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	<title>RSF Italia &#187; USA</title>
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		<title>USA: Udienza posticipata per il caso Chauncey Bailey: la giustizia tarderà quanto la polizia?</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 19:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La corte suprema di Alameda (California) ha posticipato nuovamente l’udienza riguardante una possibile delocalizzazione del processo di Yusuf Bey IV al 21 giugno prossimo. Questa richiesta era stata avanzata dai nuovi difensori dell’accusa, incaricati del dossier dal mese di aprile. Yusuf Bey IV è accusato di aver ordinato nell’estate del 2007, l’omicidio del redattore capo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4762&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4763" title="arton37517-4bcd7" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2010/05/arton37517-4bcd7.jpg?w=150&#038;h=74" alt="" width="150" height="74" />La corte suprema di Alameda (California) ha posticipato nuovamente l’udienza riguardante una possibile delocalizzazione del processo di Yusuf Bey IV al 21 giugno prossimo. Questa richiesta era stata avanzata dai nuovi difensori dell’accusa, incaricati del dossier dal mese di aprile. Yusuf Bey IV è accusato di aver ordinato nell’estate del 2007, l’omicidio del redattore capo dell’Oakland Post, <strong>Chauncey Bailey</strong> e quelle di altre due persone. IL suo processo, che doveva iniziare il 2 aprile scorso è suscettibile di un nuovo posticipo dopo il ritiro dell’ex avvocato dell’accusa, Lorna Brown, per conflitto d’interesse.</p>
<p>Si spera che non sopravvenga ulteriore ritardo in questa procedura. La data prevista del processo, il 2 agosto, coincide quasi con il terzo anniversario dell’omicidio del giornalista. Tre anni sono veramente troppi! Il processo deve cominciare al più presto. Tra l’altro Yusuf Bey IV è sospettato di aver ordinato l’eliminazione dei testimoni dell’omicidio del giornalista.</p>
<p>Reporters sans frontiéres  ribadisce la necessità che l’inchiesta prosegua a livello federale, senza il quale non si potrà fare veramente giustizia.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4762/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4762/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4762/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4762&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>USA: Giornalisti espulsi da Guantanamo</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 21:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
				<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito all’appello lanciato dal Miami Herald, CanWest e il Toronto Star riguardante l’espulsione dei loro corrispondenti dall’isola di Guantanamo, Reporters sans frontiéres  chiede al Pentagono di riconsiderare la decisione presa il 6 maggio 2010 di espellere i giornalisti in seguito alla pubblicazione dei loro articoli. Il Colonnello Dave Lapan, incaricato del servizi stampa del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4721&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>In seguito all’appello lanciato dal Miami Herald, CanWest e il Toronto Star riguardante l’espulsione dei loro corrispondenti dall’isola di Guantanamo, Reporters sans frontiéres  chiede al Pentagono di riconsiderare la decisione presa il 6 maggio 2010 di espellere i giornalisti in seguito alla pubblicazione dei loro articoli. Il Colonnello Dave Lapan, incaricato del servizi stampa del Dipartimento americano per la diversa, ha assicurato a Reporters sans frontiéres che avrebbe considerato la questione nella sua interezza.</p>
<p>Secondo il Pentagono, <strong>Paul Koring</strong> (<em>The Globe and Mail</em>), <strong>Michelle Shepard</strong> (<em>Toronto Star</em>), <strong>Stephen Edwards</strong> (<em>CanWest</em>) e <strong>Carol Rosenberg</strong> (<em>Miami Herald</em>) avrebbero oltrepassato le regole alle quali devono sottostare i giornalisti che si occupano di Guantanamo, pubblicando il nome di un testimone in merito alle tecniche di interrogazione adottate con il prigioniero canadese Omar Khadr nel 2002, prima della sua deposizione davanti alla corte.</p>
