Reporters sans frontières condanna fermamente le sentenze in serie pronunciate contro bloggers, cyber-dissidenti e militanti per i diritti umani in questi ultimi giorni in Vietnam, al termine di processi farsa che di una parodia della giustizia.
Le autorità vietnamite sono impegnate in una vera e propria caccia ai topi contro i militanti democratici e alla demonizzazione di Internet, il cui potenziale per la diffusione delle informazioni li terrorizza. La teoria di un complotto sostenuto da paesi stranieri non regge. Questi militanti pacifici pagano in realtà per la paranoia e le lotte di potere all’interno del partito comunista cinese, in vista dei preparativi del Congresso nazionale che si terrà agli inizi del 2011. Questa ondata di arresti non porrà fine al dibattito sull’avvenire politico del paese. I quattro dissidenti diventano dei simboli della lotta per libertà d’opinione e di espressione in Vietnam e all’estero. La comunità internazionale deve condannare queste pene così pesanti e far pressione sul governo per ottenere la liberazione dei militanti. Chiediamo in particolare all’Unione Europea di sospendere simbolicamente il Dialogo sui diritti dell’uomo con il Vietnam fino alla liberazione dei militanti e all’ASEAN di esprimere la propria preoccupazione crescente di fronte a tali condanne”, ha dichiarato Reporters sans frontières.
Il celebre avvocato Le Cong Dinh è stato condannato a cinque anni di carcere duro e i militanti democratici Nguyen Tien Trung, Le Thang Long e Tran Huynh Duy Thuc hanno subito rispettivamente 7 e 5 anni di prigione e la sentenza più pesante, 16 anni, in base all’art. 79 del codice penale vietnamita. A tali pene si vanno ad aggiungere 3 anni di arresti domiciliari per tutti, fatta eccezione per Tran Huynh Thuc, che ne deve fare 5. Sono comparsi davanti al tribunale oggi, 20 gennaio, della città di Ho Chi Minh. Il giudice ha ritenuto i quattro militanti colpevoli di “aver messo in pericolo la sicurezza nazionale” con l’”organizzare delle campagne in collusione con organizzazioni reazionarie residenti all’estero”, destinate a “rovesciare il regime del popolo” “con l’aiuto di Internet”. I parenti degli accusati, i diplomatici e i giornalisti stranieri non hanno potuto accedere al tribunale. Hanno dovuto seguire il processo per mezzo di una trasmissione televisiva dell’udienza in una stanza a parte. Delle decine di poliziotti sono stati spiegati intorno al tribunale.
Sotto pressione, Le Cong Dinh e Nguyen Tien Trung hanno ammesso di aver violato la legge e di essere stati influenzati dai valori occidentali, ma senza aver l’intenzione di rovesciare il potere, fatto che sarebbe stato tenuto in buon conto dal giudice. Al contrario Tran Huynh Duy Thuc avrebbe sfidato la corte rifiutando di ammettere la propria colpevolezza. Suo fratello avrebbe confessato alla BBC che “Tran Huynh Duy Thuc sarebbe stato oggetto di forti pressioni e di maltrattamenti durante l’inchiesta e ha reclamato il rinnovo della composizione della corte, per motivi di trasparenza. Ma la sua richiesta è stata rifiutata. Ha pure proclamato la propria innocenza.” Anche Le Thang Long, accusato soltanto di complicità, avrebbe rifiutato di ammettere di aver commesso qualsiasi reato inviando degli articoli a una radio straniera.
La famiglia di Nguyen Tien Trung, che ha fatto i propri studi in Francia, ha riferito a Reporters sans frontières la propria profonda delusione di fronte a “questa sentenza troppo severa per degli attivisti pacifici democratici. Denunciamo l’accusa fatta a Nguyen Tien Trung di aver cercato di sovvertire lo Stato poichè non ha fatto altro che esercitare i suoi diritti da cittadino. Il suo scopo è di assicurare un avvenire migliore al Vietnam, democratico e rispettoso dei diritti umani. Continueremo la mobilizzazione per ottenerne la libertà al più presto”.
Tutti gli altri militanti vietnamiti, che avevano espresso pubblicamente le proprie idee su Internet, il 19 gennaio 2010 sono stati condannati a delle pene detentive. Il poeta Pham Van Troi ha subito una pena a quattro anni di carcere, l’ex insegnante VuVan Hung e il poeta Tran Duc Thach a tre anni.
Firmare le petizioni: freetrung.tk et http://www.thepetitionsite.com/petition/294288684
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