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	<title>RSF Italia &#187; AMERICHE</title>
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		<title>RSF Italia &#187; AMERICHE</title>
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		<title>USA: Reporter senza frontiere chiude il suo sito in lingua inglese per 24 ore in segno di protesta contro SOPA e PIPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una mossa senza precedenti, Reporter senza frontiere spengerà il suo sito in lingua inglese per 24 ore dalle ore 14 di oggi 18 gennaio in segno di protesta contro i due progetti di legge USA contro la pirateria online, &#8220;Stop Online Piracy Act&#8221; (SOPA) e &#8220;Protect IP Act&#8221; (PIPA), attualmente in esame al Congresso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5829&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5830" title="arton41695-74222" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/01/arton41695-74222.png?w=468" alt=""   />Con una mossa senza precedenti, Reporter senza frontiere spengerà il suo sito in lingua inglese per 24 ore dalle ore 14 di oggi 18 gennaio in segno di protesta contro i due progetti di legge USA contro la pirateria online, &#8220;Stop Online Piracy Act&#8221; (SOPA) e &#8220;Protect IP Act&#8221; (PIPA), attualmente in esame al Congresso degli Stati Uniti.</p>
<p>In questo modo, Reporter senza frontiere si unisce a molte altre organizzazioni del Web, come Wikipedia, il social network Reddit ed il gruppo francese &#8220;hactivist&#8221;, il &#8220;Partito Pirata&#8221;, che renderanno i loro siti inaccessibile come forma di protesta contro la proposta di legge.</p>
<p>&#8220;Abbiamo deciso di chiudere il nostro sito in lingua inglese per 24 ore a simboleggiare il bavaglio oppressiva che diffonderebbe su Internet se fossero adottatti SOPA e PIPA nella loro forma attuale,&#8221; ha dichiarato Reporter senza frontiere. &#8220;Questi progetti di legge incidono su un numero incalcolabile di utenti Internet che non hanno nulla a che fare con le violazione della proprietà intellettuale forzando i siti web a bloccare l&#8217;accesso ad altri siti sospettati anche solo vagamente di violazioni del copyright.</p>
<p>&#8220;Queste due proposte di legge eccessivamente repressive porterebberoInternet ad un livello di censura senza precedenti e porta al sacrificio della libertà di espressione online in nome della lotta alla pirateria. Non è giusto che il paese che ha dato vita a Internet debba ora fornire il colpo di grazia alla libertà digitale.</p>
<p>&#8220;Questa normativa scerditerebbe in tutto il mondo le azioni del governo americano a favore della libertà di espressione e colpendo i &#8220;cittadini della rete&#8221; che usano strumenti di elusione della censura e le comunità open-source. Chiediamo ai senatori e ai rappresentanti degli Stati Uniti di respingere questi disegni di legge repressivi e di trovare altri modi per proteggere i diritti di proprietà intellettuale. &#8220;</p>
<p>Presentato nel Senato degli Stati Uniti nel maggio 2011,  il &#8220;Protect IP Act&#8221; (PIPA) userebbe il filtraggio in linea per bloccare i siti sospettati di violare i diritti di proprietà intellettuale. Sarebbe come creare un &#8220;muro elettronico&#8221; in stile cinese in cui i rischi di overblocking dei contenuto sarebbero considerevole. Siti web come YouTube e Facebook sarebbero costretti alla pulizia dei loro contenuti per evitare le sanzioni.</p>
<p>I detentori del copyright potrebbero ottenere ordinanze del tribunale per costringere i motori di ricerca e di eliminare dai  risultati i siti web in questione. Agli inserzionisti e ai servizi di pagamento online sarebbe anche vietato di fare affari con questi siti, sottoponendoli quindi alla asfissia finanziaria. Gli strumenti di elusione della censura, che attualmente ricevono decine di milioni di dollari di finanziamento da parte del Dipartimento di Stato americano, sarebbero dichiarati illegali, privando i cyber-dissidenti in molti paesi di una protezione vitale.</p>
<p>L&#8217;equivalente della proposta di legge PIPA alla Camera dei Rappresentanti, la proposta &#8220;Stop Online Piracy Act&#8221; (SOPA), va ancora oltre, consentendo ai detentori del copyright per chiedere il ritiro di contenuti online, senza neanche dover fare riferimento a un giudice.</p>
<p>Secondo l&#8217;accademico americano Mark Lemley, SOPA e PIPA imporrebbero una &#8220;sentenza di morte&#8221; ai siti web. Il co-fondatore di Reddit Alexis Ohanian ha definito i due disegni di legge come chi &#8220;cerca di prendere provvedimenti contro la Ford Mustang solo perché è stata utilizzata in una rapina in banca.&#8221;</p>
<p>Tre consiglieri del presidente Obama sui diritti di proprietà intellettuale hanno dichiarato ieri che la Casa Bianca &#8220;non sosterrà una normativa che riduce la libertà di espressione, aumenta il rischio di sicurezza informatica, e mina le basi per una rete Internet dinamica, innovativa e globale&#8221;.</p>
<p>Anche se il sostegno a questi progetti di legge sembra essere in calo nel Congresso, è  necessaria la vigilanza. Una seduta della Camera sul SOPA che si doveva tenere domani è stata rinviata. Il Senato dovrebbe votare PIPA il 24 gennaio.</p>
<p>I sostenitori e gli oppositori di SOPA e PIPA stanno conducendo una battaglia campale, con da un lato Hollywood e l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento e dall&#8217;altro la Silicon Valley, le ONG e i &#8220;padri di Internet&#8221;, che condannano la proposta di legge come un attacco tombale all&#8217;innovazione e integrità di Internet.</p>
<p>Nel novembre del 2011, Reporters sans frontières e 40 gruppi per la libertà di informazione e la difesa dei diritti umani avevano scritto ai legislatori degli Stati Uniti per chiedere loro di riconsiderare questi disegni di legge.</p>
<ul>
<li>Per firmare la petizione EFF: <a href="https://blacklists.eff.org/" target="_blank">https://blacklists.eff.org/</a></li>