<p>“La decisione del Dipartimento per la Difesa è inquietante per diversi aspetti: primo è puramente burocratico e non è una decisione della magistratura. Ricordiamo al Dipartimento per la difesa che per essere valida, questa decisione deve essere presa da un tribunale militare. Inoltre perché applicare una tale restrizione sulla pubblicazione di un nome già pubblicato parecchie volte dai media? I giornalisti che si occupano  dei processi dei prigionieri a Guantanamo sono già soggetti a restrizioni piuttosto severe”, ha affermato Reporters sans frontiéres</p>
<p>“Punire i giornalisti e metterne a rischio le pubblicazioni, rimpiazzare i corrispondenti più esperti in materia assomiglia molto ad una forma di censura; Chiediamo alle autorità americane di eliminare queste sanzioni e di permettere ai quattro giornalisti di ritornare a Guantanamo per poter continuare a fare il loro lavoro”, ha aggiunto l’organizzazione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4721/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4721&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>STATI UNITI: Lettera aperta a Hillary Clinton alla vigilia del dialogo sui diritti umani con la Cina</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 20:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4698" title="arton37461-ad5a8" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2010/05/arton37461-ad5a8.jpg?w=150&#038;h=74" alt="" width="150" height="74" />In occasione della prossima sessione per il Dialogo sui diritti umani tra gli Stati Uniti e la Cina, che si terrà il 13 maggio 2010, Reporters sans frontiéres  chiede a Hillary Clinton di sollevare il problema della censura di Internet e dei media in Cina, in linea con le sue dichiarazioni del 21 gennaio 2010 in favore della libertà di espressione sul web.  E’ essenziale che gli Stati Uniti facciano pressione sulle autorità cinesi per ottenere dei risultati concreti e un follow-up preciso delle priorità identificate e degli impegni presi. Sarebbe opportuno che le ONG cinesi fossero associate a questo processo, in particolare per assicurarne un seguito e una valutazione indipendente.  L’organizzazione per la libertà di stampa chiede inoltre agli Stati Uniti di intervenire per ottenere la liberazione delle centinaia di giornalisti e netizen detenuti nel paese, facendo riferimento in particolare a Liu Xiaobo e al direttore di un sito Huang Qi, così come al militante dei diritti umani Hu Jia e del cyberdissidente Zhang Jianhong, più conosciuto come Li Hong, nonché al giornalista online Yang Tianshui. Il loro stato di salute ultimamente è preoccupante: le loro vite sono in pericolo.  Infine Reporters sans frontiéres  chiede di al Dipartimento per il Commercio che gli argomenti suddetti vengano discussi anche durante il prossimo Dialogo economico e strategico tra gli Stati Uniti e Cina, che avrà inizio il 23 maggio 2010. La partecipazione di Mike Poster, segretario di stato aggiunto, è un segnale positivo. La censura dei media e di Internet ha delle ripercussioni sugli scambi economici, la trasparenza e i conseguenti investimenti e può essere considerata un vero e proprio ostacolo al commercio.  Il 21 gennaio 2010 Hillary Clinton ha pronunciato un discorso storico, affermando chiaramente l’appoggio degli Stati Uniti alla libertà di espressione e di opinione su Internet, che è diventata la pietra miliare della diplomazia americana e ora si chiede di difendere questi principi nel paese che senza dubbio ha sviluppato la strategia di controllo della rete più elaborata al mondo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4697/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4697&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>USA: Un cittadino americano interrogato da poliziotti tailandesi per le sue pubblicazioni online</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 22:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
				<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières e Human Rights USA sono indignati dall&#8217;atteggiamento delle autorità tailandesi in merito al caso del blogger californiano Anthony Chai. Nel 2006 quest&#8217;ultimo era stato interrogato in Tailandia e negli Stati Uniti da poliziotti tailandesi che lo accusavano di lesa maestà in seguito alla pubblicazione di un articolo su manusaya.com. Di origine tailandese, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4627&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4628" title="arton37406-0d08a" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2010/05/arton37406-0d08a.jpg?w=150&#038;h=74" alt="" width="150" height="74" />Reporters sans frontières e Human Rights USA sono indignati dall&#8217;atteggiamento delle autorità tailandesi in merito al caso del blogger californiano Anthony Chai. Nel 2006 quest&#8217;ultimo era stato interrogato in Tailandia e negli Stati Uniti da poliziotti tailandesi che lo accusavano di lesa maestà in seguito alla pubblicazione di un articolo su manusaya.com. Di origine tailandese, Chai aveva ottenuto la cittadinanza americana alla fine degli anni &#8217;70. Rischia l&#8217;arresto se ritorna in Tailandia.</p>
