Per mobilitare l’opinione pubblica sulla censura dei mass media in Siria, Reporter senza frontiere, in collaborazione con l’agenzia JTW Paris, ha prodotto un breve video ispirato alla parodia di Siri, la nuova applicazione dell’iPhone 4S: chinato verso il suo cellulare, un uomo interroga Siri sulla situazione attuale in Siria senza riuscire a ottenere alcuna informazione eccetto il meteo, l’unico argomento non ancora censurato dal governo siriano.
Negli ultimi mesi, il mondo è riuscito con fatica a ottenere informazioni, seppur limitate, riguardanti i movimenti di protesta e la sanguinosa repressione dei manifestanti, ma le autorità siriane hanno adottato e continuano ad adottare misure radicali per impedire ai cittadini di trasmettere all’esterno qualsiasi informazione che si discosti dalla linea ufficiale. La stampa locale è imbavagliata, i corrispondenti stranieri espulsi. Cittadini e aspiranti giornalisti che provano a utilizzare la rete per comunicare sono oggetto di arresti e maltrattamenti, atti intollerabili per la libertà d’informazione.
Per denunciare questa situazione e mettere in luce tali violazioni, l’agenzia di comunicazione JTW Paris ha perciò ideato il suddetto video utilizzando l’applicazione Siri: le risposte date non sono sempre pertinenti alle domande poiché, stupita dalle domande sull’attualità della Siria a causa della censura messa in atto dal governo, non è in grado di rispondere adeguatamente.
Disponibile sul sito Internet di Reporter senza frontiere e sui principali social networks, (Facebook, Twitter e Youtube), questo video rappresenta la terza collaborazione tra Reporter senza frontiere e JTW, dopo la campagna per la liberazione di Stéphane Taponier e Hervé Ghesquière e della campagna di sensibilizzazione “Caccia ai giornalisti”.
Traduzione di Tatiana Camerota


