NEPAL: Violenza contro la stampa ai margini delle manifestazioni maoiste

Reporters sans frontiéres  fa appello ai dirigenti maoisti a condannare pubblicamente le violenze commesse da alcuni di loro verso i giornalisti durante il recente sciopero generale.

Le intimidazioni e le aggressioni sono altrettanti segnali allarmanti che il principale partito  politico nepalese non ha abbandonato le sue pessime abitudini. L’organizzazione ha recensito dieci casi di attentato alla libertà di stampa tra il 2 e il 7 maggio 2010.

Il Partito maoista nepalese ha appena terminato uno sciopero generale di una settimana. Dopo l’inizio pacifico, questo movimento nazionale è stato segnato da diversi incidenti violenti in diverse province del Nepal.

Secondo la Federazione dei giornalisti nepalesi (FNJ), la maggior parte dei casi di aggressione di giornalisti sono stati perpetrati da agitatori maoisti.

NEPAL: Proprietario di media assassinato nella regione di Terai dove i media sono costretti all’autocensura a causa delle minacce continue da parte di gruppi armati.

Reporters sans frontières è rattristata e indignata dall’omicidio di Arun Singhaniya, proprietario del giornale regionale Janakpur Today e di Radio Today. Rivendicato da diversi gruppi armati che infieriscono sulla regione di Terai, questo omicidio testimonia l’intolleranza verso i media indipendenti. Reporters sans frontières ha inserito i gruppi armati di Terai nella lista dei predatori della libertà di stampa.

Arun Singhaniya è stato ucciso da due colpi di arma da fuoco da due uomini in moto a Janakpur (sud del Nepal). E’ stato il presidente di Janakpur Today Media Group al quale appartiene il quotidiano Janakpur Today e la stazione Radio Today. Aveva 50 anni e oltre ad essere proprietario di media dirigeva anche un sito Internet. Le organizzazioni dei giornalisti nepalesi hanno organizzato per oggi delle manifestazioni in diverse città del paese per denunciare l’omicidio.

I media della regione di Terai sono costretti all’autocensura a causa delle minacce continue da parte di gruppi armati.

Tre settimane fa un altro proprietario di media, Jamin Shah era stato ucciso nella capitale e il 17 febbraio scorso a Birgunj (sud) Sanjaya Sah, del giornale Jana Pratibimba Daily è stato minacciato da un gruppo armato che gli rimproverava degli articoli sfavorevoli alla propria organizzazione.

NEPAL: RSF: “L’inchiesta sull’omicidio dell’imprenditore dei media Jamin Shah non deve tralasciare nessuna pista”

Reporters sans frontières fa appello alle autorità nepalesi affinché il movente professionale non sia scartato per l’omicidio di Jamim Shah. Fondatore e amministratore delegato della catena satellitare Channel Nepal e della televisione via cavo di Space Time Network, Shah è stato ucciso ieri nel centro di Katmandu.

“Sebbene fosse un personaggio controverso, Shah ha comunque dato un contributo fondamentale allo sviluppo dei media in Nepal, permettendo a molti nepalesi si ottenere l’accesso a stazioni televisive di tutto il mondo”, ha detto Reporters sans frontières.

“Al momento niente pare portare al movente legato alla sua attività nei media, ma egli era una figura molto influente grazie al suo ruolo pionieristico nella diffusione della televisione in Nepal”, ha aggiunto l’organizzazione per la libertà di stampa.

Reporters sans frontières apprezza il fatto che la polizia abbia assegnato molte risorse alle indagini. Un portavoce della polizia ha detto che decine di funzionari stanno lavorando al caso e che sono state messi posti di blocco su tutte le strade fuori dalla capitale. Sono stati effettuati diciotto arresti.

Shah è stato colpito da arma da fuoco in una delle maggiori arterie cittadine nel primo pomeriggio, da due uomini in motocicletta, targata Ba15Pa8733. I killer sono riusciti a fuggire senza difficoltà, nonostante l’omicidio sia avvenuto a pochi passi dalla sede di diverse ambasciate. Shah è stato colpito alla testa e al petto, mentre il suo autista, Mathuraman Malakar, è stato gravemente ferito.

Un giornalista, che lavorava per Shah ha riferito a Reporters sans frontières:”Era molto umile e cercava sempre di mantenere un basso profilo, sebbene la sua società di media fosse molto grande.”

Shah dirigeva un paio di giornali, Space Time Dainik e Space Time Today, ma aveva dovuto chiuderli per problemi finanziari.

La Federazione Nepalese dei Giornalisti ha chiesto alle autorità di arrestare i responsabili dell’omicidio di Shah, mentre la Television Broadcasters Nepal, un’associazione che era presieduta da Shah, ha minacciato il governo di intraprendere una campagna televisiva se non sarà fatto tutto il necessario per prendere gli assassini.

Alcuni media indiani avevano riportato alcune dichiarazioni riguardanti presunti legami di Shah ai servizi segreti pachistani e a figure prominenti della malavita indiana, compreso Dawood Ibrahim, l’uomo più ricercato in India. Shah, che era di origini kashmire, ha sempre negato tali accuse.