<p>“Siamo molto preoccupati dalla dimensione assunta dal reato di lesa maestà, il cui campo di applicazione non si limita più alla Tailandia ma riguarda ormai cittadini di altri continenti e per di più in un contesto politico estremamente difficile. Il caso di Chai illustra la recrudescenza del controllo sull&#8217;informazione quando si tratta del re. Apparentemente le autorità americane lasciano che le autorità tailandesi agiscano sul loro territorio senza restrizioni. Però quest&#8217;ultime hanno potuto ottenere la chiusura del sito ospite dell&#8217;articolo di Chai con sede negli Stati Uniti senza alcuna forma di processo. Questa complicità di fatto è in contraddizione con le leggi americane che regolano gli scambi commerciali e la protezione degli interessi nazionali. Chiediamo al ministero americano della Giustizia di occuparsi immediatamente di questo caso”, hanno dichiarato Reporters sans frontières e Human Rights USA.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4627/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4627&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>USA: La perquisizione domiciliare di un blogger rilancia il problema della protezione delle fonti.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 20:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
				<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[La polemica gonfiata dalla perquisizioni delle forze dell’ordine californiane effettuata presso il domicilio di Jason Chen, blogger e redattore capo di Gizmodo, un blog su gadget e telefonia, avvenuta il 23 aprile scorso. I suoi computer, dischi rigidi, macchine fotografiche, gadget del suo cellulare sono stati confiscati. Era riuscito a procurarsi un prototipo del prossimo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4457&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4459" title="arton37222-bbfa5" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2010/04/arton37222-bbfa51.jpg?w=156&#038;h=137" alt="" width="156" height="137" />La polemica gonfiata dalla perquisizioni delle forze dell’ordine californiane effettuata presso il domicilio di <strong>Jason Chen</strong>, blogger e redattore capo di Gizmodo, un blog su gadget e telefonia, avvenuta il 23 aprile scorso. I suoi computer, dischi rigidi, macchine fotografiche, gadget del suo cellulare sono stati confiscati. Era riuscito a procurarsi un prototipo del prossimo iPhone e ne aveva pubblicato in anteprima delle foto e dei video, senza il permesso della Apple.</p>
<p>La legislazione dello Stato della California è una delle più protettrici del paese per la protezione delle fonti dei giornalisti e del loro materiale. Gawker, il gruppo per cui lavora il blogger, invoca la sezione 1524(g) del codice penale californiano per sostenere che il mandato di perquisizione è illegale e porta l’esempio del caso O’Grady contro Corte Suprema. La decisione della magistratura aveva allora riconosciuto che la protezione prevista dalla legge si applica anche ai giornalisti oldine.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4457/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4457/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4457/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4457/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4457/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4457&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>USA: Video di interrogatori distrutti dalla CIA: la credibilità di un paese in tema di diritti umani è in gioco</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 18:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
