BOLIVIA: L’esercito aprirà gli archivi della dittatura: un progresso per l’accesso all’informazione

Le forze armate boliviane hanno finalmente deciso di declassificare gli archivi della dittatura, ha fatto sapere il ministro della difesa il 31 maggio 2010. Questa decisione segna un passo avanti notevole per il diritto dei cittadini all’informazione pubblica e il processo di memoria collettiva.

Nel febbraio scorso, lo stato maggiore dell’esercito aveva opposto un rifiuto al procuratore Milton Mendoza, presidente di una commissione civile incaricata di far luce su 156 sparizioni e omicidi commessi sotto la dittatura militare di Luis Garcia Meza (1980-1981), tra cui quello del giornalista e oppositore Marcelo Quiroga Santa Cruz. Questo rifiuto violava in modo clamoroso un’ingiunzione della magistratura.

La messa a disposizione degli archivi richiesti dovrebbe permettere di identificare i militari coinvolti in queste gravi violazioni dei diritti umani, commessi dopo il colpo di stato del luglio 1980.

BOLIVIA: Apertura degli archivi della dittatura:”L’esercito deve piegarsi alle esigenze dell’accesso all’informazione”

Una commissione civile, con a capo il procuratore Milton Mendoza, sta investigando su 156 sparizioni avvenute durante il periodo del regime militare in Bolivia, soprattutto durante i periodi con a capo il generale Hugo Banzer (1971-1978) e del colonnello Luis Garcia Meza (1980-1981). Mendoza, dopo essersi recato ieri presso l’ufficio dello stato maggiore dell’esercito  di La Paz,  ne è uscito un’ora dopo lamentando un forte ostruzionismo verso l’inchiesta da parte dei più alti ufficiali. Lo stesso giorno il ministro della difesa, Ruben Saavedra ha rimarcato che alle forze armate era stato inviato un ordine giudiziario che li obbligava a cooperare. Reporters sans frontières sostiene l’iniziativa del governo di Evo Morales e considera scandaloso, oltre che illegale, il rifiuto opposto dall’esercito di consentire al procuratore l’accesso agli archivi della dittatura militare. E’ fondamentale che tutti i paesi che hanno subito l’operazione Plan Condor (Argentina, Brasile, Cile, Paraguai e Uruguai) si dotino di una legislazione che consenta l’accesso alle informazioni imponendo alle proprie istituzioni militari di rispondere alle domande della stampa, della giustizia e delle organizzazioni della società civile. Non ne va solo della libertà di informare, ma anche della memoria collettiva.

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