Parigi, 21 dicembre 2009-12-22
Signor Ministro,
Reporters sans frontières esprime la propria profonda preoccupazione in merito alla sorte riservata al direttore del settimanale La Voix, Innocent Ebodé, di nazionalità cameruniana, rapito presso il proprio domicilia a N’Djamena il 20 dicembre 2009. Lei ha affermato di recente che si troverebbe ormai in Camerun, mentre altre fonti stimano che potrebbe trovarsi ancora in Ciad.
Il 20 dicembre, alle 10 del mattino, tre uomini in civile a bordo di un auto rossa resa poco vistosa di marca Toyota si sono fermati davanti al domicilio di Innocent Ebodé. Uno di loro è uscito dal veicolo, si è avvicinato al giornalista, l’ha trascinato con forza all’interno della vettura, senza rendere nota la propria identità né il motivo dell’azione. I conoscenti di Ebodé non hanno più ricevuto sue notizie da allora.
Accusato di trovarsi in una “situazione di irregolarità”, Innocent Ebodé era stato espulso dal Ciad il 14 ottobre scorso. In seguito però alla decisione della giustizia del Ciad, agli inizi di dicembre, di sospendere le pubblicazioni del giornale con il pretesto che non esisteva un direttore per le pubblicazioni, Innocent Ebodé era ritornato in Ciad. Le ricordiamo che dall’inizio delle intimidazioni subite da La Voix, Reporters sans frontières si è schierata contro i tentativi delle autorità del Ciad di far tacere questa voce indipendente.
La nostra organizzazione condanna con tutte le forze il modo in cui è stato arrestato Innocent Ebodé. Con l’affermazione a Radio France Internationale (RFI) e all’Agence France-Presse (AFP) che il giornalista si troverebbe ormai a Kousséri in Camerun, sembrate indicare che i vostri servizi segreti siano coinvolti in questo rapimento. Se fosse così, vi chiediamo di voler fornire al più presto delle spiegazioni sui motivi di questo arresto e di questa espulsione. Poiché la famiglia e il suo avvocato sono ancora senza sue notizie, facciamo appello affinché diate pubblicamente delle informazioni più precise sulla sua sorte.
Con la speranza che accorderete tutta l’attenzione necessaria al nostro appello, esprimo, Signor Ministro, la mia massima considerazione.
Jean-François Juillard
Segratario generale
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