“Questa iniziativa ha come unico scopo quello di rendere ancora più difficile la vita di Taoufik e la sua famiglia. Perché mai infatti un trasferimento in una prigione così lontana? Sua moglie, i suoi figli e i suoi avvocati avranno tutte le difficoltà di questo mondo per fargli visita. Le autorità tunisine si sono dichiarate pronte a tutte le ingiustizie. Dopo aver condannato Taoufik Ben Brik senza ragione, la giustizia gli ha imposto delle condizioni d’allontanamento ingiustificate. “E’ veramente ripugnante”, ha dichiarato Jean-François Julliard, segretario generale di Reporters sans frontières. “Le autorità hanno tra l’altro aspettato 10 giorni, dopo l’udienza del 19 novembre, prima di informare la famiglia di tale provvedimento. Di nuovo, questa persecuzione è insopportabile. Già da diversi giorni decine di poliziotti stazionano permanentemente dinnanzi all’abitazione di Taoufik Ben Brik. I suoi due figli sono terrorizzati. Le diplomazie occidentali, a cominciare da quella francese, si devono sincerare che la famiglia di Taoufik Ben Brik non corra alcun rischio. Il giornalista ha collaborato per parecchi anni con alcuni media francesi. Sarebbe ora di dimostrargli maggiore solidarietà” ha aggiunto il segretario generale. Azza Zarrad, la moglie di Taoufik Ben Brik, ha dichiarato a fine di giornata: “In quest’istante apprendo da una semplice telefonata che mio marito è stato trasferito a 200 km, lontano dalla propria famiglia, presso la prigione civile di Siliana. L’amministrazione penitenziaria ha impiegato dunque 11 giorni per informarmi del luogo esatto dove si trova mio marito. Questa decisione è stata presa per rendere più difficili le visite a mio marito da parte dei suoi avvocati e della sua famiglia. (…) Qualcuno bussa alla mia porta, si presenta come commissario di Polizia di Al-Manar. Non fidandomi e avendo paura di un pestaggio, rifiuto di aprire la porta ed esigo un documento ufficiale. Il commissario si mette a bestemmiare e ad insultarmi. I miei bambini e mia madre sono terrorizzati.”. Taoufik Ben Brik, giornalista tunisino il 26 novembre è stato condannato a sei mesi di prigione dura per una supposta aggressione.
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