Ad un anno dalla manifestazione popolare del 7 febbraio 2009, la cui repressione per mano dei membri della guardia presidenziale aveva fatto decine di morti e centinaia di feriti, Reporters sans frontières rende omaggio ad un giovane giornalista di Radio et Télévision Analamanga (RTA), Ando Ratovonirina, ucciso in quel giorno con un colpo d’arma da fuoco dietro un orecchio.
“Il 7 febbraio è una data alquanto dolorosa nella memoria collettiva malgascia; così pure per la stampa di questo paese, ingiustamente colpita dalla perdita di uno dei suoi. Rivolgiamo da parte nostra un pensiero più che caloroso alla famiglia di Ando Ratovonirina e ai suoi colleghi. Un anno dopo questo dramma, mentre il Madagascar è ancora instabile politicamente, le autorità devono fare tutto il possibile affinché i giornalisti che si sforzano di informare i loro concittadini in modo indipendente, possano farlo al riparo da violenze, pressioni e minacce”, ha dichiarato l’organizzazione.
Il 7 febbraio 2009 Ando Ratovonirina, fotogiornalista per il canale televisivo privato RTA, è stato ucciso con un colpo alla testa mentre faceva un servizio sulla manifestazione popolare condotta da Andry Rajoelina, allora sindaco di Antananarivo. Il giornalista è stato colpito nelle vicinanze del palazzo presidenziale di Ambohitsorohitra mentre si riunivano i manifestanti. Il suo corpo esanime è stato immediatamente trasportato all’ospedale Ravoahangy, dove i medici ne hanno constatato il decesso.
Ando Ratovonirina aveva 25 anni. Aveva appena completato gli studi di giornalismo e lavorava alla RTA da tre mesi. Prima aveva lavorato come fotografo per il quotidiano La Gazette de la Grande Ile e aveva collaborato anche con l’agenzia Tophos, sotto lo pseudonimo di Hathor.
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