FRANCIA: Protezione delle fonti, adozione di una legge “non sufficientemente protettiva”

Reporters sans frontières si duole che il legislatore francese non abbia adottato un testo più franco in merito alla questione cruciale della protezione delle fonti giornalistiche. La legge precisa che “il segreto delle fonti dei giornalisti è protetto nell’esercizio della loro missione d’informazione al pubblico” ma in un contesto di procedura penale e, considerando la “gravità del crimine e del delitto” e “l’importanza dell’informazione ricercata”, tale protezione può decadere.

“Certo, è importante che l’Assemblea nazionale si sia nuovamente interessata a questo testo, piuttosto negletto dal maggio 2008, data della prima adozione da parte dei deputati. Le nostre aspettative restano tuttavia piuttosto frustrate. Mentre paesi come il Belgio hanno adottato leggi molto più chiare e coraggiose per proteggere i giornalisti dagli abusi della polizia e della giustizia per scoprire le loro fonti, la Francia adotta un testo di legge in chiaro-scuro. Inoltre il testo aggiunge eccezioni pericolose per la loro genericità; e il regime delle perquisizioni e delle guardie a vista non offre la protezione sui cui contavano i giornalisti per preservare l’identità delle loro fonti” ha affermato Reporters sans frontières.

“Le modifiche adottate dal Senato hanno certamente migliorato il testo, ma esistono ancora dei limiti che tradiscono le necessità della professione. Tale processo legislativo, intrapreso da Rachida Dati, all’epoca guardasigilli e che ha visto Reporters sans frontières partecipare attivamente, dovrà essere portato avanti per ottenere un vero testo-guida a livello europeo per proteggere i professionisti dell’informazione”, ha aggiunto l’organizzazione.

Il 21 dicembre 2009, l’Assemblea nazionale ha votato a favore del progetto di legge per la protezione delle fonti dei giornalisti. I deputati dell’UMP e del Nuovo Centro hanno votato a favore, mentre quelli dell’opposizione hanno votato contro.

Il testo non garantisce un rispetto pieno e soddisfacente della protezione delle fonti giornalistiche, che resta tuttavia uno dei pilastri del giornalismo d’indagine. D’altra parte la maggioranza ha respinto gli emendamenti del PS che si prefiggevano di inquadrare in modo ancora più pressante il controllo a vista dei giornalisti.

Alcuni deputati della maggioranza hanno fatto appello alla professione giornalistica e alle responsabilità connesse. “Una carta della stampa non potrebbe privare un cittadino dei propri diritti”, ha giudicato Rudy Salles (NC), citato dall’AFP. “Se un giornalista può essere un confidente, non è però un confessore” , ha spiegato Jacques-Alain Benisti (UMP). Il gruppo SRC (PS, PRG) ha dichiarato: “Questa legge è un progresso e una delusione allo stesso tempo”.

Questi ultimi anni sono stati inanellati di violazioni del segreto delle fonti, in particolare verso i guardati a vista Bruno Thomas, del giornale Auto Plus, e Guillaume Dasquié, giornalisti indipendenti.

Reporters sans frontières nel maggio 2008 aveva espresso i propri timori e i propri suggerimenti in merito a questo testo di legge

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