IL BAROMETRO 2010 DELLA LIBERTA’ DI STAMPA

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L’ONU si unisce all’OCSE nel chiedere il ritiro della “legge bavaglio”, il comunicato internazionale di RSF

Quello che segue è la traduzione del comunicato emesso da Reporters sans frontières a livello internazionale, lo si può leggere:

Reporters sans frontières ha salutato positivamente la richiesta fatta oggi dal relatore speciale delle Nazioni Unite per la libertà di opinione e di espressione di chiedere al governo italiano di Silvio Berlusconi di abbandonare il progetto di legge che limita la pubblicazione delle trascrizioni di intercettazioni telefoniche e di atti giudiziari.

Il funzionario ONU, Franck La Rue, ha inoltre invitato le autorità italiane per aprire un dialogo con tutte le parti interessate in modo da essere “sicuri che le loro preoccupazioni siano state prese in considerazione.”

“Le Nazioni Unite si prendono molto seriamente  le loro responsabilità nel difendere il diritto di ogni individuo di cercare e condividere notizie ed informazioni, diritti che sono garantiti dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, firmata anche dall’ Italia. Noi valutiamo positivamente questa richiesta ufficiale e pensiamo che dovrebbe essere ascoltata dalle autorità italiane “, ha dichiarato Reporters sans frontières. “Speriamo che l’ONU applichi la stessa logica anche ad altre leggi che sono altrettanto preoccupanti in altri paesi. La quantità di legislazione draconiana è, purtroppo, enormemente aumentata all’interno dell’Unione europea, come nel resto del mondo “, ha aggiunto RSF.

“Ribadiamo il nostro appello a tutti i deputati in Italia, al Parlamento, di respingere una legge controversa come quella che è stata condannata da organismi internazionali e da così tante persone. Sarebbe inconcepibile per un paese membro fondatore dell’Unione europea approvare una legge così chiaramente contestata a livello internazionale. I Deputati italiani hanno ora la possibilità per dimostrare che l’interesse pubblico di tutti gli italiani ha sempre la precedenza sugli interessi privati di alcuni di loro “, ha concluso Reporters sans frontières.

ONU: “Il disegno di legge sulle intercettazioni, nella sua forma attuale, può minare il godimento del diritto alla liberta’ di espressione in Italia”

Il disegno di legge sulle intercettazioni ora ha anche l’opposizione delle Nazioni Unite. Il relatore speciale dell’Onu sulla liberta’ di espressione Frank La Rue ha scritto in un comunicato, diffuso martedì 13 luglio, che il provvedimento deve essere “abolito o modificato”. “Se adottato nella sua forma attuale puo’ minare il godimento del diritto alla liberta’ di espressione in Italia” scrive La Rue.

La voce dell’Onu è solo l’ultima, anche se la più prestigiosa, che si alza contro il ddl. Giusto un mese fa aveva espresso i propri dubbi l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Dunja Mijatovic, responsabile Osce per la libertà dei media, aveva chiesto il 15 giugno all’Italia di rinunciare al disegno di legge o di modificarlo. “Sono preoccupata che il Senato abbia approvato una legge che potrebbe seriamente ostacolare il giornalismo investigativo in Italia – scriveva Dunja Mijatovic -. I giornalisti devono essere liberi di riferire su tutti i casi di pubblico interesse e devono poter scegliere come condurre una indagine responsabile”.

La contestazione di tutti i giornalisti italiani al disegno di legge, quindi, non è una mera difesa di “casta”, come qualcuno ha detto, ma la giusta sollevazione contro un disegno di legge contrario ai più basilari concetti di democrazia e che, come certificano gli organismi internazionali, non è in sintonia con gli standard internazionali sulla libertà di espressione.

Domenico Affinito
Vicepresidente Rsf Italia

ITALIA: 9 luglio una giornata di black out dell’informazione in Italia: un assaggio di quello che potrebbe accadere 