				<category><![CDATA[USA]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4350" title="arton37078-23165" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2010/04/arton37078-23165.jpg?w=150&#038;h=74" alt="" width="150" height="74" />Alcune e-mail provenienti dai servizi segreti americani (CIA) hanno svelato il 15 aprile 2010 che la direzione aveva ordinato di distruggere decine di registrazioni video di interrogatori fatti nel 2002  a due detenuti in Tailandia. Un alto funzionario dei servizi dell&#8217;epoca, José A.Rodriguez ha ordinato la loro distruzione nel novembre 2005, per paura che la CIA potesse essere portata in giudizio.</p>
<p>“Fino a quando si ripeterà questo scenario? La distruzione di questi video è un attacco mirato alla libertà di informazione dei cittadini americani e al principio sovrano del Primo emendamento. E&#8217; infatti dimostrato che la CIA ha sistematicamente tentato di dissimulare al pubblico le tecniche illegali di interrogatorio in vigore sotto la precedente amministrazione. Quante distruzioni di video dobbiamo ancora scoprire?”, si è chiesta Reporters sans frontières.</p>
<p>In base al FOIA (Freedom of Information Act), l&#8217;organizzazione per la difese delle libertà civili (ACLU) aveva richiesto nel 2003 i documenti relativi agli abusi e alle torture commesse nelle prigioni segrete della CIA. Il 2 marzo 2009 le autorità federali avevano già ammesso la distruzione di 92 video ufficiali degli interrogatori del 2005. (<a href="http://en.rsf.org/united-states-cia-destroyed-92-interrogation-05-03-2009,30486.html">92 video recordings of interrogations were destroyed in 2005. This is the second revelation of its kind</a> )Si tratta della seconda rivelazione di questo tipo. Secondo il New York Times, Porter J.Gross, direttore della CIA allora in funzione, aveva nuovamente assicurato che avrebbe sdrammatizzato la situazione, nel momento in cui aveva appreso che i video erano stati distrutti.</p>
<p>Quando la credibilità degli Stati Uniti in materia di diritti umani è a questo prezzo, diventa indecente voler “sdrammatizzare”. Ribadiamo la nostra richiesta. La nuova amministrazione del presidente Obama deve far partire un&#8217;indagine su questi fatti che attentano alla Costituzione e punirne gli autori. La società americana non potrà fare economia in un&#8217;inchiesta sulle gravi violazioni commesse in nome della guerra contro il terrorismo”. I (<a href="http://en.rsf.org/united-states-obama-opposes-release-of-torture-14-05-2009,33163.html">The White House’s attempts to block requests for information are counter-productive</a> ) tentativi della Casa Bianca di ostacolare le richieste di informazioni sono controproducenti.</p>
<p>Dal 2003 il governo ha accettato di pubblicare più di 200 000 pagine riguardanti i trattamenti inflitti dai soldati americani ai detenuti. Questi documenti mostrano che centinaia di essi sono stati torturati e che le tecniche hanno raggiunto livelli di crudeltà molto pazzeschi sotto l&#8217;amministrazione Bush.</p>
<p>Il 15 maggio 2009, l&#8217;organizzazione Judicial Watch ha svolto un&#8217;inchiesta dello stesso tipo relativa a documenti che rivelavano lo stato delle discussioni tra la presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi, e il suo primo consigliere Michael Sheeny, riguardanti il “miglioramento delle tecniche di interrogatorio”. Il governo avrebbe dovuto renderli pubblici prima del 16 aprile 2010. La cosa “richiede più tempo”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4349/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4349&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>USA: La Neutralità della Rete in pericolo!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 13:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
				<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières chiede al Congresso di prendere posizione in favore della Neutralità della Rete dopo che una un Corte d’appello del District of Columbia ha stabilito che la Commissione Federale per le Comunicazioni non ha l’autorità, in base alle norme esistenti, di impedire agli ISP (Internet Service Providers) di bloccare o rallentare determinati siti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4227&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4228" title="internet_liberte_bleu" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2010/04/internet_liberte_bleu.gif?w=300&#038;h=300" alt="" width="300" height="300" />Reporters sans frontières chiede al Congresso di prendere posizione in favore della Neutralità della Rete dopo che una un Corte d’appello del District of Columbia ha stabilito che la Commissione Federale per le Comunicazioni non ha l’autorità, in base alle norme esistenti, di impedire agli ISP (Internet Service Providers) di bloccare o rallentare determinati siti web.</p>
