TOGO – Giornalista aggredito: periodo post-elettorale difficile per i reporter.

Il 13 marzo 2010, durante il corso della manifestazione dell’opposizione in Togo, il corrispondente dell’Agence France Presse (AFP) è stato vittima di un’aggressione da parte di un manifestante che aveva appena fotografato, il quale, con l’aiuto di altri manifestanti, ha cercato di portargli via la macchina fotografica. Molti suoi colleghi, soprattutto della Reuters e di Reporters sans frontières, sono stati violentemente respinti, mentre cercavano di venire in suo aiuto.

Questa aggressione è avvenuta in un contesto di estrema tensione dovuto alla contestazione da parte dell’opposizione, che sostiene il candidato Jean-Pierre Fabre, dei risultati elettorali, che danno per vincitore il presidente uscente Faure Gnassingbé. In effetti diversi osservatori internazionali hanno segnalato delle irregolarità.

Reporters sans frontières ricorda tuttavia che i giornalisti sono dei semplici osservatori e non ce la si può prendere con loro, in quanto un’aggressione verso la stampa è un attentato al diritto di ciascuno ad essere informato. L’organizzazione chiede dunque ai manifestanti di lasciar fare ai media il proprio lavoro, ma chiede altresì che i responsabili politici condannino fermamente questo genere di aggressioni e di minacce.

TOGO: Finalmente concessi i visti a Radio France, RFI, RTL, e a La Croix

Le redazioni di Radio France, Radio France Internationale (RFI), di RTL e del quotidiano La Croix hanno finalmente ottenuto il visto per il Togo nella giornata del 4 marzo 2010, data dell’elezione presidenziale. Gli inviati speciali di Radio France e di RFI si sono recati a Lomé, ma questa decisione tardiva ha permesso solo una copertura parziale degli scrutini. S

Secondo i primi dati della Commissione elettorale nazionale indipendente il presidente uscente Faure Gnassingbé, candidato dell’Unione del Popolo Togolese (RPT),  ha vinto le elezioni con il 60,92% dei voti contro il 33,94% in favore di Jean-Pierre Fabre, principale candidato dell’opposizione, che ha contestato i risultati del 5 marzo affermando di essere il vero vincitore.

TOGO: Impedito alle redazioni di Radio France, RFI, RTL e La Croix di fare servizi sull’elezione presidenziale.

Reporters sans frontières denuncia il rifiuto dell’accreditamento da parte delle autorità togolesi a diversi media francesi alla vigilia delle elezioni presidenziali del 4 marzo 2010. L’organizzazione sostiene le redazioni di Radio France, RFI, RTL e La Croix che, private dei visti per il Togo hanno pubblicato una dichiarazione riguardante l’impossibilità di coprire in modo adeguato un evento cruciale per il paese africano. Il 23 dicembre scorso Reporters sans frontières aveva già denunciato il fatto che numerosi giornalisti francesi avevano difficoltà ad ottenere i visti per Lomé. L’elezione presidenziale rappresenta un momento importante per la vita politica del Togo. La stampa deve poter seguire gli scrutini in tutta libertà così come la campagna elettorale che precede. Impedire ai media internazionali di seguire il voto è come gettare già un velo su di un avvenimento che dovrebbe essere svolto nella massima trasparenza.

TOGO: Impedito a giornalisti stranieri di seguire la pre-campagna elettorale

Reporters sans frontières ha appreso, da fonti concordanti,  che attualmente diversi giornalisti francesi hanno difficoltà ad ottenere un visto per  il Togo. Con l’approssimarsi delle elezioni presidenziali previste per il 28 febbraio 2010, mentre diversi candidati sono già in piena pre-campagna, l’organizzazione si preoccupa delle condizioni in cui i media nazionali e stranieri potranno lavorare.