<li>Il sito web Blackout SOPA: <a href="http://www.blackoutsopa.org/" target="_blank">http://www.blackoutsopa.org/</a></li>
<li>È possibile seguire gli sviluppi della protesta su Twitter a @BlackoutSOPA , e si può ritrasmettere le informazioni utilizzando l&#8217;hashtag #BlackoutSOPA.</li>
<li>Video&#8221;lotta per il futuro&#8221;: <a href="http://fightforthefuture.org/pipa/" target="_blank">http://fightforthefuture.org/pipa/</a></li>
<li>Informazioni in grafica: <a href="http://americancensorship.org/infographic.html" target="_blank">http://americancensorship.org/infographic.html</a></li>
</ul>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5829/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5829/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5829&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>MESSICO: Giornalista ucciso a colpi di arma da fuoco in una roccaforte del gruppo criminale “Los Zetas”</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messico]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un 2011 particolarmente macabro per il giornalismo, l’anno nuovo è già stato segnato dall’uccisione di Raúl Régulo Garza Quirino, collaboratore del settimanale La Última Palabra, avvenuta il 6 gennaio in Cadereyta, Stato di Nuevo León, nel nordovest del Paese. Il giornalista, anche impiegato comunale, è stato raggiunto e ucciso nella sua auto, dopo l’inseguimento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5801&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5803" title="arton41649-acdf5" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/01/arton41649-acdf5.jpg?w=468" alt=""   />Dopo un 2011 particolarmente macabro per il giornalismo, l’anno nuovo è già stato segnato dall’uccisione di Raúl Régulo Garza Quirino, collaboratore del settimanale La Última Palabra, avvenuta il 6 gennaio in Cadereyta, Stato di Nuevo León, nel nordovest del Paese. Il giornalista, anche impiegato comunale, è stato raggiunto e ucciso nella sua auto, dopo l’inseguimento da parte di un gruppo di uomini armati.</p>
<p><span style="font-family:Courier New,monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://rsfitalia.org/2012/01/11/messico-giornalista-ucciso-a-colpi-di-arma-da-fuoco-in-una-roccaforte-del-gruppo-criminale-los-zetas/"><img src="http://img.youtube.com/vi/1DOYUDQJXkc/2.jpg" alt="" /></a></span></span></span></span></span></p>
<p>”Il 2012, anno delle elezioni, non dev’essere anche l’anno del centesimo giornalista messicano ucciso negli ultimi 10 anni. Il Paese deve assolutamente evitarlo prendendo tutte le misure necessarie contro la criminalità e l’impunità. Questo è il messaggio che Reporter senza frontiere e il Centro di Giornalismo e Etica Pubblica (CEPET) tentano di trasmettere dando la parola alle famiglie dei giornalisti assassinati e scomparsi lo scorso 10 Dicembre nella capitale”(<span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://es.rsf.org/mexico-foro-especial-justicia-para-los-06-12-2011,41516.html%29-">http://es.rsf.org/mexico-foro-especial-justicia-para-los-06-12-2011,41516.html)-</a></span></span> ha dichiarato Reporter senza frontiere.</p>
<p>”La buona volontà manifestata dalla Sezione Speciale contro i reati commessi nei confronti della libertà di espressione, (FEADLE) e del direttore Gustavo Salas Chávez, deve tradursi rapidamente nel rafforzamento della sua gestione e nel chiarimento del suo dominio giurisdizionale. Se la federalizzazione dei crimini e degli attacchi contro il diritto di informazione, adottata dalla Camera dei Diputati lo scorso 11 Novembre, riceverà in tempi brevi l’approvazione del Senato, alla FEADLE dovranno essere affidate tutte le inchieste e i mezzi adeguati a seguire i casi” ha concluso RSF.</p>
<p>Inseguito da un gruppo di uomini armati vicino al proprio domicilio, il giornalista è stato ferito a morte mentre cercava di rifugiarsi in un’officina meccanica di famiglia. Nel luogo dell’accaduto sono stati trovati 16 proiettili da 16 millimetri. Al momento, gli inquirenti non hanno stabilito il movente del delitto.</p>
<p>La località di Cadereyta, situata a circa 37km da Monterrey, capitale di stato, ospita una delle raffinerie petrolifere più grandi del nord del Paese. Luogo di narco-trafficanti e contrabbandieri di benzina, la zona è anche conosciuta per il controllo del temibile gruppo criminale degli Zetas, paramilitari un tempo al soldo del cartello del Golfo e divenuti poi un’organizzazione criminale autonoma. Da vari mesi, risultano dispersi in questa regione 38 lavoratori della società nazionale Petróleos Mexicanos (PEMEX).</p>
<p>Ed è proprio qui che Marco Aurelio Martínez Tirejina, giornalista radiofonico, fu assassinato nel Luglio del 2010.</p>
<p>(<span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://es.rsf.org/mexico-dos-periodistas-fueron-asesinados-12-07-2010,37923.html" target="_blank">http://es.rsf.org/mexico-dos-periodistas-fueron-asesinados-12-07-2010,37923.html</a></span></span>).</p>
<p>Fino ad ora, il delitto non è stato chiarito. L’impunità continua per la maggior parte degli 80 casi di uccisione e delle 14 sparizioni di giornalisti registrati negli ultimi 10 anni da Reporter senza Frontiere.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione di Eleonora Albini, Pressenza International Press Agency</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5801/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5801&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>USA: Occupy Wall Street: ostacoli alla stampa e nuovi arresti in margine allo sgombero di New York</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 00:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[“Zuccotti Park non è la Piazza Tienanmen”, ha pensato bene di ricordare, il 15 novembre 2011, Scott Stringer, presidente democratico della municipalità (borough) di Manhattan, quando uno dei principali accampamenti del movimento Occupy Wall Street , che si trova nel parco in questione, è stato sgomberato senza preavviso il giorno stesso. Reporters sans frontières si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5717&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><img class="alignleft size-full wp-image-5718" title="arton41370-f570f" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/11/arton41370-f570f.jpg?w=468" alt=""   />“Zuccotti Park non è la Piazza Tienanmen”, ha pensato bene di ricordare, il 15 novembre 2011, Scott Stringer, presidente democratico della municipalità (borough) di Manhattan, quando uno dei principali accampamenti del movimento Occupy Wall Street , che si trova nel parco in questione, è stato sgomberato senza preavviso il giorno stesso.</p>
