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	<title>RSF Italia &#187; ASIA</title>
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		<title>PAKISTAN: Giornalista delle aree tribali ucciso dai talebani</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 23:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporter senza frontiere ha appreso con tristezza della morte di Mukarram Khan Atif, corrispondente della Deewa Radio, situata a Washington, e reporter della televisione pakistana Dunya News. La vittima è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco in una moschea nei pressi di Peshawar, martedì 17 gennaio. “Questa è una notizia molto dolorosa ed esprimiamo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5834&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5835" title="arton41693-22939" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/01/arton41693-22939.jpg?w=468" alt=""   />Reporter senza frontiere ha appreso con tristezza della morte di <strong>Mukarram Khan Atif</strong>, corrispondente della <em>Deewa Radio</em>, situata a Washington, e reporter della televisione pakistana <em>Dunya News</em>. La vittima è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco in una moschea nei pressi di Peshawar, martedì 17 gennaio.</p>
<p>“Questa è una notizia molto dolorosa ed esprimiamo le nostre condoglianze alla famiglia di Mukarram Khan Atif”, ha detto l’organizzazione per la libertà di stampa.</p>
<p>“Le autorità pakistane devono a tutti i costi intraprendere azioni che proteggano i giornalisti, specialmente coloro che sono oggetto di minacce”, ha aggiunto.</p>
<p>Safeerullah Gul, direttore di <em>Dunya News</em>, ha detto a Reporter senza frontiere che due uomini non identificati armati di pistola hanno sparato al giornalista, mentre quest’ultimo stava pregando all’interno di una moschea di Shabqadar, nel distretto Charsadda della provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa.</p>
<p>Ferito al petto e alla testa, Atif è stato portato al “Lady Reading Hospital” di Peshawar, dove però i medici, al suo arrivo, lo hanno dichiarato morte.</p>
<p>Rasool Dawar, un giornalista tribale proveniente dal nord del Waziristan, ha poi dichiarato a RSF che il portavoce di Tehreek-e-Taliban Pakistan, un’organizzazione illegale di attivisti talebani, gli ha telefonato per “assumersi la responsabilità” dell’omicidio di Mukarram Khan.</p>
<p>La rivendicazione è avvenuta a Peshawar tramite una chiamata al giornalista. Tuttavia, il portavoce  dell’organizzazione non ha chiarito perché il giornalista fosse il bersaglio dell’omicidio.</p>
<p>I colleghi di Atif hanno riferito che Atif stesso aveva detto loro di aver ricevuto, talvolta, varie chiamate in cui gli venivano fornite direttive sul modo in cui doveva coprire gli eventi.</p>
<p>Per ragioni di sicurezza, il giornalista si era trasferito nel distretto di Charsadda dalla sua regione natale di Mohmand. “Era minacciato da alcuni elementi che stavano cercando di assumere il controllo della regione tribale”, ha detto a RSF un giornalista che ha chiesto l’anonimato.</p>
<p>Atif, particolarmente stimato e apprezzato tra i suoi colleghi per la sua competenza, si occupava della regione tribale di Mohmand per <em>Deewa Radio</em> e per <em>Dunya News</em>, correndo grandi rischi per la sua incolumità personale.</p>
<p>La mattina prima della morte aveva parlato con un rappresentante di Reporters senza Frontiere, Iqbal Khattak, per confermare la sua partecipazione a un corso di formazione sul “giornalismo responsabile” previsto per la settimana seguente.</p>
<p>L’ex presidente dell’Unione Tribale dei Giornalisti (TUJ), Safdar Dawar, ha detto che l’omicidio si è inserito in un contesto di “pressione senza precedenti” su tutti i media pakistani.</p>
<p>Atif è il primo giornalista ucciso in Pakistan quest’anno. Negli ultimi due anni il Paese è stato quello con il più alto tasso di vittime nel mondo per gli operatori dei mezzi d’informazione. Solo l’anno scorso, infatti, sono stati uccisi dieci giornalisti a causa della loro attività professionale.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Tatiana Camerota</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5834/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5834&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>TAILANDIA: Giornalista ucciso da due uomini in moto</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 04:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporter senza frontiere è scioccata per la morte di Wisut “Ae Inside” Tangwittayaporn, giornalista freelance e membro del movimento politico “Camicie Rosse”, ucciso ieri a colpi di pistola da due uomini a bordo di una moto, nell’isola di Phuket. “La famiglia di Wisut Tangwittayaporn ha la nostra piena solidarietà”, ha detto Reporters senza Frontiere. “Le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5815&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5816" title="arton41666-0bb21" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/01/arton41666-0bb21.jpg?w=468" alt=""   />Reporter senza frontiere è scioccata per la morte di <strong>Wisut “Ae Inside” Tangwittayaporn</strong><strong>, giornalista freelance e membro del movimento politico “Camicie Rosse”, ucciso ieri a colpi di pistola da due uomini a bordo di una moto, nell’isola di Phuket. </strong></p>
<p>“La famiglia di Wisut Tangwittayaporn ha la nostra piena solidarietà”, ha detto Reporters senza Frontiere. “Le autorità devono condurre indagini accurate per fare piena luce su questo omicidio, senza escludere la pista professionale”.</p>
<p>Wisut era alla guida della sua auto, in compagnia della moglie, alla periferia della città di Phuket, quando due uomini a bordo di una motocicletta hanno bloccato il veicolo e hanno aperto il fuoco, colpendo Wisut quattro volte alla testa, al collo e alle spalle. I dottori hanno detto che uno dei proiettili ha reciso l’arteria carotidea e che Wisut è morto dopo aver perso molto sangue.</p>