NEPAL: Giornalista assalita, due dei principali sospettati dell’omicidio promossi in seno al partito maoista

Reporters sans frontières è preoccupata dalle continue violenze fisiche contro i giornalisti in Nepal. Nel caso più recente, l’8 dicembre la giornalista Teeka Bista è stata assalita nel distretto occidentale di Rukum, dopo aver criticato in un articolo il Unified Communist Party of Nepal (UCPN, maoista), ed è stata ricoverata in ospedale in gravi condizioni. L’organizzazione per la libertà di stampa è poi sbalordita dalla notizia che due membri del UCPN sono stati promossi all’interno della segreteria locale del partito nel distretto meridionale di Bara, nonostante siano sospettati di aver ucciso nel 2007 il giornalista Birendra Shah.

Bista, di 22 anni, l’8 dicembre è stata ritrovata priva di coscienza ai piedi di una scarpata con ferite alla testa e alla mano destra. Il suo computer e il suo cellulare erano stati distrutti e i suoi files distrutti e dispersi sul luogo dell’attacco. E’ stata trasportata in aereo a Katmandu al Model Hospital, dove i medici hanno rinvenuto macchie di sangue in testa, ferite alla colonna vertebrale, alla spalla sinistra, ai piedi e hanno supposto lesioni interne.

Bista, che scrive di sviluppo politico e sociale sul giornale locale del distretto di Rukum, ha ricevuto da poco minacce telefoniche per l’articolo scritto per un settimanale di Jantidhara circa il coinvolgimenti di membri dell’UCPN nell’omicidio di un politico locale.

Nel frattempo due dei principali sospettati dell’omicidio di Birendra Shah, il corrispondente di radio Nepal FM, Distri Weekly and Avenues TV, sono stati oggetto di promozione all’interno dell’UCPN nel distretto di Bara.

Shah era stato rapito da presunti membri del partito maoista il 5 ottobre 2007 e poi ucciso. Il mese dopo il partito aveva ammesso di averlo ucciso, ma aveva dichiarato che i due sospetti non facevano più parte del partito. Tuttavia i due sospetti, Lal Bahadur Chadhary e Kundan Phaoujdar sono stati promossi all’interno della segreteria locale del partito, a Bara.

Leggi tutto il comunicato sul sito internazionale (in inglese)

NEPAL: Aumento delle minacce e delle aggressioni contro giornalisti e mass-media nel mese di agosto

b NepalReporters Without Borders is alarmed by a recent increase in press freedom violations, including the torching of thousands of newspapers and physical attacks on journalists by demonstrators, officials and police. In one case this week, a journalist was beaten by police and detained for 48 hours.

“We are disturbed to see that the media have continued to be subjected to physical attacks, threats and harassment since the international fact-finding mission to Nepal in February,” Reporters Without Borders said. “The leading political parties gave clear undertakings in February to respect journalists’ freedom and safety, but none of the pledges have been kept and the parties are paying little heed to journalists. Nepal’s political leaders and the ruling Maoist Party in particular must repudiate such actions and ensure they are punished.”

Police violence

Bimal Bista, a reporter for the newspaper Samacharpatra, was covering a dispute between residents in Dipayal, in the western district of Doti on 23 August, when he was arrested and bundled into a police vehicle. After being beaten by police officers in the vehicle, he was detained for 48 hours without charge.

Jaya Narayan Yadav, the treasurer of the Bara chapter of the Federation of Nepali Journalists (FNJ), andSagarmatha Television reporter Ramesh Subedi were verbally abused and forcibly ejected by deputy police superintendent Ram Prasad Das when they went to his office in the southern city of Birgunj on 16 August seeking an interview. Das accused Yadav of writing reports that put him in a bad light.

Violence by political parties

Members of Madhes Tarai Forum (MTF), a Tarai-based political party, intercepted a vehicle belonging to Kantipur Publications on 23 August in Rajbiraj, the capital of the southeastern district of Saptari, removed the 15,000 copies of three Nepali-language newspapers it was carrying – The Kathmandu Post, Kantipur and Nepal Weekly – and burned them in the street.

The head of the local MTF branch, Shyam Narayan Yadav, took responsibility for the torching of the newspapers and accused them of ignored his group’s demands, local press reports said. According to theHimalayan Times, Yadav wants Hindi to be adopted as the official language in the Tarai region.

Journalists Prakash Chandra PariyarAneel Kshetri and Bhuwan KC of Kantipur TV were manhandled by members of the Tarai Madhes Democratic Party (TMDP) and forced to leave while covering scuffling between party members and youth and sports minister Ganesh Nepali on 11 August. Videotape was taken from a camera.

Members of the local branch of the ruling Communist Party of Nepal (Unified Marxist-Leninist) forcibly prevented more than a dozen journalists from covering a training session for party members in the northern district of Makawanpur on 1 August although the media had been invited to attend.

Hardly a day goes by without an attack on the media in Nepal. The FNJ says there were 342 press freedom violations in 2008, with a significant increase in physical attacks on journalists and media premises.

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