<p dir="ltr"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://rsfitalia.org/2011/11/17/usa-occupy-wall-street-ostacoli-alla-stampa-e-nuovi-arresti-in-margine-allo-sgombero-di-new-york/"><img src="http://img.youtube.com/vi/C_osX6JWdvU/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p dir="ltr">Reporters sans frontières si rammarica di constatare che di quest’appello non è stato tenuto minimamente conto da parte delle forze dell’ordine. Nuovi arresti di giornalisti e intralci al lavoro hanno caratterizzato questo raid della polizia, aggravando il bilancio degli attacchi alla libertà d’informazione che abbiamo potuto rilevare fin dall’inizio del movimento. (<a href="blank">http://fr.rsf.org/etats-unis-reunion-illegale-conduite-09-11-2011,41369.html</a>).</p>
<p dir="ltr">Secondo l’Associated Press (AP), una decina di giornalisti sono stati arrestati durante la giornata del 15 novembre, tra i quali due membri dell’agenzia stessa, la redattrice Karen Matthews e il fotografo Seth Wenig, in stato di fermo per quattro ore, Matthew Lysiak, del quotidiano Daily News, è stato anch’esso fermato nei dintorni di Zuccotti Park. Julie Walker, giornalista indipendente e collaboratrice di AP, ha avuto lo stesso trattamento nonostante si fosse identificata immediatamente come professionista mediatica. Nel suo caso è stata imputata di “comportamento disordinato” (“disorderly conduct”). Doug Higginbotham, cameraman indipendente al servizio del canale TV New Zealand, è stato ammanettato e gli sono state sequestrate le credenziali di giornalista mentre cercava di filmare il ritorno dei manifestanti che erano stati sgomberati dal parco.</p>
<p dir="ltr">“I servizi sul movimento Occupy Wall Street sono di interesse pubblico primario che non deve subire nessuna restrizione. La libertà di espressione e di informazione garantite dal Primo Emendamento della Costituzione, pilastro della democrazia americana, sono state ridicolizzate  dall&#8217;atteggiamento delle forze dell&#8217;ordine. Esigiamo che vengano ritirate tutte le accuse contro i giornalisti arrestati, sia che si tratti di professionisti dei media o di membri del movimento Occupy Wall Street, a New York come ovunque”, conclude Reporters sans frontières.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5717/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5717&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>MESSICO: Assassinato un altro cyber cittadino a Nuevo Laredo, il quarto in meno di due mesi: &#8220;Usare Internet diventerà suicida?&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messico]]></category>

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		<description><![CDATA[II 9 novembre scorso è stato trovato a Nuevo Laredo il corpo decapitato di un internauta conosciuto sotto lo pseudonimo di “Rascatripas” moderatore di un sito di denuncia del crimine organizzato a Nuevo Laredo. Accanto al corpo, con le mani mozzate, un biglietto: “Mi è successo questo perché non ho capito che non devo raccontare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5711&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5712" title="arton41385-2f728" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/11/arton41385-2f728.jpg?w=468" alt=""   />II 9 novembre scorso è stato trovato a Nuevo Laredo il corpo decapitato di un internauta conosciuto sotto lo pseudonimo di “Rascatripas” moderatore di un sito di denuncia del crimine organizzato a Nuevo Laredo.</p>
<p>Accanto al corpo, con le mani mozzate, un biglietto: “Mi è successo questo perché non ho capito che non devo raccontare certe cose nelle reti sociali”.</p>
<p>“Reporter Sans Frontières è molto preoccupata per questo assassinio. La lista di cybercittadini vittime dei cartelli non cessa di aumentare e il semplice fatto di fare informazione su internet diventa una pratica quasi suicida. Tutta la società è coinvolta. La sfida non è solo garantire la sicurezza con la consegna dei colpevoli alla giustizia, ma togliere l’impunità attualmente vigente. Chiediamo giustizia per internauti e bloggers così come per i numerosi giornalisti messicani uccisi o spariti” Dichiara l’organizzazione.</p>
<p>Si tratta del quarto internauta assassinato in meno di due mesi a Nuevo Laredo, città di confine conosciuta per la sua estrema pericolosità, per avere denunciato le attività di narcotrafficanti. Le infami esecuzioni si ripetono: il 27 ottobre trovarono il corpo decapitato di María Elisabeth Macías nello stesso posto dove hanno trovato quello di &#8220;Rascatripas&#8221;, accompagnato da un messaggio simile, firmato con una Z, per il gruppo delle Zeta, molto presente nella regione. Questa giornalista e blogger utilizzava le reti sociali per informare sulle attività del crimine organizzato nella regione. Il 13 settembre passato avevano trovati appesi a un ponte i corpi torturati di un uomo ed una donna che denunciavano anche loro le attività dei narcotrafficanti.</p>
<p>Di fronte all&#8217;autocensura di certi di mezzi di comunicazione tradizionali che temono rappresaglie, i cybercittadini messicani si sono mobilitati sul Web e sulle reti sociali per informare, su siti come Nuevo Laredo en vivo o il Blog del Narco. Purtroppo gli internauti si sono scontrati con la violenza dei cartelli e non possono sempre contare con l’appoggio delle autorità nonostante che il bilancio della cosiddetta offensiva federale contro il narcotraffico continui a crescere. A fine agosto due internauti sono stati arrestati con accuse di “terrorismo” e “sabotaggio” per aver annunciato su Twitter un possibile attacco contro una scuola di Veracruz. Alla fine le accuse sono state ritirate e i due cybercittadini messi in libertà dopo un mese di galera.</p>