<p>Secondo il quotidiano locale online <em>The Phuket News</em>, la polizia avrebbe già dichiarato che l’insieme dei colpi inferti farebbe pensare a un omicidio portato a termine da killer professionisti, e che all’origine della morte potrebbero esservi cause legate a conflitti territoriali e ambientali di cui si era occupato il giornalista. Il quotidiano ha infatti riportato che Wisut era il leader di un gruppo che si era opposto all’uso privato della spiaggia di Phuket e che aveva molti nemici intorno a sé.</p>
<p>Omicidi di giornalisti sono molto rari in Tailandia, dove le più comuni violazioni alla libertà di stampa si manifestano solitamente attraverso la censura online e i procedimenti giudiziari per coloro che violano l’articolo 112 del codice criminale (riguardante la lesa maestà).</p>
<p>A partire dallo scorso ottobre, Reporter senza frontiere ha intrapreso una <strong><span style="text-decoration:underline;">campagna per informare e sensibilizzare i turisti</span></strong> (<a href="http://www.paradisidellacensura.it/" target="_blank">http://www.paradisidellacensura.it </a>) sulla situazione della libertà di stampa in Tailandia.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Tatiana Camerota</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5815/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5815&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>BIRMANIA: Aung San Suu Kyi sulla libertà di stampa in Birmania</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2011/12/07/5755/</link>
		<comments>http://rsfitalia.org/2011/12/07/5755/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 21:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[- INIZIATIVE di RSF]]></category>
		<category><![CDATA[Birmania]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#8220;Council on Foreign Relations&#8221; ha organizzato una video-conferenza a Washington il 30 novembre con Aung San Suu Kyi. Reporters sans frontières ha preso parte e le ha posto una domanda sulla situazione della libertà dei media in Birmania. Guarda il video con la risposta di Aung San Suu Kyi.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5755&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="gt-res-content">
<div dir="ltr"><img class="alignleft size-full wp-image-5759" title="arton41521-24e0c" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/12/arton41521-24e0c.jpg?w=468" alt=""   />Il &#8220;<em>Council on Foreign Relations</em>&#8221; ha organizzato una video-conferenza a Washington il 30 novembre con Aung San Suu Kyi.</div>
<div dir="ltr"><em><strong>Reporters sans frontières</strong></em> ha preso parte e le ha posto una domanda sulla situazione della libertà dei media in Birmania.</div>
<div dir="ltr">Guarda il video con la risposta di Aung San Suu Kyi.</div>
</div>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://rsfitalia.org/2011/12/07/5755/"><img src="http://img.youtube.com/vi/FlpSqLopLHU/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5755/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5755/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5755/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5755/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5755/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5755/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5755/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5755/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5755/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5755/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5755/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5755/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5755/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5755/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5755&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>AFHANISTAN:  Per un Afghanistan libero, indipendente e democratico: appello di RSF e delle organizzazioni per la difesa della libertà di espressione e ai sindacati dei giornalisti dell&#8217;Afghanistan</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2011/11/28/afhanistan-per-un-afghanistan-libero-indipendente-e-democratico-appello-di-rsf-e-delle-organizzazioni-per-la-difesa-della-liberta-di-espressione-e-ai-sindacati-dei-giornalisti-dellafghanistan/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 21:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporters sans Frontières, insieme alle organizzazioni per la difesa della libertà di espressione e ai sindacati dei giornalisti dell&#8217;Afghanistan lanciano un appello affinché in occasione della conferenza di Bonn venga assunto un fermo impegno a difesa del diritto di espressione e della libertà di stampa. Dieci anni dopo la caduta dei talebani, e alla vigilia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5736&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5737" title="arton41474-55584" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/11/arton41474-55584.jpg?w=468" alt=""   />Reporters sans Frontières, insieme alle organizzazioni per la difesa della libertà di espressione e ai sindacati dei giornalisti dell&#8217;Afghanistan lanciano un appello affinché in occasione della conferenza di Bonn venga assunto un fermo impegno a difesa del diritto di espressione e della libertà di stampa.<br />
Dieci anni dopo la caduta dei talebani, e alla vigilia della seconda conferenza internazionale dedicata all’Afghanistan, prevista a Bonn per il 5 dicembre 2001, i sindacati dei giornalisti afghani e le organizzazioni per la difesa della libertà di espressione in Afghanistan, alle quali si unisce Reporters sans Frontières, lanciano un appello al governo afghano e alla comunità internazionale perché si impegnino in modo chiaro a difendere la libertà di espressione e di informazione nel paese.</p>
