CAMERUN: Bisogna rendere giustizia a Bibi Ngota, lettera aperta al presidente Paul Biya

Il 7 maggio 2010 Reporters sans frontières ha scritto una lettera al presidente della Repubblica del Camerun, Paul Biya, per chiedergli di prendere dei provvedimenti straordinari e di intraprendere delle riforme profonde e coraggiose al fine di far progredire la libertà di stampa nel suo paese. L’organizzazione ritiene che, due settimane dopo il decesso, presso la prigione di Kondengui a Yaoundé, del giornalista Ngota Ngota Germain, detto Bibi Ngota, le autorità non possano restare con le mani in mano.

. Chiedono che TSN ritorno ai principi fondamentali del giornalismo: obiettività, equilibrio e equità.

CAMERUN: Un giornalista malato muore in carcere a Kondengui

Nella notte tra mercoledì e giovedì è deceduto Ngota Ngota Germain, direttore di pubblicazione del settimanale Cameroun Express, detenuto dal 10 marzo 2010 nella prigione di Kondengui a Yaoundé.

Arrestato il 10 marzo 2010 con due colleghi, direttori di pubblicazione, è stato messo insieme a loro, nelle celle comuni con trenta persone, sprovvisto di letti e servizi sanitari. “Durante le mie visite ho potuto constatare che le condizioni di detenzione di mio marito e dei suoi colleghi erano deplorevoli. Le autorità penitenziarie inoltre sapevano che mio marito soffriva di asma e di ipertensione, ma non hanno mai fornito i farmaci necessari per la cura”, ha confidato Ngo’o Georgette, la moglie del giornalista, a Reporters sans frontières

CAMERUN: Lo stato di salute di tre giornalisti detenuti nella prigione di Kondengui sta peggiorando

Lo stato di salute di tre direttori di pubblicazione, nel carcere di Kondengui, a Kondengui,  dal 10 marzo 2010, sta perggiorando. Le autorità giudicano Serge Sabouang, Robert Mintya e Ngota Ngota Germain di essere gli autori di un falso documento, in cui era stata imitata la firma del segretario generale della presidenza della Repubblica, Laurent Esso, che mirava a screditarlo.

“Tutti sanno che questi giornalisti sono privati della libertà al posto dei veri colpevoli, conosciuti dalle autorità giudiziarie, ma che non sono ancora stati arrestati. La loro detenzione non è soltanto ingiusta: è anche pericolosa. Imprigionati in celle collettive con detenuti comuni, i tre giornalisti sono in uno stato psicologico e fisico estremamente fragile. Uno di loro soffre di ipertensione e di asma”, ha detto Reporters sans frontières.

CAMERUN: Liberati i due giornalisti trattenuti dai servizi segreti per sette giorni

Simon Hervé Nko’o e Serge Sabouang, i due giornalisti arrestati il 5 febbraio da appartenenti al General Directorate for External Investigation (DGRE) senza nessun motivo dichiarato, sono stati finalmente rilasciati la sera del 12 febbraio.

CAMERUN: Due giornalisti trattenuti dai servizi segreti. Reporters sans frontières si rivolge alla autorità

Reporters sans frontières chiede al Delegato generale alla Sicurezza Nazionale, Emmanuel Edou, di fornire senza perdere tempo le informazioni riguardanti lo stato dei giornalisti Simon Hervé Nko’o e Serge Sabouang. L’organizzazione è senza notizie sui due uomini dal giorno dell’arresto, il 5 febbraio 2010, avvenuto da parte di membri della Direzione generale della ricerca estera (DGRE, agenzia dei servizi segreti)

“Il metodo inaccettabile con il quale i due giornalisti sono stati arrestati ricorda stranamente i rapimenti dei giornalisti in Zimbabwe nel momento peggiore della repressione orchestrata da Robert Mugabe. Tali metodi sono indegni di uno stato di diritto, quale il Camerun pretende di essere. Le autorità devono dichiarare pubblicamente ciò di cui li accusano e rendere noto il luogo dove sono detenuti. Devono inoltre permettere loro di comunicare con le famiglie”, ha dichiarato l’organizzazione.

Simon Hervé Nko’o, corrispondente per il settimanale Bebela di Doula e Serge Sabouang, direttore di pubblicazione del bimensile La Nation sono stati arrestati arbitrariamente il 5 febbraio. Il domicilio di Nko’o è stato perquisito da cima a fondo al momento del suo arresto e poi saccheggiato un po’ più tardi. I due giornalisti sarebbero trattenuti nei locali della DGRE, a Yaoundé.

Secondo la direttrice di Bebela, Henriette Ekwé, Simon Hervé Nko’o è stato arrestato con il pretesto che deterrebbe un documento compromettente per personalità in vista della Repubblica, tra i quali il segretario generale della presidenza, Laurent Esso. Quest’ultimo avrebbe affermato che questo documento, che denuncia una transazione dubbiosa, sarebbe un falso, atto a screditarlo.

Secondo l’Agence France-Presse (AFP), che cita una fonte locale che desidera restare anonima, i direttori di pubblicazione dei giornali privati Cameroun Express e Le Devoir, Bibi Ngota e Robert Mintsa, sono stati brevemente interpellati per lo stesso caso il 5 febbraio.