<p>La guerra dei narcotrafficanti si estende alla Rete: il gruppo Anonymous, che aveva minacciato di svelare i nomi delle persone legate al cartello degli Zeta ha dovuto far marcia indietro il 5 Novembre dopo che i narcotrafficanti hanno rimesso in libertà un giovane internauta che faceva parte del gruppo degli “hacktivistas”. Il nome di questa persona non è stato rivelato per motivi di sicurezza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5711/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5711/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5711/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5711/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5711/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5711/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5711/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5711/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5711/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5711/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5711/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5711/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5711/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5711/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5711&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>BRASILE: La protezione dei giornalisti è messa in discussione dopo la morte di un cameraman della TV Bandeirantes durante un&#8217;operazione di polizia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 00:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cameraman del gruppo audiovisivo Rede Bandeirantes, da cui nasce la TV omonima, Gelson Domingos da Silva stava facendo un servizio su un’operazione di polizia nella favela Antares (ovest di Rio de Janeiro) quando è stato colpito a morte da una fucilata nella mattinata del 6 novembre 2011. Con Gelson Domingos da Silva, 46 annni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5704&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5705" title="arton41352-15b04" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/11/arton41352-15b04.jpg?w=468" alt=""   />Un cameraman del gruppo audiovisivo <em>Rede</em> <em>Bandeirantes</em>, da cui nasce la TV omonima, <strong>Gelson Domingos da Silva</strong> stava facendo un servizio su un’operazione di polizia nella favela Antares (ovest di Rio de Janeiro) quando è stato <a href="http://www.band.com.br/noticias/cidades/noticia/?id=100000466542" target="_blank">colpito a morte </a>da una fucilata nella mattinata del 6 novembre 2011.</p>
<p>Con Gelson Domingos da Silva, 46 annni tre figli e due nipotini,  sono ormai <a href="http://en.rsf.org/brazil-concern-that-investigation-could-13-09-2011,40975.html" target="_blank">cinque i giornalisti uccisi in Brasile dall’inizio dell’anno</a> in eventi sicuramente o probabilmente legati alla loro professione.</p>
<p>“Rivolgiamo alla famiglia e ai colleghi di Gelson Domingos le nostre più sincere condoglianze; la sua morte ci ricorda che le zone più pericolose per i giornalisti non si trovano necessariamente in paesi in cui è dichiarata una guerra. Le domande sollevate da questa tragedia si rivolgono sia alle autorità che agli stessi media; in particolare quella del grado di protezione di cui godono i giornalisti in questo genere di operazioni. Di fondo si pone il problema della risonanza mediatica – e delle sue conseguenze – data a queste azioni spettacolari della polizia, sempre più frequenti ora che all’orizzonte appaiono la Coppa del Mondo del 2014 e i Giochi Olimpici del 2016. Una politica di sicurezza si nutre di mediatizzazione. Questa dipendenza è anche piena di rischi per i <a href="http://en.rsf.org/brazil-favela-reporters-censored-by-army-19-10-2011,41238.html" target="_blank">giornalisti in missione nelle favelas</a>, dove alcuni vivono. La sicurezza delle persone – giornalisti, testimoni, abitanti – viene prima della cultura del ‘risultato’ e della corsa all’immagine”. Ha dichiarato Reporters sans frontières.</p>
<p>Lo spiegamento di 80 agenti della polizia militare, con in testa il celebre BOPE (Battaglione per le Operazioni Speciali) ha provocato uno scontro a fuoco con i narcotrafficanti della favela Antares durante la mattinata del 6 novembre. Le forze dell’ordine hanno annunciato l’arresto di nove membri delle gang e la morte di altri quattro, oltre ad un importante sequestro di droga e armi.. Gelson Domingos, nonostante il giubbotto anti-proiettile, non è sopravissuto a un colpo in pieno petto.</p>
<p>“Ci auguriamo che l’inchiesta stabilisca rapidamente l’identità dell’autore del colpo mortale. Insieme ad altre organizzazioni come l’Unione dei giornalisti di de Rio de Janeiro, chiediamo che gli insegnamenti di questo dramma portino a un vero dibattito sui rischi professionali della <a href="http://en.rsf.org/muscling-in-on-the-media-a-24-02-2011,39608.html" target="_blank">copertura di notizie sul crimine organizzato</a>”, conclude Reporters sans frontières.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5704/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5704&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>MESSICO: Il rapporto di Reporters sans frontières</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2011/11/05/messico-il-rapporto-di-reporters-sans-frontieres/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 09:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messico]]></category>

