Reporters sans frontiéres è sconvolta dalla morte di Ejazul Haq, tecnico del canale locale City-42 TV, che ha fatto coraggiosamente il suo lavoro di informazione durante gli attacchi alle mosche ahmadis da parte dei talebani di Pendjab a Lahore.
Reporters sans frontiéres presenta le proprie condoglianze ai parenti, soprattutto alla vedova e ai suoi due bambini, e ai colleghi di Ejazul Haq.
Il 28 maggio 2010, dei kamikaze hanno attaccato a Lahore due moschee della minoranza Armadi, dichiarata non musulmana nel 1970. Questo massacro, che è costato la vita ad almeno 80 persone, ha avuto luogo in prossimità del domicilio di Ejazul Haq, un ingegnere specializzato nella diffusione via satellite della televisione di Lahore City-42 TV.
Secondo uno dei suoi colleghi interrogati da Reporters sans frontiéres, Ejazul Haq, membro di un’equipe di trasmissione mobile per la televisione, si era precipitato sul luogo per occuparsi di questo attacco. Mentre stava trasmettendo in diretta con il suo cellulare, è stato ucciso da proiettili. I telespettatori hanno sentito gli spari che lo hanno colpito e le sue ultime parole prima di morire. Si ignora al momento se i colpi siano stati tirati dai talebani o dalla polizia.
Ejazul Haq, di 42 anni, è il quarto professionista dei media ucciso in Pakistan dall’inizio del 2010. Tre di questi giornalisti hanno perso la vita durante gli attentati suicidi.
In reazione a questa ondata di violenza che colpisce i giornalisti, la Pakistan Federal Union of Journalists e Reporters sans frontiéres hanno recentemente lanciato un appello mondiale dei giornalisti e difensori della libertà di stampa contro gli attentati suicidi.
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