Rappresentanti della società civile hanno organizzato, mercoledì mattina, una conferenza stampa informale in una delle sale conferenza del forum parigino “e-G8” su Internet, per opporsi ai tentativi di regolamentare Internet e per criticare la mancanza di una giusta rappresentanza tra le persone invitate dal governo francese a partecipare al forum e-G8..
Tra i partecipanti alla conferenza stampa – improvvisata all’ultimo momento e non inserita nel programma ufficiale del forum – erano presenti il segretario generale di Reporters sans frontières Jean-François Julliard, Jérémie Zimmerman della Ong francese Quadrature du Net, l’ex componente del consiglio di amministrazione di ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers)Susan Crawford, il giornalista statunitense Jeff Jarvis e il fondatore di Creative Commons e specialista del diritto d’autore Lawrence Lessig.
Jarvis ha detto di “aver paura di coloro che hanno paura di Internet”, Julliard ha invece affermato di “essere estremamente deluso” da come si è sviluppata la discussione durante il forum e-G8, evidenziando il mancato invio di un chiaro messaggio ai governi che prendono di mira giornalisti, bloggers e cyber-dissidenti.
“Internet libero deve essere difeso prima che vengano regolamentati i contenuti delle idee e dei pensieri”, ha detto Julliard. “La priorità per i governi del G8 dovrebbe essere la difesa della Rete”.
Jullard ha fatto commenti simili partecipando, mercoledì, a una tavola rotonda dal titolo “Libertà Elettronica: Nuovi Strumenti per la Libertà”, parte ufficiale del programma del forum. Tra gli altri partecipanti vi erano rappresentanti di Google, Alec Ross del Dipartimento di Stato USA, giornalisti e attivisti provenienti dal mondo arabo.
“Il G8 dovrebbe dire chiaramente che l’accesso a Internet è un diritto umano fondamentale, prima di discutere di qualsiasi altra cosa, siano esse questioni di sviluppo economico o di copyright”, ha detto Julliard.
Quest’ultimo ha anche accusato alcune democrazie di dire una cosa e farne poi un’altra. Ha citato le azioni dell’amministrazione USA riguardanti WikiLeaks e ha anche detto che altre democrazie non devono restare troppo indietro. “È facile difendere la libertà di espressione in Siria, ma dovremmo difenderla anche in Italia, Australia e Francia”.
Appello congiunto ai partecipanti dell’e-G8 firmato da oltre 30 Ong – 25 maggio 2011
Reporters sans frontières è uno dei firmatari della lettera (che trovate allegata sotto) scritta agli organizzatori e ai partecipanti del forum di due giorni “e-G8” su Internet, che il governo francese ha ospitato da martedì scorso prima del G8 iniziato giovedì a Deauville.
La lettera chiede che nell’agenda del summit G8 vengano trattate questioni riguardanti la libertà di espressione online. Solo due Ong sono state ufficialmente invitate a partecipare al forum e-G8: Reporters sans frontières e la Electronic Frontier Foundation. Reporters sans frontières ha partecipato martedì alle 11.30 al workshop “Libertà Elettronica: Nuovi Strumenti per la Libertà”.
La lettera, che tra i suoi firmatari include Access Now, Attac e La Quadrature Du Net, chiede ai partecipanti dell’e-G8 e agli Stati membri del G8 “di impegnarsi pubblicamente ad estendere l’accesso Internet a tutti, combattendo la censura e la sorveglianza digitali, limitando le responsabilità dei mediatori online e sostenendo princìpi di neutralità della Rete”.
Mercoledì 25 maggio alle ore 11 si è tenuta una conferenza stampa presso il Networking Space dell’e-G8, a cui hanno partecipato il segretario generale di Reporters sans frontières Jean François Julliard, il portavoce de La Quadrature du Net Jeremie Zimmerman e Susan Crawford, membro del consiglio di amministrazione ICANN (2005-2008), per opporsi, insieme, alle regolamentazioni di Internet.
Dopo che il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha pronunciato il suo discorso di apertura del forum martedì, il segretario generale di Reporters sans frontières è riuscito a porgli una domanda circa i bloggers e cyber-dissidenti in prigione, soprattutto nel mondo arabo. Julliard ha deplorato la mancanza di supporto della Francia a questi detenuti e ha chiesto se le democrazie non possano fare qualcosa per aiutarli.
Nella sua risposta, il Presidente Sarkozy ha detto che “tutti coloro che hanno provato a chiudere Internet si sono messi nel campo dei dittatori”. Egli ha inoltre aggiunto che “Internet è diventato lo spartiacque tra le democrazie e le dittature”.
Nel suo discorso, Sarkozy ha riconosciuto il ruolo rivestito da Internet nel “rinforzare la democrazia e il dialogo sociale” ma ha sottolineato che il web deve anche accettare “princìpi e regole minime”. Ha infine aggiunto: “Le vostre azioni devono essere parte della logica di civiltà”.
Ripetendo le argomentazioni usate durante il dibattito in Francia sulla legge LOPPSI (che introduceva dei filtri al contenuto di Internet come modo per combattere la pornografia e la pedofilia online), e la legge HADOPI (con la quale i downloaders possono essere privati della loro connessione Internet), Sarkozy ha anche richiesto “responsabilità” ai partecipanti al forum.
“Non permettete che la tecnologia che avete creato venga usata per attaccare i bambini […] diffondere il male, minacciare la sicurezza […] e i diritti del patrimonio intellettuale”, ha detto Sarkozy.
La Francia è stata aggiunta alla lista dei “paesi sotto sorveglianza” nel report sui “Nemici di Internet” che Reporters sans frontières ha pubblicato l’11 marzo scorso.

lettera (in inglese) scritta agli organizzatori e ai partecipanti del forum di due giorni “e-G8” su Internet
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Pubblicato in russo e in sei lingue caucasiche e distribuito da volontari, As-Salam si occupa soprattutto dei temi e pratiche islamiche e ha una tiratura di 90.000 copie. E’ pubblicato da un’organizzazione chiamata la “guida spirituale dei musulmani” in Daghestan, che ha altri mezzi di comunicazione che promuovono la stessa versione moderata dell’Islam.