<p>Il panorama mediatico in Afghanistan non è mai stato così ricco e diversificato: si contano 200 pubblicazioni di carta stampata, 44 reti televisive, 141 radio, oltre 8 agenzie di stampa. Ma, allo stesso tempo, le violenze contro la stampa e i professionisti dell’informazione sono andate aumentando nel corso di questi ultimi dieci anni.</p>
<p>I sindacati di giornalisti e le organizzazioni per la stampa indipendente in Afghanistan, così come Reporters sans Frontières, hanno dovuto registrato centinaia di atti di violenza tra il 2001 e il 2011.</p>
<p>Il 2009 è stato l’anno peggiore, con 85 casi di violenza censiti, per la maggior parte nelle province di Kabul, Herat e Helmand.</p>
<p>Alcuni territori, come quelli del Sud e dell’Est del paese, sono stati definiti “buchi neri dell’informazione”. Il loro controllo da parte dei talebani rappresenta  un freno a qualsiasi libera  attività giornalistica.</p>
<p>Noi siamo convinti, e l’esperienza di questi ultimi dieci anni non fa che confermarcelo, che la pace, la sicurezza e le libertà fondamentali non possono essere assicurate senza la presenza di media indipendenti e senza sicurezza per i giornalisti. Mai nella sua storia il popolo afghano ha avuto accesso a una tale scelta di informazione libera, prodotta dagli afghani per gli afghani. Ma il rischio di perdere questa conquista, vista la fragile situazione del paese, cresce di giono in giorno.</p>
<p>Oggi, in varie regioni del paese, i nemici della libertà di espressione, talvolta con la complicità del potere, fanno di tutto per rimettere in questione questo diritto conquistato con il sangue dal popolo afghano.</p>
<p>La mancanza di trasparenza nella costruzione della pace, le negoziazioni segrete con le grandi potenze i cui obiettivi rimangono nascosti al popolo, ci conducono verso un avvenire inquietante dove democrazia e libertà, pietre angolari di una pace durevole, saranno sacrificate a una pace temporanea o ad accordi politici nazionali e internazionali.</p>
<p>I media rimangono sotto il tiro non solo dei talebani, che stanno per riprendere il potere a causa di errori strategici delle forze internazionali, della corruzione e dell’incompetenza di alcuni responsabili politici, ma anche dei dirigenti politici locali e di una parte delle istituzioni religiose strettamente legate con il potere. Il silenzio del presidente Hamid Karzai sui comportamenti di talune autorità ed organizzazioni che violano la libertà di stampa è estremamente preoccupante, ed è diventato particolarmente sospetto da quando il presidente preferisce consultarsi con integralisti ed altri nemici delle libertà fondamentali piuttosto che con giornalisti e organizzazioni di stampa.</p>
<p>Viene da pensare che la censura in realtà nasconda un piano destinato ad assicurare il ritorno dei talebani al potere.</p>
<p>Le organizzazioni in difesa dell&#8217;informazione e Reporters sans Frontières sono convinti che la pace e la coesistenza pacifica in Afghanistan non potranno essere assicurati senza il contributo della società nel suo insieme.</p>
<p>In questi ultimi dieci anni, sono state prese decisioni e attuate manovre burocratiche a discapito della libertà di stampa. Come si può lottare contro la corruzione e la povertà crescente senza organi di stampa liberi in grado di informare il popolo?</p>
<p>La censura e l’autocensura imposte dai talebani, dai trafficanti di droga e dai signori della guerra hanno a loro volta contribuito a creare l’attuale situazione. In questi dieci anni i media indipendenti non hanno mai potuto assumere un ruolo per aiutare a riformare  il potere ed essere il motore del cambiamento. Eppure sarebbe stato molto più efficace e meno costoso lasciarli liberi di denunciare la corruzione, d’informare sui narcotrafficanti, sullo Stato di diritto, sulla riforma del sistema giudiziario e legislativo. Non è però ancora troppo tardi.</p>
<p>La violenza, le misure arbitrarie e l’inquisizione religiosa permanente sono tra le principali minacce che incombono sui giornalisti. Reporters sans Frontières e le organizzazioni di stampa e di giornalisti esigono dalle autorità la fine di qualsiasi tipo di persecuzione e di discriminazione di tipo religioso, etnico o tribale.</p>
<p>I giornalisti afghani, con 16 morti nelle loro fila dal 2001, hanno pagato un pesante tributo nell’esercizio della loro professione. Per molti di loro, non è stata mai fatta giustizia. I responsabili della morte di <a href="http://en.rsf.org/afghanistan-high-profile-woman-radio-boss-06-06-2007,22453.html" target="_blank"><strong>Zakia Zaki</strong></a>, redattore capo di Peace Voice Radio (Sadae-Suhl Radio), di <a href="http://en.rsf.org/afghanistan-bbc-journalist-killed-in-the-south-11-06-2008,27370" target="_blank"><strong>Abdul Samad Rohani</strong></a>, giornalista della BBC e dell’agenzia Pajhwok, e di <a href="http://en.rsf.org/afghanistan-journalist-working-with-canadian-10-03-2009,30540.html" target="_blank"><strong>Jawed Ahmad</strong></a>, giornalista free-lance per Canada Television Network, non sono ancora stati identificati e puniti.</p>
<p>L’incapacità della polizia e delle autorità giudiziarie di arrestare e processare gli assassini dei giornalisti rimette in dubbio la capacità del governo di Kabul di garantire lo Stato di diritto.</p>
<p><a href="http://en.rsf.org/afghanistan-homage-to-afghan-journalist-killed-09-09-2009,34425.html" target="_blank"><strong>Sultan Mohammad Munadi</strong></a> e <a href="http://en.rsf.org/afghanistan-afghan-reporter-killed-in-28-07-2011,40716.html" target="_blank"><strong>Ahmad Omid Khpalwak</strong></a> sono stati uccisi dalle forze internazionali.</p>
<p>La Forza internazionale di assistenza e sicurezza (FIAS) ha riconosciuto la propria responsabilità nella morte di Ahmad Omid Khpalwak. Tuttavia, le forze britanniche e il ministero degli Interni afghano non hanno mai reso noti i risultati dell’inchiesta sulla morte di Sultan Munagi, ucciso durante un’operazione di socccorso mentre era tenuto in ostaggio dai talebani insieme ad un giornalista britannico. La sicurezza dei giornalisti dipende dalla responsabilità incondizionata di ognuna della parti implicate nel conflitto.</p>
