Il settimanale Semana ha appena rivelato l’esistenza di un manuale di istruzioni per impiegati del DAS (Administrative Department of Security), l’agenzia colombiana principale di servizi segreti, che spiega come dovrebbero spiare, minacciare, intimidire e screditare OGN, giudici e giornalisti che creano problemi al governo.
Questa rivelazione è l’ultima di una serie di scandali coinvolgenti il DAS, sopraggiunta dopo quella di febbraio riguardante intercettazioni telefoniche, quella di maggio riguardante la scoperta di una lista di media e giornalisti posti sotto sorveglianza e quella di ottobre riguardante la scoperta che le guardie del corpo assegnate alla giornalista Claudia Julieta Duque la stavano in realtà spiando.
“Questi metodi di sorveglianza e d’intimidazione sono degni di una polizia di stato”, ha proclamato Reporters sans frontières. “Il recente licenziamento degli ex funzionari del DAS non ha risolto il problema di azioni illegittime da parte dei servizi. Non possiamo fare a meno di notare che l’ufficio del presidente finora ha mancato di dissociarsi dalle ultime. Ci chiediamo inoltre perché il DAS non abbia consegnato i propri files su Duque e gli altri alla Corte Costituzionale, come avrebbe dovuto.”
Il quotidiano nazionale El Espectador riferisce che la guida di spionaggio era tra i files recuperati durante le perquisizioni del DAS portate avanti su ordine dell’ufficio della procura generale. Documento in formato PowerPoint intitolato “Political War – guerra politica- “, il manuale include istruzioni su come fare telefonate anonime e diffondere accuse false.
Uno degli aspetti più allarmanti della guida è il suo uso nel caso Duque, la reporter di Radio Nizkor le cui guardie del corpo la stavano spiando per conto del DAS. Le autorità apparentemente erano preoccupate per il suo servizio che la Duque stava facendo sulle indagini per l’omicidio del cronista e umorista Jaime Garzòn del 1999, molte delle quali sono state svolte da ex dipendenti del DAS.
Molte informazioni personali sulla Duque, compreso il suo numero di telefono ed indirizzo email appaiono in cima al manuale, che spiega quanto debba durare una telefonata anonima, il posto da cui può essere fatta e che chi fa telefonate anonime dovrebbe muoversi in autobus ed evitare luoghi che possano essere videosorvegliati. Queste istruzioni sembrano essere state eseguite alla lettera nel caso della Duque fin dal 2004, l’anno in cui ha iniziato a ricevere telefonate, che minacciavano lei e la figlia di 10 anni.
Le attività del DAS non sono mai state investigate adeguatamente. La Corte Costituzionale ha ordinato al DAS di consegnare tutte le informazioni che aveva raccolto sulla Duque, ma l’agenzia deve ancora rispondere.
Hollman Morris, che ha scritto della guerra civile in Colombia per più di 10 anni e che, come la Duque, è stato uno dei primi giornalisti ad essere stato preso di mira dal DAS, ha sporto denuncia contro lo stato colombiano davanti alla commissione internazionale americana per i diritti umani, chiedendo un’indagine sui “responsabili di minacce, molestie, pedinamenti, diffamazione e stigmatizzazione politica” verso di lui e verso la sua famiglia, obbligandoli a fuggire dal paese.
Nelle 71 pagine di denuncia, redatte con l’aiuto del pool di avvocati del José Alvear Restrepo, Morris ha dichiarato di aver ricevuto le prime minacce nel 2000, mentre stava lavorando per il quotidiano El Espectador. Da allora è stato soggetto a diverse forme di molestie, minacce e calunnie, anche da parte del presidente Alvaro Uribe.
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