TOGO: Impedito a giornalisti stranieri di seguire la pre-campagna elettorale

Reporters sans frontières ha appreso, da fonti concordanti,  che attualmente diversi giornalisti francesi hanno difficoltà ad ottenere un visto per  il Togo. Con l’approssimarsi delle elezioni presidenziali previste per il 28 febbraio 2010, mentre diversi candidati sono già in piena pre-campagna, l’organizzazione si preoccupa delle condizioni in cui i media nazionali e stranieri potranno lavorare.

“L’elezione presidenziale prevista fra due mesi sarà un momento forte della vita politica togolese. La stampa dovrà poter seguire in tutta libertà e trasparenza gli scrutini e la campagna che li precede. Facciamo appello alle autorità affinché acconsentano a rilasciare un visto professionale ai giornalisti stranieri che ne faranno richiesta e a garantire l’accesso ai media pubblici, con parità di trattamento su di essi per la totalità dei candidati”, ha dichiarato Reporters sans frontières.

“Al consolato del Togo a Parigi, la hostess per l’accoglienza telefonica, incaricata di ricevere le domande di visto, non fa certo dell’uncinetto. “Non avete che da sbrigarvela attraverso il sito Internet”, risponde ella. C’è un fatto: per entrare nel Togo oggi, la dicitura “giornalista francese” sulla domanda d’iscrizione, diviene redibitoria. Non ti dicono “No, lascia perdere”, sostiene un giornalista bretone che spera di approdare in Togo per riportare la campagna del franco-togolese Kofi Yamgnane, ex deputato del Finistère e candidato all’elezione presidenziale. Il giornalista ha depositato la domanda per il visto a fine novembre e ad oggi non ha ancora ottenuto risposta. Intervistato da Reporters sans frontières, ha confessato di aver dovuto rinunciare al viaggio. Altri giornalisti di quotidiani francesi e di agenzie di stampa sono nella stessa situazione.

I numerosi tentativi dell’organizzazione per ottenere delle spiegazioni da parte dell’ambasciata del Togo a Parigi, restano vani. Tace perfino il ministero della Cultura e della Comunicazione, incaricato della consegna degli accreditamenti alla stampa straniera.

“Il potere togolese non apre facilmente il microfono a propri oppositori, ma la situazione è comunque migliorata. Per il momento siamo esposti ad intimidazioni, cosa che mi pare positiva. Ma è vero che i giornalisti stranieri dovrebbero poter venire in Togo liberamente. Che fastidio danno? Non ha alcun senso”, ha confidato da parte sua un giornalista togolese a Reporters sans frontières.

“La stampa straniera non è la benvenuta in Togo. Il ministro della Cultura e della Comunicazione rifiuta di consegnare ai rappresentanti dei media internazionali i documenti necessari ad ottenere il prezioso “sésamo”, afferma Kofi Yamgnane.

Questo mese il Togo ha espulso il primo segretario dell’ambasciata di Francia a Lomé, Eric Bosc, ufficialmente per “attività incompatibili con il suo status di diplomatico”. In realtà le autorità gli contestano rapporti troppo ravvicinati con Kofi Yamgnane. Per reciprocità, la Francia ha preteso che un diplomatico togolese lasciasse il proprio posto a Parigi.