Reporters sans frontières esprime la propria profonda inquietudine per l’accanimento di cui è vittima il settimanale privato La Voix. Il 28 novembre 2009 uno dei suoi giornalisti è stato trattenuto per diverse ore dopo aver subito offese da parte del ministro dell’Interno. Le autorità contestano la “regolarità” del settimanale, le cui sorti saranno stabilite da una sentenza della corte il 3 di dicembre prossimo.
“Dopo aver espulso il redattore capo e aver esercitato forti pressioni per più di sei settimane sui membri e sugli azionisti de La Voix, le autorità del Ciad mirano ad ottenerne la chiusura. Noi denunciamo vigorosamente questa odiosa manovra nei confronti di una pubblicazione che non ha mai commesso irregolarità ne ha colpa alcuna, se non quella di aver ottenuto un certo successo dal momento del suo lancio a maggio 2009, sottraendosi al controllo del governo. Chiediamo alle autorità di abbandonare i propri intenti e di permettere al giornale di lavorare liberamente.”, ha dichiarato l’organizzazione.
Il 28 novembre Eloi Miandadji, giornalista de La Voix, stava facendo un servizio sull’insediamento di un nuovo direttore generale di polizia, al quale assisteva il ministro dell’Interno e sicurezza pubblica, Ahamat Mahamat Bachir. Dopo essersi presentato come reporter de La Voix al fine di ottenere l’intervista, il giornalista è stato offeso dal ministro. E’ stato poi trattenuto e costretto a firmare un documento nel quale s’impegna a non pubblicare niente sulla nuova carica in polizia. La memory card della sua macchina fotografica è stata confiscata. Il ministro ha dichiarato davanti a diversi testimoni che La Voix sarà “presto chiusa”.
Due giorni prima il dossier del giornale La Voix era esaminato in direttissima. Il tribunale dovrà emettere la sentenza il 3 dicembre prossimo. “Noi tutti sappiamo che questo giornale è in regola sia sul piano amministrativo, sia su quello finanziario. Le autorità lo accusano di ricevere dei finanziamenti stranieri, in particolare francesi. E’ ridicolo”, ha dichiarato a Reporters sans frontières un giornalista di N’Djamena sotto anonimato.
Il 18 novembre gli azionisti de La Voix sono stati convocati dal servizio centrale del Consiglio generale. Un mese prima, il 14 ottobre il redattore capo Innocent Ebodé, di nazionalità cameruniana, era stato espulso dal Ciad nonostante la sua posizione regolare. Per ulteriori informazioni: http://www.rsf.org/Un-journaliste-camerounais-expulse.html
Il Ciad occupa la 132° posizione, su 175 paesi, nella classifica 2009 per la libertà di stampa redatta da Reporters sans frontières.
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