Reporters sans frontières denuncia l’atteggiamento delle autorità bielorussse nei confronti dei giornalisti indipendenti che si occupano di politica e di società. Sono otto dall’autunno 2009 a essersi visti rifiutare l’accreditamento necessario alla loro attività legale. Non comprendendo i motivi dei rifiuti ripetuti, tre fondatori di giornali coinvolti il 12 maggio 2010 hanno incontrato la vice-ministro in carica per l’informazione. L’hanno sollecitata a organizzare una tavola rotonda, ma Lilya Ananich ha rifiutato. Ricevuti uno per uno dalla vice-ministro, e non in modo collettivo, hanno perorato la causa delle loro pubblicani invano.
Se inizialmente questo incontro poteva essere considerato un atto di buona volontà verso le autorità, in realtà dimostra, se mai fosse stato ancora necessario, che il potere locale non è ancora pronto a facilitare l’accreditamento dei media, aspetto indispensabile affinché le testate possano operare nella legalità. Al contrario si moltiplicano gli ostacoli e ci si attacca a motivazioni banali per rifiutare ai giornali che non sono dalla parte delle autorità, la possibilità di lavorare alla luce del giorno. Una delle ultime tattiche sembra essere quella di ricevere i rappresentanti uno per uno, con lo scopo di fare trattative individuali che indeboliscono la categoria. I rappresentanti dei media non devono cedere. E’ una soluzione generale che si deve raggiungere.
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