In un’intervista pubblicata online, il segretario generale di Reporter senza frontiere Jean-Francois Julliard ha espresso il proprio sostegno a tutti i giornalisti italiani che saranno in sciopero il 9 luglio in segno di protesta contro la proposta di legge che riforma le norme in materie di intercettazioni telefoniche e ambientali. Una legge draconiana che prevede il carcere fino a due mesi per i giornalisti per i giornalisti che pubblicheranno estratti di intercettazioni telefoniche dopo che un giudice ha ordinato la loro distruzione e fino a 464.700 € di multa per i loro editori.
Secondo la proposta di legge, approvata dal Senato, le stesse sanzioni sono previste per chi pubblica le intercettazioni pubbliche e gli atti di indagine, compresi quelli non secretati, fino all’inizio del processo, il che in Italia vuol dire spesso alcuni anni. Il disegno di legge prevede che le vicende giudiziarie possano essere raccontate per riassunto.
Le nuove norme stabiliscono, inoltre, pene detentive per quei reporter non iscritti all’ordine dei giornalisti e che fanno uso di telecamere nascoste o registratori audio nel corso della loro attività
“Salutiamo questa protesta da parte dei media italiani” ha dichiarato Reporter senza frontiere. “Dimostra che i problemi sollevati dal progetto di legge non sono motivati da alcun capriccio irresponsabile o dal desiderio di difendere gli interessi di una professione. L’edicola sarà vuota, i siti di informazione difficilmente saranno aggiornato e gli italiani saranno fornite solo parzialmente informati di quanto succederà il 9 luglio. Questa situazione atipica è un assaggio di quello che potrebbe accadere in Italia se la Camera dei Deputati non farà il proprio dovere”. “Questo disegno di legge è un attacco all’inchiesta giudiziaria. Se il Parlamento italiano è pronto a cambiare quella che è la base del diritto fondamentale della stampa, perché dovrebbe fermarsi qui? Che cosa dobbiamo pensare del disegno di legge che prevede la concessione di una licenza per le tv via web? Come può essere accettabile per le televisioni di Stato a non essere in grado di organizzare dibattiti politici durante una campagna elettorale? Il governo italiano sta chiaramente non difendendo l’interesse pubblico per quanto riguarda notizie e informazione. Ci auguriamo che questo non sia anche il caso del Parlamento e che gli italiani non debbano ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo per ottenere la protezione per il loro diritto alla stampa libera e indipendente.
“L’impatto di questo disegno di legge non si limita in Italia. E’ fondamentale che i parlamentari italiani tengano conto delle ripercussioni internazionali che potrebbero esserci nel mettere in discussione il ruolo della cronaca giudiziaria. La legalizzazione della censura. per mezzo di un arsenale legislativo sempre più sofisticato è in crescita. Dittature straniere hanno imparato a imitare le ambiguità delle leggi europee. Cerchiamo di non offrire loro, sotto il falso pretesto di difendere la privacy, una nuova opportunità per giustificare i loro abusi”.
“Come membro fondatore dell’Unione Europea, inoltre, l’Italia ha una responsabilità permanente nella difesa delle libertà civili e a questa legge non si deve permettere di minare questo impegno. Se l’Italia volta le spalle a uno dei principi dell’indipendenza della stampa, come l’Europa può sperare di far sentire la propria voce sul tema della libertà di stampa? Quale credibilità sarà in grado di mantenere il Parlamento europeo se da una parte condanna giustamente le pratiche repressive in altri paesi e dall’altra le tollera in uno dei suoi membri?”
“Ribadiamo il nostro appello a tutti i membri della Camera dei Deputati in Italia di rifiutare di votare questa legge. Ci auguriamo che la cultura democratica del Parlamento prevarrà. Chiediamo inoltre al Parlamento europeo, che sta tenendo una sessione plenaria a Strasburgo, di intervenire in questa materia. La tenuta di un semplice dibattito sulla situazione della libertà di stampa in Italia è stata stranamente negata da alcuni deputati europei. Sembra che la persistenza e l’amplificazione di queste questioni meritano qualche attenzione in più”, ha dichiarato Reporter senza frontiere.

Per l’occasione Vauro ha donato una propria vignetta a Rsf che è pubblicata sui siti internet di Rsf Italia e Rsf Internazionale.

ITALIA: Intervista al Segretario Generale di RSF sul sostegno allo sciopero dei giornalisti italiani del 9 luglio 2010

Reporters sans frontières ha pubblicato un’intervista al suo Segretario Generale, Jean-Francois Guillard, circa il sostegno di RSF allo sciopero dei giornalisti italiani e la richiesta al Governo di ritirare il provvedimento cosiddetto “anti-intercettazioni” che limiterebbe fortemente la libertà di informazione in Italia.

