglio dei ministri l’11 aprile 2012.

“Prendiamo atto delle modifiche adottate e delle precisazioni inserite nel testo” ha dichiarato l’organizzazione.

“Ma troppe domande restano tuttora senza risposta, giustificando i nostri timori:

  • Chi raccoglierà i dati sui siti visitati dagli internauti, e come?
  • Chi censirà i siti penalizzati, e quali forme di tutela verranno garantite?

È particolarmente urgente che le modalità di attuazione contenute in questo testo siano rese pubbliche, per rispondere al timore che si instauri una sorveglianza generalizzata basata sull’utilizzo dei fornitori di servizi internet.”

Il disegno di legge adottato dal Consiglio dei ministri è stato rifocalizzato sui siti “che contengano immagini di atti di terrorismo che attentino alla vita [a fini di incitamento o apologia]“. Chiunque li consulti sarà passibile di due anni di carcere. Eccezioni sono previste ora per quanti visitano questi siti per “motivi legittimi”, cioè giornalisti, universitari, criminologi o avvocati che necessitino di consultarli per motivi professionali.

“Noi insistiamo nel ritenere che la penalizzazione della consultazione di siti Internet pone un problema di principio: si può visitare un sito senza per questo aderire alle idee che propugna” ha ricordato Reporter senza Frontiere.

L’organizzazione spera di ottenere rapidamente chiarimenti e impegni da parte dei legislatori e delle autorità coinvolti, ai quali tra l’altro intende proporre delle consultazioni.

Il disegno di legge dovrebbe essere trasmesso all’Assemblea nazionale ed esaminato alla ripresa dei lavori parlamentari, a giugno 2012. Secondo il ministro della giustizia, potrebbe essere “il primo testo votato dalla nuova legislatura”, se l’attuale maggioranza dovesse essere confermata.

Il Consiglio nazionale del digitale ha reso pubbliche le sue raccomandazioni a proposito di questo testo:
http://www.cnnumerique.fr/avis11/

 Traduzione di Giuseppina Vecchia, Pressenza International Press Agency

UN MOSAICO CONTRO L’OBLIO: Mobilitiamoci per Hervé Ghesquière e Stephane Taponier in occasione dei loro 500 giorni di prigionia

Venerdì, 13 maggio sarà il 500° giorno di prigionia per Hervé Ghesquière,  Stéphane Taponier e le loro tre guide afghane. Questa detenzione di ostaggi è una delle più lunghe nella storia del giornalismo francese.

Reporter sans frontières, in collaborazione con Hobbynote e i sostegno del Comitato di sostegno, ha lanciato oggi l’operazione “Un mosaico contro l’oblio”. E ‘un sito temporaneo –
http://500jours.soutienherveetstephane.org
– che invita gli utenti a costruire un mosaico virtuale attraverso la loro immagine di profilo Facebook. Ogni foto viene scaricata e usata per ricomporre le facce di Stephane e Herve. Un modo per lottare insieme contro l’oblio all’avvicinarsi dei 500 giorni di prigionia.

Per più di cinque mesi, le famiglie e Herve e Stephane sono senza notizie. Nessun contatto diretto o indiretto. Né  foto, né video, le prove della loro esistenza in vita sono già molto vecchie. Dobbiamo dare nuovo impulso ai negoziati in Afghanistan e in Francia. Herve e Stephane, Reza, Ghulam e Satar e non debbono essere dimenticati.

Fino a quando non saranno stati rilasciati, la mobilitazione deve continuare. Tutte le azioni a loro favore sono significativi e utili.

Dobbiamo continuare a pensare a loro. Dobbiamo continuare a chiedere la loro liberazione. Stéphane e Hervé sono andati  in Afghanistan per informarci. Dobbiamo aiutarli a ritornare.

FRANCIA: Una proposta di legge rimette in discussione l’anonimato dei blogger

Il 3 maggio 2010, Jean-Louis Masson, senatore della Mosella, ha presentato un progetto di legge per mettere fine all’anonimato degli editori dei siti di comunicazione online e in particolare dei blogger. Quest’ultimi dovrebbero fornire i loro dati online: nome, cognome, telefono ed indirizzo per facilitare la loro identificazione.

La motivazione data dal senatore consiste nel sostenere di voler applicare le stesse regole a blogs e posts di quelle della stampa scritta laddove invece la situazione di un blogger è molto diversa di quella di un direttore di pubblicazione. Il suo progetto infine impedisce l’uso di uno pseudonimo.

Si tratta di proteggere le vittime di affermazioni inesatte, menzognere o diffamanti che sono purtroppo sempre più diffuse in rete, dice il testo.

