IRAN: Il premio speciale “Libertà di espressione”, sponsorizzato da Reporters sans frontières dato alla giornalista iraniana Jila Bani Yaghoob

La blogger, giornalista e militante per i diritti delle donne Jila Bani Yaghoob è stata premiata nella categoria “Reporters sans frontières, libertà di espressione”, per il suo blog “We are journalists”  ( http://www.zhila.org/spip.php?article217) in occasione della sesta edizione del concorso internazionale “Best of Blogs”, organizzato a Berlino dalla Deutsche Welle dal 13 al 15 aprile 2010, nell’ambito della conferenza “re:publica” (http://re-publica.de/10/en/), dedicata ai media che si occupano di problemi sociali.

Si tratta di un blog in persiano che si occupa di attualità in Iran, di problemi sociali e della condizione femminile. Jila è in prima linea per la libertà di espressione nel suo paese. Lei e si suoi cari hanno già pagato un tributo assai pesante per il suo impegno. Reporters sans frontières è fiera di attribuire a lei questo premio e rendere omaggio in questo modo a tutti quei blogger e giornalisti iraniani che sono stati arrestati, imprigionati o costretti all’esilio negli ultimi mesi.

Jila Bani Yaghoob e suo marito Bahman Ahamadi Amoee sono stati arrestati il 20 giugno 2009 insieme ad una ventina di altri giornalisti durante le manifestazioni che sono seguite alla rielezione contestata di Ahmadinejad alla presidenza della repubblica. Jila è stata liberata il 24 agosto ma il marito è stato condannato a cinque anni di prigione. Attualmente sta beneficiando di qualche giorno di libertà condizionale.

Jila Bani Yaghoob è stata una delle prime donne reporter indipendenti in Iran. La sua carriera è segnata dalle intimidazioni e dagli interrogatori abusivi che hanno cercato di ridurla al silenzio. Ma non si è mai piegata alle pressioni costanti delle autorità iraniane. Ha effettuato più di 4000 reportage su argomenti sensibili, come la scolarizzazione delle donne, la prostituzione, i malati di aids, il suicidio giovanile, ma anche la guerra in Iraq, in Afghanistan e in Libano. I giornali riformisti con i quali ha collaborato, sono stati quasi tutti sospesi. Per paura di essere a loro volta inquisiti, i media iraniani rifiutano di pubblicare i suoi lavori. E’ dunque online che ella può affrontare gli argomenti che le stanno a cuore e continuare ad informare gli iraniani e il resto del mondo sull’attualità del suo paese. Nel suo blog, che ha assunto un’importanza crescente negli ultimi mesi, Jila denuncia le condizioni di detenzione dei suoi colleghi imprigionati. L’accesso al blog è bloccato in Iran, ma accessibile con i proxies.

Quest’anno l’Iran è stato nuovamente classificato come “nemico di Internet”, da Reporters sans frontières. Campione di cybercensura, il regime iraniano ha intensificato la repressione e la sorveglianza online dal 12 giugno 2009. Il regime demonizza i nuovi media, accusati di essere al servizio dei paesi stranieri. Quaranta giornalisti, blogger e netizen sono attualmente dietro le sbarre.

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