LA sezione italiana di Reporters sans Frontières terrà all’Aquila il 3 maggio 2010 una conferenza stampa in occasione della giornata mondiale della libertà di stampa decretata dall’Unesco.
Come ogni anno Reporters sans Frontières illustrerà lo stato della libertà d’espressione e di stampa nel mondo e la lista dei “Predatori della libertà di stampa”. Sarà anche presentato l’album fotografico realizzato dalla Magnum per i 25 anni di Reporters sans Frontières.
La conferenza si terrà in piazza del Duomo o, in caso di pioggia, presso l’attuale sede comunale.
Interverranno il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, i rappresentati del comitato 3e32 e del “popolo delle carriole”, i giornalisti Tiziana Ferrario (membro del direttivo italiano di Rsf) e Paolo Di Giannantonio e il vicepresidente di Reporters sans Frontières Italia Domenico Affinito.
Subito dopo la la conferenza stampa, alle 12 del 3 maggio, su questo sito verrà pubblicata la lista dei 40 “Predatori della Libertà di Stampa nel mondo” e tutto il materiale distribuito ai giornalisti presenti.
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Arkaky Lander, redattore capo del giornale indipendente Mestnaya è stato violentemente picchiato da degli sconosciuti nel suo appartamento. I vicini avevano notato che qualche giorno prima dell’aggressione due individui giravano intorno all’appartamento del giornalista. Lander non ha perso conoscenza sotto i colpi, ma è stato trasportato d’urgenza all’ospedale, gravemente ferito. I medici hanno constatato una frattura al cranio, una commozione cerebrale e delle lacerazioni profonde alla testa. Il giornalista ha dichiarato di aver pensato che lo volessero uccidere.
Reporters sans frontiéres esprime la propria costernazione e la propria preoccupazione in seguito alle botte subite da diversi giornalisti da parte delle forze dell’ordine durante una manifestazione organizzata dall’opposizione il 26 aprile sul sagrato del municipio di Baku, la capitale.
Tre manifestazioni si sono svolte il 24 aprile scorso, mentre il governo turco rifiuta ancora di riconoscere quanto avvenuto come genocidio. Il collettivo delle madri degli scomparsi ha reso omaggio alle migliaia di vittime armene sulla piazza di Galatasaray a Istanbul. Davanti alla stazione di Instanbul, è stato reso omaggio ai 220 intellettuali deportati nella provincia di Ayas e di Cankiri. E’ verso sera che ha avuto luogo la manifestazione più importante. Sulla piazza di Taksim, più di 500 persone sedute per terra hanno manifestato la loro pena e il loro dolore intorno a delle candele simboliche.
Il Dipartimento della propaganda e l’Ufficio per l’informazione di governo hanno imposto delle regole molto restrittive per i servizi sull’Esposizione universale che sta per essere inaugurata a Shanghai e sul terremoto. In una direttiva del 23 aprile 2010 di cui Reporters sans frontiéres è venuta a conoscenza, il Dipartimento per la propaganda ha chiesto ai media cinesi di aspettare la fine della cerimonia di apertura per pubblicare gli articoli sul principale padiglione dell’Expo. E’ consigliato ai media di utilizzare le informazioni dell’agenzia ufficiale Xinhua per il contenuto dei padiglioni.
Un responsabile di polizia ha autorizzato l’accesso degli esperti informatici della polizia agli account email e alle conversazioni Skype di molti giornalisti indipendenti. Tutto questo a causa delle denunce per diffamazione fatte da un alto responsabile del KGB, Ivan Korzh, nei confronti di famigliari di poliziotti condannati nell’ambito di un caso di caccia illegale.
Reporters sans frontiéres ha raccolto la testimonianza di Maqbool Sahil, giornalista di Srinagar, nello stato di Jammu in Kashmir. Egli è attualmente redattore capo del settimanale i urdu Pukaar. Il giornalista da più di diciannove anni si occupa dei conflitti in Kashmir che hanno fatto diverse migliaia di morti. Nel 2004, dopo essersi occupato dello stupro di un’australiana per conto del proprio giornale di allora, Chattan, era stato arrestato e detenuto per quarantuno mesi. E’ stato interrogato in condizioni molto difficili per due settimane. Accusato di spionaggio da un circolo legato al Pakistan, non è mai comparso davanti ad un giudice. La legge indiana vuole che tutti coloro che sono accusati di un reato vengano giudicati dalla magistratura entro sessanta giorni. Liberato il 9 gennaio 2008 ha scelto di riprendere la propria attività di giornalista.