Per vedere la intervista (in francese con i sottotitoli in italiano) cliccare qui sotto

ITALIA: 9 luglio 2010, blackout dell’informazione italiana: un’anticipazione di quanto sta per avvenire?

Nelle prossime ore, RSF pubblicherà sul proprio sito internazionale (www.rsf.org) e su quell’italiano (www.rsfitalia.org) un’intervista al suo Segretario Generale, Jean-Froncois Guillard, circa il sostegno di RSF allo scipero dei giornalisti italiani e la richiesta al Governo di ritirare il provvedimento cosiddetto “anti-intercettazioni” che limiterebbe fortemente la libertà di informazione in Italia.

Reporters sans frontières ringrazia Vauro Senesi per la gentile concessione di questa vignetta orginale.

Disponibile in italiano la relazione sulle attività di RSF a sostegno dei giornalisti in difficoltà e in esilio

Reporters sans frontières ha diffuso un relazione sulle sue attività a sostegno dei giornalisti in difficoltà e dei giornalisti che sono stati costretti a fuggire all’estero. Fornire assistenza finanziaria, incaricare avvocati e contattare funzionari di governo per richiedere i visti sono solo alcune delle attività di questo tipo di attività di RSF, in costante crescita. Allo Sportello di Assistenza creato a Parigi nel 2004, all’inizio di quest’anno se n’è aggiunto un’altro a Berlino.

I numeri 2009 per queste attività parlano della gestione di circa 120 casi di giornalisti fuggiti dal loro paese e la concessione di 130.000 € in aiuti di emergenza finanziaria. Più di 50 casi sono già stati trattati dall’inizio di quest’anno. L’Iran è diventata una delle parti principali di queste attività negli ultimi 12 mesi, rappresentando almeno l’80 per cento del lavoro.

La relazione che è qui allegata (in italiano grazie alla collaborazione di Alex Sfera per la traduzione ) include non solo una sintesi delle attività, ma anche commenti da parte del personale di Reporters sans frontières che spiegano i problemi e le sfide che hanno dovuto affrontare. La seconda parte della relazione comprende lr interviste con quattro giornalisti che hanno trovato rifugio in Francia. Parlano delle circostanze che hanno portato alla fuga all’estero, della situazione della libertà di stampa nei loro paesi e delle loro speranze per il futuro.

Nella pagina finale, Reporters sans frontières formula una serie di raccomandazioni ai governi per migliorare la protezione dei giornalisti che sono dovuti fuggire all’estero e per rispondere alla loro necessità/diritto di un rifugio sicuro.

Relazione Reporters sans frontières
sulle attività di sostegno dei giornalisti in difficoltà e in esilio
(in italiano)

ITALIA: Manifestazione “anti bavaglio”, l’intervento di Mimmo Càndito, Presidente della Sezione Italiana di Reporters sans frontières

Migliaia di persona a Roma, in piazza Navona, hanno partecipato alla manifestazione indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa per protestare contro il disegno di legge cosiddetto “anti intercettazioni”, disegno che -qualora apporvato dalle Camere- istituirebbe un vero e proprio bavaglio alla stampa scritta e parlata.

Reporters sans frontières ha aderito alla manifestazione ed ha partecipato con un intervento dal palco del suo Presidente della Sezione Italiana, Mimmo Càndito.

Nel video clip, l’intervento di Mimmo Càndito.

Italia: Il Presidente della sezione italiana di RSF interviene a Roma alla manifestazione del 1° luglio per la Libertà di Stampa e contro la “legge bavaglio”

Oggi alle ore 17 i varie piazze italiane ed all’estero, la Federazione Italiana della Stampa (FNSI) ha organizzato manifestazioni per esprimere il più fermo dissenso e preoccupazione per la cosiddetta “legge anti intercettazioni”, legge che colpisce la libertà di stampa rendendo in pratica impossibile il dare notizie sui procedimenti in corso.

La Sezione italiana di Reporters sans frontières aderisce alla protesta e parteciperà alla manifestazione di Piazza Navona con un intervento del suo presidente, Mimmo Càndito e con le sue bandiere.

La manifestazione di piazza Navona sarà condotta dal palco dalla giornalista Tiziana Ferrario, oggetto recente di una epurazione dal video del TG1 e membro del comitato direttivo italiano di RSF.

Per approfondimenti sulla posizione di RSF sulla legge bavaglio” si veda il comunicato del 10 giugno, a firma di Domenico Affinito, vicepresidente.