Non porta molto bene parlare delle attività controverse delle aziende che mettono a rischio l’ambiente, spesso in connivenza con le autorità locali e dei conflitti che esse suscitano in certe province. La stampa argentina ne ha fatto recentemente esperienza. Nelle diverse regioni, soprattutto in quelle di Catamarca, di Neuquen e di Chaco, cinque giornalisti sono stati violentemente aggrediti o minacciati di morte. Tra questi Nicolas Ziggioto e il suo cameraman Lucas Olaz sono stati aggrediti e privati del loro materiale, mentre facevano un servizio sul conflitto fortissimo tra popolazione locale e la compagnia Aguas Ricas. La comunità locale denuncia illeciti da parte delle autorità, tra cui anche il sindaco, per favorire la compagnia nello sfruttamento di un giacimento che arrecherebbe rischi per l’ambiente e la salute pubblica. Maria Marquez ha subito minacce di morte verso se stessa e verso i figli e minacce d’incendio dell’abitazione per aver parlato dell’ordine del sindaco di reprimere senza pietà un movimento di protesta. La carica della polizia si era conclusa con una decina di feriti e una trentina di arresti. Una decisione della magistratura ha sospeso le attività della compagnia fino a nuovo ordine. Dante Fernandez è stato picchiato violentemente al volto allo stomaco e alla schiena e dichiara che si tratta evidentemente di un problema politico, visto che i media si fanno carico di diffondere la lotta della popolazione locale contro le aziende che inquinano. Anche Norberto Guerrero è stato picchiato per aver parlato dell’estendersi delle attività di due società minerarie sui territori delle comunità indigene di Mapuches e i cavi della stazione, da cui aveva trasmesso il servizio, sono stati messi fuori uso.
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