<p>L’impunità incoraggia le violenze contro i giornalisti, specie quando si tratta di donne. In questi anni, sempre più spesso esse sono state fatte oggetto di minacce provenienti da vari organismi, in particolare di talebani. A Kunduz e a Ghazni giornaliste sono state aggredite, mentre i media diretti da donne sono stati costretti al fallimento. A Kabul, le forze di sicurezza hanno picchiato in numerose occasioni delle giornaliste mentre erano impegnate nelle loro attività professionali. In seguito alle pressioni e a causa del timore per la propria incolumità, molte hanno preferito abbandonare il lavoro.</p>
<p>Queste violenze sono spesso perpetrate da gruppi religiosi sostenuti dalle autorità afghane. I comunicati del consiglio degli Ulema afghani danno spesso la colpa delle violenze ai professionisti della stampa piutttosto che ai talebani, ai terroristi o ai trafficanti di droga. In alcune province, le autorità locali minacciano i giornalisti ogni giorno. Le forze di sicurezza, invece di difenderli, li arrestano e li accusano di spionaggio.</p>
<p>Alcuni signori della guerra e certi regimi stranieri, in particolare quelli del Pakistan e dell’Iran, che possedendo vari media in Afganistan sono in grado di interferire negli affari interni del paese, fanno semrpe più spesso da cassa di risonanza per la propaganda fondamentalista. La stampa libera si trova letteralmente circondata da questi media, dai talebani e da autorità di governo corrotte che la spingono al silenzio.</p>
<p>Eppure, Costituzione e leggi sull&#8217;informazione garantiscono le libertà di stampa. Bisognerebbe però che questi testi fossero applicati, il che non avviene a causa di divergenze politiche. Bisogna completare e rendere esecutiva la legge, senza indugi. Gli organi di informazione pubblici devono essere posti al riparo dalle pressioni del governo, la loro indipendenza deve essere rispettata. Il governo deve affrontare con priorità assoluta la stesura di una legge che faciliti l’accesso all’informazione.</p>
<p>In questo decennio, l’Afghanistan ha perso molte opportunità storiche, e alcuni analisti hanno già previsto il fallimento della ricostruzione. La guerra non avviene solo sulle linee del fronte e nelle zone del conflitto, anche il popolo combatte una guerra giornaliera per la pace e contro tutte le violenze. Ha il diritto di essere informato.</p>
<p>Organizzatori e partecipanti della conferenza di Bonn, così come tutta la comunità intenazionale, devono prendere posizione in modo fermo per difesa della libertà, della democrazia, e dei diritti del popolo afghano.</p>
<p>Libertà di espressione, emancipazione delle donne, rispetto dei diritti umani: queste le principali sfide in Afghanistan. Dobbiamo tenere ben presente che la pace non potrà mai essere ricostruita senza democrazia e senza libertà.</p>
<p><strong>Sindacato Nazionale dei Giornalisti in Afghanistan<br />
Associazione dei giornalisti indipendenti afghani<br />
Organizzazione per la difesa della libertà di stampa<br />
Southern Asia Women Association in Afghanistan (Associazione delle donne del sud dell’Asia in Afghanistan)<br />
Reporters sans frontières</strong></p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Giuseppina Vecchia, Pressenza International Press Agency</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5736/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5736/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5736/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5736/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5736/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5736/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5736/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5736/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5736/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5736/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5736/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5736/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5736/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5736/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5736&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>TAILANDIA: Il rapporto di Reporters sans frontières</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2011/11/03/tailandia-il-rapporto-di-reporters-sans-frontieres/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 00:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[THAILANDIA:  153° su 178 nell&#8217;ultima Classifica della libertà di stampa di RSF Superficie: 514.000 kmq Popolazione: 69.122.234 (2010, dati della Banca Mondiale) Lingua: Thai Capo di Stato: Yingluck Shinawatra, eletta a luglio  2011 Nel luglio del 2011, alle elezioni generali viene eletta Yingluck Shinawatra, sorella dell&#8217;anziano Primo ministro Thaksin Shinawatra. I thailandesi sperano di uscire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5692&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong><em>THAILANDIA:  153° su 178 nell&#8217;ultima Classifica della libertà di stampa di RSF</em></strong></p>
<ul>
<li><strong><em>Superficie: 514.000 kmq</em></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>Popolazione: 69.122.234 (2010, dati della Banca Mondiale)<br />
</em></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>Lingua: Thai</em></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>Capo di Stato: Yingluck Shinawatra, eletta a luglio  2011</em></strong></li>
</ul>
<p><em><strong>Nel luglio del 2011, alle elezioni generali viene eletta Yingluck Shinawatra, sorella dell&#8217;anziano Primo ministro Thaksin Shinawatra. I thailandesi sperano di uscire dalle crisi politiche a ripetizione e di conoscere un&#8217;apertura democratica. Purtroppo il nuovo governo non solo non mette fine al ricorso abusivo al crimine di lesa maestà, ma moltiplica le misure liberticide.</strong></em></p>
