Il giornalista siriano Maya Nasser, corrispondente per l’emittente iraniana in lingua inglese Press TV è stato ucciso ieri da un cecchino mentre documentava un attacco esplosivo alle sedi dei comandi militari nel centro di Damasco e i successivi scontri. E’ morto in ospedale in seguito alla ferita di arma da fuoco al collo.
Anche Hussein Mortada, giornalista libanese che opera nella capitale siriana come capo dell’emittente televisiva iraniana in lingua araba Al-Alam, ha riportato una ferita d’ arma da fuoco. Tajamu’ Ansar Al-Islam ha rivendicato la responsabilità per le due esplosioni, una delle quali con autobomba, ma non per aver sparato ai due giornalisti.
Reporter senza frontiere condanna quanto accaduto e sottolinea che secondo quanto espresso dalla Risoluzione 1738 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, per nessun motivo i giornalisti dovrebbero essere target delle parti in conflitto.
Nasser, 25 anni, è stato il 12° giornalista ad essere ucciso in Siria dall’inizio della rivoluzione del Marzo 2011.
Nel frattempo è emerso che Abdelkarim Al-Oqda, un cittadino che aveva girato diversi video sulle violenti repressioni governative nei confronti degli oppositori, è stato ucciso durante un assalto delle forze del governo a Arbaeen, un quartiere della città di Hama, il 19 settembre scorso.
E’ deceduto mentre i soldati attaccavano la sua casa, appiccando poi il fuoco. Un video amatoriale messo on line dagli attivisti mostra quattro corpi al suolo, uno dei quali era quello di Al-Oqda. Un testimone riferisce che la sua casa è stata presa di mira a causa di quanto l’uomo aveva documentato ad Hama.
Al-Oqda, 27 anni, era un cameraman e reporter per il Sham News Network (SNN) e aveva fornito centinaia di video sugli scontri in Siria dal marzo 2011, materiale utilizzato da molte emittenti come Al-Jazeera e BBC.
Con la sua tragica morte, sale a 29 il numero dei cittadini-giornalisti uccisi dall’inizio degli scontri.
Traduzione di Eleonora Albini, Pressenza International Press Agency
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