Un imprenditore insieme ad altri due individui il 12 gennaio 2010 sono stati accusati dell’omicidio del cameraman Normando García, che lavorava per il canale Teleuniòn a Santiago de los Caballeros (Nord), avvenuto il 9 agosto 2008. Si tratta di Jaime Flete Garcia, presunto mandante del crimine e di due sicari, José Amauris e José Augustin Espínal.
In un paese dove l’impunità è spesso la regola dopo attacchi e attentati contro la stampa, questa svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Normando Garcia costituisce un segnale importante di volontà politica e giudiziaria a favore dello stato di diritto. Presteremo molta attenzione allo svolgimento del processo che deve avere un valore emblematico, dal momento che i giornalisti dominicani restano esposti a pesanti rappresaglie, soprattutto coloro che si occupano di argomenti sensibili come la corruzione e il narcotraffico”, ha dichiarato Reporters sans frontières.
Normando Garcia, che lavorava per un programma molto popolare nella regione, “Dietro la notizia”, aveva resi pubblici dei video rivelanti il coinvolgimento di Jaime Flete Garcia in un caso di aggressione avvenuto all’interno della sua azienda. Flete Garcia, alle prese con una terza persona per una controversia finanziaria, aveva obbligato la guardia dello stabilimento a dichiararsi colpevole per le ferite inflittegli. Il cameraman, messo al corrente delle manovre dell’imprenditore, si era presentato in tribunale e aveva testimoniato contro di lui. Questa testimonianza aveva provocato degli incidenti all’interno dell’azienda e all’aggressione di Flete Garcia da parte del suo personale per la sicurezza.
L’imprenditore aveva inizialmente minacciato il reporter e poi cercato di venire a patti con lui, offrendogli 3 milioni di pesos (circa 55 000euro) per non divulgare le immagini. Sarebbe stato dalla prigione che Jaime Flete Garcia avrebbe commissionato la morte di Normando García.
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