<p>“Si tratta di un brutto passo indietro”, ha detto l’organizzazione. “La sentenza è in contraddizione con l’impegno del governo per la Neutralità della Rete e per un accesso ad Internet uguale per tutti i cittadini americani. Permette agli ISP di controllare il traffico Internet, re-indirizzando gli utenti a siti e motori di ricerca di loro proprietà. Questa non è solo una decisione commerciale; è una decisione con conseguenze enormi sulla libera circolazione dell’informazione. Il principio di neutralità ha reso Internet uno spazio libero, aperto e creativo. E’ già minacciato dagli stati più autoritari nel resto del mondo, su esempio della Cina e dell’Iran: sarebbe un disastro se anche gli Stati Uniti andassero contro a tale principio.”</p>
<p>Nel 2007 la più grande compagnia americana di reti via cavo, la Comcast, era stata colta mentre interferiva con la capacità degli utenti di scaricare files da siti di condivisione file tipo BitTorrent. La FCC aveva aperto un indagine sul caso nel gennaio 2008 e nell’agosto dello stesso anno, dopo aver concluso che la Comcast aveva violato i propri principi riguardanti Internet, aveva ordinato alla società di cambiare la propria politica.</p>
<p>Comcast il mese successivo si è appellata contro la sentenza, sostenendo che i principi di neutralità della rete della FCC non erano applicabili. Con un’anonima decisione del 6 aprile 2010 un pool di tre giudici della Corte di Appello degli Stati Uniti del District of Columbia ha stabilito che la FCC era andata oltre la propria autorità nel sanzionare la Comcast per aver intenzionalmente impedito ai propri utenti di usare il servizio di condivisione file di tipo peer-to-peer per scaricare file.</p>
<p>“Chiediamo al Congresso si sostenere la sentenza della FCC. Nuovi provvedimenti legislativi sono necessari per garantire alla FCC i mezzi per impedire agli ISP di mettere a rischio la Neutralità della Rete. Chiediamo inoltre alla FCC di ri-classificare la banda larga come  “servizio di telecomunicazione”, in modo da mantenere Internet aperto e libero”, ha aggiunto Reporters sans frontières.</p>
<p>Nel 2002, sotto l’amministrazione Bush, la FCC ha deciso di classificare gli ISP per la banda larga di Internet nella stessa categoria delle società di applicazioni di Internet come Facebook per esempio, lasciandoli, in questo modo, fuori dalle norme giuridiche previste per le società che offrono servizi di comunicazione a doppio senso.</p>
<p>Molti paesi violano già il principio di neutralità per Internet, bloccando l’accesso a pubblicazioni online che non sono loro gradite. Reporters sans frontières crede fortissimamente che Internet debba essere utilizzato per trasmettere informazioni al maggior numero di persone possibile, senza riferire da dove vengono o a chi sono destinate, lasciando cioè ai soli utenti di decidere a cosa accedere.</p>
<p>Se gli Stati Uniti abbandonassero il principio di neutralità, aumenterebbe il rischio di creare un network centralizzato simile al modello cinese, concedendo agli ISP un potere decisivo e improprio sul contenuto delle trasmissioni.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4227/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4227&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>USA: Il governo deve rendere pubblici i documenti relativi alle violazioni dei diritti umani: l’amministrazione di Obama dovrebbe confermare il proprio impegno per la trasparenza e l’assunzione di responsabilità</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2010/04/07/usa-il-governo-deve-rendere-pubblici-i-documenti-relativi-alle-violazioni-dei-diritti-umani-l%e2%80%99amministrazione-di-obama-dovrebbe-confermare-il-proprio-impegno-per-la-trasparenza-e-l%e2%80%99a/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 13:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Reporters sans frontières chiede al governo degli Stati Uniti di dare prova della massima trasparenza dopo il video rilasciato dal sito di informazione WikiLeaks il 5 aprile 2010 sull’elicottero Apache dell’esercito americano che ha condotto un attacco aereo su Bagdad tre anni fa, uccidendo due