Dieci membri della “Gang 18”, comprese due donne, sono stati arrestati il 16 dicembre a Sopayango, un sobborgo di San Salvador, per coinvolgimento nell’omicidio del film-maker franco-spagnolo Christian Poveda. L’omicidio del foto-giornalista, avvenuto durante la notte del 2 settembre 2009, ha suscitato un’ondata di commozione all’interno della sua professione. Reporters sans frontières avevano apprezzato l’impegno delle autorità salvadoregne a risolvere il caso.
Questi ultimi arresti fanno salire a 25 il numero di coloro che sono stati arrestati per coinvolgimento con l’omicidio, cinque arrestati nei giorni seguenti l’omicidio, incluso un funzionario di polizia. Dieci sospetti erano già in prigione per crimini commessi precedentemente.
I nuovi arrestati sono stati accusati di “omicidio” , “complicità in omicidio” e “formazione di gruppo armato”. L’ufficio del procuratore ha riferito che alcuni membri di “Mara 18” avevano avuto obiezioni sul come erano stati descritti nel film di Poveda “La vida loca”. Alcuni componenti del gruppo si dice che credessero che Poveda avesse fornito informazioni su di loro alla polizia.
Cinque sospetti arrestati durante le indagini sull’assassinio del film-maker
Reporters sans frontières ha rilevato i rapidi progressi che apparentemente sono stati fatti dalle indagini sull’omicidio del film-maker franco-spagnolo Christian Poveda. La polizia salvadoregna ha annunciato ieri che tre membri della gang ed un funzionario di polizia sospettato di essere loro complice sono stati arrestati per l’omicidio.
Hanno anche annunciato che un quarto membro del gruppo arrestato alcuni giorni fa per altri motivi, è ora trattato come un sospetto dell’omicidio Poveda, mentre un presunto leader di lungo corso della gang già in carcere per coinvolgimento in altri omicidi, è sospettato di aver commissionato l’omicidio di Poveda dal carcere.
“E’ incoraggiante vedere che la polizia giudiziaria concede la massima attenzione al caso, anche se la responsabilità dei sospettati deve ancora essere provata”, ha affermato Reporters sans frontières. “Prima che lo sconvolgimento provocato dall’omicidio di Poveda cominci a svanire, è importante che le autorità dimostrino che queste “maras”, cioè queste gang violente di strada non sono sempre al di sopra della legge.”
L’organizzazione per la libertà di stampa ha aggiunto: “La presenza di un poliziotto tra i sospetti è sconvolgente, soprattutto perchè i salvadoregni hanno più che mai bisogno delle loro forze di polizia per mantenere l’ordine e difendere la legge. Sollecitiamo le autorità a continuare ad agire con lo stesso rigore fino alla completa risoluzione del caso e speriamo che i responsabili riceveranno la punizione che meritano.
Come riferito dai giornali on line El Faro e El Salvador, gli ultimi tre “mareros” (appartenti alle “mara”) ancora d’arrestare per la morte di Poveda sarebbero Roberto Luis Romero Vasquez, conosciuto come El Tigre, Calixto Rigoberto Escobar, detto El Toro, e Miguel Angel Ortiz, detto El Cholo, mentre il marero che era stato arrestato alcuni giorni prima per un altro crimine sarebbe José Alejandro Melara, detto El Puma.
Il poliziotto arrestato con sospetto di complicità e cospirazione si chiama José Napoleon Espinoza, un funzionario assegnato al numero telefonico d’emergenza 911 di Soyapango, vicino alla capitale. Il membro della gang sospettato di essere l’ideatore del crimine è Nelson Lazo Rivera, un detenuto della prigione di Cojutepeque.
In base alle dichiarazioni registrate dalla polizia, Espinoza, il poliziotto presunto membro di Mara 18, aveva detto ai mareros che Poveda era un informatore della polizia e che aveva fornito in merito video, foto e dettagli personali relativi ad alcuni membri della gang di cui aveva fatto sapere anche dove tenevano le armi.
A causa di tale informazione, Nelson “Fantasma” Lazo Rivera, uno dei capi di Mara 18 di La Campanera, una zona in periferia della capitale, probabilmente ha chiesto a Poveda di essere presente ad un incontro del 30 agosto per difendersi dalle accuse. Nel caso che esse fossero state confermate, i membri della gang l’avrebbero dovuto uccidere e seppellirne il cadavere.
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