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		<description><![CDATA[MESSICO:  136° su 178 nell&#8217;ultima Classifica della libertà di stampa di RSF Superficie: 1 964 375 kmq Popolazione: 103 milioni Lingua: Spagnolo Capo di Stato: Felipe Calderon (da Dicembre 2006) Il Messico è in testa alla classifica di paese più pericoloso del continente per i mezzi d’informazione. La presenza dei cartelli della droga, la corruzione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5697&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="size-full wp-image-5698 alignright" title="moton184-78995" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/11/moton184-78995.png?w=468" alt=""   /><strong><em>MESSICO:  136° su 178 nell&#8217;ultima Classifica della libertà di stampa di RSF</em></strong></p>
<ul>
<li><strong><em>Superficie: 1 964 375 kmq</em></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>Popolazione: 103 milioni</em></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>Lingua: Spagnolo</em></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>Capo di Stato: Felipe Calderon (da Dicembre 2006)</em></strong></li>
</ul>
</div>
<p><em><strong>Il Messico è in testa alla classifica di paese più pericoloso del continente per i mezzi d’informazione. La presenza dei cartelli della droga, la corruzione delle autorità e l&#8217;impunità nella maggior parte dei crimini contro i professionisti dei media, spiegano buona parte di questa situazione che costringe spesso i giornalisti all&#8217;autocensura o all&#8217;esilio.</strong></em></p>
<p>L&#8217;offensiva federale contro il narcotraffico, iniziata nel dicembre 2006 dal presidente Felipe Calderón, che ha mobilitato 50000 militari,  cinque anni dopo può vantare un bilancio di più di 40000 morti in tutto il paese di cui più di 15 000 nel solo 2010. Questa guerra non dichiarata fa il paio con la battaglia sanguinaria tra i cartelli per il controllo del traffico di droga, con per risultato una degradazione tragica delle condizioni di lavoro dei giornalisti. Sebbene questa situazione riguardi tutto il territorio, il nord del paese, bastione tradizionale dei cartelli, rappresenta la zona geografica più esposta. I cartelli di Sinaloa, del Golfo e di Juárez sono da anni nella <a href="http://rsfitalia.org/2011/05/03/rsf-i-predatori-della-liberta-di-stampa-2011/">lista annuale dei predatori della libertà di stampa</a> di Reporters sans frontières.</p>
<p>Alla responsabilità del crimine organizzato in questo fallimento dello stato di diritto si aggiunge quella delle autorità, fatta di complicità oh negligenza. Le violazioni dei diritti umani attribuite alla polizia ed all&#8217;esercito e la corruzione dei dirigenti politici, frequentemente implicati nei reati di traffico di stupefacenti, costituiscono altrettanti freni alle inchieste sugli attacchi o i crimini subiti dai giornalisti e dalle loro redazioni. All&#8217;ultimo trimestre del  2010, l’8% degli effettivi della polizia federale messicana erano stati rinviati a giudizio per sospetti di collusione col narcotraffico. Uno studio di Article 19 e del Centro Nacional de Comunicación Social (Cencos) attribuisce, nel 2010, il 49.03% degli attacchi ai giornalisti alle autorità contro il 26.45% alla criminalità organizzata.</p>
<p>Con 80 giornalisti assassinati dal 2000 e quattordici scomparsi dal 2003, il Messico è in testa alla classifica di paese più pericoloso del continente per i mezzi d’informazione. Era, nel 2010, il secondo paese per numero di giornalisti uccisi insieme all’Irak, subito dopo al Pakistan.</p>
<p>Gli utenti dei social network non sono nemmeno loro al riparo della rappresaglia. Per aver avvisato su Twitter e Facebook dei possibili attacchi del crimine organizzato a una scuola di Veracruz, Maria de Jesús Bravo e Gilberto Martínez Vera hanno passato un mese dietro le sbarre tra agosto e settembre del 2011. Alla fine le pesanti accuse di «terrorismo» e «sabotaggio» sono state ritirate. Il  2011 resterà segnato anche dall’assassinio di María Elizabeth Macías, caporedattrice del quotidiano Primera Hora, stampato a Nuevo Laredo, nello Stato di Tamaulipas (Est). Autrice di un blog, la giovane giornalista utilizzava le reti sociali per informare sulle attività della criminalità organizzata della regione.</p>
<p>Nessuno di questi crimini è stato veramente chiarito dalla giustizia. La speciale sezione dedicata alla lotta agli attacchi contro i giornalisti (Fiscalía Especial para la Atención de Delitos Contra la Libertad de Expresión &#8211; FEADLE) non ha ottenuto alcun risultato significativo dalla sua istituzione nel febbraio del 2006. Di fronte all’escalation del terrore i giornalisti, costretti a lavorare sotto minaccia,  sempre più devono scegliere tra l’autocensura e l’esilio.</p>
<p>In ogni caso, sul piano giuridico possiamo segnalare un miglioramento ottenuto con la depenalizzazione, a livello federale, dei reati d’informazione promulgata nel 2007. Una convenzione su <a href="http://fr.rsf.org/mexique-prison-pour-un-representant-de-05-11-2010,38754.html" target="_blank">nuovi meccanismi di protezione </a> riguardanti i giornalisti è stata ratificata a livello federale nel novembre del 2010, ma non è ancora entrata in vigore.</p>
<p>Ultimo aggiornamento: Settembre 2011</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5697/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5697&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>PARADISI DELLA CENSURA: Una nuova campagna di Reporters sans frontières</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[- INIZIATIVE di RSF]]></category>
		<category><![CDATA[- Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[@ INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Tailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>