Reporters sans frontiéres  difende il diritto dei blogger di esprimersi anonimamente. L’organizzazione chiede che venga ritirata questa proposta di legge inutile e pericolosa, che colpisce direttamente la libertà di espressione dei blogger online. “Con il pretesto ostentato di voler proteggere i cittadini, questa legge rimette in discussione un anonimato quanto mai necessario per la libertà di parola. Numerosi blogger che si pronunciano sul loro lavoro, la loro vita privata, smetterebbero di postare se la loro identità fosse resa pubblica. I blogger non sono però al di fuori della legge: esistono già delle disposizioni legali che permettono di identificare in caso di querela”, ha dichiarato Reporters sans frontiéres.

La Loi pour la confiance dans l’économie numérique (LCEN), entrata in vigore il 21 giugno 2004 cerca già un equilibrio tra l’anonimato dei bloggers e le loro responsabilità. Devono essere identificabili in  caso di lite. Sono dunque obbligati a fornire i loro dati personali a chi li ospita, che ha l’obbligo di cancellare i contenuti illeciti che gli fossero segnalati e di fornire alla magistratura i dati degli internauti incriminati in caso di querela. I blogger che non trasmettono tali informazioni al proprio ospite commettono un reato.

Reporters sans frontiéres  si unisce all’appello per la difesa del diritto all’anonimato su Internet, firmato da diversi ospiti francesi (come per esempio Wikio, Canalblog, OverBlog, Blogspirit) e da Quadrature du Net e la fondazione Mozilla.

Vedere le istruzioni pratiche pubblicate il 12 marzo 2010 da Reporters sans frontiéres : “blogger; diritti e doveri”
http://fr.rsf.org/france-blogueurs-droits-et-devoirs-12-03-2010,36703

FRANCIA: 10° premio francofono per la libertà di stampa

Reporters sans frontières e l’organizzazione internazionale per la Francofonia (OIF) lanciano la 10a edizione del Premio francofono per la libertà di stampa, concorso aperto ai giornalisti dei 44 paesi francofoni. Questo premio andrà al miglior reportage d’attualità riguardante i diritti umani per tre categorie: stampa scritta, con estensione alla stampa elettronica, radio e disegni.

Con questo premio le due organizzazioni vogliono incoraggiare i giornalisti di talento dei paesi francofoni.

Inviare la candidatura entro il 15 septembre 2010 via web su www.prix-rfi-rsf-oif.org o per posta (farà fede il timbro postale) a: Reporters sans frontières, Prix RFI-RSF-OIF, 47 rue Vivienne, 75002 Paris, France

Ulteriori informazioni presso: RFI – Elsa Schifano, +33 (0)1 56 40 19 43 – elsa.schifano@rfi.fr

 Reporters sans frontières- Delphyne de Peretti, +33 (0)1 44 83 84 74 – communication2@rsf.org

 OIF – Hervé Barraquand – +33 (0)1 44 37 71 46 – herve.barraquand@francophonie.org

FRANCIA: Perquisizione del domicilio e dell’ufficio di un giornalista per un caso di diffamazione

Il 12 maggio 2010, il domicilio e l’ufficio di Mike Leyral (redattatore capo aggiunto di TNTV) sono stati perquisiti a Papeete.

Le perquisizioni e la confisca del materiale di giornalisti, che sia presso il domicilio o presso l’ambiente di lavoro, può avvenire solo in casi eccezionali, come previsto dalla legge sulla libertà di stampa del 29 luglio 1881. Essa è stata emendata nel dicembre 2009 per aggiungere il principio del segreto delle fonti dei giornalisti all’articolo 1 e sancisce che “non si può attentare direttamente o indirettamente al segreto delle fonti se non in caso di immediato e preponderante interesse pubblico e se le misure previste siano strettamente necessarie e proporzionali allo scopo prefisso”.

E’ veramente preoccupante che in un caso di diffamazione che vede coinvolto Yves Haupert, attuale direttore di TNTV e Loic Brigato, ex dipendente del canale, sospettato di essere l’autore di un articolo pubblicato su di un blog satirico, un magistrato abbia fatto ricorso a questo mezzo estremo.

La legge sulla protezione delle fonti dei giornalisti offre delle garanzie procedurali, pena l’annullamento, che riguardano la perquisizione di una società di stampa o del domicilio di un giornalista, così come la confisca di documenti e materiale. Reporters sans frontières chiede il rispetto di queste garanzie.

FRANCIA: Premio Quemener-Reporters sans frontières attribuito a Torture made in USA

L’edizione 2010 del FIGRA, che si è svolta dal 24 al 28 marzo scorso ha per principale obiettivo quello di promuovere i Grandi Reportage di Attualità e i Documentari sulla Società in quanto supporti della conoscenza, dell’informazione essenziale e insostituibile per una televisione di qualità.

