In seguito all’appello lanciato dal Miami Herald, CanWest e il Toronto Star riguardante l’espulsione dei loro corrispondenti dall’isola di Guantanamo, Reporters sans frontiéres chiede al Pentagono di riconsiderare la decisione presa il 6 maggio 2010 di espellere i giornalisti in seguito alla pubblicazione dei loro articoli. Il Colonnello Dave Lapan, incaricato del servizi stampa del Dipartimento americano per la diversa, ha assicurato a Reporters sans frontiéres che avrebbe considerato la questione nella sua interezza.
Secondo il Pentagono, Paul Koring (The Globe and Mail), Michelle Shepard (Toronto Star), Stephen Edwards (CanWest) e Carol Rosenberg (Miami Herald) avrebbero oltrepassato le regole alle quali devono sottostare i giornalisti che si occupano di Guantanamo, pubblicando il nome di un testimone in merito alle tecniche di interrogazione adottate con il prigioniero canadese Omar Khadr nel 2002, prima della sua deposizione davanti alla corte.
“La decisione del Dipartimento per la Difesa è inquietante per diversi aspetti: primo è puramente burocratico e non è una decisione della magistratura. Ricordiamo al Dipartimento per la difesa che per essere valida, questa decisione deve essere presa da un tribunale militare. Inoltre perché applicare una tale restrizione sulla pubblicazione di un nome già pubblicato parecchie volte dai media? I giornalisti che si occupano dei processi dei prigionieri a Guantanamo sono già soggetti a restrizioni piuttosto severe”, ha affermato Reporters sans frontiéres
“Punire i giornalisti e metterne a rischio le pubblicazioni, rimpiazzare i corrispondenti più esperti in materia assomiglia molto ad una forma di censura; Chiediamo alle autorità americane di eliminare queste sanzioni e di permettere ai quattro giornalisti di ritornare a Guantanamo per poter continuare a fare il loro lavoro”, ha aggiunto l’organizzazione.
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