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		<description><![CDATA[Non chiudere gli occhi sulla censura. Scopri cosa c’è dietro le quinte della tua prossima vacanza. Questo è lo slogan della nuova campagna che Reporters sans frontières lancia per richiamare l’attenzione dei turisti sulla libertà di parola e sulla libertà dell’informazione in Tailandia, Messico e Vietnam. Per saperne di più, visita il sito dedicato alla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5677&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em><strong></strong></em><a href="http://rsfitalia.wordpress.com/wp-admin/www.paradisidellacensura.it"><em><strong><img class="size-full wp-image-5681 aligncenter" title="Paradisi della censura" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/10/paradisi-della-censura-orizzontale.jpg?w=468&#038;h=105" alt="" width="468" height="105" /></strong></em></a><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Non chiudere gli occhi sulla censura.<br />
Scopri cosa c’è dietro le quinte della tua prossima vacanza.</em></strong></p>
<p style="text-align:left;">Questo è lo slogan della nuova campagna che Reporters sans frontières lancia per richiamare l’attenzione dei turisti sulla libertà di parola e sulla libertà dell’informazione in <a href="http://paradisidellacensura.wordpress.com/tailandia-2/">Tailandia, </a><a href="http://paradisidellacensura.wordpress.com/messico/">Messico</a> e <a href="http://paradisidellacensura.wordpress.com/vietnam/">Vietnam</a>.<br />
Per saperne di più, visita il sito dedicato alla campagna: <a href="http://www.paradisidellacensura.it" target="_blank"><strong>www.paradisidellacensura.it</strong></a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5677/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5677/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5677&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Paradisi della censura</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>MESSICO: Assassinato un altro giornalista nello stato di Veracruz</title>
		<link>http://rsfitalia.org/2011/06/23/messico-assassinato-un-altro-giornalista-nello-stato-di-veracruz/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 23:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messico]]></category>

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		<description><![CDATA[Miguel Ángel López Velasco è stato trovato assassinato nella sua casa di Veracruz (stato federale del sud-est messicano), lo scorso 20 giugno. Il giornalista e direttore del quotidiano online Notiver, sua moglie e suo figlio sono stati crivellati a colpi d’arma da fuoco, appena una settimana dopo l’omicidio di un altro giornalista, Pablo Ruelas Barraza, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5587&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5588" title="arton40499-a687d" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/06/arton40499-a687d.jpg?w=468" alt=""   />Miguel Ángel López Velasco </strong><strong>è stato trovato assassinato nella sua casa di Veracruz (stato federale del sud-est messicano), lo scorso 20 giugno. Il giornalista e direttore del quotidiano online <em>Notiver</em>, sua moglie e suo figlio sono stati crivellati a colpi d’arma da fuoco, appena una settimana dopo l’omicidio di un altro giornalista, </strong><strong><a href="http://es.rsf.org/mexico-desde-hace-tres-dias-no-se-tienen-10-06-2011,40439.html"><strong>Pablo Ruelas Barraza</strong></a></strong>, ucciso nello stato di Sonora.<strong> </strong></p>
<p>Reporters sans frontières è scioccata da questo evento. La violenza contro i giornalisti messicani non ha fine. Chiediamo alle autorità preposte che nelle indagini venga privilegiata la pista professionale e che i responsabili siano identificati il prima possibile.</p>
<p>Secondo le informazioni riportate dal giornale <em>Notiver</em> e confermate a Reporters sans frontières, mentre Velasco, sua moglie e suo figlio ventunenne stavano dormendo, intorno alle 5.30 del 20 giugno scorso, alcuni soggetti armati non identificati sono entrati con forza in casa loro, situata nel quartiere López Arias (nel nord della città di Veracruz) e hanno assassinato l’intera famiglia.</p>
<p>Miguel Ángel López Velasco, conosciuto come “Milo Vera”, aveva 55 anni e lavorava al quotidiano locale <em>Notiver</em> da circa venti anni; inzialemente si è occupato di cronaca nera, poi è stato nominato vicedirettore della sezione “Sucesos”. Nella sua rubrica “Va de Nuez”, il giornalista affrontava temi di sicurezza pubblica, sequestri, casi di corruzione e di abuso di potere nella regione. Stava anche seguendo, dall’aprile 2010, la scomparsa del giornalista <strong>Evaristo Ortega Zárate</strong><strong>.</strong></p>
<p>Velasco aveva già subìto minacce. Nel 2007 un gruppo di narcotrafficanti lasciò una testa umana all’ingresso degli uffici di <em>Notiver</em>, accompagnata da un messaggio: “Qui ti lasciamo un regalo [...] molte teste fanno questa fine, Milovela e molti altri già lo sanno, queste teste sono per mio padre. Cordiali saluti, il figlio di Mario Sánchez e della <em>Gente Nuova</em>”.</p>
<p>Le autorità hanno dato inizio alle indagini sull’assassinio di Velasco. Nel frattempo, il governatore dello stato di Veracruz, Javier Duarte, ha visitato la sede di <em>Notiver</em>. “È un omicidio codardo che colpisce l’intera società di Veracruz; non si tratta solo di un attacco a un mezzo di comunicazione o a un’azienda [...] questo non è un fatto isolato ma, al contrario, fa parte di una catena di azioni delinquenziali che stiamo vivendo come attacco a tutto il paese”, ha dichiarato il governatore, aggiungendo che non c’è spazio per l’impunità e promettendo che le indagini saranno portate fino in fondo. Reporters sans frontières spera che Duarte mantenga fede alle sue promesse e che le autorità federali applicheranno subito i <span style="text-decoration:underline;">meccanismi di protezione</span> per i giornalisti, approvati nel novembre 2010. <span style="text-decoration:underline;"> </span></p>
