Dawit Isaak, giornalista svedese-eritreo, ha trascorso ad oggi 3000 giorni in carcere, in Eritrea, senza processo e senza visite da parte dei famigliari e degli avvocati.
“E’ una vergogna che egli rimanga in carcere ed è rilevante che il governo svedese non faccia sforzi maggiori per il suo rilascio” hanno detto Jesper Bengtsson, presidente della sezione svedese di Reporters sans frontières, e Jean-François Julliard, segretario generale di Reporters sans frontières. “La Svezia dovrebbe sollecitare l’Unione Europea ad esercitare una maggiore pressione sulle autorità eritree nel corso delle negoziazioni per il raggiungimento di un nuovo accordo sugli aiuti da destinarsi al paese africano.”
Dawit è stato arrestato ad Asmara il 23 settembre 2001 per aver difeso il diritto alla libertà di parola dei cittadini eritrei sul giornale indipendente Setit, fondato nel 1996. Nessuno al di fuori della prigione ha potuto vedere Dawit durante gli ultimi otto anni e il governo eritreo non ha rilasciato alcuna informazione sul suo stato di salute. Dawit è l’unico prigioniero politico con la cittadinanza europea.
Ieri, presso il Parlamento Europeo, si è tenuto un seminario sul caso di Dawit e sulla situazione in Eritrea. Quattro membri svedesi ed uno belga, Louis Michel, dell’Unione Europea, Esaias Dawit, fratello del giornalista insieme ad altri hanno discusso dell’intenzione della UE di assegnare 115 milioni di euro come sostegno ad un paese che detiene in prigione migliaia di cittadini senza processo.
Dawit sarà ricordato oggi alle 16.00 con una marcia silenziosa davanti al municipio di Stoccolma. L’Unione dei Giornalisti Svedesi distribuirà informazioni ai partecipanti, ma non sarà tenuto alcun discorso per non disturbare la cerimonia di assegnazione dei Premi Nobel, che si sta tenendo proprio all’interno del municipio.
Pur avendo una popolazione infinitamente inferiore numericamente, l’Eritrea ha tanti giornalisti in prigione quanti ne ha la Cina e si è piazzata ultima nella classifica 2009 di Reporters sans frontières sulla libertà di stampa.
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