Il corrispondente di Reporters sans frontières Jules Koum Koum è riuscito oggi a far visita all’editore Jean-Bosco Talla presso la prigione di Yaounde Kondengui. Arrestato una settimana fa, ieri Talla è stato portato davanti alla corte di Mfoundi dove si è dichiarato non colpevole per l’accusa d’oltraggio al presidente Paul Biya.
“Ho solo pubblicato alcuni passaggi di un libro”, ha detto a Reporters sans frontières. “Non vedo quale crimine possa avere commesso e dunque non sono preoccupato.” Talla comparirà nuovamente davanti alla corte il 21 dicembre.
“Per l’ennesima volta ricordiamo alle autorità del Camerun che non sussistevano motivi per arrestare un giornalista per un caso di diffamazione”, ha detto Reporters sans frontières durante l’appello per il rilascio immediato di Talla.
Talla, editore del settimanale privato Germinal, è stato arrestato il 10 dicembre e portato al SED (segretariato di stato per la difesa), un’unità di polizia con il compito di combattere la criminalità organizzata. Dopo essere stato trattenuto per quattro giorni, è stato trasferito alla vigilia del 14 dicembre nella prigione di Kondengui, poi portato davanti al procuratore il giorno successivo.
Talla è stato arrestato per aver pubblicato alcuni passaggi tratti dal libro di Ebale Angounou “Blood for Blood” sul numero 46 di Germinal. Messo al bando dalle autorità cameruniana nel 2001 come diffamatorio, il libro sostiene che, prima di diventare presidente, Biya ha giurato fedeltà al suo predecessore, Ahmadou Ahidjo, mediante un patto segreto che era stato siglato come “patto omosessuale”.
Giornalista particolarmente combattivo, Talla era già stato preso di mira dalle autorità in passato. In luglio ha riferito di aver ricevuto minacce anonime di morte, pochi giorni dopo la pubblicazione di un servizio da parte del CCFD (Catholic Committe against Hunger and for Development) a proposito di beni personali apparentemente acquistati dal presidente Biya con fondi pubblici. Talla aveva contribuito a preparare il servizio.
Un altro giornalista è detenuto al momento in Camerun. Si tratta di Lewis Medjo, l’editore del settimanale La Détante Libre, imprigionato il 26 settembre 2008 nella città sud-occidentale di Douala, per aver pubblicato un servizio a proposito di presunto stratagemma da parte del presidente Biya per fare andare in pensione il presidente della corte suprema.
Un tribunale lo ha condannato il 7 gennaio a tre anni di prigione e ad una multa di 2 millioni di franchi CFA (circa 3000 euro) con l’accusa di aver “distribuito informazioni false”.
Il governo continua a mantenere nel codice penale degli articoli che puniscono pesantemente i reati di stampa. Se un giornale è ritenuto diffamatorio il suo autore o il suo editore possono essere puniti con diversi anni di prigione.
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