<p>Il Messico è per i mass media uno dei paesi più pericolosi del continente, i giornalisti sono spesso vittima del <span style="text-decoration:underline;">crimine organizzato</span> e devono ricorrere all’autocensura. Dal 2000 sono stati assassinati 75 giornalisti, di cui 9 originari di Veracruz. Altri 13 risultano scomparsi dal 2003. L’anno 2010 è stato uno degli anni più violenti per lo stato di Veracruz: si sono registrati 179 omicidi complessivi, secondo i dati del governo federale. Dal 2007 Veracruz sta affrontando una spirale di violenza. I suoi abitanti sono testimoni di frequenti scontri tra le forze di sicurezza e i cartelli dei narcotrafficanti. Tra le ultime vittime originarie di questa regione messicana troviamo <strong><a href="http://es.rsf.org/mexico-encuentran-el-cuerpo-de-un-03-06-2011,40402.html"><strong>Noel López Olguín</strong></a></strong>, collaboratore del settimanale <em>Noticias de Acayucan</em>, il cui corpo è stato ritrovato lo scorso 1 giugno, e <a href="http://en.rsf.org/mexico-newspaper-editor-sends-text-23-04-2010,37138.html">Evaristo Ortega Zarate</a> del quotidiano <em>La Opinión</em>, rapito nell’aprile 2010.</p>
<p>L’offensiva federale contro il narcotraffico, intrapresa nel dicembre 2006, ha causato più di 40000 morti in tutto il paese. Reporters sans frontières continua ad appoggiare la campagna anti-violenza <a href="http://es.rsf.org/mexique-campana-basta-de-sangre-no-sangre-11-02-2011,39527.html">&#8220;¡Basta de Sangre!&#8221; &#8211; “No + sangre”</a>, realizzata e portata avanti da vignettisti messicani.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5587/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5587&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>PANAMA – Campagna per screditare i giornalisti dopo le rivelazioni di WikiLeaks</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 00:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Panama]]></category>

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		<description><![CDATA[Una campagna di odio sembrerebbe essersi scatenata nei confronti di quei giornalisti che hanno diffuso le rivelazioni di WikiLeaks contenenti informazioni imbarazzanti  per il governo del Presidente del Panama Ricardo Martinelli. Questi attacchi, comparsi sotto forma di video scandalosi, riguardano principalmente i giornalisti che lavorano per il quotidiano La prensa. “Questi metodi fanno pensare a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5513&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5514" title="arton40250-f8bed" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/05/arton40250-f8bed.jpg?w=468" alt=""   />Una campagna di odio sembrerebbe essersi scatenata nei confronti di quei giornalisti che hanno diffuso le rivelazioni di WikiLeaks contenenti informazioni imbarazzanti  per il governo del Presidente del Panama Ricardo Martinelli. Questi attacchi, comparsi sotto forma di video scandalosi, riguardano principalmente i giornalisti che lavorano per il quotidiano <em>La prensa</em>.</p>
<p>“Questi metodi fanno pensare a un vile atto di vendetta da parte di coloro che sono al potere contro i media che hanno diffuso le informazioni rilasciate da WikiLeaks”, ha detto Reporters sans frontières. “Tali informazioni &#8211; ha proseguito &#8211; sono di pubblico interesse. Le autorità giudiziarie devono indagare sull’origine di questi video spregevoli e sul sostegno politico che sembrano aver ricevuto, a costo di dover arrivare al cuore della presidenza”.</p>
<p>“Tra i giornalisti la cui reputazione è stata diffamata troviamo <strong>Alvaro Alvarado</strong>, a cui lo stesso Presidente Martinelli, nel novembre 2010, aveva detto che tali pratiche sarebbero cessate. Sei mesi dopo, invece, nulla è cambiato. Perché?”</p>
<p>L’ultimo video, che secondo le nostre fonti è stato registrato il 7 maggio, si rivolge soprattutto a <strong>Santiago Cumbrera</strong>, giornalista dell’unità investigativa de <em>La Prensa</em>. Un video precedente, postato il 28 aprile su Youtube, ne denunciava l’editrice <strong>Lina Vega Abad</strong> come “manipolatore dell’informazione”<strong>. </strong></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://rsfitalia.org/2011/05/11/panama-%e2%80%93-campagna-per-screditare-i-giornalisti-dopo-le-rivelazioni-di-wikileaks/"><img src="http://img.youtube.com/vi/b-Sixl6PJ14/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>È inoltre circolato un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=n-IgHT3u0fE" target="_blank">video che attacca Monica Palm</a>, editorialista e direttore dell’edizione del weekend de <em>La Prensa</em>.</p>
<p>Questi video stigmatizzano le relazioni esistenti tra i suddetti giornalisti e il Partito Democratico Rivoluzionario (PRD), principale oppositore del Partito del Cambiamento Democratico a cui appartiene il Presidente Martinelli attualmente al potere.</p>
<p>Gli attacchi sono stati mossi dopo la pubblicazione de <em>La Prensa </em>delle <a href="http://especial.prensa.com/wikileaks/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">notizie inviate dall’ambasciata statunitense a Panama al Dipartimento di Stato degli USA</span></a> a Washington alla fine del 2009. Questi cablogrammi, che citavano fonti della <em>Drug Enforcement Administration</em>, sollevavano domande sul presunto coinvolgimento del Ministro del Turismo Salomón Shamah (lo stratega della precedente campagna elettorale di Martinelli) in un traffico di droga e sui suoi legami con un uomo d’affari colombiano altamente discusso: David Murcia Guzmán, attualmente trattenuto negli Stati Uniti con accuse di “vendita piramidale” e “riciclaggio di denaro”. Secondo i cablogrammi, Guzmán avrebbe concesso contributi finanziari considerevoli alle campagne dei due principali partiti politici.</p>