“L’elezione presidenziale prevista fra due mesi sarà un momento forte della vita politica togolese. La stampa dovrà poter seguire in tutta libertà e trasparenza gli scrutini e la campagna che li precede. Facciamo appello alle autorità affinché acconsentano a rilasciare un visto professionale ai giornalisti stranieri che ne faranno richiesta e a garantire l’accesso ai media pubblici, con parità di trattamento su di essi per la totalità dei candidati”, ha dichiarato Reporters sans frontières.

“Al consolato del Togo a Parigi, la hostess per l’accoglienza telefonica, incaricata di ricevere le domande di visto, non fa certo dell’uncinetto. “Non avete che da sbrigarvela attraverso il sito Internet”, risponde ella. C’è un fatto: per entrare nel Togo oggi, la dicitura “giornalista francese” sulla domanda d’iscrizione, diviene redibitoria. Non ti dicono “No, lascia perdere”, sostiene un giornalista bretone che spera di approdare in Togo per riportare la campagna del franco-togolese Kofi Yamgnane, ex deputato del Finistère e candidato all’elezione presidenziale. Il giornalista ha depositato la domanda per il visto a fine novembre e ad oggi non ha ancora ottenuto risposta. Intervistato da Reporters sans frontières, ha confessato di aver dovuto rinunciare al viaggio. Altri giornalisti di quotidiani francesi e di agenzie di stampa sono nella stessa situazione.

I numerosi tentativi dell’organizzazione per ottenere delle spiegazioni da parte dell’ambasciata del Togo a Parigi, restano vani. Tace perfino il ministero della Cultura e della Comunicazione, incaricato della consegna degli accreditamenti alla stampa straniera.

“Il potere togolese non apre facilmente il microfono a propri oppositori, ma la situazione è comunque migliorata. Per il momento siamo esposti ad intimidazioni, cosa che mi pare positiva. Ma è vero che i giornalisti stranieri dovrebbero poter venire in Togo liberamente. Che fastidio danno? Non ha alcun senso”, ha confidato da parte sua un giornalista togolese a Reporters sans frontières.

“La stampa straniera non è la benvenuta in Togo. Il ministro della Cultura e della Comunicazione rifiuta di consegnare ai rappresentanti dei media internazionali i documenti necessari ad ottenere il prezioso “sésamo”, afferma Kofi Yamgnane.

Questo mese il Togo ha espulso il primo segretario dell’ambasciata di Francia a Lomé, Eric Bosc, ufficialmente per “attività incompatibili con il suo status di diplomatico”. In realtà le autorità gli contestano rapporti troppo ravvicinati con Kofi Yamgnane. Per reciprocità, la Francia ha preteso che un diplomatico togolese lasciasse il proprio posto a Parigi.

TOGO: Il giornale “Golf Info” sospeso per due mesi e condannato ad una multa record per diffamazione

Reporters sans frontières denuncia la decisione della giustizia togolese del 16 dicembre 2009 di condannare il trisettimanale Golf Info a versare all’ANR (Agence nazionale de reinseignement) la somma record di 80 milioni di franchi CFA (circa 120000 euro). Accusato di “diffamazione” il giornale è stato inoltre sospeso per due mesi.

“Come giustificare che una multa così esorbitante e contraria alla legge sia inflitta ad un giornale indipendente?” Questa decisione, senza precedenti in Togo, mette semplicemente in pericolo la sopravvivenza del giornale e non deve costituire un precedente. Le autorità dovrebbero dapprima portare le prove della colpevolezza di Golf Info e, nel caso che la diffamazione venga accertata, pronunciare una pena meno severa e più giusta” ha dichiarato l’organizzazione.

Il 16 dicembre il tribunale di prima istanza di Lomé non solo ha condannato il giornale a risarcire l’ANR con 80 milioni di franchi CFA, ma gli anche chiesto di versare 1500000 franchi CFA (circa 2300 euro) per aver commesso il fatto. Considerandosi diffamata, l’ANR aveva reclamato 100 milioni di franchi CFA di danni e di interessi, mentre il pubblico ministero aveva richiesto solamente il pagamento di una multa di 1500000 franchi CFA e la sospensione di una pubblicazione.