In un altro caso quattro giornalisti Ananie Bindzi, Alex Azebaze, Thierry Ngongang e Aboya Manassé sono stati portati in giudizio per aver commentato nel giugno 2008, durante una trasmissione televisiva “Cartes sur tables” del canale STV, le procedure giudiziarie dell’operazione Epervier. Erano stati ascoltati la mattina del 9 febbraio  dal procuratore. Il caso era stato poi rinviato al 9 marzo, grazie all’assistenza di nuovi avvocati. Questi giornalisti rischiano fino a tre anni di prigione e cinque milioni di franchi CFA di multa.

CAMERUN: Sollievo per la liberazione di Jean-Bosco Talla

Reporters sans frontières prende atto della rimessa in libertà avvenuta il 13 gennaio 2010 di Jean-Bosco Talla, direttore del settimanale privato Germinal. E’ stato rilasciato dalla prigione di Kondengui, a Yaoundé, dopo aver pagato la multa che gli era stata inflitta il 28 dicembre scorso, per “oltraggio al presidente della repubblica”.

Il giornalista si è detto sereno e ha riferito all’Agence France-Presse (AFP) che Germinal continuerà ad essere pubblicato e con la stessa linea editoriale.

Leggi il comunicato del 29 dicembre 2009

CAMERUN: Jean-Bosco Talla condannato ad un anno di prigione con la condizionale; una decisione in chiaroscuro

Il 28 dicembre il tribunale di primo grado di Yaondé ha riconosciuto Jean-Bosco Talla colpevole di “oltraggio al presidente della Repubblica” e l’ha condannato ad un anno di prigione con la condizionale più a tre anni di probazione. La giustizia cameruniana l’ha costretto inoltre a pagare tre milioni di franchi CFA (4500 euro) di multa allo stato e 154.000 franchi CFA (234 euro) di spese di processo. Ricondotto alla prigione di Kondengui di Yaoundé, il direttore del settimanale Germinal ha intenzione, secondo il suo avvocato, Me Jean-Marie Nouga di ricorrere in appello.

“Sicuramente questo verdetto è di sollievo per Jean-Bosco Talla che non deve trascorrere neanche un giornoin prigione. Lascia però pesare sul giornalista una bella spada di Damocle, che può costringerlo all’autocensura. Speriamo che il pagamento della multa gli permetterà di ritrovare il più rapidamente possibile la libertà”, ha dichiarato Reporters sans frontières, che sollecita le autorità cameruniane a depenalizzare completamente i reati di stampa.

Per ulteriori informazioni sul caso Jean-Bosco Talla leggere il comunicato precedente.

CAMERUN: Editore di giornale sequestrato la settimana scorsa con l’accusa di aver insultato il presidente

Il corrispondente di Reporters sans frontières Jules Koum Koum è riuscito oggi a far visita all’editore Jean-Bosco Talla presso la prigione di Yaounde Kondengui. Arrestato una settimana fa, ieri Talla è stato portato davanti alla corte di Mfoundi dove si è dichiarato non colpevole  per l’accusa d’oltraggio al presidente Paul Biya.

“Ho solo pubblicato alcuni passaggi di un libro”, ha detto a Reporters sans frontières. “Non vedo quale crimine possa avere commesso e dunque non sono preoccupato.” Talla comparirà nuovamente davanti alla corte il 21 dicembre.

“Per l’ennesima volta ricordiamo alle autorità del Camerun che non sussistevano motivi per arrestare un giornalista per un caso di diffamazione”, ha detto Reporters sans frontières durante l’appello per il rilascio immediato di Talla.

Talla, editore del settimanale privato Germinal, è stato arrestato il 10 dicembre e portato al SED (segretariato di stato per  la difesa), un’unità di polizia con il compito di combattere la criminalità organizzata. Dopo essere stato trattenuto per quattro giorni, è stato trasferito alla vigilia del 14 dicembre nella prigione di Kondengui, poi portato davanti al procuratore il giorno successivo.

Talla è stato arrestato per aver pubblicato alcuni passaggi tratti dal libro di Ebale Angounou “Blood for Blood” sul numero 46 di Germinal. Messo al bando dalle autorità cameruniana nel 2001 come diffamatorio, il libro sostiene che, prima di diventare presidente, Biya ha giurato fedeltà al suo predecessore, Ahmadou Ahidjo, mediante un patto segreto che era stato siglato come “patto omosessuale”.

Giornalista particolarmente combattivo, Talla era già stato preso di mira dalle autorità in passato. In luglio ha riferito di aver ricevuto minacce anonime di morte, pochi giorni dopo la pubblicazione di un servizio da parte del CCFD (Catholic Committe against Hunger and for Development) a proposito di beni personali apparentemente acquistati dal presidente Biya con fondi pubblici. Talla aveva contribuito a preparare il servizio.

Un altro giornalista è detenuto al momento in Camerun. Si tratta di Lewis Medjo, l’editore del settimanale La Détante Libre, imprigionato il 26 settembre 2008 nella città sud-occidentale di Douala, per aver pubblicato un servizio a proposito di presunto stratagemma da parte del presidente Biya per fare andare in pensione il presidente della corte suprema.

Un tribunale lo ha condannato il 7 gennaio a tre anni di prigione e ad una multa di 2 millioni di franchi CFA (circa 3000 euro) con l’accusa di aver “distribuito informazioni false”.

Il governo continua a mantenere nel codice penale degli articoli che puniscono pesantemente i reati di stampa. Se un giornale è ritenuto diffamatorio il suo autore o il suo editore possono essere puniti con diversi anni di prigione.

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