<p>Da quando Martinelli è Presidente, la situazione della libertà di stampa a Panama è notevolmente peggiorata. Ci sono stati casi di giornalisti <a href="http://en.rsf.org/panama-retired-journalist-arrested-to-29-06-2010,37839.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">detenuti</span></a>, <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://en.rsf.org/panama-two-spanish-journalists-facing-28-02-2011,39639.html" target="_blank">espulsi</a> </span>o <a href="http://en.rsf.org/panama-absurd-and-dangerous-ruling-bans-07-10-2010,38510.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">sospesi</span> dalle loro attività lavorative</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5513/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5513&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>PERU&#8217;- Priorità alla pista professionale nelle indagini sull’assassinio di un giornalista in contrasto con le autorità locali</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 22:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RSF Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Perù]]></category>

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		<description><![CDATA[L’omicidio del giornalista radiofonico Julio Castillo Narváez avvenuto a Virú il 3 maggio, Giornata Mondiale della Liberta di Stampa, ha gettato un’ulteriore ombra su un giorno che dovrebbe rappresentare la celebrazione dei giornalisti e dei media di tutto il mondo. La morte di Castillo è, molto probabilmente, dovuta al suo lavoro di conduttore di un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5494&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5495" title="arton40234-20c04" src="http://rsfitalia.files.wordpress.com/2011/05/arton40234-20c04.jpg?w=468" alt=""   />L’omicidio del giornalista radiofonico Julio Castillo Narváez avvenuto a Virú il 3 maggio, Giornata Mondiale della Liberta di Stampa, ha gettato un’ulteriore ombra su un giorno che dovrebbe rappresentare la celebrazione dei giornalisti e dei media di tutto il mondo.</p>
<p>La morte di Castillo è, molto probabilmente, dovuta al suo lavoro di conduttore di un programma d’informazione su Radio Ollantay: era stato molto critico con le autorita regionali del Dipartimento La Libertad, di cui aveva denunciato alcune attività.<br />
Castillo, quarantunenne, è il primo giornalista ad essere assassinato in Perù dopo Miguel Pérez Julca, ucciso in circostanze simili a Jaén il 16 marzo 2007.<br />
(<a href="http://es.rsf.org/peru-al-periodista-miguel-perez-julca-15-05-2007,21350.html" target="_blank"> http://es.rsf.org/peru-al-periodista-miguel-perez-julca-15-05-2007,21350.html</a>)</p>
<p>“Le indagini sull’omicidio di Julio Castillo Narváez dovrebbero concentrarsi principalmente sui gravi conflitti esistenti con le autorità regionali”, ha affermato Reporters sans frontières. “È responsabilità del governo e della giustizia evitare ogni tentativo di pressione sulle indagini, che non devono affatto escludere la pista politica; una cosa simile è purtroppo già successa dopo l’assassinio di Miguel Pérez Julca, per il quale sono stati arrestati gli assassini ma non sono stati identificati i veri mandanti del crimine”.</p>
<p>L’organizzazione per la libertà di stampa ha aggiunto: “Le autorità devono muoversi rapidamente per invertire il recente andamento negativo delle violazioni della libertà di stampa senza aspettare l’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica il prossimo 5 giugno. Devono inoltre spiegare perché a Castillo e alla sua stazione radio non è stata data la protezione richiesta”.</p>
<p>Secondo l’IPYS (Instituto Prensa Y Sociedad), Castillo aveva accusato Herbert Jiménez Urquiaga, un membro del consiglio regionale, e sua moglie per il coinvolgimento in un affare immobiliare poco chiaro. Alle sue dichiarazioni era seguito un atto vandalico contro Radio Ollantay. La stazione radio aveva reagito chiedendo, invano, la protezione della polizia per l’edificio e per il suo staff.</p>
<p>Julio Castillo Narváez è stato ucciso da alcuni banditi non identificati, che gli hanno sparato sei colpi di pistola mentre stava pranzando in un ristorante.<br />
La polizia ha dichiarato di aver trovato, nei messaggi arrivati al cellulare di Castillo, minacce di morte rivolte a lui e a un altro giornalista, Rafael Sánchez.</p>
<p>Il Perù ha iniziato il 2011 con un triste bilancio: oltre all’omicidio di Castillo, negli ultimi mesi c’è stata un’allarmante serie di atti intimidatori e attacchi alla stampa, e due giornalisti sono attualmente in carcere con accuse di diffamazione. (<a href="http://en.rsf.org/peru-appeal-to-presidential-candidates-26-04-2011,40105.htm" target="_blank">http://en.rsf.org/peru-appeal-to-presidential-candidates-26-04-2011,40105.htm</a>l)</p>
<p>Nel più esteso territorio sudamericano, proprio in occasione della Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa è stato ucciso anche il giornalista brasiliano Valério Nascimento, a Rio de Janeiro. (<a href="http://es.rsf.org/brasil-o-balanco-agrava-se-apos-o-segundo-04-05-2011,40227.html" target="_blank">http://es.rsf.org/brasil-o-balanco-agrava-se-apos-o-segundo-04-05-2011,40227.html </a>)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rsfitalia.wordpress.com/5494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rsfitalia.wordpress.com/5494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rsfitalia.wordpress.com/5494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rsfitalia.wordpress.com/5494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rsfitalia.wordpress.com/5494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rsfitalia.wordpress.com/5494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rsfitalia.wordpress.com/5494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rsfitalia.wordpress.com/5494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rsfitalia.wordpress.com/5494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rsfitalia.wordpress.com/5494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rsfitalia.wordpress.com/5494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rsfitalia.wordpress.com/5494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rsfitalia.wordpress.com/5494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rsfitalia.wordpress.com/5494/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rsfitalia.org&amp;blog=8283870&amp;post=5494&amp;subd=rsfitalia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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