Gheddafi, Ahmadinejad, Putin, Afeworki, Castro. Probabilmente non hai mai sentito parlare di uno di questi? Quale?

In Eritrea i giornalisti non possono riportare quello che succede. Sono in galera. Aiutaci a liberare dalle catene l’informazione.

ERITREA: Quest’uomo non è un giocatore di rugby. E’ un giornalista eritreo.

L’Eritrea è la seconda più grande prigione al mondo per i giornalisti, dopo la Cina. Decine di essi sono torturati e lasciati marcire nei centri di detenzione del paese. Nel 10° anniversario degli arresti di massa di giornalisti e della chiusura dei media privati, è giunto il momento per la comunità internazionale di reagire.

ERITREA: Issaias Afeworki non meno pericoloso di Muammar Gheddafi o Bashar al-Assad

Dieci anni fa, il 18 settembre 2001, gli occhi del mondo intero erano ancora rivolti a New York, obiettivo la settimana precedente di devastanti attacchi di Al Qaida. Ad Asmara, il governo eritreo approfittò di questa distrazione per lanciare una brutale purga politica. “Per l’indifferenza della comunità internazionale, diversi ministri ed ex generali e tutti [...]

RSF: I predatori della Libertà di Stampa 2011, i 38 capi di stato e signori della guerra che seminano il terrore tra i giornalisti

I capi di una macchina repressiva, i leader politici dei regimi ostili alle libertà civili e gli organizzatori di campagne di violenza diretta contro i giornalisti – questi i 38 predatori della libertà di stampa del rapporto 2011 di Reporters sans frontières, reso pubblico il 3 maggio, Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa. Per [...]

ERITREA: Confusione sulle sorti di diversi prigionieri mentre un famoso giornalista è stato arrestato dalle autorità

L’Eritrea resta il peggior paese al mondo per i giornalisti. Una trentina di loro sono attualmente in carcere, segreto, in condizioni disumane tanto che le autorità procedono a nuovi arresti, come quello di uno dei più celebri giornalisti del paese, Said Abdukhai, avvenuto nell’ultima settimana di marzo di quest’anno. Reporters sans frontiéres  fa appello di [...]

ETIOPIA: Reporters sans frontiéres ha scritto al primo ministro Meles Zenawi

Il  5 maggio 2010, Reporters sans frontiéres  ha indirizzato una lettera al primo ministro etiope, Meles Zenawi, per esprimere la propria preoccupazione per il peggioramento, da diverse settimane, del clima in cui operano i giornalisti in Etiopia. L’organizzazione gli ha chiesto di rivedere, in concertazione con i giornalisti, il codice per la stampa adottato a [...]

ERITREA: Radio Erena, una fonte d’informazione indipendente per l’Eritrea

Con sede a Parigi e condotta da giornalisti eritrei in esilio, Radio Erena trasmette ormai da nove mesi. Diffusa via satellite per gli eritrei ancora nel paese e via Internet per coloro in esilio, questa stazione rappresenta la voce indipendente di un paese dove la libertà di stampa non esiste e non esiste nulla al [...]

ERITREA: La giornalista di Radio Bana è detenuta in isolamento ad un anno dall’arresto

La giornalista e saggista Yirgalem Fisseha Mebrahtu è detenuta in isolamento da diverse settimane nella prigione di May Srwa (nord d’Asmara), come riferito da fonti eritree attendibili a Reporters sans frontières. Il motivo di un tale trattamento non è però stato reso noto. La Mebrahtu, giornalista di Radio Bana, è stata arrestata ad Asmara il [...]

ERITREA: Reporters sans frontières chiede l’intervento delle Nazioni Unite per migliorare le condizioni dei giornalisti in carcere

In occasione del terzo anniversario della morte in carcere del giornalista Fessehaye Yohannes, detto “Joshua”, oggi 11 gennaio 2010, Reporters sans frontières ha inviato una lettera al relatore speciale delle Nazioni Unite contro la tortura e pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, Manfred Nowak,  per chiedergli di far di tutto per ottenere un miglioramento [...]

ERITREA: Dawit Isaak ha trascorso anche il suo 3.000° giorno in carcere senza processo

Dawit Isaak, il 10 dicembre 2009, ha trascorso anche il suo 3.000° giorno in carcere senza processo. Nessun avvocato né alcun conoscente ha potuto fargli visita. “E’ triste constatare che Dawit Isaak è ancora in carcere e che il governo svedese non compie sforzi maggiori per pretenderne la liberazione. La Svezia dovrebbe esortare l’Unione Europea [...]

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