<p>La stampa thai è abbastanza più libera di quella dei paesi vicini. I principali quotidiani anglofoni <em>The Nation</em> e <em>Bangkok Post</em> e quelli in thai, <em>Daily News</em>, <em>Kom Chad Luek</em>, <em>Thai Rath</em>, <em>Matichon</em> e <em>Khaosod Daily</em> godono di un’effettiva libertà, su tutto meno che sull’argomento tabù: il re e la famiglia reale. La maggior parte dei giornalisti esprimono la stessa riverenza per il re Bhumipol che la stragrande maggioranza della popolazione. Gli altri sono costretti all&#8217;autocensura.</p>
<p>Gravi eventi politici hanno coinvolto i media nel 2010. Gli scontri tra l&#8217;esercito e il Fronte Nazionale Unite per la Democrazia e contro la Dittatura (UDD), più conosciuto col nome di &#8220;Camicie rosse&#8221;, ha causato la morte di Hiroyuki Muramoto, cameraman giapponese dell&#8217;agenzia Reuters, colpito a morte da proiettili, il 10 aprile 2010 a Bangkok, e di Fabio Polenghi, fotogiornalista italiano ucciso a Bangkok il 19 maggio durante le cariche dell&#8217;esercito contro i manifestanti.</p>
<p>La fine degli scontri non ha fermato la repressione dei giornalisti, presi nella morsa dei membri delle due principali coalizioni. Un mese prima dello scioglimento dell’Assemblea Nazionale, Maggio del 2011, una decina di radio comunitarie di Bangkok e dintorni legate alle «Camicie Rosse» sono state oggetto di un raid repressivo delle autorità. Due mesi dopo la vittoria delle opposizioni alle elezioni, luglio 2011, un giornalista dell’emittente televisiva <em>Channel 7</em>, <strong><a href="http://fr.rsf.org/thailande-la-directrice-de-prachatai-risque-01-09-2011,40894.html">Somjit Nawakruasunthorn</a></strong>, é stato vittima di una campagna intimidatoria delle «Camicie Rosse» che gli rimproveravano di essersi rivolto in modo improprio al nuovo Primo Ministro Yingluck Shinawatra, durante un’intervista.</p>
<p>D’altra parte la sicurezza dei giornalisti è a rischio nel sud del paese dove la ribellione islamista continua a commettere attentati.</p>
<p>Malgrado l&#8217;annuncio di un riesame dei processi basati sul crimine di lesa maestà, vero strumento di censura politica, il nuovo governo non ha fatto alcuno sforzo per mettere un freno al ricorso abusivo all&#8217;articolo 112 del codice penale. In virtù di quell&#8217;articolo è colpevole di crimine di lesa maestà &#8220;ogni persona che abbia diffamato, insultato minacciato o il re, o la regina, l&#8217;erede o il reggente.&#8221; Il che può comportare una pena da tre a quindici anni di prigione.</p>
<p>Così resta incerta la sorte della direttrice del sito di informazione <em>Prachatai</em>, <strong><a href="http://fr.rsf.org/thailande-la-directrice-de-prachatai-risque-01-09-2011,40894.html">Chiranuch Premchaiporn</a></strong>,. La giornalista è accusata di violazione degli articoli 14 e 15 del Computer Crimes Act del 2007. Già in arresto per altri temi il 31 Marzo 2010, e incolpata di lesa maestà Chiranuch Premchaiporn potrebbe essere condannata una seconda volta e restare in prigione fino a cinquanta anni.</p>
<p>La legge sulla sicurezza interna instaurata nel 2010 che sostituisce lo stato di emergenza, ha favorito l’escalation della censura di Internet. La blogosfera thai è molto attiva, circa il 30% della popolazione è connessa ad Internet, il Web è oggetto di stretta sorveglianza. Alla fine del 2010, il ministero della Giustizia ha creato un&#8217;unità di cyber scout, incaricata di cercare contenuti &#8220;illeciti&#8221; sul net. Nel gennaio 2011, tra 80 000 e 400 000 URL sarebbero stati bloccati così. I siti alternativi di notizie sospettati di sostenere il movimento delle &#8220;Camicie rosse&#8221; sono censurati spesso ed i blogs che criticano il governo valgono frequentemente ai loro autori accuse di lesa maestà.</p>
<p><strong><a href="http://fr.rsf.org/thailande-les-accusations-de-lese-majeste-se-13-09-2011,40977.html">Surapak Phuchaisaeng</a></strong> e <strong><a href="http://fr.rsf.org/thailande-les-accusations-de-lese-majeste-se-13-09-2011,40977.html">Ampon Tangnoppakul</a></strong> sono tra i primi cybercittadini arrestati per lesa maestà dopo l’arrivo del nuovo governo. Surapak Phuchaisaeng è un cybercittadino thailandes di 40 anni, arrestato il  2 settembre 2011, a Bangkok, ed accusato di lesa maestà dopo aver postato delle foto, dei video e dei messaggi su <em>Facebook</em>. <strong><a href="http://fr.rsf.org/thailande-13-ans-de-prison-pour-3-messages-17-03-2011,39816.html">Thanthawut Thaweewarodomkul</a></strong>, condannato nel Marzo 2011 a 13 anni di prigione per lesa maestà, attende ancora il giudizio d’appello nella sua cella di 25 m², dove vengono stipati una trentina di prigionieri in condizioni igieniche deplorevoli.</p>
<p>Svariati segni che fanno temere che la politica repressiva dello Stato stia continuando. La percentuale di condanne per tali reati raggiunge il 95 %. Molti cybercittadini sono ancora in prigione, per la maggior parte per aver violato il Computer Crimes Act.</p>
<p>Ultimo aggiornamento: Ottobre 2011</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5692/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5692&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>PARADISI DELLA CENSURA: Una nuova campagna di Reporters sans frontières</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[- INIZIATIVE di RSF]]></category>
		<category><![CDATA[- Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Tailandia]]></category>