Al termine del Festival, sabato 27 sono stati assegnati i seguenti premi:

  • Gran Premio del Festival internazionale per il reportage di attualità e per il documentario sociale al film “Sans blessures apparentes” (Jean-Paul Mari e Franck Delen), sui traumi di guerra
  • Premio del Pubblico al documentario francese che si è occupato delle ripercussioni psichiche di coloro che hanno frequentato zone di combattimento, facendo parlare soldati e psichiatri
  • Premio speciale della Giuria a “Mines d’uranium”: lo scandalo della Francia contaminata (Emmanuel Amara e Romain Icard), che affronta l’argomento dei rifiuti radioattivi lasciati dalle mine esplose fino al 2001.
  • Premio Olivier Quemar-Reporters sans frontières, che è andato a “Torture made in USA” (Marie-Monique Robin). Il film ricorda le pratiche impiegate sotto l’amministrazione Bush in Afghanistan, a Guantanamo e in Iraq.
  • Premio Investigativo a “Afghanistan, sur la piste des dollars” (Paul Moreira); inchiesta sull’impiego dei finanziamenti della comunità internazionale per ricostruire il paese
  • Premio di Immagine al film portoghese “Moi et mes frères”/”Eu e os meus irmao” (Candida Pinto), sugli orfani in Mozambico.
  • Menzione speciale della Giuria all’inchiesta “Le juge et l’affaire dioxine” (Clarisse Feletin),  sull’indagine di un magistrato su di un inceneritore di rifiuti che sembra essere la causa di una serie di tumori.

Ulteriori informazioni:
http://www.figra.fr/

FRANCIA: CSA, misure vessatorie e inutili

Reporters sans frontières  giudica ridicoli e desueta la decisione presa dal Consiglio Superiore per l’Audio-Video (CSA) di obbligare i canali televisivi responsabili di infrazioni in merito all’informazione a  trasmettere un comunicato. “Questa forma di sanzione ci riporta indietro di quarant’anni e non serve a rendere più responsabili i media; al contrario è solo vessatorio e può indurre al rilancio nelle sanzioni degli errori. Il CSA dovrebbe semplicemente ritirare una misura di questo tipo, che non è sorretta da alcun procedimento giudiziario,” dichiara Reporters sans frontières.

Le redazioni di TF1 e di Canal + si sono viste imporre la lettura di un comunicato nel corso delle trasmissioni in questione. Il CSA rimprovera TF1 di aver fornito un numero falso dei partecipanti all’Assemblea nazionale e a Canal + di aver diffuso delle immagini che non avevano attinenza coi fatti di cui si parlava. Ma mentre il CSA lamenta un aumento preoccupante del numero delle infrazioni, Reporters sans frontières sottolinea che esiste già un numero di misure sufficienti a sanzionare i media che vengono meno alle regole e alla deontologia e aggiunge che la maggior parte delle redazioni ha già dei mezzi che permettono loro di dialogare direttamente con il pubblico e di rendere conto degli errori commessi.

FRANCIA: Diritti e doveri di un blogger

Reporters sans frontières pubbica una “scheda pratica” sui diritti da applicarsi a Internet in Francia, destinata ai blogger. Definendo uno statuto e trattando questioni legate alla diffamazione, al diritto di immagine e alla proprietà intellettuale, i possibili ricorsi in caso di perseguimento giudiziario, questo prospetto ha per scopo di spiegare ai blogger i loro diritti e loro obblighi nell’ambito delle loro attività sul web. Tutto ciò illustrato da   esempi concreti. Alcuni frasi dal prospetto che possono essere spunto di riflessione anche per i non francesi: “Anche se non è considerato come un giornalista, il blogger è soggetto a obbligazioni giuridiche comparabili a quelle dei giornalisti in merito alle pubblicazioni e alla diffusione di informazioni su Internet. Rispetto ad un giornalista, il blogger non è una persona giuridica nell’ambito della libertà d’espressione e della comunicazione verso il pubblico, ma si può giungere ad una sua responsabilità, con il considerarlo come editore, direttore di pubblicazione o come ospite (quando un internauta posta un messaggio sul blog. (…) Sono numerosi i casi che possono essere ricondotti alla responsabilità di un blogger, come per esempio la diffamazione e l’ingiuria, il mancato rispetto della privacy e dei diritti d’autore.”

