Il redattore capo aggiunto del quotidiano sospeso Rai al-Chaab, Abuzar Al Amin, arrestato il 18 maggio 2010 è tuttora in carcere, dove, ha dichiarato al suo avvocato, è stato torturato in prigione. Secondo lui, tre dei suoi colleghi, Nagi Dahab, Ashraf Abdelzaziz e Abu Baker Al-Sammani, detenuti nei locali dei servizi segreti di stato, presentano anch’essi sul corpo le tracce della tortura.
“I maltrattamenti inflitti ai giornalisti sono una vergogna. Oltre ad essere in prigione senza motivo, essi devono subire delle violenze gratuite e reiterate. Ribadiamo il nostro appello in favore del loro rilascio immediato”, ha dichiarato Reporters sans frontières.
Una fotografia, inviata dal Partito del congresso popolare (PCP) e di cui Reporters sans frontières ha ottenuto una copia, mostra delle ecchimosi sul lato destro del dorso di Abuzar Al Amin. In carcere, il giornalisti ha perso conoscenza dopo essere stato picchiato con violenza all’addome, alla schiena e alle gambe e dopo aver ricevuto delle scosse elettriche. E’ accusato dalle autorità sudanesi di voler destabilizzare il regime e di far guerra alla Stato. I suoi colleghi arrestati come lui il 18 maggio avrebbero subito lo stesso trattamento.
L’oppositore sudanese e proprietario del giornale, Hassan Al-Tourabi, arrestato lo stesso giorno, resta in prigione a Kober, nel nord di Kartum.
Nella serata del 23 maggio, cioè cinque giorni dopo i suoi colleghi, Altahir Ibrahim, capo del servizio politico di Rai al-Chaab è stato a sua volta arrestato presso il proprio domicilio di Omdurman (nord-est del paese). E’ detenuto da allora nei locali dei servizi di sicurezza di Stato in un luogo segreto. Ha subito scosse elettriche ed è stato picchiato violentemente.
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Reporters sans frontières denuncia la persecuzione gratuita e inspiegabile, che va avanti da diverse settimane, del quotidiano L’Expression da parte della polizia ivoiriana. Le autorità accusano il giornale di aver riferito delle manifestazioni dell’opposizione, avvenute nel febbraio scorso a Gagnoa (centro-ovest del paese) e di aver inviato delle immagini di violenze commesse al canale di informazione francese France 24.
Il processo d’appello per diffamazione del giornalista Herbert Mujica, su accusa della società Lima Airport Partners (LAP) si aprirà il 27 maggio 2010. Con la sentenza del processo di primo grado, il giornalista era stato condannato nel marzo scorso a pagare 2 000 soles (660 dollari) di risarcimento al direttore generale dell’azienda, Jaime Daly Arbulù. Quest’ultimo aveva ricorso in appello, giudicando la somma insufficiente. La sentenza dovrebbe segnare la fine di un lungo procedimento per il giornalista.