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		<description><![CDATA[Non chiudere gli occhi sulla censura. Scopri cosa c’è dietro le quinte della tua prossima vacanza. Questo è lo slogan della nuova campagna che Reporters sans frontières lancia per richiamare l’attenzione dei turisti sulla libertà di parola e sulla libertà dell’informazione in Tailandia, Messico e Vietnam. Per saperne di più, visita il sito dedicato alla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5677&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em><strong></strong></em><a href="http://rsfitalia.wordpress.com/wp-admin/www.paradisidellacensura.it"><em><strong><img class="size-full wp-image-5681 aligncenter" title="Paradisi della censura" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/10/paradisi-della-censura-orizzontale.jpg?w=468&#038;h=105" alt="" width="468" height="105" /></strong></em></a><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Non chiudere gli occhi sulla censura.<br />
Scopri cosa c’è dietro le quinte della tua prossima vacanza.</em></strong></p>
<p style="text-align:left;">Questo è lo slogan della nuova campagna che Reporters sans frontières lancia per richiamare l’attenzione dei turisti sulla libertà di parola e sulla libertà dell’informazione in <a href="http://paradisidellacensura.wordpress.com/tailandia-2/">Tailandia, </a><a href="http://paradisidellacensura.wordpress.com/messico/">Messico</a> e <a href="http://paradisidellacensura.wordpress.com/vietnam/">Vietnam</a>.<br />
Per saperne di più, visita il sito dedicato alla campagna: <a href="http://www.paradisidellacensura.it" target="_blank"><strong>www.paradisidellacensura.it</strong></a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5677&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>AFGHANISTAN: Rilasciati i due giornalisti francesi dopo una prigionia di 18 mesi</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 08:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières è molto felice per il rilascio dei giornalisti francesi Hervé Ghesquière e Stéphane Taponier e del loro interprete afgano Reza, rapiti da un gruppo di talebani il 29 dicembre 2009 nella provincia afgana di Kapisa mentre realizzavano un reportage per la stazione televisiva francese France 3. “Siamo enormemente sollevati da questa notizia, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5597&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft size-full wp-image-5598" title="FRANCE-AFGHANISTAN-UNREST-FRANCE-KIDNAP-MEDIA" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/07/arton40549-18b4d.jpg?w=468" alt=""   />Reporters sans frontières è molto felice per il rilascio dei giornalisti francesi <strong>Hervé Ghesquière</strong> e <strong>Stéphane Taponier</strong> e del loro interprete afgano Reza, rapiti da un gruppo di talebani il 29 dicembre 2009 nella provincia afgana di Kapisa mentre realizzavano un reportage per la stazione televisiva francese <em>France 3</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">“Siamo enormemente sollevati da questa notizia, che abbiamo costantemente atteso per tutti i 547 giorni di prigionia degli ostaggi”, ha detto il segretario generale di Reporters sans frontières Jean-François Julliard. “Il nostro recente incontro con le autorità afgane e con gli ufficiali francesi incaricati del caso ci aveva portato a credere che il rilascio sarebbe avvenuto presto. Accogliamo entusiasti tutti gli sforzi intrapresi dal governo francese e da quello afgano che, grazie ad una negoziazione, hanno fatto sì che Ghesquière e Taponier e il loro interprete fossero liberati, sani e salvi. Speriamo che saranno al più presto riuniti alle loro famiglie”.</p>
<p align="JUSTIFY">Il governatore della provincia di Kapisa, Abdol Hakim Akhonzadeh, contattato nella città di Tagab, ha detto a Reporters sans frontières che i giornalisti sono stati liberati intorno alle 5 (ora locale) del pomeriggio di mercoledì. L’Eliseo lo ha immediatamente comunicato alle loro famiglie, che stavano partecipando a una manifestazione a Parigi, in Piazza Igor Stravinsi, organizzata da Reporters sans frontières a supporto dei giornalisti in occasione dei 18 mesi della loro prigionia. L’organizzazione aveva predisposto un dispositivo che riproduceva le condizioni in cui gli ostaggi erano tenuti, al fine di sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica e per lanciare un nuovo appello per il loro rilascio.</p>
<p align="JUSTIFY">Una delegazione di Reporters sans frontières composta dal segretario Juillard, dal presidente Dominique Gerbaud e da Reza Moini, collaboratore afgano aiutante nelle ricerche, si era recata a Kabul dal 20 al 25 giugno per raccogliere informazioni sulla situazione degli ostaggi francesi. In tale occasione era avvenuto un incontro con il ministro della cultura Makhdom Raheen, il ministro degli Esteri Zalmai Rasoul, il presidente della commissione di sicurezza nazionale Rangin Dadfar Spanta, l’ambasciatore francese Bernard Bajolet e alcune associazioni di giornalisti.</p>
<p align="JUSTIFY">Ricordiamo che l’Afghanistan continua ad essere uno dei paesi più pericolosi al mondo per i professionisti dell’informazione. I giornalisti afgani che collaborano con i media stranieri devono pagare un caro prezzo. Dall’inizio del 2009, almeno 15 giornalisti sono stati rapiti da criminali o gruppi di insorti in Afghanistan.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5597/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5597&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>CINA &#8211; Liberato l’attivista Hu Jia ma tenuto sotto stretta sorveglianza</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 05:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cina]]></category>

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		<description><![CDATA[L’attivista per i diritti umani Hu Jia è stato rilasciato domenica scorsa. Sua moglie, Zeng Jinyan, lo ha annunciato al mondo in questo messaggio sulla sua pagina Twitter: “Notte insonne. Hu Jia è arrivato a casa alle 2.30 del mattino. Sano e salvo, molto felice”. Il giorno successivo ha scritto altri messaggi rivolti ai giornalisti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5594&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5595" title="arton40527-78eda" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/06/arton40527-78eda.jpg?w=468" alt=""   />L’attivista per i diritti umani <strong>Hu Jia </strong><strong>è stato rilasciato domenica scorsa. Sua moglie, Zeng Jinyan</strong><strong>, lo ha annunciato al mondo in questo messaggio sulla sua pagina Twitter: “Notte insonne. </strong><strong>Hu Jia è arrivato a casa alle 2.30 del mattino. Sano e salvo, molto felice”. </strong></p>
