GAMBIA: La comunità internazionale sollecitata all’azione a cinque anni dalla morte di un noto giornalista

Alla vigilia del quinto anniversario dell’omicidio, ancora impunito, di Deyda Hydara, il co-direttore del quotidiano di Banjul The point, avvenuto il 16 dicembre 2004, Reporters sans frontières condanna l’ostruzionismo alle indagini da parte del governo del presidente Yahya Jammeh e l’incapacità della comunità internazionale a prendere posizione contro il fatto.

“Esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia di Hydara, ai suoi colleghi e alla stampa del Gambia, soggetta a paura silenzio ed ingiustizia dal 2004”, ha dichiarato Reporters sans frontières. “Vista la totale mancanza di buona fede del governo del Gambia, chiediamo ai servizi segreti americani di rilasciare informazioni sulla morte di Hydra, che hanno a disposizione.” “Facciamo inoltre appello alla Commissione Africana per i Diritti Umani del Popolo che attualmente si trova a Banjul, di spostare la propria sede presso un’altra capitale africana.”

In un’intervista per la televisione di stato GRTS di giugno, il presidente Jammeh ha negato che le autorità siano coinvolte nell’omicidio di Hydara e ha suggerito che la sua morte fosse legata alle sue abitudini sessuali.

Quando sei giornalisti di rilievo, incluso il direttore e l’editore di The Point e il direttore di Foroyaa, avevano affermato, a nome dell’Unione Giornalisti del Gambia, che i commenti del presidente erano “inappropriati” e “provocatori”, erano stati condannati a due anni di prigione con l’accusa di diffamazione e di “pubblicazione sovversiva”, trascorrendo poi un mese in carcere fino alla scarcerazione per “perdono presidenziale”.

Corrispondente del Gambia per Reporters sans frontières e l’Agence France-Presse e co-direttore di The Point, Hydara è stato ucciso il 16 dicembre 2004 da spari provenienti da un taxi, mentre era la volante della propria auto in un sobborgo  di Banjul.

Dopo aver svolto indagini proprie a Banjul, Reporters sans frontières ha pubblicato un resoconto nel maggio 2005 intitolato “Deyda Hydara, l’omicidio di un giornalista sotto sorveglianza” (Deyda Hydara, the murder of a journalist under surveillance) evidenziando una serie di motivi per sospettare  dell’omicidio sia i servizi di sicurezza del Gambia sia un gruppo semi-clandestino di sostenitori di Jammeh, chiamati Green Boys.

I fatti indicano che Hydara, che era a capo dell’Unione Giornalisti del Gambia e che era il decano tra i suoi colleghi del Gambia, era stato preso di mira per i suoi frequenti commenti critici sul governo.

Le autorità del Gambia hanno promesso di indagare sull’omicidio di Hydara, ma nessuna indagine seria è mai stata fatta. Un “rapporto confidenziale” del National Intelligence Agency (NIA) era stato consegnato alla stampa nel 2005, ma conteneva poco altro oltre che una serie di assurde teorie sulla sua morte. E’ il solo documento ufficiale sulla morte di Hydara rilasciato finora   dalle autorità.

Da allora, la maggior parte dei testimoni chiave sono scomparsi, incluso colui che all’epoca era il capo dell’NIA, Daba Marenah. Non si è più avuto notizie di Marenah da quando è stato arrestato, per essere stato implicato in un presunto attentato