giornalisti della Reuters e diversi civili. Wikileaks afferma di aver [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4198&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4196" title="arton36951-fa027" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2010/04/arton36951-fa0271.jpg?w=213&#038;h=175" alt="" width="213" height="175" />Reporters sans frontières chiede al governo degli Stati Uniti di dare prova della massima trasparenza dopo il video rilasciato dal sito di informazione<em> WikiLeaks </em>il 5 aprile 2010 sull’elicottero Apache dell’esercito americano che ha condotto un attacco aereo su Bagdad tre anni fa, uccidendo due giornalisti della Reuters e diversi civili. Wikileaks afferma di aver ricevuto il video da una soffiata fatta da membri dell’esercito. Il video è pubblicato all&#8217;indirizzo <a href="http://www.collateralmurder.org/">collateralmurder.org</a>.</p>
<p>Negli Stati Uniti il Freedom of Information Act (FOIA) obbliga le agenzie federali a trasmettere i loro documenti a chiunque ne faccia richiesta ufficialmente, salvo alcune eccezioni specificate dalla legge. Nel 2007 l’agenzia Reuters aveva fatto richiesta ufficiale della pubblicazione dei documenti che spiegavano la morte dei propri dipendenti, ma non ha mai ricevuto una risposta.</p>
<p>“Il governo non può decidere quali informazioni si possono sottoporre all’opinione pubblica. Sosteniamo l’iniziativa di WikiLeaks di postare il video poiché l’amministrazione non è stata all’altezza della situazione”, ha dichiarato Reporters sans frontières. “Chiediamo al Pentagono una maggiore trasparenza e sollecitiamo l’amministrazione Obama affinché provi il proprio impegno verso la giustizia riconsiderando la richiesta e pubblicando ufficialmente il video e tutti gli elementi che possono essere utili all’indagine.”</p>
<p><a href="http://www.rsf.org/Obama-opposes-release-of-torture,33163.html">Se non approvasse la richiesta del FOIA, l’amministrazione Obama darebbe nuovamente prova di ignorare le promesse di maggior trasparenza e responsabilità”</a>, ha dichiarato l’organizzazione per la libertà di stampa. “Sarebbe un grave colpo alla libertà di stampa e al principio che non spetta al governo stabilire cosa può essere pubblicato.”</p>
<p>Secondo la AFP, un ufficiale americano non avrebbe contestato l’autenticità del video, ma avrebbe semplicemente constatato che esso non aggiungerebbe nessuna informazione, solo delle immagini. “E’ dal 2007 che abbiamo ammesso tutto quanto viene mostrato nel filmato”, ha dichiarato l’ufficiale sotto copertura. “Abbiamo ammesso che il raid aereo è avvenuto e che sono stati ammazzati due della Reuters” “Nell’area dove le forze degli Stati Uniti stavano per cadere in un’imboscata c’erano sia dei reporter sia dei rivoltosi: in quel momento non eravamo in grado di stabilire se gli inviati della Reuters avessero delle armi o delle macchine fotografiche”, ha detto l’ufficiale.</p>
<p>Nel luglio 2007 il fotografo Namir Noor-Eldeen, 22 anni, e il suo autista Saeed Chmagh, 40 anni, sono stati uccisi ad est di Bagdad da proittili di origine sconosciuta. Alcuni testimoni avevano dichiarato che era stato sparato un razzo da un elicottero degli Stati Uniti. Tuttavia altri testimoni avevano dichiarato che gli addetti della Reuters potevano essere stati uccisi da un colpo di mortaio sparato dalla milizia irachena. <a href="http://www.rsf.org/US-army-and-Iraqi-police-both.html">All’epoca Reporters sans frontières aveva chiesto sia all’esercito degli Stati Uniti sia alla polizia irachena di fare luce sulla loro morte.</a></p>
<p>Dall’inizio della guerra in Iraq, sono stati uccisi almeno 221 giornalisti, rendendolo il paese più pericoloso per la vita dei reporter.</p>
<p>Il 31 dicembre 2007, George W. Bush ha firmato un emendamento al FOIA, che migliora l’accesso pubblico alle informazioni sulle attività del governo federale. Tuttavia all’epoca vennero <a href="http://www.rsf.org/CIA-destroyed-92-interrogation.html">distrutti 92 video riguardanti gli interrogatori ai prigionieri di Guantanamo Bay</a> e non vennero mai resi pubblici nonostante le richieste dell’ACLU, Unione americana per le libertà civili.</p>