<p>Il giorno successivo ha scritto altri messaggi rivolti ai giornalisti e ai sostenitori di suo marito: “Non venite a trovarci. Potreste non riuscire ad entrare”. La casa della coppia è stata infatti messa sotto stretta sorveglianza della polizia.</p>
<p>Reporters sans frontières è sollevata nel sapere che Hu è finalmente libero, ma è anche preoccupata per l’attuale situazione, per le limitazioni alla sua libertà di espressione e di movimento e per la pressione subìta da Hu stesso e dalla sua famiglia. L’organizzazione per la libertà di stampa continuerà a seguire attentamente il trattamento che verrà riservato a Hu, soprattutto quando l’attenzione mediatica si sarà spostata verso altri fronti.</p>
<p>Questo rilascio, infatti, che è coinciso con una visita in Europa del Primo Ministro cinese Wen Jiabao, non deve spostare l’attenzione dall’intensificato giro di vite messo in atto dal governo nei confronti dei dissidenti negli ultimi mesi, proprio in un momento in cui la Cina rischia di essere contagiata dalle rivoluzioni in corso nel mondo arabo.</p>
<p>La polizia aveva recentemente detto a Zeng che suo marito non sarebbe probabilmente stato in grado di condurre una “vita normale” dopo il suo rilascio. Sembra infatti che Hu Jia sia stato messo in una condizione simile agli arresti domiciliari, come è successo ad altri attivisti negli ultimi mesi.</p>
<p>Intervistato ieri dalla <em>Cable TV </em>di Hong Kong, Hu ha dichiarato di voler riprendere la sue attività politiche, ma in modo più cauto, prendendo in considerazione anche le eventuali conseguenze che le sue azioni potrebbero portare alla sua famiglia. “Bisogna restare fedeli alla propria coscienza”, ha detto, aggiungendo: “Mi è stato detto di vivere una vita ordinaria e di non scontrarmi con il regime, perché questo regime è molto crudele e viola la dignità dei suoi cittadini”.</p>
<p>Ambientalista e attivista per i diritti dei malati di AIDS, Hu è stato rilasciato dopo aver scontato una condanna di tre anni e mezzo con l’accusa di tentata sovversione nei commenti postati online e per aver rilasciato interviste ai media stranieri. Secondo quanto previsto dalla sentenza, Hu resterà  privo dei suoi diritti politici per un anno.</p>
<p>Il Parlamento Europeo, nel 2008, lo aveva insignito del Premio Sakharov per la Libertà di Pensiero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5594/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5594&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>CINA – Rilasciato l’artista e dissidente AI WEIWEI dopo tre mesi di isolamento</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 17:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cina]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières è sollevata dal fatto che l’artista e regista dissidente Ai Weiwei (艾未未) è stato rilasciato mercoledì 22 giugno in libertà condizionata, dopo essere stato detenuto per circa tre mesi. L’agenzia di stampa ufficiale della Cina, Xinhua, ha dichiarato che l’Ufficio di Pubblica Sicurezza lo ha messo in libertà a causa della sua [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5590&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5591" title="arton40513-07706" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/06/arton40513-07706.jpg?w=468" alt=""   />Reporters sans frontières è sollevata dal fatto che l’artista e regista dissidente <strong>Ai Weiwei (</strong><strong>艾未未) </strong><strong>è stato rilasciato mercoledì 22 giugno in libertà condizionata, dopo essere stato detenuto per circa tre mesi. L’agenzia di stampa ufficiale della Cina, </strong><em>Xinhua</em>,<em> </em>ha dichiarato che l’Ufficio di Pubblica Sicurezza lo ha messo in libertà a causa della sua buona condotta, della sua “confessione” dell’accusa di “frode fiscale” che gli era stata mossa contro, delle sue condizioni di salute e di altri elementi non specificati.  <strong> </strong></p>
<p>“Speriamo che la salute di Ai non sia peggiorata molto in questi mesi di detenzione e gli auguriamo una rapida ripresa”, ha detto Reporters sans frontières. “Allo stesso tempo, siamo preoccupati per le dichiarazioni dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza, soprattutto quelle riguardanti la presunta confessione di Ai Weiwei. Considerato il lungo periodo durante il quale è stato tenuto in isolamento, occorre far luce sulle circostanze in cui questa confessione è stata ottenuta. In passato, altri casi di violenza contro persone detenute sono stati riportati. E per quanto riguarda Ai Weiwei?”</p>
<p>“Il suo rilascio non comporta tuttavia la fine dei suoi problemi. Temiamo che le autorità dispiegheranno un intero arsenale legale per dichiararlo colpevole di un “crimine economico”. Come hanno già fatto con altre persone in passato, le autorità cinesi potrebbero provare a condannarlo ad un periodo in carcere o al pagamento di un’ammenda esorbitante.</p>
<p>“Utilizzando questi metodi, le autorità cercano come al solito di legittimare le vessazioni che impediscono alle vittime di continuare le loro precedenti attività, minacciandoli psicologicamente ed economicamente. Le autorità ritengono inoltre che sollevando accuse di natura economica si eviteranno le proteste degli attivisti per i diritti umani in Cina o all’estero”.</p>
