IRAN: I testimoni del bagno di sangue del 27 arrestati o ammazzati

All’indomani delle manifestazioni dell’opposizione del 27 dicembre 2009, che si sono chiuse con un bagno di sangue, una retata orchestrata dal ministero del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione si è abbattuta sugli oppositori e sui media. Molti giornalisti sono stati arrestati, tra cui Emadoldin Baghi. La violenza delle forze dell’ordine è stata accompagnata anche da una nuova ondata di “cyber-attacchi”.

“Le autorità vogliono sopprimere i testimoni della repressione per continuare a commettere le peggiori atrocità nella più totale impunità. Il posto di Emadoldin Baghi e dei suoi simili non è la prigione”, ha dichiarato Reporters sans frontières, che ha ribadito il suo appello alla comunità internazionale a fare maggiore pressione sulle autorità di Teheran affinché rispettino i loro impegni internazionali.

Emadoldin Baghi, giornalista e figura emblematica della difesa dei diritti dell’uomo in Iran, è stato arrestato oggi 28 dicembre presso il proprio domicilio a Teheran da uomini in borghese. E’ stato trasferito in un luogo sconosciuto. Fervente militante della lotta contro la pena di morte e insignito del premio per i Diritti dell’uomo della Repubblica Francese nel 2005, Emaldoldin Baghi è stato convocato, condannato ed incarcerato in più di ottanta riprese nel corso degli ultimi dieci anni. A seguito della ri-elezione contestata di Mahmoud Ahmadinejad il 12 giugno 2009, è stato più volte convocato e minacciato dalle autorità giudiziarie e dal ministero del Consiglio.

Sempre oggi Alireza Behshtipour Shirazi, direttore del sito Kalerne.org (sito ufficiale di Mirhossein Moussavi) è stato arrestato presso il proprio domicilio a Teheran e trasferito in un luogo sconosciuto. Nello stesso tempo Mostafa Izadi, collaboratore di diversi giornali come per esempio Eternad-e Melli è stato interrogato presso il proprio domicilio.

Ancora oggi la sede del settimanale Irandokhte è stato oggetto di una perquisizione da parte di uomini in borghese, che hanno confiscato tutti i computers della redazione. Questo giornale non ha potuto pubblicare più di due numeri dal momento del lancio.

Inoltre le autorità iraniane hanno confermato l’arresto, il 27 dicembre a Teheran, di un giornalista siriano che lavora per la catena televisiva Dubai TV, Reza Al-Bacha. Tuttavia l’ufficio per la stampa straniera del ministero della Cultura e dell’Orientamento Islamico ha negato il fatto che il giornalista fosse in missione per la sua catena televisiva al momento dell’arresto.

L’organizzazione è senza informazioni su diversi altri giornalisti e bloggers iraniani, che sarebbero stati interrogati.

Il 24 dicembre la blogger e militante dei diritti umani Shiva Nazar Ahari (http://azadiezan.blogspot.com ) è riuscita ad informare la propria famiglia di essere stata incarcerata nella sezione 209 della prigione di Evin. Al telefono ha riferito di essere stata arrestata il 20 dicembre scorso, alla vigilia della sepoltura dell’Ayatollah Montazeri. Shiva Nazar Ahari era già stata arrestata il 14 giugno 2009 e detenuta per cinque mesi.

Contemporaneamente agli arresti, molti providers del paese hanno tagliato le connessioni. Il 27 dicembre la situazione era perturbata in un modo senza precedenti: la maggior parte dei siti di informazione indipendente, o considerati vicini all’opposizione, sono stati resi inaccessibili in Iran, vittime di attacchi sistematici provenienti da servers sconosciuti. Questo è stato il caso del sito Rah sabaz (la voce verde) (Rah sabaz (La voie verte), ), uno dei siti principali dell’opposizione iraniana. La settimana scorsa la cyber-polizia iraniana ha attaccato i siti http://www.mowjcamp.com e Twitter.

Secondo diverse fonti di Teheran contattate da Reporters sans frontières “è stato possibile dimostrare che questi attacchi sono stati organizzati dalle autorità iraniane e dai servers dei Guardiani della Rivoluzione”. In effetti i principali providers in Iran dipendono dal TCI (società di telecomunicazioni iraniana), una società ri-acquistata nel settembre 2009 dai Guardiani della Rivoluzione.

Inoltre il sito Parlamannews – sito ufficiale della frazione minoritaria dei deputati riformisti – è inaccessibile dal 26 dicembre, in seguito alla pubblicazione di un comunicato del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale che annunciava la proibizione di qualsiasi tipo di cerimonia in memoria dell’ayatollah Montazeri, deceduto il 20 dicembre scorso. (http://www.rsf.org/Enterrement-de-l-Ayatollah.html )

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