TUNISIA: Un giornalista condannato a quattro anni di carcere duro in primo grado

Fahem Boukadous, giornalista per il canale satellitare El Hiwar Errounsi è stato condannato oggi a quattro anni di carcere duro dal tribunale di Gafsa.

“Questa decisione è semplicemente scandalosa. E’ la prima  volta che le accuse non portano che alle attività professionali. Di solito le autorità tunisine utilizzano dei pretesti giudiziari. Evidentemente non hanno più bisogno di montare i processi contro i giornalisti, come nel caso di Taoufik Ben Brik e Zouhaïer Makhlouf. E’ desolante”, ha dichiarato Reporters sans frontières.

“Si tratta chiaramente di un processo politico”, ha detto indignata Sihem Ben Sedrine, direttrice dell’OLPEC a Reporters sans frontières.

Nel dicembre 2008 il tribunale di primo grado di Gafsa (400 km a sud di Tunisi) aveva condannato Fahem Boukadous, allora in clandestinità, ad una pena di sei anni di carcere, per “costituzione di associazione criminale suscettibile di arrecare danno alle persone e ai loro beni”, in seguito alla copertura mediatica delle manifestazioni popolari nella regione mineraria di Gafsa. Il 5 febbraio 2009, la corte d’appello aveva confermato tale condanna. Il 24 novembre 2009, il giornalista si è presentato spontaneamente al tribunale di Gafsa, ponendo così fine a circa diciassette mesi di clandestinità.

Essendo assente al momento del processo, Fahem Boukadous si è opposto alla sentenza. Il procedimento è dunque ricominciato dall’inizio, annullando la decisione giudiziaria precedente riguardante il giornalista. Oggi è stato giudicato per gli stessi fatti che gli erano stati imputati nel dicembre 2008. Condannato a quattro anni di carcere duro, il giornalista ha espresso l’intenzione di ricorrere in appello.

“L’udienza di oggi è durata solo dieci minuti”, ha deplorato Fahem Boukadous a Reporters sans frontières, prima di aggiungere:”I miei avvocati hanno chiesto la registrazione dell’udienza per vizio di procedura, ma non l’hanno ottenuta. La sola domanda che mi hanno fatto ha riguardato il mio legame con il movimento sociale di Gafsa. Ho risposto loro che mi ero limitato a fare il mio mestiere, riferendo sugli avvenimenti che hanno scosso il bacino minerario di Gafsa.”

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