Reporters sans frontières accoglie con cauto ottimismo la notizia che Rustam Makhmudov, l’uomo sospettato di aver ucciso nell’ottobre 2006 Anna Politkovskaya, giornalista della Novaya Gazeta, è stato arrestato martedì 31 maggio in Cecenia.
“L’arresto del presunto assassino della Politkovskaya è un importante passo in avanti ma molte domande rimangono ancora senza risposta”, ha detto Reporters sans frontières. “Sono trascorsi quasi cinque anni dal tragico evento, nel settembre 2009 sono state ordinate ulteriori indagini ma né la famiglia della giornalista uccisa né il suo quotidiano hanno ancora saputo nulla al riguardo. Inoltre, le autorità non hanno mai ufficialmente detto chi ritengono ci sia dietro l’omicidio, e questa è una questione di cruciale importanza”.
Ricercato in Russiae in Europadal 2008, Makhmudov è stato finalmente arrestato a casa dei suoi genitori, a circa 30 km dalla capitale cecena Grozny, dove viveva da qualche tempo.
L’avvocato della famiglia Politkovskaya, Anna Stavitskaya, ha detto di essere meravigliata dal tempo che la polizia ha impiegato per individuarlo. Il fatto che Makhmudov sia riuscito a muoversi liberamente in Russia e all’estero per diversi anni ci fa pensare che abbia ricevuto aiuto dalla polizia, soprattutto per procurarsi documenti falsi e attraversare le frontiere.
Nel febbraio 2009 i due fratelli di Makhmudov, Dzhabrail e Ibragim Makhmudov, sono stati assolti dall’accusa di complicità nell’omicidio della Politkovskaya per “mancanza di prove”. Erano stati accusati di aver seguito la vittima e di averla tenuta sotto sorveglianza. Nel frattempo, anche altri due imputati, l’ex ufficiale di polizia Sergey Khadzikurbanov e l’ex colonnello del KGB Pavel Ryaguzov, sono stati giudicati innocenti.
Molti aspetti dell’omicidio della Politkovskaya, avvenuto a Mosca il 7 ottobre 2006 fuori dal suo appartamento in Lesnaya Street, devono ancora essere chiariti. “Non potremo parlare di progresso fin quando chi ha ordinato questo omicidio non sarà stato identificato”, ha detto l’avvocato Stavitskaya.
“Sollecitiamo le autorità russe e cecene ad astenersi da ogni manipolazione politica sul caso”, ha aggiunto Reporters sans frontières. “Speriamo che il Presidente Medvedev confermerà le sue dichiarate intenzioni di far rispettare la libertà di stampa in Russia e si impegnerà con forza per assicurare che queste indagini raggiungano una conclusione efficace”.
“Le recenti condanne per il duplice omicidio dell’avvocato Stanislav Markelov e di Anastasia Baburova, giornalista della Novaya Gazeta (lo stesso giornale per cui lavorava Anna Politkovskaya, ndr), sembrano suggerirci che le autorità sono adesso più inclini a combattere l’impunità di coloro ritenuti responsabili di crimini di violenza contro i giornalisti. L’arresto di Makhmudov è un primo passo molto positivo nel caso Politkovskaya ma molti altri ne saranno necessari prima che noi ci potremo dichiarare soddisfatti”.
Cronologia del caso Politkovskaya
7 ottobre 2006: Anna Politkovskaya viene uccisa a colpi di arma da fuoco sulle scale del suo condominio in Lesnaya Street, a Mosca, poco dopo le ore 16. Nonostante il clamore internazionale, non viene rilasciato alcun commento ufficiale da parte delle autorità russe fino al 10 ottobre, quando il Presidente Vladimir Putin afferma che l’omicidio della Politkoskaya non deve restare impunito ma, allo stesso tempo, definisce “irrilevante” la sua influenza sulla vita politica in Russia.
Agosto 2007: dieci sospettati vengono arrestati.
20 giugno 2008: gli inquirenti annunciano che le indagini preliminari sono complete e che quattro imputati verranno processati come complici dell’omicidio
17 novembre 2008: ha inizio a Mosca il processo dei quattro uomini, accusati di vari livelli di complicità (tra cui l’aver seguito e sorvegliato la Politkovskaya). Due degli imputati sono i fratelli Dzhabrail e Ibragim Makhmudov. Un altro è l’ex ufficiale della polizia di Mosca Sergey Khadzikurbanov, accusato di avere organizzato l’esecuzione dell’omicidio. Il quarto è l’ex colonello FSB Pavel Ryaguzov, accusato di estorsione. Inizialmente, il processo è aperto al pubblico. Due giorni dopo, il pubblico viene escluso. Verrà nuovamente riammesso il 25 novembre. Il processo è segnato da molte irregolarità e si conclude nel febbraio 2009 con l’assoluzione degli imputati. Il Pubblico Ministero si appella alla corte suprema, che il 25 giugno 2009 capovolge la sentenza di non colpevolezza e ordina un nuovo processo.
5 agosto 2009: quando il nuovo processo inizia, la famiglia Politkovskaya chiede alla corte di rimandare il caso al Pubblico Ministero per ulteriori indagini. Sia l’accusa che la difesa concordano nella richiesta ma la corte la rigetta. La famiglia fa ricorso e la corte suprema approva la richiesta il 3 settembre.
3 settembre 2009: il caso viene rispedito al Pubblico Ministero per ulteriori indagini e viene unito a quello che coinvolge il presunto killer e il presunto mandante. Da allora, non ci sono stati sviluppi rilevanti.
6 ottobre 2010: le autorità giudiziarie prolungano le indagini fino al febbraio 2011.
7 ottobre 2010: giorno del quarto anniversario dell’omicidio.
6 novembre 2010: il giornalista Oleg Kashin viene aggredito. Il Presidente Dmitri Medvedev dichiara che i responsabili saranno puniti. Vengono riaperte le indagini sulle aggressioni di molti altri giornalisti russi, tra cui Igor Domnikov e Mikhail Beketov.
20 novembre 2010: viene annunciato che in Belgio è in corso una ricerca di Rustam Makhmudov, presunto killer dell’omicidio Politkovskaya.
31 maggio 2011: Rustam Makhmudov viene arrestato in Cecenia.
Archiviato in: Russia | Commenti disabilitati