Cliccare per scaricare il documento (in francese)

FRANCIA: Manifestazione di solidarietà verso i giornalisti di France 3

Più di cinquecento persone, di cui la maggior parte giornalisti, si sono riuniti ieri 9 marzo 2010 alle 14.00 sulla spianata del Trocadero a Parigi per chiedere la liberazione di Hervé e Stéphane e dei loro accompagnatori afgani,  giornalisti di France 3 rapiti in Afghanistan il 29 dicembre 2009. Manifestazioni simili si sono svolte anche a Lille, Montpellier, Rennes e Tolosa. “Dopo 70 giorni in cattività dobbiamo essere presenti per esprimere la nostra solidarietà con l’equipe di France 3. E’ sempre la stessa storia: essere discreti per creare le condizioni del loro rilascio, pur ricordando i sentimenti dei famigliari e dei colleghi”, ha affermato Jean-François Juillard nell’introduzione della manifestazione parigina. Tra la folla, Dominique Gerbaud, presidente di Reporters sans frontières, ha chiesto di non confondersi:”Sono i rapitori che privano i nostri colleghi della loro libertà. Questa cattività è un pericolo per un certa idea di giornalismo dì indagine.”

AFGHANISTAN: Lo stato maggiore dell’esercito francese rilancia una polemica nauseabonda sui giornalisti rapiti in Afgahnistan

Reporters sans frontières ha reagito alle dichiarazioni del generale Jean-Luis Georgelin, capo di stato maggiore dell’esercito francese, fatte il 21 febbraio 2010 durante il Grande Incontro Europe 1-Le Parisien/Aujourd’hui en France, in merito al rapimento dei due giornalisti francesi avvenuto in Afghanistan: “ Siamo costernati da queste dichiarazioni e per il mezzo utilizzato. E’ la terza volta dopo il rapimento di questi due giornalisti avvenuto il 29 dicembre 2009 che le autorità francesi rilanciano la polemica, quando proprio loro hanno chiesto di dar prova di discrezione e di ritegno. Ricordare per l’ennesima volta che la loro ricerca ha un costo elevato non solo è irrispettosa verso le famiglie dei rapiti, ma anche inutile.

IL generale Jean-Louis Georgelin, capo di stato maggiore dell’esercito francese domenica 21 febbraio 2010 ha dichiarato che “più di dieci milioni di euro” sarebbero stati spesi per le ricerche dei due professionisti di France 3, rapiti a fine dicembre in Afghanistan. Ha lanciato un appello al senso di responsabilità degli uni e degli altri.

“Spendiamo circa 870 milioni di euro all’anno per operazioni all’estero, che non è poco per un paese come la Francia. Andiamo ad aumentarlo considerevolmente con ricerche di questo genere”, ha commentato. “Non voglio mettere in discussione il diritto di espressione e la libertà di stampa”, ma “vi porte delle cifre per fare appello alla responsabilità, intendendo rivolgermi sia agli uni che agli altri”, ha dichiarato nel corso della trasmissione.

Un redattore e il suo cameraman che stavano lavorando per la trasmissione “Piece a conviction” di France 3 sono stati rapiti con i loro accompagnatori afgani il 29 dicembre 2009, nella provincia di Kapisa (nel nord di Kabul). Stavano indagando sulla costruzione di una strada in questa stessa regione (
http://www.rsf.org/Reporters-sans-frontieres,35543.html
). Il loro autista è stato liberato, ma sarebbe detenuto dall’esercito afgano, sospettato di essere complice dei rapitori.

Reporters sans frontières ricorda che il presidente Nicolas Sarkozy aveva dichiarato che i giornalisti di France 3 avevano dato prova di un’imprudenza veramente colpevole”, ricordando che “era stato detto loro molto chiaramente di non avventurarsi poiché c’erano dei rischi”. Claude Gueant, segretario generale dell’Eliseo, aveva stimato, il 17 gennaio 2010, durante una trasmissione su  Europe 1, che questi giornalisti facevano “correre dei rischi anche a molti soldati che vengono in questo modo anche sottratti alla loro missione principale.” Rifiutandosi di rispondere in modo dettagliato in merito al riscatto, Claude Gueant aveva poi concluso nientemeno col dire:”questa situazione ha un costo evidentemente considerevole, e mi ricordo che solo dopo pochi giorni dopo la loro scomparsa si era già calcolata una spesa di un milione di euro”. (
http://www.rsf.org/Des-declarations-choquantes-du.html
).

Per firmare la petizione di Reporters sans frontières per la liberazione dei due giornalisti francesi rapiti in Afghanistan, esortando le autorità francesi a dare esse stesse l’esempio di quella discrezione e ritegno che proprio loro hanno chiesto:
http://www.rsf.org/fr-petition36145-Appel_de_soutien_a_nos_confreres_de_France_3_enleves_en_Afghanistan.html

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