Oggi 20 gennaio le autorità israeliane hanno espulso il giornalista americano Jared Malsin che lavorava come redattore capo per la sezione inglese dell’agenzia di stampa palestinese Ma’an.
“Il giornalista è stato espulso dopo aver rinunciato ai propri diritti. Questa decisione è stata presa in circostanze sospette, visto che l’avvocato del giornalista non ha potuto essere presente. Il giornalista ha forse subito delle pressioni? In assenza di trasparenza da parte delle autorità israeliane, abbiamo il diritto di interrogarci sulla legalità di una tale espulsione”, ha dichiarato Reporters sans frontières.
Arrestato il 12 gennaio scorso all’arrivo in aeroporto, Jared Malsin era stato interrogato per otto ore sulle sue attività giornalistiche, prima di essere trasferito presso il centro di detenzione dell’aeroporto internazionale di Tel Aviv.
In base ad una decisione del ministero dell’Interno, Malsin avrebbe dovuto essere espulso il 14 gennaio con il volo delle 6 di mattino. L’avvocato di Ma’an, dott. Carlos Daoud, aveva deciso di ricorrrere in appello contro questa decisione.
Il 19 gennaio, per ragioni ancora inspiegate, e in assenza del suo avvocato, Malsin ha firmato un documento in cui si richiede l’annullamento dell’appello richiesto dal dott. Daoud. George Hale, giornalista di Ma’an, ha dichiarato che: “E’ inspiegabile che Jared abbia consapevolmente firmato un documento che annulla l’appello (…). Ma’an si augura che ciò non sia avvenuto dietro costrizione. (…) E’ importante sapere cosa è successo tra le 14.30 e le 16.30 di martedì pomeriggio.
Il ministro degli interni non ha voluto rilasciare alcun commento.
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