<p>Per ordine della giustizia federale, la CIA avrà tempo fino al 15 aprile 2010 per rendere pubblici i documenti dettagliati sugli incontri tra il presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi, e il suo capo di cabinetto Michael Sheeny, riguardanti “il miglioramento delle tecniche interrogatorie”. Reporters sans frontières spera che l’agenzia federale manterrà la parola data.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4198/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4198&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>USA: L&#8217;amministrazione Obama deve rinnovare il suo impegno per la trasparenza e la assunzione di responsabilità</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2010/04/07/usa-lamministrazione-obama-deve-rinnovare-il-suo-impegno-per-la-trasparenza-e-la-assunzione-di-responsabilita/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 12:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Reporter senza frontiere chiede al governo degli Stati Uniti per una maggiore trasparenza dopo che il sito Wikileaks ha pubblicato un video, di un attacco militare di un elicottero Apache americano, che tre anni fa a Baghdad ha ucciso due dipendenti Reuters e numerosi altre persone. Wikileaks ha detto di aver ottenuto il video &#8220;da fonti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4194&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr"><a href="http://www.collateralmurder.org" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4196" title="arton36951-fa027" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2010/04/arton36951-fa0271.jpg?w=213&#038;h=175" alt="" width="213" height="175" /></a>Reporter senza frontiere chiede al governo degli Stati Uniti per una maggiore trasparenza dopo che il sito Wikileaks ha pubblicato un video, di un attacco militare di un elicottero Apache americano, che tre anni fa a Baghdad ha ucciso due dipendenti Reuters e numerosi altre persone. Wikileaks ha detto di aver ottenuto il video &#8220;da fonti militari&#8221; e lo ha pubblicato sul sito <a href="http://www.collateralmurder.org" target="_blank">www.collateralmurder.org.</a></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4194/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4194/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4194/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4194/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4194/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4194/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4194/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4194/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4194/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4194/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4194&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>CINA: Dopo Google, un’altra azienda americana, GoDaddy, rimette in discussione la propria attività in Cina</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 20:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
				<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<description><![CDATA[Il gruppo americano GoDaddy il 24 marzo 2010 nel corso di un audizione presso il Congresso Americano ha annunciato di smettere di proporre ai propri clienti dei nuovi nomi con dominio cinese (cioè terminanti col suffisso .cn) a causa delle misure di controllo drastiche imposte dalle autorità cinesi. “Ci rallegriamo che una nuova azienda americana [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4049&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4050" title="arton36830-2a1e7" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2010/03/arton36830-2a1e7.png?w=185&#038;h=92" alt="" width="185" height="92" />Il gruppo americano GoDaddy il 24 marzo 2010 nel corso di un audizione presso il Congresso Americano ha annunciato di smettere di proporre ai propri clienti dei nuovi nomi con dominio cinese (cioè terminanti col suffisso .cn) a causa delle misure di controllo drastiche imposte dalle autorità cinesi.</p>
<p>“Ci rallegriamo che una nuova azienda americana segua le tracce di Google e resista alle domande di censura cinesi. Chiediamo dunque anche a Microsoft e a Yahoo! di dare prova di coraggio e seguire il loro esempio. Questa decisione mostra che la situazione è divenuta insostenibile per le aziende di Internet. La censura e il controllo da Grande Fratello creano un clima sfavorevole alle attività economiche. Un argomento che l’Organizzazione mondiale per il commercio dovrà esaminare da vicino. La Cina non può continuare a beneficiare dei rapporti commerciali internazionali senza accettarne gli obblighi, tra cui l’accesso ad un’informazione libera, necessaria alle valutazioni per eventuali investimenti”, ha dichiarato Reporters sans frontières.</p>