<p>Ai Weiwei era stato arrestato il 3 aprile scorso all’aeroporto internazionale di Pechino mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto a Hong Kong. In quello stesso giorno, anche otto dei suoi dipendenti sono stati brevemente trattenuti presso il suo studio, situato nel distretto nord-occidentale pechinese di Caochangdi, e sono stati interrogati per molte ore prima di essere rilasciati.</p>
<p>La polizia ha ispezionato lo studio dell’artista numerose volte durante la settimana precedente l’arresto di Ai. Quest’ultimo ero stato già minacciato dalle autorità lo scorso novembre, soprattutto in merito ai suoi documentari sulla corruzione del sistema giudiziario di Pechino.</p>
<p>Reporters sans frontières è preoccupata anche per l’ex reporter del <em>Global Times </em><strong>Wen Tao</strong><strong>, anch’egli <a href="http://en.rsf.org/chine-wen-tao-journalist-and-friend-of-13-04-2011,40025.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">scomparso il 3 aprile</span></a> scorso. Trentottenne e originario del Sichuan, Wen è stato visto per l’ultima volta a Pechino nel distretto di Caochangdi, lo stesso dove si trova lo studio di Ai Weiwei. </strong></p>
<p>L’organizzazione per la libertà di stampa ha pubblicato, il 3 marzo scorso, un <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://en.rsf.org/china-chinese-authorities-keep-tight-03-03-2011,39667.html" target="_blank">report</a> </span>riguardante gli arresti domiciliari, le scomparse e altri metodi utilizzati dalle autorità cinesi per perseguitare coloro che difendono la libertà di espressione.</p>
<p>Un totale di 76 cyber-dissidenti e 30 giornalisti sono attualmente detenuti in Cina, che si trova al 171° posto sui 178 paesi della classifica <a href="http://en.rsf.org/press-freedom-index-2010,1034.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">sull’indice della libertà di stampa</span></a> che Reporters sans frontières ha pubblicato lo scorso ottobre.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5590/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5590&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>CINA &#8211; Minacciata di sfratto Zeng Jinyan, moglie dell’attivista Hu Jia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 21:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cina]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières è esterrefatta per l’inaccettabile persecuzione portata avanti dal governo cinese nei confronti di Zeng Jinyan, moglie del cyber-dissidente in carcere Hu Jia e lei stessa blogger e difensore dei diritti umani. “Ci sentiamo offesi per le vessazioni del governo contro Zeng Jinyan, personalità emblematica nella lotta per i diritti umani in Cina” [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5575&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5576" title="arton40428-38b6d" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/06/arton40428-38b6d.jpg?w=468" alt=""   />Reporters sans frontières è esterrefatta per l’inaccettabile persecuzione portata avanti dal governo cinese nei confronti di <strong>Zeng Jinyan</strong><strong>, moglie del cyber-dissidente in carcere Hu Jia</strong><strong> e lei stessa blogger e difensore dei diritti umani. </strong></p>
<p>“Ci sentiamo offesi per le vessazioni del governo contro Zeng Jinyan, personalità emblematica nella lotta per i diritti umani in Cina” ha detto Jean-François Julliard, segretario generale di Reporters sans frontières. “Trattando la moglie e la figlia del vincitore del premio Sakharov 2008 in tale deplorevole maniera, il governo cinese mostra tutto il suo sdegno per l’Unione Europea e per i valori che questa difende”.</p>
<p>Nell’ottobre del 2008, infatti, il Parlamento Europeo ha insignito Hu del <a href="http://en.rsf.org/china-award-of-european-parliament-s-23-10-2008,29071.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><a>Sakharov Prize per la Libertà di Pensiero.</a> </span></a></p>
<p>Julliard ha poi aggiunto: “Supportiamo la condanna espressa da Jerzy Buzek, presidente del Parlamento Europeo, e chiediamo urgentemente alla Commissione Europea e al suo vice-presidente Catherine Ashton, Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, di fare altrettanto. Chiediamo infine che le autorità cinesi mettano fine a questa politica persecutoria contro Zeng Jinyan.</p>
<p><strong>La donna sta crescendo da sola la sua bambina di tre anni. </strong>Zeng è minacciata di sfratto dalla casa dove attualmente vive. <strong>Ne ha parlato anche in questi giorni su Twitter, affermando che le autorità stanno facendo pressione sul proprietario del suo appartamento, in affitto nella città meridionale di Shenzhen, per sfrattarla. </strong>“I proprietari sono stati costretti a cessare il contratto di affitto. Ho ricevuto minacce fisiche. Quante altre volte ancora dovremo trasferirci? So che questa non sarà l’ultima volta”, ha scritto l’8 giugno.</p>
<p>In un altro post dello stesso giorno, Zeng ha fatto riferimento ad altre forme vessatorie alle quali è soggetta: “Se cerco un lavoro, minacciano il mio capo. Se provo a lavorare con qualcuno, minacciano i miei colleghi”.</p>
<p>All’inizio del dicembre 2007, Reporters sans frontières ha conferito a Hu e Zeng il premio speciale “China” per il modo in cui sono riusciti – nonostante gli arresti domiciliari – ad informare il mondo circa l’impatto negativo che i preparativi per le Olimpiadi di Pechino 2008 stavano provocando sulla popolazione locale cinese.</p>
<p>Sostenitore di campagne per i malati di AIDS, l’ambiente e la libertà d’espressione, Hu era stato arrestato alla fine del 2007 e condannato nell’aprile del 2008 a tre anni e mezzo di prigione con l’accusa di incitamento alla sovversione dell’autorità statale. Zeng e sua figlia di appena quattro mesi erano conseguentemente state <a href="http://en.rsf.org/china-three-and-a-half-year-jail-term-03-04-2008,26437.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">messe  sotto sorveglianza.</span></a></p>
<p><strong>Il rilascio di Hu Jia dovrebbe avere luogo il prossimo 26 giugno.</strong></p>
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