Reporters sans frontières esprime le proprie condoglianze e la propria collera per l’omicidio avvenuto ieri 5 aprile 2010 verso sera di Patient Chebeya Bankome, detto Montigomo. Il cameraman è stato ucciso da proiettili sotto gli occhi della moglie, mentre rientrava a casa, nella città di Beni (provincia del Nord-Kivu).
Il 5 aprile verso le 22, Montigomo, cameraman indipendente che lavorava per diverse televisioni tra cui quella pubblica Radio-Televison Nationale Congolaise (RTNC), è stato spogliato della sua borsa contenente le videocassette, del cellulare e del denaro prima di essere ammazzato con quattro colpi sparati a bruciapelo.
Due sospetti, un sottotenente e un capo sergente maggiore, entrambi appartenenti alla base logistica delle forze armate della Repubblica del Congo (FARDC), sono stati arrestati subito dopo il crimine. “Non si tratta di un’imboscata ma di un’azione ben congegnata. Si tratta di un episodio molto triste che condanniamo con forza”, ha dichiarato a Reporters sans frontières il sindaco di Beni, Mufunza Bayengo.
Montigomo, 35 anni, aveva ripreso la maggior parte dei conflitti armati nell’est del paese, soprattutto nella provincia di Ituri.
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Reporters Without Borders condemns police harassment and violence against journalists during and after the 12 June elections in which, as expected, President Denis Sassou N’Guesso won another term. A French journalist told the press freedom organisation: “We were just going about our work when anti-riot police attacked us and seized our equipment.”
Reporters Without Borders and Journalist in Danger (JED) today published a report on their investigation into Franco-Congolese journalist Bruno Jacquet Ossébi’s mysterious death in a military hospital in Brazzaville on 2 February, 12 days after he was injured in a fire at his home that killed his girlfriend and her two children.