Il direttore di Golf Info, Kouvani Sodji, ha denunciato una “decisione politica” e ha manifestato l’intenzione di ricorrere in appello.

Interrogato da Reporters sans frontières, un avvocato dell’ordine di Lomé ha dichiarato: “Questa pena è esagerata, i giornali del Togo non hanno tutti questi mezzi. Una multa di 1500000 franchi e la sospensione di una pubblicazione sarebbero state più che sufficienti.”

L’ANR accusa il giornale di averla citata come fonte, in un articolo del 30 settembre scorso, a proposito di un affare di traffico di droga, in cui sarebbe implicato Mey Gnassingbé, incaricato della missione alla presidenza della repubblica e fratellastro del capo di stato Faure Gnassingbé. Il fatto sarebbe cominciato con l’interrogazione, all’aeroporto di Lomé, di Eugène Attigan, conduttore della televisione pubblica TVT, che trasportava cocaina nei suoi bagagli. In seguito all’udienza di questo giornalista, su tali dichiarazioni, Golf Info aveva scritto: “Una cosa è certa, e porta alla stessa fonte vicina all’ANR: l’accusato avrebbe affermato di essere in missione per conto di Mey Gnassingbé”. Il giornale ha sostenuto in seguito che la famiglia Gnassingbé era stata spesso menzionata nelle questioni di droga.

Dopo il 2004, la legge togolese non prevede multe superiori a cinque milioni di franchi CFA, anche in caso di “offesa al capo di stato”.

TOGO: L’ autorità di controllo delle comunicazioni non dovrebbe essere trasformata in un mezzo di polizia, lettera aperta di RSF al Presidente

arton34921-ccd3fReporters Without Borders today sent an open letter to the President of Togo, Faure Gnassingbé, urging him not to promulgate a draft law passed by parliament on 30 October that would strengthen the powers of the High Council for Broadcasting and Communication (HAAC). This is the text of the letter:

Mr Faure Essozimna Gnassingbé
President of the Republic
Lomé – Togo
Paris, 5 November 2009

Dear Mr President,

Reporters Without Borders, an international organisation that defends press freedom, would like to draw to your attention our concern about a draft law adopted by the Togolese parliament on 30 October 2009 that will strengthen the powers of the High Council for Broadcasting and Communication (HAAC).

Our organisation supports the existence of regulatory bodies for the media and the principle of professional self-regulation. But in this case we believe that the HAAC already has sufficient prerogatives. In fact, it has already on several occasions imposed sanctions against media. This year, for example, the HAAC has banned several publications, and for one week in April, suspended interactive programmes on the country’s radio and television stations.

The right, contained in the draft law recently adopted by parliament, to increase the duration of media bans and to ease proceedings for formal warnings or seizure of equipment, seem to us unjustified. Encouraging the HAAC to rule as a “disciplinary adviser” by giving it permission to conduct hearings with journalists “responsible for serious errors” also seems worrying to us. The concept of a “serious error” is vague and subjective and should be more precisely defined within a strict legal framework.

Mr President, the HAAC is a regulatory body. It should not be turned into a “media police”, with powers that are too coercive and which would not fail to provide ammunition to supporters of political extremism. You are now the only authority that can prevent this dangerous drift. That is why we solemnly ask you not to promulgate this law which will amend the law of 15 December 2004.

In taking such a decision, you will send a strong and reassuring signal to journalists, to your citizens as well as to the international community. Ahead of presidential elections in early 2010, a crucial period for Togo, you will reassure public opinion and demonstrate your determination not to obstruct the holding of a free and pluralist debate.

I trust you will respond favourably to our request.

Yours sincerely,

Jean-François Julliard
Secretary General

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