<p>La direttrice legale di GoDaddy, Christine Jones, ha spiegato la scelta del gruppo: “Abbiamo deciso che non vogliamo agire come agenti del governo cinese”. L’azienda continuerà comunque a gestire i circa 27 000 nomi con dominio .cn che ha già distribuito.</p>
<p>Secondo Christine Jones, le esigenze delle autorità cinesi in termini di modalità d’attribuzione dei nomi con dominio .cn sono aumentate considerevolmente dalla fine del 2009. Gli  internauti e le aziende, che desideravano creare un sito Internet, devono ormai fornire di persona, alla autorità competenti, una copia di un documento di identità e una foto, il numero di registrazione dell’azienda e alcuni documenti debitamente compilati e firmati. Le autorità cinesi hanno richiesto che tutti i clienti esistenti di GoDaddy si sottomettano a queste nuove regole.</p>
<p>Soltanto il 20% dei nostri clienti coinvolti hanno fornito i documenti richiesti, (&#8230;) il che significa che migliaia di siti Internet potrebbero essere disattivati dalle autorità”, ha precisato la Jones. “Siamo preoccupati per la sicurezza degli individui coinvolti dalle nuove richieste e per il freno che porranno alla registrazione di nuovi nomi con dominio .cn”, ha aggiunto.</p>
<p>GoDaddy ha poi segnalato di essere stata vittima di una decina di cyberattacchi dall’inizio dell’anno e mette all’indice la responsabilità delle autorità cinesi: “Pensiamo che numerosi abusi commessi attualmente su Internet provengano dalla Cina e siano dovuti ad una mancanza di applicazione dei principi contro le attività criminali  da parte del governo cinese”.</p>
<p>Per quanto riguarda Google, spossata dalla censura e da cyberattacchi, ha annunciato il   22 marzo 2010 la fine della censura della versione cinese del proprio motore di ricerca google.cn. Gli utilizzatori vengono direttamente re-indirizzati a Google.com.hk, dove possono aver accesso a risultati di ricerca non censurati in caratteri cinesi semplificati. Nonostante ciò, il grande firewall cinese sembra applicarsi anche a google.com.hk e i suoi filtri impedirebbero, per il momento in modo intermittente, agli internauti di avere accesso a quelle informazioni giudicate sensibili dal regime.</p>
<p>Byron Dorgan, senatore democratico e presidente della Commissione esecutiva del Congresso americano per la Cina, che si occupa dei diritti umani in Cina, si è complimentato con Google e GoDaddy. Il deputato repubblicano Chris Smith ha dichiarato che a suo avviso la decisione di GoDaddy “è un segnale positivo, che dimostra che le aziende americane operanti in Internet vogliono comportarsi in modo giusto nei paesi repressivi”. Ha poi criticato duramente Microsoft, che censura i risultati del proprio motore di ricerca Bing in Cina e ha annunciato l’intenzione di non ritirarsi dal mercato cinese, accusando la compagnia di “rendere la tirannia una cosa possibile”.</p>
<p>Chris Smith é l’autore del Global Online Freedom Act (GOFA), una proposta di legge destinata ad impedire a queste aziende di essere obbligate a collaborare con i censori del web nei paesi che registrano l’accesso a Internet. Reporters sans frontières ha apportato il proprio appoggio al GOFA, la cui adozione è più che mai necessaria.</p>
<p>Google, la CCIA (Associazione americana del settore informatico) e molti eletti americani hanno chiesto alle autorità del loro paese di combattere in modo più vigoroso la censura cinese sul piano commerciale e su quelli per i diritti umani.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/4049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/4049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/4049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/4049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/4049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/4049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/4049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/4049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/4049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/4049/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&blog=8283870&post=4049&subd=rsfitalia&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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